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    Predefinito L'immigrazione non vuol dire ONG

    Lo ripeterò sino alla sfinimento. Stiamo ormai assistendo da anni ad un teatrino osceno sull'immigrazione che non mi sarei mai aspettato. Arriva in Italia chiunque e da qualsiasi parte del mondo. Lo fanno con qualsiasi mezzo, alcuni praticamente impossibili da rintracciare.

    Ogni tanto qualche giornale si degna di riprendere questa storia scrivendo qualcosa
    https://palermo.repubblica.it/cronac...-C8-P2-S2.2-T1
    Ma non vuol dire nulla. Girate le periferie, guardate gli angolo delle strade, leggete la cronaca. Arrivano da ovunque dalla fine dell'Asia sino ai paesi più vicini come l'Albania. C'è chi lavora, chi delinque, chi addirittura se ne torna da solo a casa e chi scappa in qualche nazione vicina. Basta un visto turistico oppure nulla come i Rom e sei ovunque. Tutto da qui dipende la paura e la percezione della stessa che abbiamo. Giro Milano, a tratti mi sembra di essere in un'altra nazione. Faccio conoscenza con il salumiere sotto casa, quartiere Giambellino,viene dal Pakistan e con lui ci sono 10 familiari. E' qui da un decennio circa ed è arrivato in treno. Lui ha il permesso mentre gli altri no. Come lui tutto l'isolato di casa è pieno solo di negozi gestiti da stranieri. Ritorno nella mia città, Bari, dove conosco da 25 anni una famiglia di cinesi che gestiscono 2 ristoranti. Venivano a mangiare da me tanti anni fa e abbiamo stretto amicizia. Mi hanno raccontato di essere arrivati in Italia in aereo. Erano in 3, padre madre e figlia. Adesso in Italia sono in 22. Hanno i primi nipotini ma nessuno dei nuovi arrivati ha un permesso. Di giorno lavorano in un negozio di elettronica mentre la sera fanno le pulizie nel ristorante. Non sono nemmeno parenti e sono arrivati anche loro in aereo.
    Per ultimo vi racconto la storia di un giovanissimo, arrivato con il grande sbarco a Bari di oltre 20 mila albanesi. Io ero un ragazzino e lo era anche lui. Un giorno facciamo amicizia dai Comboniani. Io ero lì per un torneo e lui voleva giocare. Adesso vive a Bari, fa il giardiniere ed ha messo su famiglia. Grazie a lui sono arrivati molti altri. Non vi nascondo che alcuni sono delinquenti che fanno da spola tra di noi e l'Albania. Non si possono fermare, le forze dell'ordine li conoscono molto bene ma soprattutto fanno da tramite ai nuovi arrivi. Quelli che poi ritroviamo nelle nostre strade che tanto ci fanno paura. Per gli africani purtroppo il problema è più serio. Arrivano semplicemente in Italia in aereo o con il traghetto. Poi fanno perdere le loro tracce perchè si nascondono in qualche ghetto sfruttati per il lavoro. La malavita ci fa un sacco di soldi soprattutto con le donne.
    Per fermare un fenomeno senza fine esiste un solo modo...trattare con i paesi. Nessuno al mondo ci riesce a fermare questa immigrazione tranne gli australiani. Per loro però è facile perchè hanno accordi ben precisi con i paesi dell'Asia con i quali possono applicare leggi molto severe.
    |><)))*>

  2. #2
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    Predefinito Re: L'immigrazione non vuol dire ONG

    Citazione Originariamente Scritto da Sc4r Visualizza Messaggio
    Lo ripeterò sino alla sfinimento. Stiamo ormai assistendo da anni ad un teatrino osceno sull'immigrazione che non mi sarei mai aspettato. Arriva in Italia chiunque e da qualsiasi parte del mondo. Lo fanno con qualsiasi mezzo, alcuni praticamente impossibili da rintracciare.

