*Ma insomma da che parte stai? -chiede Pompeo a Salvini
-A me delle parole parolone non interessa niente, sono i fatti che contano-risponde Salvini
*Si vabbè parole parolone a te non interessano ma posso saper da parte stai? Una volta elogi Putin, un’altra elogi Orban, e allora il nostro presidente si allarma e chiede da che parte stai
-Abbiamo il problema dei migranti ma siccome c’è il mare non possiamo cotruire il muro come vuol fare il presidente e poi..
*Salvini, per favore, vuol dirmi da che parte sta: con Putin o con Trump?
-Posso stare con entrambi?
*Salvini, non diciamo sciocchezze….o di qua o di là
-Va bene, ora chiamo Giorgetti e mi faccio dire da che parte sto
*Ecco, bravo, ma faccia alla svelta
Il colloquio con Pompeo è importante, è un esame, se passa, Salvini potrà perfino avere una stretta di mano da Trump.
La domanda o di qua o di là è giustificata da parte di Pompeo: l’Iran, nuovo vento di guerra che gli americani periodicamente fanno soffiare per mostrare al mondo i loro muscoli, è difeso da Russia e Cina, quindi sapere dove starebbe semmai l’Italia ha la sua importanza.
Dietro Trump c'è quella persona per bene( si fa per dire) che si chiama Nethanyao che spinge per avere nuovi spifferi di guerra verso l'Iran che è un nemico giurato di Israele.




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