Originariamente Scritto da
Giò91
"Ogni contrasto religioso, morale, economico, etnico o di altro tipo si trasforma in un contrasto politico, se è abbastanza forte da raggruppare effettivamente gli uomini in amici e nemici. Il ‘politico’ non consiste nella lotta stessa, che ha le sue proprie leggi tecniche, psicologiche e militari, ma, com’è stato detto, in un comportamento determinato da questa possibilità reale, nella chiara conoscenza della situazione particolare in tal modo creatasi e nel compito di distinguere correttamente fra amico e nemico. Una comunità religiosa che, come tale, porta guerra sia contro gli appartenenti ad altre comunità religiose, sia in altro modo, è, oltre ad una comunità religiosa, un’unità politica. Essa è un’entità politica anche se ha una possibilità di incidenza su quel processo decisivo solo in senso negativo, se cioè è nella condizione di impedire, con un divieto, la guerra ai suoi membri, cioè di negare in modo decisivo la qualità di nemico di un avversario".
Carl Schmitt, "Il Concetto del Politico" (1927)