

"chi è sicuro del valore della propria causa non sente il bisogno della sua vittoria: il valore della causa ne segna già il trionfo"


MOTOPESCA ATTACCATO
A bordo della motovedetta
c'era un militare italiano
Il dubbio del comandante dell’Ariete, il peschereccio colpito da colpi di mitraglia nella notte a circa 30 miglia da Al Zawara (località libica) è stato confermato: a bordo della motovedetta che ha aperto il fuoco c’erano militari italiani, finanzieri per la precisione. Sono degli istruttori che, nell’ambito dell’accordo tra Italia e Libia, per il quale il Governo italiano ha donato 6 motovedette ai libici, hanno il compito di osservatori e consulenti tecnici a bordo dei mezzi navali.
Il comandante del peschereccio colpito lo aveva detto: “Ho sentito una voce italiana dirmi ‘Allontanatevi o questi vi sparano’. Che motivo aveva di dire 'questi'? Piuttosto avrebbe detto 'fermatevi o vi spariamo' ": si chiedeva il comandante del peschereccio fino all’arrivo della conferma. Adesso anche l’ufficio stampa del comando generale della guardia di finanza ha confermato l’ipotesi: a bordo della motovedetta c’è un ufficiale delle fiamme gialle.
Intanto va delineandosi sempre meglio la dinamica di quanto accaduto nella notte. Il tentativo di abbordaggio è avvenuto intorno alle 22, quando il motopesca si trovava a circa 30 miglia dalle coste libiche, in acque internazionali: "Ci hanno intimato di fermarci - racconta il comandante - ma io, sapendo quello che ci aspettava, ho preferito proseguire spingendo i motori al massimo. A questo punto hanno aperto il fuoco, continuando a sparare a intervalli di circa un quarto d'ora-venti minuti". A bordo dell’Ariete c’erano anche delle bombole di gas, utilizzate dall’equipaggio per la cucina. Alcuni proiettili hanno anche colpito le bombole, rischiando di far esplodere il peschereccio.
"Ci hanno inseguito fin quasi dentro le nostre acque territoriali. – racconta ancora Gaspare Marrone - Solo all'alba, quando eravamo in vista di Lampedusa, ci siamo sentiti in salvo". Adesso il motopesca “Ariete” ha lasciato il porto lampedusano ed è nuovamente in navigazione per continuare la battuta di pesca.
http://lampedusa-e-linosa.agrigenton...tare_52499.php
Vabbè potevano almeno dirci che nel fantasmagorico accordo c'era anche il diritto da parte libica di aprire il fuoco in acque internazionali contro i nostri pescherecci e di inseguirli fin dentro le nostre acque territoriali.
Senza contare che a bordo delle navi "regalate" c'erano "militari?" italiani che hanno partecipato alle operazioni di attacco nei confronti di nostri connazionali,ora non sò se siamo alla farsa o è tutto tragicamente vero...
Ultima modifica di peter from milan; 14-09-10 alle 00:55
"chi è sicuro del valore della propria causa non sente il bisogno della sua vittoria: il valore della causa ne segna già il trionfo"


E' sempre stato così. Solo ora se ne accorgono i giornali. Fa molto Fini un certo tipo di critica ai rapporti italo-libici.