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Discussione: Partito Marxista-Leninista Italiano

  1. #1
    Il Re del Nord
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    Predefinito Partito Marxista-Leninista Italiano

    Anche al PC di Rizzo piacciono le poltrone dell’europarlamento imperialista

    Un importante sito borghese rilancia subito la “corsa” del PC definendola “Terremoto a sinistra”

    Grazie all’inserimento del simbolo elettorale del KKE, il partito comunista greco revisionista, nel suo, anche il PC di Rizzo sarà in corsa per le elezioni europee. Un obiettivo che non avrebbe mai raggiunto altrimenti data l’incapacità di raccogliere le 145.000 firme previste per legge, delle quali 3.000 solo in Val d’Aosta.
    “Un gesto di vero internazionalismo” da parte del KKE, come lo definisce sul proprio sito il sedicente Partito Comunista, che aiuterà Rizzo (capolista in tutte le circoscrizioni) nel tentativo di sedere ancora una volta sulla poltrona dell’europarlamento che agogna dal 2009, ultimo anno della sua partecipazione, allora nelle file del Partito dei Comunisti Italiani dell’oscuro agente del KGB a libro paga negli anni ottanta, Armando Cossutta.
    “La partecipazione alle europee non muta il nostro giudizio sulla natura irriformabile dell’Unione Europea e delle sue istituzioni (…) Unione Europea che è una alleanza imperialista in cui al timone ci sono le grandi società della finanza”.
    Questo è quanto si legge sul sito del PC, lo stesso brano nel quale emerge il tentativo di coprirsi da parte di Rizzo, dichiarando che utilizzerà la campagna elettorale denunciando la natura dell’UE “senza ipocrisie ed opportunismi di sorta”.
    In realtà ipocrita ed opportunista è proprio la partecipazione, fortemente voluta dal poltronaro elettoralista segretario nazionale del PC, che di fatto supporta e consolida quella stessa Europa che si dice di voler abbattere. C'è poco da fare, quando la borghesia chiama alle elezioni, puntuale viene fuori la natura elettoralista, parlamentarista, riformista e costituzionalista degli imbroglioni politici anche se travestiti da comunisti.
    Ci chiediamo del perché, se davvero l’intento finale non è meramente elettorale ma quello di smascherare l’UE imperialista, il PC non si ponga in opposizione a questo organismo e, come fa il PMLI, utilizzi la campagna elettorale non per raccogliere voti per ottenere qualche poltrona nell'europarlamento, ma andando in piazza per screditarne l’autorità agli occhi delle masse, per staccarle idealmente e praticamente da essa invitandole a rifiutarla disertando quelle stesse elezioni che di fatto la legittimeranno?
    Qual è, in realtà, quel vincolo che imporrebbe le candidature ad un organismo se davvero lo si vuole abbattere?
    In realtà non c’è nessun obbligo, ma soltanto una grande occasione, imperdibile per Rizzo, di ritornare nell’europarlamento, istituzione della borghesia e del grande capitale, profumatamente pagato dalle masse europee sempre più in difficoltà economiche; ma questo, a quanto pare, poco gli importa. A lui interessa che l'elettorato di sinistra e i sinceri comunisti non escano dalle istituzioni borghesi. Lo stesso identico interesse della classe dominante borghese, come dimostra l'immediato rilancio della posizione del PC da parte dell'importante sito affaritaliani che, intervistando Rizzo con tanto di foto, ha titolato “Terremoto a sinistra. Uno spettro si aggira per l'Europa”. Non è un caso che tale incallito imbroglione politico trovi tanto spazio nei media borghesi, ma anche in quelli fascisti, mentre il PMLI viene regolarmente ignorato soprattutto durante il periodo elettorale.
    Sempre il PC attraverso il suo sito sostiene che la presenza alle elezioni europee sarebbe un importante segnale di rafforzamento dell’ICE, l’Iniziativa Comunista Europea e di tutti i partiti sedicenti comunisti europei che nella loro carta fondativa sostengono l’uscita unilaterale dei Paesi stessi dall’UE e dalla NATO; non dovrebbe sfuggire a nessuno, in particolare ai militanti del Partito Comunista, la pesante contraddizione esistente tra le dichiarazioni di Rizzo da un lato, e l’opportunismo elettorale che, come già detto, nella sostanza rafforza e accredita coi fatti la stessa Europa imperialista, chiedendo il voto anche a chi si definisce comunista.
    Lenin sosteneva che “La potenza del capitale è tutto, la Borsa è tutto, mentre il parlamento, le elezioni, sono un gioco da marionette, di pupazzi ”, e ciò è vero su scala nazionale e più che mai nell’europarlamento.
    Eccoci dunque di nuovo di fronte ad un vecchio inganno elettorale dell’ennesimo pupazzo al servizio della borghesia e nulla più. Riflettano bene i sinceri comunisti che ripongono fiducia in Rizzo, nel PC e nella FGC e si accorgeranno del pantano imperialista e riformista nel quale questo gruppo dirigente li sta cacciando.
    In questa necessaria e doverosa riflessione antimperialista potrebbero essere aiutati da un'attenta lettura del documento dell'Ufficio politico del PMLI sulle elezioni europee.