    Ogni tanto qualche giornale si degna di riprendere questa storia scrivendo qualcosa
    https://palermo.repubblica.it/cronac...-C8-P2-S2.2-T1
    Ma non vuol dire nulla. Girate le periferie, guardate gli angolo delle strade, leggete la cronaca. Arrivano da ovunque dalla fine dell'Asia sino ai paesi più vicini come l'Albania. C'è chi lavora, chi delinque, chi addirittura se ne torna da solo a casa e chi scappa in qualche nazione vicina. Basta un visto turistico oppure nulla come i Rom e sei ovunque. Tutto da qui dipende la paura e la percezione della stessa che abbiamo. Giro Milano, a tratti mi sembra di essere in un'altra nazione. Faccio conoscenza con il salumiere sotto casa, quartiere Giambellino,viene dal Pakistan e con lui ci sono 10 familiari. E' qui da un decennio circa ed è arrivato in treno. Lui ha il permesso mentre gli altri no. Come lui tutto l'isolato di casa è pieno solo di negozi gestiti da stranieri. Ritorno nella mia città, Bari, dove conosco da 25 anni una famiglia di cinesi che gestiscono 2 ristoranti. Venivano a mangiare da me tanti anni fa e abbiamo stretto amicizia. Mi hanno raccontato di essere arrivati in Italia in aereo. Erano in 3, padre madre e figlia. Adesso in Italia sono in 22. Hanno i primi nipotini ma nessuno dei nuovi arrivati ha un permesso. Di giorno lavorano in un negozio di elettronica mentre la sera fanno le pulizie nel ristorante. Non sono nemmeno parenti e sono arrivati anche loro in aereo.
    Per ultimo vi racconto la storia di un giovanissimo, arrivato con il grande sbarco a Bari di oltre 20 mila albanesi. Io ero un ragazzino e lo era anche lui. Un giorno facciamo amicizia dai Comboniani. Io ero lì per un torneo e lui voleva giocare. Adesso vive a Bari, fa il giardiniere ed ha messo su famiglia. Grazie a lui sono arrivati molti altri. Non vi nascondo che alcuni sono delinquenti che fanno da spola tra di noi e l'Albania. Non si possono fermare, le forze dell'ordine li conoscono molto bene ma soprattutto fanno da tramite ai nuovi arrivi. Quelli che poi ritroviamo nelle nostre strade che tanto ci fanno paura. Per gli africani purtroppo il problema è più serio. Arrivano semplicemente in Italia in aereo o con il traghetto. Poi fanno perdere le loro tracce perchè si nascondono in qualche ghetto sfruttati per il lavoro. La malavita ci fa un sacco di soldi soprattutto con le donne.
    Per fermare un fenomeno senza fine esiste un solo modo...trattare con i paesi. Nessuno al mondo ci riesce a fermare questa immigrazione tranne gli australiani. Per loro però è facile perchè hanno accordi ben precisi con i paesi dell'Asia con i quali possono applicare leggi molto severe.
    hai ragione ma se dici "aiutiamoli a casa loro" passi per un pericoloso nazista

    LA UE dovrebbe servire a questo: un piano Marshall in Africa per la produzione di cose semplici: utensili in plastica o in metallo, robetta che costa 1 euro e che oggi trovi nei negozi cinesi, poi produzione di tessili low cost e questi africani disperati sarebbero contenti di vivere nei moduli che noi usiamo per i terremotati, sempre meglio delle bidonville

  3. #3
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    Predefinito Re: L'immigrazione non vuol dire ONG

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    hai ragione ma se dici "aiutiamoli a casa loro" passi per un pericoloso nazista
    più che altro i pericoli nazisti li aiutano a casa loro a parole.

