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  1. #1
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    Cool 100mila "nuovi italiani" sui banchi.Tra quattro anni il loro numero raddoppierà

    articolo allucinante nella sua pretesa di esaltare la bellezza della società multirazziale.
    Come disse de Benoist : "...la sconfitta dell'integrazione non risulta solo dall'assenza di volontà d'integrarsi, ma anche dalla scomparsa di ogni modello che spieghi perché integrarsi. E integrarsi in che cosa poi?
    ‎"Disintegrandosi, una società non può integrare gli immigrati, perché essi sono sia il risultato sia l'analista del viaggio della disintegrazione" (Jean Baudrillard)
    E infatti la società demoliberale,che esalta l'individualismo esasperato e il materialismo,riduce le società a masse di sradicati in concorrenza tra di loro.
    Come possono tali masse approdare al buonismo solidarista nessuno dei dementi multietnici lo saprà mai spiegare.
    Un esercito di baby immigrati bussa alle porte delle elementari
    pubblicata da INFORMAZIONE LIBERA il giorno sabato 11 settembre 2010 alle ore 11.38

    Lo studio: 100mila "nuovi italiani" sui banchi. "Ma la politica è rifiutarli". Il grande salto si farà nel 2015-2016. Tra quattro anni il loro numero raddoppierà



    di MARIA NOVELLA DE LUCA







    Nell'anno scolastico che sta per cominciare saranno circa l'11% di tutti gli iscritti alla prima elementare. Ma già nel 2015, secondo una stima della Fondazione Giovanni Agnelli, il loro numero salirà al 17%. Ossia centomila bambini, immigrati di seconda generazione, che approderanno tutti insieme sui banchi della scuola primaria.



    Romeni, albanesi, cinesi, maghrebini, filippini, indiani, nati qui, nel nostro paese, nuovi italiani tra gli italiani, spesso ben integrati e bilingui, eppure ancora stranieri, perché senza cittadinanza e dunque con i diritti a metà. Bimbi e ragazzi made in Italy, con la pelle nera, gli occhi a mandorla, europei, asiatici, africani, simili e diversi insieme, figli di quel mini baby-boom dovuto all'immigrazione "residente" che negli ultimi anni ha fatto risalire il nostro avaro tasso demografico. C'è un nuovo mondo che bussa alle porte della scuola italiana, la fotografia del Paese che verrà, multietnico sì ma non ancora multiculturale, come sottolineano da tempo storici, demografi, insegnanti. Per i bambini immigrati infatti il percorso di studi sembra già "segnato" e accidentato sul nascere. Racconta Paolo Mazzoli, dirigente scolastico romano: "Le iscrizioni di quest'anno confermano che il numero degli alunni immigrati è in continua crescita, ma in modo disomogeneo tra i quartieri delle città, creando un impatto che la scuola spesso non riesce a gestire, sia per mancanza di risorse, ma anche per la mancanza di preparazione dei docenti, oggi a mio parere in profonda crisi di fronte a questa nuova sfida".



    Eppure un cambiamento radicale è alle porte, come dimostra la ricerca della Fondazione Agnelli curata da Stefano Molina dal titolo "I figli dell'immigrazione nella scuola italiana". Dove a fronte di flussi migratori in calo, si dimostra che la quota di alunni stranieri è invece "ancora destinata a crescere almeno per un decennio". E se quest'anno su 590mila bambini italiani iscritti alla prima elementare 65mila saranno stranieri (di cui 45.700 nati nel nostro paese) il grande salto si avrà nel 2015/2016. Tra quattro anni infatti mentre il numero di baby studenti italiani resterà quasi identico, gli stranieri per cui si apriranno le porte della scuola primaria saranno 100.500. Un numero raddoppiato in pochissimi anni.



    "Questi dati ci dimostrano che la gran parte dei bambini stranieri che si iscrive nelle nostre scuole - dice Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli - è in realtà nata in Italia. Si tende invece a parlare in modo indifferenziato di immigrati, soffermandosi soltanto sul problema linguistico, quando la gran parte di questi bambini l'italiano lo parla benissimo e magari con l'accento della città in cui vive. Il vero problema è la loro integrazione scolastica. In un certo senso è come essere tornati alla scuola degli anni Cinquanta, dove la differenza la facevano la classe e il ceto sociale. Questi ragazzi - aggiunge Gavosto - sono e si sentono italiani. E hanno diritto alla cittadinanza. A Torino il 30% dei bambini sotto i 5 anni ormai è costituito da stranieri nati qui: come possiamo non ritenerli italiani?". In un libro uscito di recente e dal titolo "La qualità della scuola interculturale" (Erickson) Milena Santerini, ordinario di Pedagogia Generale all'università Cattolica di Milano, racconta l'esperienza (virtuosa) di un gruppo di nove scuole ad alta percentuale di immigrati nel capoluogo lombardo. Spiega Santerini: "Nel mio viaggio all'interno di queste scuole primarie ho visto che davvero l'integrazione è possibile, ma servono fondi, strutture, e soprattutto un'idea di inclusione forte. In Italia sono stati fatti grandi sforzi, ma oggi è come se si stesse tornando indietro: basta vedere il tentativo di creare scuole soltanto di stranieri, una vera e propria strategia di segregazione. Il futuro passa attraverso la concessione della cittadinanza ai bimbi nati qui, e al coinvolgimento delle famiglie immigrate nel percorso di studio dei figli".



