il dato politico della giornata sta nelle assenze al voto. Il più duro è Andrea Augello, senatore di Idea, tra i firmatari della relazione di centrodestra: «Un vero peccato che fossero assenti alla votazione i senatori Ceroni, D’Alì e la senatrice Savino, tutti e tre di Forza Italia - ha detto Augello -. Un peccato anche più grave che la senatrice De Pin, del gruppo Gal e quindi vicina a Forza Italia, sia dovuta improvvisamente uscire dall’aula prima del voto. Se tutto ciò non fosse accaduto la relazione Marino sarebbe stata respinta, evidenziando tutte le debolezze e le contraddizioni della maggioranza». Augello, nei giorni scorsi al centro di un caso politico per la sua esclusione dalle candidature per le prossime elezioni, esclusione legata secondo alcune ricostruzioni proprio al suo impegno in commissione banche.
A parlare esplicitamente di «inciucio» è Giovanni Paglia, in commissione per Liberi e uguali. «La Commissione banche si è conclusa come era iniziata: con un inciucio tra il Pd e Forza Italia per non farsi del male. A presiedere il tutto Casini, in attesa di raccogliere a Bologna il frutto di quanto seminato. D’altra parte le larghe intese sono il programma del futuro e allora meglio non perdere tempo».
Critiche dure alla relazione Casini sono arrivate anche dai commissari Cinquestelle. «Non potevamo convergere su una relazione unitaria con proposte vaghe, insufficienti e persino reticenti a proposito di molti dei temi che ci stanno a cuore, dal fondo misselling alle porte girevoli, dall’efficienza ed efficacia della vigilanza fino all’apparato sanzionatorio e alla separazione bancaria». I parlamentari M5s annunciano anche la loro intenzione di portare i lavori della commissione fuori dai palazzi della politica. «Dal lavoro della commissione di inchiesta stiamo traendo il materiale per avviare una battaglia anche giudiziaria che sfocerà nella presentazione di alcuni esposti alla magistratura relativi ai filoni trattati dalla bicamerale», spiegano in una nota