  4. #4
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    Predefinito Re: L'immigrazione non vuol dire ONG

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    hai ragione ma se dici "aiutiamoli a casa loro" passi per un pericoloso nazista

    LA UE dovrebbe servire a questo: un piano Marshall in Africa per la produzione di cose semplici: utensili in plastica o in metallo, robetta che costa 1 euro e che oggi trovi nei negozi cinesi, poi produzione di tessili low cost e questi africani disperati sarebbero contenti di vivere nei moduli che noi usiamo per i terremotati, sempre meglio delle bidonville
    Non si possono aiutare a casa loro. E' impossibile. Dico solo che quando si tratta con certi paesi allora si ha la possibilità di rallentare o fermare il fenomeno. Capisco che ad esempio trattare con la Cina sia praticamente impossibile perchè sono un paese che offre uno sterminato campo di schiavi lavoratori ad un tozzo di pane. Ma cavolo ci deve essere un modo per smettere di sentirsi straniero in casa propria. Chi vive da noi nei paesini o fuori città, questo fenomeno lo vive meno. Ma girare per Milano in bus o a piedi (cosa che ho fatto negli ultimi anni) ti fa capire tante cose. Sapete cosa mi meraviglia di più di queste persone? Imparano l'italiano molto velocemente ma soprattutto alcuni di loro arrivano qui che già conoscono la nostra lingua. Ho chiesto incuriosito ad un paio di ragazze georgiane che fanno le badanti qui nel mio quartiere a Bari. Mi hanno risposto che per loro conoscere 4 o 5 lingue è la normalità. Da poche cose come queste ti accorgi che non si possono fermare. C'è un incontro di domanda e offerta micidiale. Purtroppo in molti casi legata alla malavita. Le ONG sono ormai buone per le prime pagine dei giornali. Ma alla fine credetemi non spostano di un solo millimetri certi fenomeni che fanno parte della nostra vita.
    P.S. 25 anni fa circa, come scritto in precedente, conobbi una famiglia di cinesi. Magri e pallidi come solo loro sanno essere. I figli sono grassi e abbronzati. Ci hanno messo una generazione a mutare rapidamente
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  5. #5
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    Predefinito Re: L'immigrazione non vuol dire ONG

    Citazione Originariamente Scritto da Sc4r Visualizza Messaggio
    Lo ripeterò sino alla sfinimento. Stiamo ormai assistendo da anni ad un teatrino osceno sull'immigrazione che non mi sarei mai aspettato. Arriva in Italia chiunque e da qualsiasi parte del mondo. Lo fanno con qualsiasi mezzo, alcuni praticamente impossibili da rintracciare.

    Ogni tanto qualche giornale si degna di riprendere questa storia scrivendo qualcosa
    https://palermo.repubblica.it/cronac...-C8-P2-S2.2-T1
    Ma non vuol dire nulla. Girate le periferie, guardate gli angolo delle strade, leggete la cronaca. Arrivano da ovunque dalla fine dell'Asia sino ai paesi più vicini come l'Albania. C'è chi lavora, chi delinque, chi addirittura se ne torna da solo a casa e chi scappa in qualche nazione vicina. Basta un visto turistico oppure nulla come i Rom e sei ovunque. Tutto da qui dipende la paura e la percezione della stessa che abbiamo. Giro Milano, a tratti mi sembra di essere in un'altra nazione. Faccio conoscenza con il salumiere sotto casa, quartiere Giambellino,viene dal Pakistan e con lui ci sono 10 familiari. E' qui da un decennio circa ed è arrivato in treno. Lui ha il permesso mentre gli altri no. Come lui tutto l'isolato di casa è pieno solo di negozi gestiti da stranieri. Ritorno nella mia città, Bari, dove conosco da 25 anni una famiglia di cinesi che gestiscono 2 ristoranti. Venivano a mangiare da me tanti anni fa e abbiamo stretto amicizia. Mi hanno raccontato di essere arrivati in Italia in aereo. Erano in 3, padre madre e figlia. Adesso in Italia sono in 22. Hanno i primi nipotini ma nessuno dei nuovi arrivati ha un permesso. Di giorno lavorano in un negozio di elettronica mentre la sera fanno le pulizie nel ristorante. Non sono nemmeno parenti e sono arrivati anche loro in aereo.
    Per ultimo vi racconto la storia di un giovanissimo, arrivato con il grande sbarco a Bari di oltre 20 mila albanesi. Io ero un ragazzino e lo era anche lui. Un giorno facciamo amicizia dai Comboniani. Io ero lì per un torneo e lui voleva giocare. Adesso vive a Bari, fa il giardiniere ed ha messo su famiglia. Grazie a lui sono arrivati molti altri. Non vi nascondo che alcuni sono delinquenti che fanno da spola tra di noi e l'Albania. Non si possono fermare, le forze dell'ordine li conoscono molto bene ma soprattutto fanno da tramite ai nuovi arrivi. Quelli che poi ritroviamo nelle nostre strade che tanto ci fanno paura. Per gli africani purtroppo il problema è più serio. Arrivano semplicemente in Italia in aereo o con il traghetto. Poi fanno perdere le loro tracce perchè si nascondono in qualche ghetto sfruttati per il lavoro. La malavita ci fa un sacco di soldi soprattutto con le donne.
    Per fermare un fenomeno senza fine esiste un solo modo...trattare con i paesi. Nessuno al mondo ci riesce a fermare questa immigrazione tranne gli australiani. Per loro però è facile perchè hanno accordi ben precisi con i paesi dell'Asia con i quali possono applicare leggi molto severe.
    ma è veramente possibile che gli accoglioni non colgano la differenza tra chi arriva presentando uno straccio di documento e chi no??? no perchè tutti quelli che vengono dall'asia e da tutti i posti via terra o aria, devono avere il passaporto...

