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    Predefinito "Mai così tanti casi di magistrati che vendono la propria funzione''

    Luciano Violante: "Mai così tanti casi di magistrati che vendono la propria funzione. C'è una questione morale"


    Intervista Huffpost all'ex presidente della Camera e magistrato Luciano Violante: "Ora serve una riforma del Csm: elezione individuale a metà consiliatura, come la consulta. Il sorteggio? Può essere una soluzione, ma è raggirabile"

    “La magistratura, dopo l’inchiesta sulle nomine, dovrà recuperare credibilità agli occhi dei cittadini. Per farlo è necessario un riscatto morale, ma occorre anche modificare le regole”. Luciano Violante, già presidente della Camera ed ex magistrato è convinto che per risollevare la magistratura dalla crisi in cui è piombata siano necessari “fatti e comportamenti concreti”. Tra questi propone di sorteggiare i membri del Csm a metà mandato e di imporre all’organo di autogoverno dei giudici di fare le nomine per i posti vacanti in tempi brevi: “Altrimenti decide un collegio ristretto”, spiega ad Huffpost. La questione morale all’interno della magistratura è per Violante un fatto chiaro. Ed è per questo necessario cambiare subito, anche per riacquistare il prestigio perduto agli occhi delle persone.

    Il vicepresidente del Csm, David Ermini, nel suo discorso al plenum straordinario ha parlato di degenerazioni correntizie. Secondo lei le correnti hanno effettivamente troppo peso all’interno della magistratura?

    Hanno molto peso. Sono le correnti che determinano la composizione della parte togata del Csm e sono le contrattazioni tra le correnti che determinano i capi degli uffici. Questo tipo di mediazione c’è stata sempre, ma oggi c’è un aspetto nuovo e preoccupante .

    Quale?

    In passato queste negoziazioni c’erano, ma i magistrati che venivano presentati avevano qualità riconosciute da tutti. A nessuno veniva in mente di sostenere la candidatura al Csm o la nomina di una persona solo perché apparteneva alla corrente A o alla corrente B. Con il tempo invece è maturata una visione proprietaria delle funzioni: se ciascuno appare buon difensore delle aspirazioni di chi appartiene alla propria corrente, quella corrente avrà la possibilità di eleggere più membri togati al momento del rinnovo del Csm . È prevalsa una logica proprietaria delle funzioni. Per la serie: “Faccio quello che voglio, gestisco le cose come un partito”, partito degenerato, direi io.. Vorrei precisare però che questa vicenda si inserisce in una serie di episodi di malcostume gravi che si sono registrati all'interno della magistratura. Penso a Trani, a Torino, a Palermo, per citare solo alcuni casi. Ma questo non vuol dire che la magistratura sia corrotta; vuol dire che nella magistratura ci sono episodi di corruzione. Sono isolati, ma è chiaro dato il ruolo che i giudici rivestono, sono allarmanti.



    Alla luce di tutti questi episodi è innegabile che ci sia un problema di credibilità all’interno della magistratura..

    Certo. Ricordiamoci però che la maggioranza dei magistrati è corretta: non a caso a scoprire queste vicissitudini sono altri magistrati. A dimostrazione che non c’è una copertura corporativa. Ad ogni modo, come cambiare questa situazione? Secondo me bisogna individuare questioni di due tipi: tecnico e politico.

    A proposito delle regole da modificare. Lei ha affermato che per provare a modificare la logica spartitoria del Csm il sorteggio dei suoi membri potrebbe essere una soluzione. Cosa intende?

    Sì, il sorteggio è uno dei modi. Ma ricordiamoci che tutte le regole possono essere aggirate quando c’è malafede. Anche in questo caso, se le correnti si mettono d’accordo, possono modificare l’esito del sorteggio. Se decidono, ad esempio che di una tale corrente debbano essere designate tre persone, ma ne vengono sorteggiate cinque, gli altri due potrebbero dimettersi. E l’esito del sorteggio sarebbe comunque modificato a favore dell’accordo precedente. C’è un’altra cosa che potrebbe essere utile..

    Prego.

    Quando il posto di un magistrato resta vacante e occorre fare una nuova nomina, bisognerebbe stabilire che se il successore non viene designato entro un termine molto breve la decisione passa dal Csm a un collegio più ristretto, composto dal vicepresidente del Csm, dal presidente e dal procuratore generale della Corte di Cassazione. Perché spesso succede che si attende che più posti siano vuoti di modo che le correnti possano spartirsi più facilmente gli incarichi.

    Anche Ermini ha fatto riferimento a questo tipo di pratica.

    Ha fatto bene, ma gli appelli purtroppo in questi casi non sono risolutivi.Occorrono fatti. Modificare regole e comportamenti, anche quelle che riguardano l’elezione del Csm. A questo, però, bisognerebbe affiancare quello che io definisco un responsabile riscatto morale della magistratura.

    Secondo lei quale potrebbe essere una buona soluzione?

