2/9/2010

Il programma spaziale militare di Israele



- di Roberto Giovannini

Lo sanno tutti ma non si dice: Israele ha la bomba atomica, la capacità di lanciarla, e i mezzi per sorvegliare dall'alto i paesi che ritiene ostili o pericolosi. E così, il 22 giugno scorso dalla base aerea di Palmachim a sud di Tel Aviv è stato lanciato con pieno successo da un razzo vettore Shavit (vedi foto accanto) il satellite spia Ofeq 9 (in ebraico, “Orizzonte”). Ofeq 9, che pesa circa 300 chili, porta a bordo una telecamera ad alta risoluzione che verosimilmente dovrebbe essere in grado di sorvegliare l'attività militare o nucleare nella zona del Medio Oriente, a cominciare dall'Iran. Una missione già svolta dai predecessori, Ofeq 8 e 7, lanciati nel 2007 e nel 2008. Una cosa curiosa - ma se ci si pensa la ragione è evidente - è che Israele lancia i suoi missili verso ovest, nella direzione opposta alla rotazione della Terra, puntando a un'orbita retrograda, e dunque perdendo la possibilità di sfruttare (come fanno tutti i lanciatori) il moto terrestre per aumentare il carico utile del vettore. Una scelta obbligata, considerando che Israele è un paese molto piccolo e stretto. In primo luogo, un possibile incidente o esplosione del razzo subito dopo il lancio colpirebbe direttamente il territorio israeliano con centri abitati. Soprattutto, se il razzo lanciato verso est e i paesi arabi avesse problemi e cadesse a terra, certamente la sua tecnologia e quella del payload finirebbe in mani non gradite. Il vettore Shavit è un razzo a propellente solido a tre stadi completamente autoprodotto basato sul razzo balistico (anche nucleare) Jericho II. Shavit è entrato in servizio nel 1988 e con nove lanci in tutto (di cui tre senza successo, nel 1991, 1998 e 2004).

In ogni caso, la flotta israeliana di satelliti spia è di tutto rispetto: oltre a Ofeq-9, ci sono i satellite militari Ofeq-5 e 7, i satelliti "duali" (commerciali-militari) ImageSat EROS-A ed EROS-B1, e il satellite Ofeq-8, che in realtà è un satellite radar in grado di operare di giorno e di notte e con ogni clima. Anche se alcuni di essi sono al limite della vita operativa, si può ben dire che in pratica i vicini di Israele sono letteralmente sotto sorveglianza continua. Va da sé che il grosso dell'attività dell'Agenzia Spaziale Israeliana - diretta da Yitzhak Ben-Israel, con cui l'Agenzia Spaziale Italiana ha avviato un vasto programma di cooperazione - riguarda le attività militari e di spionaggio. Va detto però che nei giorni scorsi il quotidiano Haaretz ha riportato la volontà del presidente Shimon Peres e del premier Binyamin Netanyahu di investire nei prossimi cinque anni 77,5 milioni di dollari per dare vita a un programma spaziale civile che potrebbe coinvolgere 25 industrie locali.



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