  6. #6
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    Predefinito Re: L'immigrazione non vuol dire ONG

    Citazione Originariamente Scritto da BlackSheep Visualizza Messaggio
    ma è veramente possibile che gli accoglioni non colgano la differenza tra chi arriva presentando uno straccio di documento e chi no??? no perchè tutti quelli che vengono dall'asia e da tutti i posti via terra o aria, devono avere il passaporto...
    perchè, se ti sbarca qualcuno da open arms con il documento che cambia?

  7. #7
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    Predefinito Re: L'immigrazione non vuol dire ONG

    Citazione Originariamente Scritto da Sc4r Visualizza Messaggio
    Lo ripeterò sino alla sfinimento. Stiamo ormai assistendo da anni ad un teatrino osceno sull'immigrazione che non mi sarei mai aspettato. Arriva in Italia chiunque e da qualsiasi parte del mondo. Lo fanno con qualsiasi mezzo, alcuni praticamente impossibili da rintracciare.

    Ogni tanto qualche giornale si degna di riprendere questa storia scrivendo qualcosa
    https://palermo.repubblica.it/cronac...-C8-P2-S2.2-T1
    Ma non vuol dire nulla. Girate le periferie, guardate gli angolo delle strade, leggete la cronaca. Arrivano da ovunque dalla fine dell'Asia sino ai paesi più vicini come l'Albania. C'è chi lavora, chi delinque, chi addirittura se ne torna da solo a casa e chi scappa in qualche nazione vicina. Basta un visto turistico oppure nulla come i Rom e sei ovunque. Tutto da qui dipende la paura e la percezione della stessa che abbiamo. Giro Milano, a tratti mi sembra di essere in un'altra nazione. Faccio conoscenza con il salumiere sotto casa, quartiere Giambellino,viene dal Pakistan e con lui ci sono 10 familiari. E' qui da un decennio circa ed è arrivato in treno. Lui ha il permesso mentre gli altri no. Come lui tutto l'isolato di casa è pieno solo di negozi gestiti da stranieri. Ritorno nella mia città, Bari, dove conosco da 25 anni una famiglia di cinesi che gestiscono 2 ristoranti. Venivano a mangiare da me tanti anni fa e abbiamo stretto amicizia. Mi hanno raccontato di essere arrivati in Italia in aereo. Erano in 3, padre madre e figlia. Adesso in Italia sono in 22. Hanno i primi nipotini ma nessuno dei nuovi arrivati ha un permesso. Di giorno lavorano in un negozio di elettronica mentre la sera fanno le pulizie nel ristorante. Non sono nemmeno parenti e sono arrivati anche loro in aereo.
    Per ultimo vi racconto la storia di un giovanissimo, arrivato con il grande sbarco a Bari di oltre 20 mila albanesi. Io ero un ragazzino e lo era anche lui. Un giorno facciamo amicizia dai Comboniani. Io ero lì per un torneo e lui voleva giocare. Adesso vive a Bari, fa il giardiniere ed ha messo su famiglia. Grazie a lui sono arrivati molti altri. Non vi nascondo che alcuni sono delinquenti che fanno da spola tra di noi e l'Albania. Non si possono fermare, le forze dell'ordine li conoscono molto bene ma soprattutto fanno da tramite ai nuovi arrivi. Quelli che poi ritroviamo nelle nostre strade che tanto ci fanno paura. Per gli africani purtroppo il problema è più serio. Arrivano semplicemente in Italia in aereo o con il traghetto. Poi fanno perdere le loro tracce perchè si nascondono in qualche ghetto sfruttati per il lavoro. La malavita ci fa un sacco di soldi soprattutto con le donne.
    Per fermare un fenomeno senza fine esiste un solo modo...trattare con i paesi. Nessuno al mondo ci riesce a fermare questa immigrazione tranne gli australiani. Per loro però è facile perchè hanno accordi ben precisi con i paesi dell'Asia con i quali possono applicare leggi molto severe.
    dovremmo anche fare entrare tutta l'africa ?
    ciao ciao

