



Sicuro, noi rispettiamo le opinioni di tutti, ma ricordati che scrivi in un forum socialista.
Ad ogni modo faccio veramente fatica a pensare ad un pensiero che contenga sovranismo e progressismo insieme, di per sé il progressismo contemporaneo (da distinguere con quello sette-ottocentesco) nasce dal pensiero social-liberale europeo ed americano, quello che invoca la fine delle nazioni sovrane, quello dell'UE e del patto atlantico, quello della disgregazione della società della famiglia e quello dell'esercito di schiavi di riserva costituito dagli immigrati.
Mi sembra un discorso poco logico, scusa se te lo dico. Tantovale definirsi hitleriani per poi dire si ma con quello che ha fatto Hitler e il NSDAP non voglio avere nulla a che fare.
Se per giudizio positivo intendi il fatto che messo a confronto con il ventennio Berlusconiano/centrosinistra ed i suoi personaggi c'è quasi da rimpiangerlo Craxi beh, va bene.
Ma se c'è da prendere Craxi come modello boh, non so cosa dirti. I miei modelli storici sono Platone, i Gracchi, Gesù di Nazareth, la Lega Lombarda (medievale), Mazzini, Pisacane, Garibaldi, Marx ed Engels, Corridoni, Lenin, Gramsci, Ho Chi Minh, Guevara, Sands...
A me non basta che Craxi abbia fatto lo sgambetto un paio di volte agli americani per giudicarlo positivamente. Craxi ha consegnato quel poco che di autenticamente socialista rimaneva nel PSI per farlo diventare il seme dei vari euroscimmioni prodiani, di quelli che applaudivano all'UE, per non parlare di come lasciò ai criminali NATO puntare i missili contro l'URSS mettendo l'Italia in una pericolosissima situazione.
Craxi ha tolto la falce e martello dal PSI sia realmente che metaforicamente. Io direi che è sufficiente per non renderlo un mito, non tra i veri socialisti.
Meglio, me ne rallegro. In questo caso, ti chiedo sentitamente scusa, ma ti prego di avere la comprensione nel capire che appena sentiamo certi termini alziamo tutti le orecchie come segugi qui dentro e i motivi te li ho gia spiegati...
Noi qui siamo tutt'altro che aventiniani, siamo per la lotta popolare, per la continuità rivoluzionaria. Sicuramente siamo in pochi ma sai come si dice, meglio qualità che quantità. E soprattutto nessuno si fa prendere per il naso dall'antifascismo di plastica delle sinistre moderne e del pensiero unico imposto, che sono il fulcro della mentalità fascio-progressista, trotzkista e revisionista.
★ TIOCFAIDH ÁR LÁ ★╾━╤デ╦︻
革命无罪,造反有理


Per favore, cerchiamo di non fare confusione e di non divulgare messaggi incompatibili con la linea del forum.
A Meridio: a noi non interessano il falangismo spagnolo o i gruppi "nazimaoisti" degli anni '60 e '70. Noi ci appelliamo a un patriottismo mazziniano e socialista. Un patriottismo costituzionale che pretende di mettere al centro della vita politica italiana la famosa Carta . Non perché "bella" o reliquia degli antifascisti a corrente alternata, ma perché 1000 volte preferibile ai trattati europei e a tutto ciò che può rubarci quel poco che rimane di sovranità nazionale.
A Frugale: sono contento del fatto che anche tu ritienga improponibile e non auspicabile lo squadrismo. Però, come ti ho già fatto notare, storicamente esso fu un fenomeno che si indirizzò contro lavoratori, cooperative e liberi sindacati. Per me non può essere giustificato in alcun modo. Che poi la violenza l'abbiano utilizzata anche i paesi liberali, socialdemocratici ecc... è verissimo. Ma si tratta di un altro discorso. Non ritengo proficua, inoltre, una nuova polemica sul tema "fascismo vs. antifascismo". Molti utenti che scrivono qui dentro hanno una propria identità politica (e storica). Quello che ci permette di dialogare, nonostante le differenze, è il comune rifiuto dei potentati economici e delle organizzazioni sovranazionali. Non per creare il partito nazimaoista (mai esistito) , ma per ascoltare e confrontare tutte le voci del dissenso popolare.
Scritto ciò, prego tutti i presenti di attenersi alle argomentazioni esposte nell'articolo di apertura. E' giusto disertare una fiera del libro a causa della presenza di un editore vicino a CPI? Secondo me è una coglionata che, sotto certi aspetti, riecheggia la ben più nota e catastrofica "secessione dell'Aventino". Non hai le stesse idee dei neofascisti? Detesti il loro pensiero? Bene, se scrivi libri avrai anche la capacità dialettica di argomentare e di contraddire il tuo interlocutore. Invece i vari Wu Ming hanno preferito la ritirata. Patetici.
Ultima modifica di LupoSciolto°; 14-05-19 alle 21:00
Potere a chi lavora!