    17 aprile 2019

    PMLI - Anche al PC di Rizzo piacciono le poltrone dell?europarlamento imperialista
    Venezuela e Zimbabwe nei nostri cuori!

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito Re: Partito Marxista-Leninista Italiano

    Deliri in libertà
    Lord Attilio likes this.
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    le violette sono blu,
    Israele è un'entità imperialista illegale

  3. #3
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    Predefinito Re: Partito Marxista-Leninista Italiano

    Alle elezioni europee 2019 in Italia
    Astensionismo primo “partito”


    In Sicilia e Sardegna la più alta diserzione dalle urne. La Lega fascista capofila dei partiti italiani dell’UE. Tonfo del M5S. Il PD recupera voti del M5S ma perde voti. Avanza il partito fascista della Meloni. FI sempre più indietro. Briciole ai partiti degli imbroglioni di sinistra (La Sinistra e “PC”)
    24.195.292, 47,5% DELL’ELETTORATO, DELEGITTIMANO L’UE IMPERIALISTA


    È l’astensionismo il primo “partito” italiano alle elezioni europee svoltesi nel nostro Paese il 26 maggio. Ben 24.195.292 astenuti (coloro che hanno disertato le urne, col voto più esplicito e coraggioso che l’elettore astensionista possa scegliere per esprimere la propria volontà, annullato la scheda o l’hanno lasciata in bianco), il 47,5% degli aventi diritto, la percentuale più alta dal 1979 allorché si tennero le prime consultazioni per l’elezione diretta del parlamento europeo di Strasburgo, +1,7% rispetto a quelle del 2014 e ben +16,9% rispetto alle ultime elezioni politiche del 2018. Un risultato, in controtendenza rispetto agli altri paesi dell’Unione europea che hanno fatto registrare la più alta affluenza al voto da 20 anni, tanto importante quanto impressionante, che delegittima l’UE imperialista che mira a competere con le altre superpotenze imperialiste, USA, Cina e Russia, per la spartizione del mondo, sottraendole quel consenso popolare e di massa strategicamente decisivo per sostenere la sua politica economica, sociale, estera e militare. Un risultato altresì ottenuto nonostante l'appello della chiesa cattolica e quello unitario della Confindustria e dei sindacati confederali a non astenersi; nonostante la campagna terroristica e ingannatoria della superpotenza imperialista europea contro l’astensionismo e per spingere quanti più elettrici e elettori possibili, come non mai, ad andare a votare, utilizzando siti ad hoc, cortometraggi e vere e proprie campagne lautamente finanziate da Bruxelles e nonostante la concomitanza con le elezioni regionali in Piemonte e le amministrative in 3.786 comuni di cui 5 capoluoghi di Regione e 20 di Provincia. Senza dimenticare che queste elezioni europee erano state caricate di una notevole valenza politica interna, soprattutto dal ducetto Salvini che ci arrivava col vento in poppa dei precedenti successi delle politiche dell’anno scorso e di quelle amministrative e regionali più recenti.

    L’Italia dell'astensione
    Ed ancora una volta è la parte più povera del Paese, quella delle regioni tra le più povere e arretrate d’Europa, con i lavoratori e gli operai vittime delle ristrutturazioni comunitarie, gli agricoltori e gli allevatori gettati sul lastrico da una politica agricola comune iniqua, delle quote e della messa a riposo forzata delle terre, che ha dato le percentuali più alte di astensione. A partire dalle isole, la Circoscrizione 5, dove la diserzione dalle urne ha raggiunto il 66,3%, con oltre 4 milioni di astenuti su un corpo elettorale di 6 milioni, con un +3,7% in più rispetto alle precedenti europee del 2014. Nello specifico la diserzione dalle urne ha toccato il 63,8% in Sardegna (+5,8% rispetto al 2014) e il 62,5% (+5,4%) in Sicilia. Per proseguire col martoriato Sud d’Italia, Circoscrizione 4, con 7 milioni di astenuti su 12 milioni e mezzo di aventi diritto, dalla Calabria col 56% (+1,8%), Basilicata 52,7% (+2,1%), Campania 51,7% (+2,8%), Puglia 50,2% (+1,7%).
    Degli Abruzzi (47,4% di astensione) l’incremento maggiore rispetto al 2014, ben l’11,5%. Diserzione dalle urne che resta altissima in Molise, 46,7% (+1,4%) e Lazio, anch’esso 46,7% (+3,1%). Rispetto al 2014 l’astensionismo è calato in sole due regioni, in Valle d’Aosta, 48,1% (-2,3%) e Trentino Alto Adige, 40,1% (-7,2%).
    Tra le province il record spetta a Caltanissetta col 65,7% di diserzione dalle urne, seguita a ruota da Nuoro col 65,6%. La classifica dei maggiori incrementi del non voto rispetto alle precedenti europee a livello di città capoluogo è guidata da Sassari con ben il 17,0%, Teramo +15,9%, Caltanissetta +13,3%, l’Aquila con un significativo +11,2%, Chieti +10,5%,Trapani +9,8%, Pescara +9,2%, Terni +7,2%, Rimini +5,5%, Brindisi +4,8%, Pesaro e Urbino +4,2%, Roma +3,9%, Napoli +3,7%, Torino e Lodi +3,4%.

