Introduzione
Il Senato di Politicainrete riconosce l' autodeterminazione dell' individuo come un diritto naturale scritto nel cuore di tutti gli uomini.
Riteniamo che questa autodeterminazione possa passare anche da una fase traumatica come quella di emigrare dal proprio paese ad un altro, in cerca di lavoro, pace e condizioni di vita più dignitose.
Come popolo di emigranti, non possiamo voltare le spalle alla nostra storia e comportarci come chi allora ci trattava come animali, senza diritti, senza giustizia e senza dignità.
Come persone civili, come laici, come credenti, non possiamo fare finta di niente quando veniamo a conoscenza dai mezzi d' informazione che persone come noi vengono maltrattate e tenute mesi in condizioni pessime nei CIE sparsi per l' Italia, prima riuscire a capire quale sarà il loro destino.
Riteniano che un immigrazione controllata e bene regolamentata sia una risorsa preziosa per il nostro paese, per la nostra economia e per il futuro dei nostri anziani che sempre più si vedono pagare le pensioni da questi giovani lavoratori e accudire nei bisogni quotidiani dai collaboratori domestici stranieri.
Il Senato di politicainrete comunque ritiene che questo diritto, per che sia riconosciuto come tale, si debba confrontare con i diritti e i doveri di tutti i cittadini italiani e sopratutto non debba ledere la libertà e le libertà di questi ultimi.
Pertanto riteniamo che una regolamentazione dell' immigrazione sia dovuta proprio per proteggere i diritti e per sancire i doveri di entrambi, partendo dal presupposto che non si debba fare nessuna discriminazione razziale, ma solo una discriminazione esclusivamente meritocratica.
Chi si integrerà imparando l' italiano e le nostre usanze, chi si impegnerà a trovare lavoro, un alloggio fisso e sopratutto chi non commetterà reati avrà nel nostro paese una strada in discesa verso la cittadinanza.
Chi non rispetterà queste condizioni sarà immediatamente respinto o espulso.
Proposte
- Per gestire al meglio il fenomeno, riteniamo che si debba istituire una organizzazione "interforze" dedicata, gestita in collaborazione da quelle che sono le migliori forze del nostro sistema paese, Protezione Civile, Forze dell' ordine, Forze armate, volontariato sia laico che cattolico.
- Riteniamo che si debbano realizzare nei paesi di massimo flusso degli appositi uffici d' immigrazione con l' intento di dare un volto, un nome e un insieme d' informazioni utili, attraverso il rilascio di una carta ID ad ogni immigrato che voglia entrare legalmente in Italia.
La carta ID sarà rilasciata a tutti coloro che supereranno un esame orale in lingua italiana che riguarderà la nostra costituzione, e aspetti generali del nostro modo di vivere e delle nostre usanze.
Una volta così ottenuta la carta ID l' ingresso sarà libero e garantito da mezzi di trasporto adatti e sicuri.
Chi vorrà entrare nel nostro paese, non passando da questi uffici, sarà ritenuto clandestino e come tale una volta fermato ed identificato come tale immediatamente rimpatriato o respinto.
- L' immigrato una volta giunto nel nostro paese avrà il dovere prima di tutto di non violare le leggi nazionali, non ledere alle libertà dei cittadini italiani, non delinquere.
La violazione di questo dovere comporterà prima la detenzione per scontare la pena inflitta in base al reato e quindi al suo termine l' espulzione dal terriorio nazionale.
Un immigrato che viola la legge anche una sola volta non potrà più tornare nel nostro paese legalmente.
- L' immigrato avrà un permesso di soggiorno in base alla tipologia di lavoro che riuscirà a trovare.
Da 6 a 9 mesi se dimostrerà di avere un contratto di lavoro stagionale.
Fino a 2 anni per lavoro autonomo e per un lavoro subordinato a tempo indeterminato.
Questi contratti sono rinnovabili per un massimo di tre volte, a patto che l' immigrato non dimostri di avere un contratto di lavoro indeterminato o determinato un domicilio fisso, un alloggio in affitto o di proprietà.
Scaduto il terzo rinnovo se l' immigrato sarà ancora nomade e senza lavoro, sarà espulso.
- Gli immigrati lavoratori, autonomi o con contratto a tempo indeterminato avranno diritto di accedere alle graduatorie per gli alloggi pubblici.
- Con un alloggio fisso, un lavoro autonomo o un contratto a tempo indeterminato ( reddito di almeno 10.000 euro/anno ) l' immigrato avrà diritto al ricongiungimento dei familiari di primo grado, a patto che questi superino un esame orale in lingua italiana che riguarderà la nostra costituzione, e aspetti generali del nostro modo di vivere e delle nostre usanze.
- Dopo 8 anni dalla sua entrata legale nel nostro paese, e a patto che sia incensurato, abbia un lavoro autonomo o un contratto a tempo indeterminato e abbia un alloggio fisso, l' immigrato potrà richiedere ed ottenere la cittadinanza del nostro paese e quindi di conseguenza usufruire anche di tutti i diritti ( ex. il voto ).
- I nomadi, zingari, rom ecc. ecc. saranno equiparati come diritti e doveri a tutti gli altri immigrati.