Sembra una coglionata anche a me. E' una coglionata in sé perché significa considerare una comunità politica come impresentabile a prescindere, come dei marziani da evitare/reprimere/cancellare. E questo atteggiamento, se trova terreno fertile, porta al sangue; qualcuno vuole il sangue?? Io no.
E' una coglionata perché fatta neanche a fini politici, ma elettoralistici, perché CPI si presenta alle elezioni, e in maniera più o meno fondata si possono trovare collegamenti tra CPI e Salvini. Quindi alla fine è stata una mossa (maldestra) del mainstream politico-culturale contro Salvini e il governo.
Nota: è emerso che per anni ha partecipato l'editore Freda (edizioni di Ar), personaggio dal vissuto e dai contenuti ben più radicali del movimento politico CPI che di fatto può essere descritto come un movimento socialista moderato.


Questa è la stessa cosa che scrive Mustillo, citando la volta in cui il PCI chiese ai suoi intellettuali di giurare fedeltà al fascismo per fare meglio opposizione.
No compagni, lasciare spazio ai fascisti è un grave errore. | La Riscossa
Venezuela e Zimbabwe nei nostri cuori!






Essere anti-fascisti nel 2019 è un po' come essere anti-cartagine nel 1200. La minaccia più grande alla nostra libertà e ai nostri diritti non viene certo da un'ideologia morta e sepolta in quasi un secolo di storia e l'anti-fascismo militante è un argomento facile dal momento in cui l'assenza di fascismo reale preclude una lotta vera e propria. Il fascismo tuttavia sollevò alcuni legittimi dubbi sul sistema economico all'epoca in auge (molto simile a quello di oggi per altro) e tentò di costruire un'alternativa, a tratti funzionale, a tratti incongruente, di sicuro non perfetta, ma pur sempre un'alternativa all'economia liberista che negli anni 20 e 30, come oggi, abbandonava i deboli e arricchiva i potenti.
Ciclicamente, nella storia, le masse popolari nazionali fanno i conti con gli alti e i bassi del capitalismo liberista e ogni volta che ciò accade nasce un'ideologia sincretica che tende a mettere insieme concetti appartenenti ad ideologie politicamente incompatibili. Il fascismo fu la risposta italiana alla crisi del primo dopoguerra, così come il bolscevismo fu la risposta allo stato di servitù e deprivazione delle masse contadine russe, così come il nazionalsocialismo fu la risposta tedesca allo sfacelo economico-sociale durante la Repubblica di Weimar.
Io credo che l'astio odierno contro il fascismo abbia ben poco a che fare con le deportazioni, le guerre e il totalitarismo. Ad oggi i nostri paesi "liberali e democratici", stringono mani e firmano trattati con paesi che con la democrazia e la libertà individuale hanno ben poco a che fare. La paura più grande delle elites turbomondialiste è che dalla miseria creata dal capitalismo globalista nasca un'alternativa - poco importa come verrà chiamata. Viene quindi identificato con la parola "fascismo" ogni tentativo di discostarsi dalla linea dettata ed imposta dall'establishment socio-economico-culturale dominato dal capitale e dalla finanza.
Lupo, guarda che qui dentro stiamo tutti dalla stessa parte. Il socialismo nazionale rientra, seppure in un'ottica magari più a destra, nel campo del socialismo. I vostri punti di riferimento sono anche i miei. Per tutto il resto non considero affatto la breve vita dei movimenti nazimaoisti negli anni '60-70 e per motivi personali tengo d'occhio il falangismo.
Diverso il discorso di Ribelle: se uno si definisce hitleriano, decide di seguire una corrente politica che è salita al potere ed è stata condannata dalla storia. La Primula Goliardica del passato, il nazimaoismo di allora, sono stati una nota a margine. Cosa ci sarebbe da condannare?


Abbiamo già detto chi siamo: socialisti e patrioti. Altre definizioni o collegamenti con movimenti , presenti o passati, dalla matrice poco chiara, esulano completamente dalla nostra natura (e te lo dice uno che un tempo ha avuto simpatie per gli ambienti cosiddetti "nazionalrivoluzionari"). Per questo ed altri motivi, dopo la lunga digressione sul nazimaoismo e/o rossobrunismo , eviterei volentieri quella sul falangismo.
Ultima modifica di LupoSciolto°; 14-05-19 alle 21:02
Potere a chi lavora!