    La Lega fascista capofila dei partiti italiani dell'UE
    A cantare vittoria è la Lega del ducetto Salvini, il campione della destra fascista, razzista e xenofoba, diventata il capofila dei partiti italiani dell’UE con oltre 9 milioni di voti, il 18% sul corpo elettorale, di fatto quasi la metà del tanto strombazzato 34,3% sui voti validi, portando a Strasburgo 29 deputati. Alla base del successo leghista stanno i risultati delle due Circoscrizioni del Nord dove il partito di Salvini supera il 24% (40% sui voti validi) e nella Circoscrizione 3 del Centro dove diventa il primo partito, dopo l’astensionismo, col 18,9% (33,4% sui voti validi).
    I quasi 7 milioni e mezzo di voti in più rispetto al 2014, 3 milioni e 200 mila sulle politiche dell’anno scorso, sono arrivati, secondo l’analisi dell’Istituto Cattaneo, principalmente dal Movimento 5 Stelle, da Forza Italia e da un recupero dell’astensione. Qualcosa, e prevalentemente nel Sud, anche dal PD.
    Un Salvini gongolante e col petto in fuori ha tenuto la sua conferenza stampa all’una di notte del 27 maggio, dove è tornato a baciare il rosario e perorare un’Unione europea ancora più a destra. “È chiaro che le regole europee vanno cambiate, che i vincoli europei vanno cambiati. Siamo il primo partito di questo Paese e faremo valere i nostri diritti in Europa”.

    Il tonfo del M5S
    Il partito dell’altro ducetto Di Maio esce invece letteralmente con le ossa rotte dalle europee. L’inganno di questo Movimento trasversale e interclassista, che lo aveva fatto diventare il nuovo puntello del capitalismo e del regime neofascista, pare essere già ai titoli di coda. Numeri impietosi, col 9% sul corpo elettorale (17,1% sui voti validi), meno 1milione e 200 mila voti sulle precedenti europee e soprattutto meno 6 milioni e 300 mila voti rispetto alle politiche 2018 che lo hanno portato al governo. Il M5S crolla nelle circoscrizioni del Nord-est, perde in quella del Centro, in entrambe sopravanzato addirittura dal PD, e si salva dal naufragio totale rimanendo il secondo partito, dopo l’astensionismo, nel Sud e nelle isole. “Siamo stati penalizzati dall’astensione, soprattutto al Sud” è stato il laconico commento a caldo del ducetto Di Maio.
    Dove siano andati a finire gli oltre 6 milioni di voti bruciati dal M5S è presto detto. Come constatato dallo stesso Di Maio prevalentemente gli elettori del Movimento si sono astenuti. Sempre secondo il report dell’Istituto Cattaneo, confermato anche dai dati raccolti dalla società SWG, solo poco più di un terzo degli elettori che avevano votato il M5S nel 2018 lo hanno votato il 26 maggio. Un terzo abbondante (circa il 38%) si è astenuto, il 14% ha votato Lega, il 4% ha votato PD, il 6% altri partiti. In particolare ha perso voti tra i giovani e gli under 40. 14 saranno gli eurodeputati a Strasburgo.

    Il PD recupera dal M5S ma perde voti assoluti
    Dopo che tra le politiche del 2013 e quelle del 2018 aveva perso circa 2 milioni e 600 mila voti (quasi il 30% del proprio elettorato) il partito democratico ha evitato sì il tracollo, ma in definitiva ha perso ancora consensi. Non solo in raffronto con le europee del 2014, meno 5 milioni e 100 mila, ma anche sulle politiche del 2018, meno 0,8% sul corpo elettorale pari a 380 mila voti, che avevano segnato la sua disfatta e quella del “centro-sinistra”. Seppur guadagni in termini percentuali sui voti validi (+4,3%) il partito di Zingaretti ha poco di che rallegrarsi, se non essere rimasto il primo partito, dopo l’astensionismo, in 6 delle 10 grandi città per popolazione: Roma, Milano, Torino, Genova, Bologna e Firenze ed essere risultato il più votato dall’esigua percentuale, 7,5%, degli italiani all’estero aventi diritto.
    Sempre secondo l’analisi dell’Istituto Cattaneo e SWG il PD infatti “ha sostanzialmente interrotto l’emorragia che negli anni scorsi aveva portato molti voti del suo bacino elettorale verso il M5S” e se da un lato “gran parte degli elettori che nel 2018 avevano scelto il PD confermano oggi il loro voto” dall’altro è palese la “scarsa capacità di attrazione di nuovi elettori”, come dimostrano il 4% recuperato dal M5S e il 6% dall’ormai inesistente Liberi e Uguali (LeU).
    Per il segretario Zingaretti, gongolante per i 17 scranni conquistati al parlamento europeo, che è tornato a parlare di “bipartitismo” in funzione di “baluardo anti-Lega” (sic!),“L’aggressione sovranista alle istituzioni europee è fallita. Nel parlamento europeo c’è un’ampia e solida maggioranza per cambiare rilanciando il sogno europeo”. Come se “europeismo” e “sovranismo” non fossero due facce della stessa medaglia imperialista.