    In realtà, come sottolinea Anna Granata, psicologa e ricercatrice di Pedagogia, "noi spesso immaginiamo i bambini e gli adolescenti immigrati divisi tra due mondi, in realtà si muovono benissimo tra due culture". "Molti di loro raccontano di aver scoperto di essere "stranieri" crescendo, perché mentre la scuola elementare include, le superiori separano. Così come la cittadinanza. È quando realizza di non avere i documenti in regola o di non poter partecipare alla gita di classe all'estero che un giovane, fino a ieri identico ai suoi coetanei italiani, capisce di essere un po' meno italiano, e magari un cittadino di serie B".



    Di minori e di minori immigrati, lo scrittore Fabio Geda nella sua attività di educatore si è occupato a lungo. Fino a raccontare nel libro "Nel mare ci sono i coccodrilli", la storia vera, anzi l'odissea di un adolescente, Enaiatollah Akbari, fuggito bambino dall'Afghanistan dei talebani e approdato in Italia su un canotto di disperati. "Oggi Enaiatollah ha 21 anni, e ha deciso che vuole fare l'avvocato. E se la sua è una storia simbolo, di giovani immigrati con questa determinazione ne ho incontrati a decine. E spesso gli insegnanti raccontano - dice Geda - che sono proprio i bambini stranieri i più attenti e disciplinati in classe, pur arrivando da famiglie dove non si parla l'italiano, ma dove l'istruzione è considerata il salto verso un futuro migliore. Oggi però ci troviamo di fronte ad una scuola che non riesce a contenere nessun tipo di diversità, né la sfida multietnica, ma nemmeno l'handicap o il disagio sociale..."



    Un esercito di baby immigrati bussa alle porte delle elementari - Repubblica.it

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  2. #2
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    Predefinito Rif: 100mila "nuovi italiani" sui banchi.Tra quattro anni il loro numero raddoppierà

    Citazione Originariamente Scritto da Jenainsubrica Visualizza Messaggio
    articolo allucinante nella sua pretesa di esaltare la bellezza della società multirazziale.


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    squallore


    CMQ ho visitato il sito Prometheus , bello , ma mi sembra "abbandonato"
    quando aggiornamenti???

  3. #3
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    Predefinito Rif: 100mila "nuovi italiani" sui banchi.Tra quattro anni il loro numero raddoppierà

    Citazione Originariamente Scritto da Jenainsubrica Visualizza Messaggio



    Di minori e di minori immigrati, lo scrittore Fabio Geda nella sua attività di educatore si è occupato a lungo. Fino a raccontare nel libro "Nel mare ci sono i coccodrilli", la storia vera, anzi l'odissea di un adolescente, Enaiatollah Akbari, fuggito bambino dall'Afghanistan dei talebani e approdato in Italia su un canotto di disperati. "Oggi Enaiatollah ha 21 anni, e ha deciso che vuole fare l'avvocato. E se la sua è una storia simbolo, di giovani immigrati con questa determinazione ne ho incontrati a decine. E spesso gli insegnanti raccontano - dice Geda - che sono proprio i bambini stranieri i più attenti e disciplinati in classe, pur arrivando da famiglie dove non si parla l'italiano, ma dove l'istruzione è considerata il salto verso un futuro migliore. Oggi però ci troviamo di fronte ad una scuola che non riesce a contenere nessun tipo di diversità, né la sfida multietnica, ma nemmeno l'handicap o il disagio sociale..."


    Questi che arrivano hanno propio capito tutto di come va il mondo , è già una fortuna fare l'operaio, altre che avvocato :sofico: .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  4. #4
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    Predefinito Rif: 100mila "nuovi italiani" sui banchi.Tra quattro anni il loro numero raddoppierà

    personalmente dei figli degli stranieri, a loro volta STRANIERI X SEMPRE, non me ne frega nulla.
    PRIMA GLI ITALIANI!

  5. #5
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    Predefinito Rif: 100mila "nuovi italiani" sui banchi.Tra quattro anni il loro numero raddoppierà

    Ultima modifica di Bèrghem; 18-10-10 alle 23:28
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  6. #6
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    Predefinito Rif: 100mila "nuovi italiani" sui banchi.Tra quattro anni il loro numero raddoppierà

    Sti giacobini hanno rotto le palle. Senza sangue la nazionalità non ha senso. Lo capiranno con le buone o con le cattive..."il campo dei santi"

  7. #7
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    Predefinito Rif: 100mila "nuovi italiani" sui banchi.Tra quattro anni il loro numero raddoppierà

    Milano nuova capitale degli immigrati

    Nel capoluogo un residente su sei è straniero, superata anche Roma. In Lombardia sono quasi un milione. Aumentano minorenni e studenti. E per la prima volta il numero delle donne supera quello degli uomini

    Milano nuova capitale degli immigrati - Milano - ilGiornale.it del 27-10-2010

    Con 982mila residenti è la Lombardia la prima regione in Italia per numero di immigrati. Il 23,2% degli stranieri (quasi uno su cinque residenti in Italia) vive infatti in Lombardia. In testa tra le province Milano, nella quale risiede il 41,5% del totale regionale. A Milano città, dove gli stranieri iscritti all’Anagrafe sono 199.372, un residente su 6 è straniero. Sono i dati lombardi del ventesimo Dossier Statistico Immigrazione 2010 Caritas-Migrantes, presentato ieri.