  8. #8
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    Predefinito Re: L'immigrazione non vuol dire ONG

    Citazione Originariamente Scritto da bimbogigi Visualizza Messaggio
    dovremmo anche fare entrare tutta l'africa ?
    chi lo ha mai detto?

  9. #9
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    Predefinito Re: L'immigrazione non vuol dire ONG

    Citazione Originariamente Scritto da Sc4r Visualizza Messaggio
    Non si possono aiutare a casa loro. E' impossibile. Dico solo che quando si tratta con certi paesi allora si ha la possibilità di rallentare o fermare il fenomeno. Capisco che ad esempio trattare con la Cina sia praticamente impossibile perchè sono un paese che offre uno sterminato campo di schiavi lavoratori ad un tozzo di pane. Ma cavolo ci deve essere un modo per smettere di sentirsi straniero in casa propria. Chi vive da noi nei paesini o fuori città, questo fenomeno lo vive meno. Ma girare per Milano in bus o a piedi (cosa che ho fatto negli ultimi anni) ti fa capire tante cose. Sapete cosa mi meraviglia di più di queste persone? Imparano l'italiano molto velocemente ma soprattutto alcuni di loro arrivano qui che già conoscono la nostra lingua. Ho chiesto incuriosito ad un paio di ragazze georgiane che fanno le badanti qui nel mio quartiere a Bari. Mi hanno risposto che per loro conoscere 4 o 5 lingue è la normalità. Da poche cose come queste ti accorgi che non si possono fermare. C'è un incontro di domanda e offerta micidiale. Purtroppo in molti casi legata alla malavita. Le ONG sono ormai buone per le prime pagine dei giornali. Ma alla fine credetemi non spostano di un solo millimetri certi fenomeni che fanno parte della nostra vita.
    P.S. 25 anni fa circa, come scritto in precedente, conobbi una famiglia di cinesi. Magri e pallidi come solo loro sanno essere. I figli sono grassi e abbronzati. Ci hanno messo una generazione a mutare rapidamente
    c'è una differenza tra l'emigrazione europea o caucasica, che nel giro di una generazione si integrano alla nostra cultura, e quella musulmana africana che essendo musulmani vivono quotidianamente dei dettati della loro religione e si isolano dal contesto del nostro paese e continuano a vivere in nicchie per diverse generazioni.
    Se proprio dobbiamo importare della mandopera non avrei problemi ad accettare un ucraino, un rumeno, un georgiano.

    Comunque per me grossi investimenti in Africa vanno fatti, non solo per impiantare industrie leggere e garantire un minimo di benessere ma per educarli a fare meno figli possibile

  10. #10
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    Predefinito Re: L'immigrazione non vuol dire ONG

    Concordo con il titolo, esiste anche il pullman.


 

 
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