    Avanza il partito fascista della Meloni
    A beneficiare del regime neofascista instaurato nel nostro Paese non potevano essere che i fascisti storici, cemento di Fratelli d’Italia della Meloni, che debutterà tra i banchi dell’europarlamento con 6 deputati. Il dato nazionale li colloca dopo, ma molto vicini a Forza Italia, con 720 mila consensi in più delle europee del 2014 e 300 mila in più delle politiche dell’anno scorso. Evidente il travaso di voti dal partito di Berlusconi ormai in caduta libera, anche se in misura decisamente minore che verso la Lega. Nella circoscrizione 3 del Centro, grazie soprattutto al voto del Lazio, FDI supera FI, anche se prendendo le reali percentuali sul corpo elettorale e non sui voti validi, il partito fascista della Meloni si attesta a livello nazionale al 3,4% contro il 6,4%: un risultato che non gli avrebbe permesso di superare la soglia di sbarramento del 4%.
    Per la leader di FDI “il messaggio è che gli italiani hanno votato per consegnare un’altra maggioranza rispetto a quella di oggi, un’altra maggioranza possibile, formata da Lega e FDI. Gli italiani hanno detto che non vogliono il M5S al governo, siamo pronti ad assumerci la nostra responsabilità”.

    Forza italia in caduta libera
    Altro crollo verticale del partito di Berlusconi che perde dal Nord al Sud oltre 2 milioni e 200 mila voti sia sulle europee del 2014 che sulle politiche del 2018, attestandosi ad un misero 4,6% sul corpo elettorale e 8,8% sui voti validi. Ormai la classe dominante borghese, l’alta finanza e i grandi e medi capitalisti in testa non hanno più bisogno del leader che li ha rappresentati per anni, sentendosi sempre più garantiti dal ducetto della Lega e dal governo nero fascista e razzista Salvini-Di Maio che gli ha aperto di recente anche la Via della seta cinese. Intanto per Berlusconi e altri 6 suoi compari altri stipendi da nababbo e pensione dorata dall’emiciclo europeo.

    Briciole ai partiti degli imbroglioni di sinistra
    469.884 voti alla lista La Sinistra , coacervo di trotzkisti e neorevisionisti tra i quali PRC, Altra Europa con Tsipras, Sinistra Italiana, Convergenza socialista, Partito del Sud, Transform Italia capitanata da Fratoianni (0,9% sul corpo elettorale, 1,8% sui voti validi), meno 638 mila voti rispetto alle europee del 2014 e meno 1 milione sulle politiche 2018; 235.535 voti al “PC” dell’arcimbroglione opportunista Marco Rizzo (0,5% e 0,9%), meno 832 mila consensi rispetto al 2018 unico dato comparabile. Risultati da prefisso telefonico. Queste le briciole raccolte dai partiti parlamentari a sinistra del PD al banchetto imperialista delle elezioni europee.
    L’ennesima dimostrazione di come l’UE sia irriformabile, e le sue istituzioni antidemocratiche e nemiche dei popoli, a partire dal parlamento europeo con la soglia di sbarramento al 4%. È compito del proletariato e delle masse popolari e di tutti gli autentici anticapitalisti e antimperialisti combatterla dall’esterno e distruggerla nell’interesse della pace, dell’indipendenza e della sovranità nazionali e della lotta per il socialismo.