    Rispetto al 2009 le presenze degli stranieri sono aumentate dell’8,6%, un incremento più contenuto rispetto a quello registrato l’anno precedente, pari all’11%. Ma la sostanza non cambia: il fenomeno migratorio continua nonostante la crisi economica che ha colpito anche l’area lombarda. Crisi che peraltro gli stessi immigrati hanno avvertito: per la prima volta in Lombardia, infatti, secondo quanto risulta dal dossier, nel 2009 sono calati gli occupati nati all’estero, precisamente dello 0,8%, pari a 4.583 unità. L’incidenza tra gli occupati della forza lavoro immigrata, tuttavia, aumenta leggermente, passando al 15,9% nel 2009 dal 15,7% registrato nel 2008.

    Nel capoluogo lombardo, rileva ancora la ricerca, i gruppi nazionali più rappresentati sono quello filippino (31mila persone), egiziano (25mila) e cinese (17mila), mentre in testa ai paesi di provenienza a livello regionale si registrano Romania, Marocco e Albania. La popolazione straniera, evidenzia il dossier, risulta in Lombardia sempre più integrata. Da qui proviene infatti il 19,7% del totale delle rimesse realizzate in Italia, pari a circa 6.752 miliardi di euro, con un incremento del 2,1% rispetto al 2008. Il 24,4% degli studenti stranieri presenti in Italia frequenta una scuola lombarda, dove un alunno su 8 non ha nazionalità italiana. Eppure, sottolinea ancora il rapporto, insieme al numero degli immigrati, «sono aumentate le reazioni negative, la chiusura, la paura».

    Per quanto riguarda la città di Milano, invece, l’incidenza della popolazione straniera è particolarmente rilevante soprattutto tra i minorenni: 1 su 5, nel capoluogo lombardo, è infatti figlio di genitori stranieri. In totale, è il risultato della ricerca, sono 41mila i minori stranieri a Milano, pari al 20,4% di tutti i residenti stranieri, mentre i coetanei italiani sono 152mila, pari al 13,8% dei connazionali. Che l’età media degli stranieri sia più bassa di quella degli italiani emerge anche da raffronti per fasce successive di età. L’87,5% degli immigrati, infatti, ha al massimo 50 anni, mentre solo un terzo degli italiani (il 31,9%) si trova nella stessa situazione.


    Infine, l’appartenenza di genere. Per la prima volta, evidenzia lo studio, le donne immigrate residenti in Lombardia hanno superato i maschi, seppur di poche unità (99.834 rispetto a 99.538), costituendo il 50,1% del totale. "Il messaggio forte che emerge da questa ricerca sul fenomeno immigrazione - spiega il direttore di Caritas Ambrosiana, don Roberto Davanzo - è la richiesta a tutti i livelli istituzionali, ma non solo, di prendere posizione rispetto al modello di immigrazione che vogliamo per una città del futuro pacificata e senza conflitti".
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  8. #8
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    Predefinito Rif: 100mila "nuovi italiani" sui banchi.Tra quattro anni il loro numero raddoppierà

    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Infine, l’appartenenza di genere. Per la prima volta, evidenzia lo studio, le donne immigrate residenti in Lombardia hanno superato i maschi, seppur di poche unità (99.834 rispetto a 99.538), costituendo il 50,1% del totale. "Il messaggio forte che emerge da questa ricerca sul fenomeno immigrazione - spiega il direttore di Caritas Ambrosiana, don Roberto Davanzo - è la richiesta a tutti i livelli istituzionali, ma non solo, di prendere posizione rispetto al modello di immigrazione che vogliamo per una città del futuro pacificata e senza conflitti".
    E' un modo di dire , in termini ecclesiastici, che dobbiamo accettare gli immigrati senza se e senza ma :gratgrat: ?
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  9. #9
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    Predefinito Rif: 100mila "nuovi italiani" sui banchi.Tra quattro anni il loro numero raddoppierà

    La scuola con 9 bambini stranieri su 10

    Gli alunni di altri paesi faticano di più, servono mezzi. Parla il preside di Veronetta

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    27 ottobre 2010
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  10. #10
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    Predefinito Rif: 100mila "nuovi italiani" sui banchi.Tra quattro anni il loro numero raddoppierà

    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    La scuola con 9 bambini stranieri su 10

    Gli alunni di altri paesi faticano di più, servono mezzi. Parla il preside di Veronetta

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    27 ottobre 2010
    Non capisco cosa ci trovi di bello certa gente in questo , o meglio lo capisco ma preferisco pensarci il meno possibile :sofico: .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

 

 

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