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L’Operazione Salvataggio è già in gran parte scritta nelle date e nei numeri (con buona pace di qualche anima bella grillina, che ancora si arrovella sul dialogo col Pd che nessuno ha chiesto né mai chiederà).
Salvo sorprese, sempre possibili in un mondo politico di nani e incapaci, il percorso è questo.
- Mercoledì, nella giunta del Senato, il fronte Pd-M5S-Sel respinge la relazione Augello, che si dimette e cede il passo a un nuovo relatore.
- Il Pdl, per certificare la propria esistenza in vita, ritira i ministri dal governo Letta (che non li sostituisce, in attesa degli eventi), ma si guarda bene dal votargli la sfiducia, per tenerlo sotto ricatto ed evitare di spaccarsi tra falchi e colombe.
- Il nuovo relatore Pd presenta una nuova relazione favorevole alla decadenza di B. Il quale s’inventerà di tutto (dopo le Corti europee e la Consulta, ora si parla di Tar, Consiglio di Stato e chissà cos’altro: mancano solo i caschi blu dell’Onu) per allungare il brodo.
Di certo c’è solo il calendario giudiziario:
- entro il 15 ottobre B. deve scegliere fra i domiciliari e i servizi sociali e il 19 ottobre la Corte d’appello si riunisce per fissare la durata dell’interdizione dai pubblici uffici, da uno a tre anni. Tra un mese, dunque, B. inizia a scontare la pena.
- A quel punto uno dei suoi chiede la grazia o la commutazione della pena da detentiva a pecuniaria. E Napolitano potrebbe concederla, come da precise istruzioni da lui stesso impartite nel monito di agosto.
- Intanto i difensori di B. ricorrono contro l’interdizione in Cassazione, che non può occuparsene prima del nuovo anno.
- Un giorno o l’altro, siccome si vota a volto scoperto, la giunta approva la nuova relazione e la trasmette all’aula. Che la vota chissà quando, probabilmente a scrutinio segreto. Lì può accadere di tutto. Se B. ha speranze di essere salvato dai franchi traditori, attende l’esito del voto; altrimenti si dimette da senatore e seguita a comandare da fuori, usando i suoi parlamentari per paralizzare il governo e ricattarlo sui temi che gl’interessano per la campagna elettorale.
Che non potrà essere nel 2014 (il 1° luglio inizia il semestre di presidenza italiana dell’Ue).
Ma solo nel 2015.
Così il piano Napolitano-Berlusconi-Letta (zio e nipote) sarà compiuto.
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