Un re a miss Italia
Un Savoia si reclama
Come capo del suo regno
Che risolva lui la trama
Che richiesto ha gran convegno.
Attendiamo il suo saluto
Col vestito della festa!
Se gli sfugge uno starnuto
Lo si canti come gesta.
Se la testa lui si gratta
e la forfora giù viene
Un poema in strofa adatta
Che si scriva abbiamo speme.
Ma se gratta la sua panza
E le volte sono tante
Per noi lieta circostanza
Si disturbi il divin Dante.
E poi quando si fa il bagno
Nella vasca resta traccia
Si raccolga quel ristagno
e reliquia se ne faccia!
Poi si chiami un cardinale
Che gli dia benedizione!
Sia l’orgoglio nazionale
Sia l’emblema di nazione.
Per un re che re non è
Un programma presto c’è!
Or presenzia dalle Miss
Di serate ne fa un tris
Per l’Italia messa male
Che al canale principale
Pur essendo fatta fessa
Vuol veder la campionessa.
E per ringraziarci adesso
Son le reginette in pista
Per procedere il consesso
Ci rallegrano la vista!
Un po’ come le veline
Che già fan le ballerine!
Tanghi, valzer polke e sambe
Quel che conta è fra le gambe.
Son le solite menate
Viste già in televisione.
Ma se un poco ci pensate
Passan già per tradizione.
Tutte han le vite snelle
E ci sembran tutte belle.
Ma una sola vincerà
E un contratto si farà.
Nel programma in cui starà
Ben sbirciare si potrà!
La mezzala del “Cuccagna”
Che d’altronde non si lagna,
Farà presto innamorare
Ed in breve andrà a intascare,
E non s’era visto mai,
Ma non son cialtronerie,
Quanto tutti gli operai
Delle “Riva Acciaierie”.
E diremo che “è una vip”
E che pur sarà un artista.
Ma par pure che alla Sip
Quando non c’é gente in lista
Con domanda di lavoro
Come semplice apprendista
Lei potrebbe con decoro
Fare la telefonista.
E per quanto ci riguarda
C’è ben altra soluzione,
E speriamo non sia tarda,
Circa la televisione:
Dire a le sue balle basta!
Dire basta alle finzioni
E gridar, folla entusiasta,
che ne abbian pieni i coglioni!
Festival di tette e culi
Che si seguon come muli
Ma se tutti ‘sti figoni
riempiono le trasmissioni
Tutto il resto vien taciuto
E nel modo più assoluto.
Se si costruisce un ponte
Quant’è il crimine alla fonte?
“Chiudi gli occhi se ti pare”
Qui si dice e qui si nega
Le parole non sian chiare:
“Il potere se ne frega.”…
Se userete diligenza
Scoprirete qui un messaggio
Che non chiede gran semenza
Ma non sempre prende raggio.
Ma non voglio divagare!
Se si dà gran confidenza…
Poi non sai più come fare,
E commetti un’imprudenza.
Un Savoia si reclama
Come capo del suo regno
Che risolva lui la trama
Che richiesto ha gran convegno.
Or torniamo alla cagione
Di cui prima si parlava
E che crea “preoccupazione”
Al Savoia su cui grava.
Il papà del condottiero
Giammai fe’ carneficina
E di questo può esser fiero
Quanto della sua fedina.
Solo due procedimenti
Già gli fecer batter denti
Fortunata soluzione
Venne ambita prescrizione!
Ora ascolta sudditanza
Non sia troppa la baldanza
Può causar varicocele
Il reame d’Emanuele.
Per chiarire la questione
Che riguarda la tenzone
Qualche verso medievale
Non è certo accidentale:
“Or si sente lieto augello
Cinguettar dietro il castello
La sua voce non riposa
Egli è in cerca d’una rosa.
Che sia lieta quella rosa
E che s’apra genuïna!
Se l’uccello pur si posa
Sarà festa sopraffina.
Se si gonfia bene in petto
Ben più dolce il cinguettio
Esce chiaro, lindo e netto
Si soddisfa ogni desio.”
Questo è dunque oggi il reame
Mal celato da un velame?
Queste dunque le corone
Per regal soddisfazione?
La corona che lui tiene
Da Vittorio non gli viene
Ché quel re dei porcaccioni
Prenotava i puttanoni.
Per dimenticarne i crucci
E’ apprendista di Carlucci.
Ballerino e già cantante
Anche Dio non sia esitante,
Ché con tutte ‘ste “figliole”
Giusto il titolo ci vuole:
Filiberto benedica
Come “Re della gran fica!”
Un Savoia si reclama
Come capo del suo regno
Che risolva lui la trama
Che richiesto ha gran convegno….




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