    Solo il socialismo può realizzare l’Europa dei popoli
    In Italia solo il PMLI ha propagandato l’astensionismo marxista-leninista. E lo ha fatto come ha potuto, con i media borghesi e di regime che hanno puntualmente ignorato la posizione e le attività elettorali del Partito. E lo ha fatto nonostante sia stato penalizzato ancora una volta dalla soppressione dei tabelloni elettorali per i partiti che non presentano liste.
    Se una minima parte di elettori è potuto entrare in contatto con le idee e le proposte del PMLI, è solo grazie ai militanti e ai simpatizzanti del Partito che, contando esclusivamente sulle proprie forze, mezzi e risorse economiche, si sono battuti con coraggio e generosità senza pari.
    Anche se la nostra propaganda è stata come una goccia nel mare, ha certamente contribuito all’avanzata dell’astensionismo qualificato e motivato contro l’UE imperialista, le sue istituzioni e i suoi partiti.
    Coscienti che solo il socialismo è in grado di realizzare l’Europa dei popoli, di abbattere tutte le barriere siano esse fisiche o economiche, perché il proletariato andrà al potere, i prodotti del lavoro potranno essere goduti interamente dal popolo lavoratore, sviluppate le conquiste sociali, economiche e politiche, costruito un nuovo ordine sociale sulle ceneri di quello capitalistico e imperialistico. Battersi per l’Europa socialista rimane un nostro dovere, noi faremo fino in fondo la nostra parte e vorremmo che le astensioniste e gli astensionisti sinceri fautori del socialismo e le compagne e i compagni che in buona fede hanno votato il “PC” e La sinistra , si unissero in tutte le forme possibili al PMLI, nella lotta per distruggere la UE e realizzare il socialismo nei singoli paesi, a cominciare dall’Italia.

    29 maggio 2019

    PMLI - Alle elezioni europee 2019 in Italia l'Astensionismo primo ?partito?. In Sicilia e Sardegna la più alta diserzione dalle urne. La Lega fascista capofila dei partiti italiani dell?UE. Tonfo del M5S. Il PD recupera voti del M5S ma perde voti. Av
    Venezuela e Zimbabwe nei nostri cuori!

  4. #4
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    Predefinito Re: Partito Marxista-Leninista Italiano

    Il fascismo del XXI secolo e come combatterlo

    La battaglia politico-culturale per espellere i fascisti di CasaPound dal Salone del Libro di Torino e le contestazioni antifasciste che non danno tregua al ducetto Salvini, inseguendolo per tutto il Paese ovunque vada a spargere la sua sporca propaganda, hanno risvegliato l'attenzione e il dibattito sul pericolo del fascismo in Italia.
    Ma non tutti gli antifascisti vedono questo pericolo, incredibilmente nemmeno chi si professa comunista e chi avuto un passato “comunista”. Ci riferiamo a Norma Rangeri, direttrice de “il manifesto” trotzkista, della quale ci siamo occupati sul n. 20 de “Il Boscevico”, e a Marco Rizzo, segretario generale del sedicente partito comunista. Quest'ultimo nell'intervista rilasciata ad Alessandro De Angelis, giornalista del sito Huffington Post diretto da Lucia Annunziata, ha dichiarato che “il fascismo è un fenomeno storico ben delineato. Non bisogna per forza etichettare tutto come fascismo, per inserirlo nella categoria di nemico. E' un errore che la sinistra fa spesso... A furia di evocare il pericolo alla lunga diventerà concreto”. Intanto Rizzo non si è vergognato di stare in mezzo a Simone Di Stefano, segretario di CasaPound, e a Roberto Fiore, segretario di Forza nuova, senza nemmeno attaccarli durante una tribuna elettorale di Rai3.
    Ci riferiamo anche a Viola Carofalo, portavoce di Potere al popolo, per la quale si tratta al massimo di una “stretta autoritaria”, e a paolo Flores d'Arcais, direttore di Micromega, che dopo i risultati elettorali del 26 maggio ha scritto: “Ha vinto il pre-fascismo, che non è fascismo, ovviamente, e potrebbe non diventarlo”.
    Secondo il PMLI però la questione non è tanto il pericolo fascista, quanto l'esistenza del fascismo. Ne parleremo più avanti.
    Come al tempo del movimento dei "girotondi" contro Berlusconi, e dopo il lungo sonno filogovernativo in appoggio ai governi a guida PD di Letta, Renzi e Gentiloni, è il giornale "la Repubblica" a sostenere la realtà del pericolo fascista e a proporsi alla testa, sul piano giornalistico e culturale, di un movimento che si contrappone ai gruppi neofascisti e a Salvini. Lo si è visto con l'ampio risalto dato alla celebrazione del 74° Anniversario della Liberazione, l'unico tra tutti i grandi quotidiani italiani a esporre in prima pagina una grande foto con i partigiani in armi.
    Dopo la conclusione della battaglia del Salone del Lingotto il quotidiano diretto da Carlo Verdelli ha riproposto con forza il tema, con un editoriale di Ezio Mauro ("Il fascismo 2.0 e il governo della paura") che sostiene la realtà del pericolo fascista oggi, anche se in forme certamente diverse dal fascismo storico, e chiama a risponderne l'attuale governo con la sua "ferocia xenofoba e fobia securitaria", accusandolo di servirsi di questo "fascismo 2.0" come "una cornice nera per condizionare il Paese, giustificando il governo della paura". Il punto è che l'ideologo di “Repubblica” vede la “reincarnazione” del fascismo nei gruppi neofascisti e non in Salvini al quale addirittura chiede “un giudizio politico” su di essi. Dopo le elezioni, non potendo ignorare come si è comportato Salvini in campagna elettorale, sempre su “Repubblica” ha scritto che “Salvini ha superato furiosamente le colonne d'Ercole della politica italiana e occidentale, spingendosi nel mare oscuro di un'ultradestra che nel dopoguerra non avevamo mai conosciuto”. E' vero, ma allora perché non usare il termine giusto che è quello del fascismo? Perché non dire che Salvini è un ducetto e che aspira a diventare il nuovo duce d'Italia?
    Ezio Mauro si propone evidentemente come il nuovo Eugenio Scalfari, dettando la linea giornalistica contro Salvini e i gruppi neofascisti suoi protetti come Scalfari la dettava ai movimenti democratici borghesi contro Berlusconi, le sue leggi indecenti e i suoi scandali. "La Repubblica" riempie così un vuoto che si è venuto a creare nella stampa della "sinistra" borghese con la scomparsa de "l'Unità" e con la defezione de "Il Fatto Quotidiano", troppo schierato in difesa del M5S e di questo governo per ammettere la sua natura fascista, arrivando a negarla perfino per Salvini, e sostenendo anzi che chi lo attacca come fascista lo aiuta a crescere nei sondaggi. La stessa linea espressa dal ducetto Di Maio al giornale di Marco Travaglio, per il quale "non sta tornando il fascismo, piuttosto c'è un innalzamento della tensione determinato da certe dichiarazioni, con piazze che sembrano quelle degli anni '70. Ma questa polemica destra-sinistra serve solo a Salvini e a Zingaretti, per polarizzare lo scontro. Noi Cinque stelle siamo post-ideologici e rappresentiamo il buon senso e la ragionevolezza".
    Lo storico dell'arte, ex presidente dell'associazione Libertà e Giustizia, elettore di La Sinistra, Tomaso Montanari, è il più deciso e impegnato tra gli intellettuali della sinistra liberale e cattolica nel riconoscere la realtà del pericolo fascista sotto le nuove forme in cui si presenta oggi e le sue connessioni col governo Lega-M5S, anche se lo attribuisce solo alla Lega e a Salvini mantenendosi ancora ambiguo nei confronti del M5S. Egli è stato, insieme allo storico dell'arte Salvatore Settis, tra i più decisi a boicottare il Salone di Torino, e ultimamente, recensendo su "Il Fatto" il libro del giornalista Claudio Gatti sulle infiltrazioni neonaziste nella Lega fino dalle sue origini, è tornato a battere sulle responsabilità dei governi di "centro-sinistra" e la loro politica liberista nell'aprire la strada al consenso di massa di cui gode oggi Salvini; responsabilità che Ezio Mauro riconosce invece solo fino ad un certo punto, attribuendola solo all'ultima fase del governo Renzi.

