Un “mandato zero” per “premiare” i consiglieri comunali definiti “coraggiosi” e la possibilità di “sperimentare” l’alleanza con liste civiche legate a comitati con cui “si è collaborato in alcuni territori“. Luigi Di Maio presenta sul Blog delle Stelle la riorganizzazione del M5S e la relativa votazione sulla piattaforma Rousseau. Due proposte attese, che se ratificate dalla base degli iscritti potrebbero rappresentare un’importante evoluzione sui territori, specie nelle grandi aree metropolitane. L’obiettivo di queste riforme, come anticipato dallo stesso capo politico pentastellato in una recente intervista al Fatto Quotidiano, sono tese a migliorare la competitività del M5S nelle elezioni amministrative, dove da anni viene denunciato il gap con i partiti politici “tradizionali”, i quali possono vantare candidati più rodati sul fronte del consenso e di numero esponenzialmente superiore. “Se siamo in grado – dice Di Maio – con questa organizzazione di riattivare i cittadini sul territorio, di farli diventare cittadini attivi” che “dedicano un’ora a settimana della loro vita per provare a migliorare la qualità della vita di un territorio e di tutti i loro concittadini”.
LE LISTE CIVICHE – L’altra grande rivoluzione riguarda la possibilità di “sperimentare” alleanze con liste civiche per rimpolpare le coalizioni con cui presentarsi alle amministrative. “Ha senso – si chiede il capo politico – se ci troviamo su un territorio in cui abbiamo lavorato fianco a fianco con un comitato, un’associazione, un movimento, andare poi alle comunali e candidarci gli uni contro gli altri?“. “Possiamo – propone Di Maio – avviare delle sperimentazioni su quei territori dove per anni, cinque, dieci anni, magari abbiamo lavorato fianco a fianco con dei movimenti, con delle associazioni, con dei comitati, persone che conosciamo da sempre, con cui abbiamo condiviso valori” e “non fare il gioco dei partiti tradizionali“. Si tratta però di “esperimenti“, perché secondo il vicepremier “non siamo ancora pronti” per “sbloccare le coalizioni con le liste civiche in tutta Italia”. Dunque, l’obiettivo è “provarle in qualche elezione regionale dei prossimi mesi, o in qualche elezione comunale“. E “ovviamente sarà mia cura fare in modo che siano delle vere liste civiche con una storia di partecipazione insieme“.
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