Bersani, stop a polemiche: io parlo di Italia
di Andrea Carugatitutti gli articoli dell'autore
Tira dritto, Pierluigi Bersani. Sotto il fuoco dei 75 di Veltroni, il leader Pd si gode la standing ovation che lo accoglie alla festa dell’Unità di Modena, non appena il segretario locale Davide Baruffi parla di «solidarietà» verso il segretario. Della necessità di fare quadrato attorno al quartier generale sotto assedio. Bersani, dal canto suo, approfitta della giornata in cui Veltroni ha un po’ abbassato il livello dello scontro per rivolgere una serie di appelli all’unità e soprattutto per spostare il fuoco dell’attenzione verso altri temi, più concreti.
«Abbiamo i luoghi per discutere, giovedì c’è la direzione e ne parleremo lì. Io da adesso parlo di Italia, le altre cose ce le vedremo nei nostri organismi». E ancora: «Io non rifiuto il dialogo, ma non stiamo sempre a guardarci la punta delle scarpe, perché le scarpe ci servono per camminare». «Farò di tutto per evitare ulteriori divisioni», risponde al vicedirettore dell’Unità Pietro Spataro che lo intervista. «Dobbiamo fare squadra, parlare al Paese ed evitare discorsi politicisti». Ma il Pd non ha abbastanza coraggio? Ha perso la bussola? «La bussola c’è», risponde Bersani. «E il coraggio è stare dove ci sono i problemi, accanto ai precari, nella fabbriche, alle primarie voglio che si parli di questo, delle proposte per il Paese». Parisi e Veltroni propongono una mozione di sfiducia al governo? «È certamente una iniziativa possibile, ma va valutata con tutte le forze di opposizione», spiega Bersani.
«Che Berlusconi debba andare a casa non c’è dubbio. Le azioni e le tattiche le devono vedere bene i gruppi parlamentari. Noi dobbiamo restringere i campi di azione di Berlusconi e mai allargarli». E le modifiche allo statuto chieste da Chiamparino per candidare alle primarie anche chi non è leader del Pd? «Quando lo dicevo io tutti mi davano torto, adesso vedo che finalmente sono d’accordo con me...», sorride. E il “papa straniero”, il “nuovo Prodi” invocato dai 75 per guidare il centrosinistra? «Proprio non capisco l’esempio», dice Bersani. «Prodi è stato il “meno straniero” di tutti noi...». Anche sulla compravendita di deputati, ulteriore tema su cui ieri Veltroni l’ha spronato a fare la voce grossa, il leader Pd non si tira indietro: «Una compravendita vergognosa, che comunque non risolve la crisi della maggioranza, qualunque cosa impapocchino sarà comunque debole, alla fine della legislatura non ci arrivano».
Ma le critiche più feroci sono per la Lega: «Se poi arriveremo ad avere un governo Berlusconi-Bossi-Cuffaro alla Lega glielo dobbiamo ricordare tutti i giorni». «Alla Lega è arrivata l’ora di cantargliele», attacca. «Dobbiamo assumere un atteggiamento più netto, preciso e combattivo, noi nei confronti della Lega non abbiamo mai avuto la puzza sotto il naso, non siamo mai stati snob, ma parliamo chiaro, come parla chiaro la loro e la nostra gente». «Non prendiamo lezioni sul radicamento: 2.120 feste... la Lega ci fa un baffo».
E ancora, «sul federalismo arrivano solo chiacchiere e schiaffoni agli enti locali. Ma cosa vuol dire ”il federalismo la và a poche ore?”. Qua l’unica cosa certa è che i Comuni non sono in grado di fare i bilanci». Altra stoccata: «Non vogliamo più sentire “Roma ladrona” da voi da voi che state con i 4 ladroni di Roma», dice rivolgendosi direttamente ai leghisti. «Dobbiamo ricordare alla Lega che ha votato tutte le leggi che hanno favorito la corruzione, non solo le leggi ad personam Noi quelle leggi le cancelleremo tutte». Infine una tiepida apertura di credito al Senatur: «Mi aspetto una Lega che mentre sembra la più attaccata a Berlusconi, le sue riflessioni poi le fa, Bossi vuole avere le mani un po’ più libere...».
Verso Fini parole più tenere. «Sono pronto domattina a discutere con lui in Parlamento come vogliamo fare la riforma elettorale», dice il leader Pd, che però torna a chiedere «coerenza» a Fli: «Nel discorso a Mirabello ha messo in evidenza una serie di anomalie, come la Rai, ora mi aspetto comportamenti coerenti». Ma Fini entra nel nuovo Ulivo? «Lui ha in mente una destra moderna, e chiariamolo una volta per tutte: non potrà certo far parte del nuovo Ulivo!».
19 settembre 2010
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Vai Bersani avanti cosi,fregatene,sono solo dei rompicoglioni! La base è con te!





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