    I limiti dei democratici borghesi antifascisti

    La battaglia antifascista di tutti gli oppositori liberal-democratici a Salvini e ai gruppi neofascisti è apprezzabile, ma è parziale e limitata perché si svolge interamente nel quadro della Costituzione del 1948, come se essa potesse rappresentare un baluardo invalicabile per la politica fascista, razzista, xenofoba e nazionalista del governo e per la preoccupante crescita dei gruppi neofascisti e neonazisti da esso aizzati e protetti, cosa che palesemente cozza contro la realtà dei fatti. Ne è proprio un esempio lampante la recente battaglia al Salone di Torino, dove paradossalmente era proprio l'editore nero di CasaPound ad appellarsi alla libertà di espressione sancita dall'articolo 21 della Costituzione, per rivendicare il diritto di partecipare alla fiera con le sue pubblicazioni inneggianti al fascismo e al nazismo. Spalleggiato di fatto, sempre in nome della Costituzione, dal Comitato organizzatore e da un buon numero di intellettuali della "sinistra" borghese.
    Questa Costituzione non può essere un baluardo contro il fascismo perché la XII disposizione transitoria e finale che vieta "la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista" non è mai stata di fatto applicata in oltre 70 anni dalla sua promulgazione, contro le numerose forme che ha assunto via via il fascismo, dal MSI del fucilatore di partigiani Almirante, passando per AN di Fini fino a Fratelli d'Italia della Meloni, né tanto meno oggi contro le organizzazioni apertamente fasciste come CasaPound, Forza Nuova e altre, ammesse perfino alle competizioni elettorali. A dimostrazione che quello che di buono c'è scritto sulla Carta non vale nulla per la classe dominante borghese e i suoi governi.

