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1,3 milioni per un vecchio netbook con sei malware
L'opera si chiama The Persistence of Chaos: creata dall'artista Guo O Dong è stata venduta all'asta da per un valore pari a 1,345 milioni di dollari.

os’è un’opera d’arte? Cosa può essere etichettato come il frutto di un processo creativo? Difficile, se non impossibile, trovare risposte ai quesiti in grado di mettere d’accordo tutti. Di certo The Persistence of Chaos sposta ancora un po’ più in là il confine entro il quale far rientrare ciò che può essere ascritto alla categoria. Si tratta, in definitiva, di un computer portatile pieno zeppo di codice maligno.


The Persistence of Chaos, l’opera
Più nel dettaglio un netbook (qualcuno li ricorda?), il modello Samsung NC10-14GB commercializzato ormai più di un decennio fa con display da 10,2 pollici, disco fisso da 160 GB e sistema operativo Windows XP SP3. Al suo interno sono stati installati sei malware tra i più virulenti.

È stato venduto all’asta per un valore pari a 1,345 milioni di dollari. Viene fornito all’interno di una sorta di teca, così che a nessuno possa venire la malsana idea di infilarci una pendrive USB o di connetterlo a una rete WiFi. Ignota l’identità dell’acquirente che ora potrà esporre The Persistence of Chaos all’interno della propria collezione.

Guo O Dong, l’artista
L’opera è stata commissionata da Deep Instinct, team newyorkese specializzato in cybersecurity, a Guo O Dong. Viene descritto come un artista contemporaneo il cui lavoro rappresenta una critica dei tempi moderni e della cultura online. Nel momento in cui viene scritto e pubblicato questo articolo il sito personale dell’autore non risulta raggiungibile a causa di un errore. Chissà, forse anche i server che lo ospitano sono stati colpiti da un qualche virus, divenendo a loro volta una forma d’arte d’avanguardia.


I malware
Come già scritto, sono sei i malware che trovano posto all’interno del PC venduto per quasi un milione e mezzo di dollari. Li elenchiamo di seguito.

ILOVEYOU: virus distribuito via email e tramite i circuiti di file sharing, arrivando a infettare oltre 500.000 sistemi e causando danni per oltre 15 miliardi di dollari;
MyDoom: di origini presumibilmente russe, il codice maligno è stato impiegato da diverse campagne di spam, provocando danni per 38 miliardi di dollari;
SoBig: trojan diffuso via email in grado di copiare file, inviarli a un server remoto e persino di causare problemi di natura hardware, ha colpito centinaia di migliaia di PC per 37 miliardi di dollari;
WannaCry: forse il ransomware più celebre di sempre, arrivato a estendere il proprio raggio d’azione in 150 paesi, bloccando l’accesso ai contenuti e chiedendo un riscatto, raccogliendo così quasi 4 miliardi di dollari;
DarkTequila: malware diffuso prevalentemente in Sud America, ruba le credenziali di accesso agli istituti bancari e documenti aziendali, si ritiene abbia causato danni economici per milioni di dollari;
BlackEnergy: caratterizzato da un’architettura modulare nota come Dropper, ha provocato un blackout su larga scala in Ucraina nel dicembre 2015.