    A metà consiliatura si potrebbero sorteggiare la metà dei componenti laici e la metà dei togati, in questo modo con il passare del tempo non si elegge complessivamente l’organo ma i singoli membri, come avviene per la Corte costituzionale. Si evita la spartizione . Al di là del funzionamento dell’organo di autogoverno, occorre rendersi conto del numero dei fatti di malcostume.

    Quindi è la prima volta che il potere giudiziario vive un momento così critico?


    Nel passato ci sono stati episodi di malcostume, certo, ma non c’è mai stato un numero così alto di imputati e arrestati. Sicuramente prima c’era un maggiore corporativismo, quindi non escludo che potesse capitare che un magistrato non indagava sui reati di un suo collega. La maggior laicizzazione di oggi ha portato a più inchieste di questo genere.

    Possiamo parlare di questione morale all’interno della magistratura?

    Assolutamente sì. Bisogna chiedersi perché ci sono tanti casi di magistrati che vendono la propria funzione.

    C’è anche un problema di rapporti - non sempre corretti - tra politici e magistrati. Il presidente dell’Anm ha affermato che, entro certi limiti, sono fisiologici. Lei cosa ne pensa?

    Sono fisiologici se si discute di riforma del processo penale o civile, non se si parla di chi deve andare a fare il procuratore della Repubblica a Roma e a Perugia. Nel primo caso si tratta di confronto necessario, nel secondo di negoziazione inaccettabile. Mi pare che nell’inchiesta che è stata aperta a Perugia il dialogo non riguardava riforme processuali o riorganizzazioni di uffici, ma cose molto diverse. Il senso ella vicenda è data anche da una scelta lessicale.

    Prego.

    Nel caso della nomina del futuro procuratore di Roma (il successore di Giuseppe Pignatone, ndr) è stato detto “ci vuole discontinuità”. Cosa significa? Trovo gravissimo che qualcuno parli di discontinuità a proposito di una procura della Repubblica. Si può parlare di operato buono o cattivo. La discontinuità è un concetto politico, che non dovrebbe avere nulla a che vedere con la guida di una procura, soprattutto se si chiede discontinuità rispetto a un magistrato, come il dottor Pignatone, che a detta di tutti ha fatto benissimo.,

    A proposito dei cittadini, inevitabilmente la magistratura ha perso credibilità ai loro occhi. Come può fare per recuperarla?

    Ci vogliono dei fatti, dei comportamenti. In questo caso, ad esempio, è opportuno usare la parola discontinuità. Modificare il sistema di elezione del Csm e stabilire un termine entro il quale fare le nomine - specificando che se il termine è superato deciderà un collegio ristretto. Decisioni di questo tipo, da assumere presto, potrebbero dimostrare che la magistratura ha capito l’errore e vuole cambiare pagina. Le condizioni ci sono. Occorre la volontà.

    https://www.huffingtonpost.it/entry/...0142?ncid=yhpf

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  2. #2
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    Predefinito Re: "Mai così tanti casi di magistrati che vendono la propria funzione''

    Vicepresidente Csm: "O riscatto o saremo perduti"

    ''Degenerazioni correntizie'', ''giochi di potere'' e ''traffici venali''. Di questo ''vi è evidente traccia nelle cronache di questi giorni''. Lo denuncia il vicepresidente del Csm David Ermini, nel suo intervento al plenum straordinario convocato dopo la bufera che si è abbattuta sul Consiglio e sull'intera magistratura italiana, dopo quanto emerso dall'inchiesta di Perugia. ''Siamo di fronte a un passaggio delicato: o sapremo riscattare con i fatti il discredito che si è abbattuto su di noi o saremo perduti'' dice Ermini, sottolineando che ''gli eventi di questi giorni sono una ferita profonda e dolorosa alla magistratura e al Consiglio superiore''.

    "Il Csm e la magistratura hanno al loro interno gli anticorpi necessari per poter riaffermare la propria legittimazione agli occhi di quei cittadini nel cui nome sono pronunciate le sentenze'' scandisce il vicepresidente del Csm, chiedendo che le nomine dei capi degli uffici giudiziari ''siano effettuate attraverso la rigorosa osservanza del criterio cronologico, fuggendo la tentazione di raggrupparle in delibere contestuali che inducano il sospetto di essere state compiute nell’ambito di logiche spartitorie o non trasparenti''. Ermini lancia poi un monito: ''E' necessario che ciascuno di noi, togato o laico, assuma la consapevolezza della istituzione alla quale è stato eletto. Il Csm è e deve essere la sola nostra casacca, altre non ne abbiamo''.

    ''Questa consapevolezza - rimarca - implica innanzitutto che l'attività venga svolta tenendo conto dell'autorevole consiglio e dell'esempio animatore che vengono dal Capo dello Stato, il quale non ha mai fatto mancare la sua guida illuminata attraverso l'interlocuzione con il vicepresidente''. Parole, quest'ultime, concordate tra il capo dello Stato e il suo vice a palazzo dei Marescialli, frutto dei contatti continui intercorsi in questi giorni e che manifestano i timori e le esortazioni di Mattarella, rispetto a una vicenda assai complessa e delicata, che sta seguendo naturalmente con molta attenzione.