    Siamo in un regime capitalista neofascista

    Ma al di là di questo non trascurabile aspetto, il fatto è che questa Costituzione ormai non esiste più, essendo stata demolita da destra in un lungo arco di tempo, a forza di stravolgimenti di fatto e di controriforme da parte dei governi di "centro-destra" e di "centro-sinistra", per costruire passo dopo passo l'attuale seconda repubblica capitalista, neofascista, presidenzialista, federalista, razzista e interventista. Il regime capitalista neofascista in cui da tempo viviamo è quello progettato tra il 1975 e 1976 dal "piano di rinascita democratica" della P2 di Licio Gelli, e attuato pezzo per pezzo principalmente da Craxi, Berlusconi, D'Alema e Renzi. Dunque il fascismo in Italia non è un pericolo ma una realtà con cui occorre fare i conti, e seriamente, ricercando un'intesa tra tutte le forze antifasciste.
    L'avvento del governo nero fascista e razzista Salvini-Di Maio lo ha rafforzato, incarognito e imbarbarito, con la persecuzione dei migranti e dei Rom, la chiusura dei porti alle navi delle Ong, l'aumentata repressione delle manifestazioni, in particolare quelle antifasciste, e viceversa la tolleranza verso il dilagare dello squadrismo neofascista e neonazista. A cui si aggiungono la legge sulla "legittima difesa", la liberalizzazione sulla vendita delle armi, la messa in mora del parlamento, il rapporto diretto di stampo mussoliniano tra "il capo" e le masse attraverso l'uso spregiudicato e invasivo dei social media, l'attacco ai giornalisti e ai magistrati non allineati, il manganellamento degli antifascisti che osano contestare Salvini, la polizia che entra nelle case per togliere gli striscioni antiSalvini, le ordinanze dei prefetti sulle “zone rosse”, la sospensione della professoressa di Palermo che ha permesso ai suoi alunni di produrre un video che paragona il decreto sicurezza di Salvini alla legge razzista di Mussolini, il rilancio dell'educazione fascista nelle scuole, il ritorno alla triade mussoliniana "Dio, patria e famiglia" e alla concezione patriarcale, antifemminile e omofoba della famiglia e dei rapporti tra i sessi ispirata direttamente al ventennio fascista.
    Mentre intanto sono in gestazione altre pugnalate alla Costituzione già ridotta in brandelli come il "decreto sicurezza bis", la riduzione del numero dei parlamentari, l'assoggettamento della magistratura al governo, l"autonomia differenziata" che spaccherà l'unità d'Italia con la secessione delle regioni più ricche del Nord, e la "flat tax" che abolisce la progressività delle imposte e aumenta a dismisura le disuguaglianze tra ricchi e poveri.
    È inutile guardare al passato e ripiegare in difesa di una Costituzione che non c'è più, come non c'è più la repubblica democratica borghese antifascista disegnata su quella Costituzione, perché siamo ormai in una situazione completamente diversa. Siamo in un regime capitalista e neofascista, dove il fascismo si ripresenta e viene allo scoperto sotto nuove forme: il fascismo del XXI secolo, che ha il volto di Salvini e siede direttamente nel governo Lega-M5S.

    Dare all'antifascismo un carattere anticapitalista, per il socialismo

    Chiedere lo scioglimento dei gruppi neofascisti e neonazisti in base alle suddette disposizioni finali della Costituzione e alle leggi Scelba e Mancino è giusto, e anche noi lo chiediamo, ma lo facciamo in un quadro completamente diverso da un illusorio "ripristino" della Costituzione senza che sia messo in discussione il regime capitalista e neofascista vigente. Appiattirsi su questa Costituzione, che ha sempre consentito ai vecchi fascisti di esistere e agire indisturbati, e a quelli mascherati da democratici di forzarla, stravolgerla e demolirla per impiantare il regime neofascista attuale, fino a partorire in piena "legalità costituzionale" questo governo nero fascista e razzista, significa giocare ad un gioco truccato e perdere la battaglia in partenza.
    Se si vuole davvero liberare il Paese dal fascismo occorre andare oltre i limiti angusti e inconsistenti della Costituzione borghese, e dare alla battaglia antifascista un chiaro e solido orizzonte anticapitalista. Il fascismo è una forma della dittatura della classe dominante borghese che essa alterna e mescola con la forma liberale e democratico-parlamentare a suo piacimento a seconda della situazione economica e politica del momento. Fino a diventare prevalente ed esplicita in momenti di forte crisi economica come questo, quando c'è da torchiare fino all'insopportabile i lavoratori e le masse popolari e aumenta il rischio di rivolte sociali. Il nazionalismo patriottardo e imperialista, il razzismo e la xenofobia, da sempre inseparabili dal fascismo, servono appunto a dirottare la rabbia delle masse verso falsi nemici esterni e interni e tenere al riparo la borghesia nazionale e il sistema capitalista che quei mostri porta sempre in grembo.
    Nelle attuali condizioni del nostro Paese la lotta contro il fascismo è inseparabile dalla lotta per abbattere la dittatura della borghesia, dare il potere politico al proletariato e conquistare il socialismo. Questo, cioè il cambiamento della marcia società borghese e la conquista di una nuova società fondata sul potere al proletariato, e non l'applicazione di una Costituzione che non c'è più, è l'obiettivo che tutti gli antifascisti conseguenti, devono darsi oggi se vogliono contrastare efficacemente e sconfiggere per sempre il fascismo.
    È una questione storica e politica di fondamentale importanza che il PMLI sottopone all'attenzione e alla discussione di tutte le forze politiche antifasciste, delle classi sociali sfruttate e oppresse, a cominciare dal proletariato a cui spetta le direzione della lotta al fascismo del XXI secolo, alle ragazze e ai ragazzi che stanno dando nelle piazze filo da torcere a Salvini e ai gruppi fascisti.
    Intanto queste forze, tutti i partiti con la bandiera rossa e la falce e martello, tutte le antifasciste e gli antifascisti, comunque votanti e dovunque collocati, dovrebbero prendere coscienza che Salvini è il ducetto dei fascisti del XXI secolo e che aspira a diventare il nuovo duce d'Italia, che il suo partito, la Lega, è il nuovo partito fascista, che il suo progetto è quello di guidare il governo del regime capitalista e neofascista. Quindi occorre dargli battaglia anche nelle piazze. Non dando retta a chi ancora dopo il risultato elettorale si ostina a negare che in Italia ci sia il fascismo e che la Lega e Salvini siano fascisti. Com'è possibile dopo che tutti abbiamo potuto vedere quell'immagine abominevole ed emblematica di Salvini che bacia il crocifisso e invoca la madonna per sostenere il suo progetto politico?
    Come ha detto il Comitato centrale del PMLI fin dalla fondazione di questo governo, che tutte le forze politiche, sindacali, sociali, culturali e religiose antifasciste si uniscano per combattere e abbattere il governo nero fascista e razzista Salvini-Di Maio. Non si può parlare di “onda nera” se poi non si scende in piazza per arrestarla.