    CASCINI: MOMENTO DRAMMATICO, È COME P2 - ''Il momento che stiamo vivendo, come Csm e come Istituzione giudiziaria, è particolarmente grave, forse il più drammatico della storia del Consiglio Superiore della Magistratura. L’unica vicenda che mi pare assimilabile, sotto più aspetti, a quella che stiamo vivendo in questi giorni è quella dello scandalo P2 dei primi anni ’80 del secolo scorso''. A denunciarlo è il togato di Area Giuseppe Cascini, intervenendo al plenum straordinario. ''Oggi - ammonisce Cascini - si richiede a noi un analogo sforzo di orgoglio e di coraggio. Abbiamo il dovere di reagire con fermezza e decisione a questa subdola e pericolosa aggressione al ruolo costituzionale del Consiglio e alla sua autonomia''. Il passo indietro dei consiglieri coinvolti ''è un segno di responsabilità istituzionale che va accolto con favore. Ma non basta. Abbiamo il dovere di interrogarci a fondo sulle ragioni che hanno consentito di arrivare a questo punto'', è l'invito di Cascini.

    ''L’attacco al sistema che viene dall’esterno, da centri di potere occulti che operano fuori dell’istituzione, è stato possibile solo a causa dell’indebolimento del ruolo del Consiglio reso permeabile e incapace di resistere alle tante pressioni, interne ed esterne'', denuncia il togato, ritenendo che non si debba invocare una ''guerra tra correnti'' ma che le correnti sono ''le vittime di una vicenda connotata da individualismo, smania di potere, intolleranza alle regole''. Cascini infine invoca ''il sostegno del vicepresidente Ermini che ha gestito con fermezza e autorevolezza questa difficile fase'' e soprattutto, conclude, ''abbiamo bisogno del sostegno e dell’aiuto del Presidente della Repubblica al quale chiediamo di non lasciarci soli in questo drammatico momento''.

    IL DOCUMENTO DEL PLENUM - ''E' una vicenda che ci chiama in causa tutti e che impone a tutti un serio profondo radicale percorso di revisione critica e autocritica, di riforma e autoriforma dell'autogoverno". Una situazione la cui ''delicatezza impone di eliminare ogni ombra sull'istituzione di cui siamo componenti''. E' la presa di posizione dei consiglieri laici e togati del Csm in un documento approvato all'unanimità dal plenum straordinario. Il documento, firmato da tutti i componenti tranne i consiglieri dimissionari o autosospesi, è stato letto in plenum dalla togata di Area Alessandra Dal Moro.

    https://it.notizie.yahoo.com/vicepre...150940805.html

  3. #3
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    Predefinito Re: "Mai così tanti casi di magistrati che vendono la propria funzione''

    purtroppo non è possibile nessuna autoriforma, occorre mettere mano da fuori, una seria riforma della giustizia si fa sempre più urgente, il grande timoniere silvio berlusconi aveva ragione su tutta la linea, solo si è sputananto con le leggi ad personam quelle si veramente indifendibili, su tutto il resto invece ci ha preso alla grande

  4. #4
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    Predefinito Re: "Mai così tanti casi di magistrati che vendono la propria funzione''

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    purtroppo non è possibile nessuna autoriforma, occorre mettere mano da fuori, una seria riforma della giustizia si fa sempre più urgente, il grande timoniere silvio berlusconi aveva ragione su tutta la linea, solo si è sputananto con le leggi ad personam quelle si veramente indifendibili, su tutto il resto invece ci ha preso alla grande
    Esatto.

  5. #5
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    Predefinito Re: "Mai così tanti casi di magistrati che vendono la propria funzione''

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    purtroppo non è possibile nessuna autoriforma, occorre mettere mano da fuori, una seria riforma della giustizia si fa sempre più urgente, il grande timoniere silvio berlusconi aveva ragione su tutta la linea, solo si è sputananto con le leggi ad personam quelle si veramente indifendibili, su tutto il resto invece ci ha preso alla grande
    è stato lui cheha sputtanato tutto l'apparato.. facendo leggi ad personam, mettendo nel csm suoi picciotti che alla fine promuoevano quello che dovevano processarlo e che loprescrivevano... il caso robledo ha fatto cadere molti veli.
    l'pdea del sorteggio è ottima,,,ma dal csm devono sparire i membri messi dai partiti altrimenti sarà sempre peggio. ,,,
    se l'europa non cambia sistema conviene andarsene...altrimenti ci ridurrà come e peggio della grecia.

  6. #6
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    Predefinito Re: "Mai così tanti casi di magistrati che vendono la propria funzione''

    Citazione Originariamente Scritto da anton Visualizza Messaggio
    è stato lui cheha sputtanato tutto l'apparato.. facendo leggi ad personam, mettendo nel csm suoi picciotti che alla fine promuoevano quello che dovevano processarlo e che lo prescrivevano... il caso robledo ha fatto cadere molti veli.
    ormai il re è nudo, il sindacato dei magistrati va sciolto

 

 

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