    5 giugno 2019

    PMLI - Il fascismo del XXI secolo e come combatterlo
    amaryllide likes this.
    Venezuela e Zimbabwe nei nostri cuori!

  5. #5
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    Predefinito Re: Partito Marxista-Leninista Italiano

    Che ridicoli.
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  6. #6
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    Predefinito Re: Partito Marxista-Leninista Italiano

    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    Che ridicoli.
    Ma c'è qualcuno che parli bene di loro?
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  7. #7
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    Predefinito Re: Partito Marxista-Leninista Italiano

    Non riesco ad accedere al sito del PMLI!!! E adesso come faccio!
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  8. #8
    Il Re del Nord
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    Predefinito Re: Partito Marxista-Leninista Italiano

    Finalmente il loro sito ha riaperto era ora! Dannati sabotatori imperialisti!
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  9. #9
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    Predefinito Re: Partito Marxista-Leninista Italiano

    Pubblichiamo qui di seguito il testo del Comunicato stampa, diffuso in data 29 agosto. Senza che ci fosse indirizzata nessuna comunicazione da Tiscali, un giorno dopo, il 30 agosto, il sito è ritornato a essere attivo. Mentre ci rimangono oscure le ragioni (politiche e/o tecniche) di tale inspiegabile blackout, rimane comunque grave l'oscuramento del nostro sito dal 2 al 30 agosto.

    Oscurato il sito del PMLI

    Dal 2 agosto il sito del PMLI (PMLI - Partito marxista-leninista italiano Per l'Italia unita, rossa e socialista.) è oscurato. Tiscali, su cui il sito è appoggiato, non ne ha dato alcuna spiegazione. Addirittura non ha risposto alle mail inviatele dal Partito.
    Il PMLI sta preparando una denuncia alla magistratura accusando Tiscali di sabotaggio politico e di lesione al diritto di informazione.
    Al momento non sappiamo se la decisione di oscurare il sito sia partita dal vertice di Tiscali o da forze istituzionali, o da partiti influenti su quella società.
    Certo è che si è voluto imbavagliare il PMLI per impedirgli di far conoscere all'elettorato di sinistra la propria posizione sull'attuale crisi politica e sul nuovo governo. In barba alla tanto proclamata libertà di stampa e di espressione.
    Ma non sarà questa misura liberticida di stampo fascista a fermare la propaganda e l'azione proletaria rivoluzionaria e marxista-leninista del PMLI. La sua voce si farà sentire alta, forte e fiera nella pubblica Commemorazione di Mao che si terrà il 15 settembre a Firenze presso la Sala ex Leopoldine in Piazza Tasso 7, alle ore 10.
    Come non abbiamo dato tregua al governo egemonizzato dal nuovo Mussolini, Salvini, capo dei fascisti del XXI secolo, così faremo col nuovo governo trasformista liberale Conte al servizio del regime capitalista e neofascista. E inviteremo le forze autenticamente di sinistra a unirsi per conquistare il socialismo e il potere politico del proletariato.

    L'Ufficio stampa del PMLI

    30 agosto 2019

    PMLI - Oscurato il sito del PMLI
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  10. #10
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    Predefinito Re: Partito Marxista-Leninista Italiano

    La loro favella che inserisce "neofascismo" dappertutto non è poi troppo dissimile dal sentire del comunista comune, quindi non so perché prendiate in giro i compagni del PMLI, visto che d'altronde Salvini è fascista anche per voi.

 

 
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