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    Predefinito Omelia di Benedetto XVI del 05.09.2010

    dovete trovare assolutamente il testo dell'Angelus di oggi e metterlo qui.

    Di interesse storico pazzesco.

  2. #2
    Bushidō
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    Predefinito Rif: Angelus di oggi

    Sulle orme di Leone XIII, il papa della dottrina sociale cristiana

    Alle 9.30 la visita di Benedetto XVI a Carpineto Romano, in occasione del bicentenario della nascita di papa Leone XIII, autore dell'enciclica Rerum Novarum. Crisi, lavoro e rapporti sociali i temi al centro della giornata.


    CARPINETO ROMANO – Visita di Benedetto XVI a Carpineto Romano, dove 200 anni fa nacque Leone XIII, il papa che scrisse l'enciclica Rerum Novarum, testo fondamentale per la dottrina sociale della Chiesa. Una visita breve, ma dai molti significati per i temi trattati: la crisi, il lavoro, i rapporti sociali, il ruolo dello Stato, della Chiesa, degli imprenditori e dei sindacati. Ad accogliere il Papa, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e i presidenti della Regione Lazio e della Provincia Di Roma, Renata Polverini e Nicola Zingaretti.

    IL PAPA DELLA DOTTRINA SOCIALE CRISTIANA. Leone XIII, al secolo Gioacchino Vincenzo Pecci, nacque a Carpineto nel 1810 in una famiglia della nobiltà rurale. Fu eletto Papa nel 1878 e fu testimone diretto di grandi eventi e trasformazioni sociali, dalle rivolte nelle fabbriche alla nascita del marxismo, dalla perdita del potere temporale dello Stato pontificio alla costruzione dei nuovi equilibri tra Stato e Chiesa. Il suo pontificato durò 25 anni, durante i quali scrisse 86 encicliche, tra cui la celebre Rerum Novarum, scritta nel 1891, considerata il testo fondante della moderna dottrina sociale cristiana. Nell'enciclica Leone XIII prese le distanze da marxismo e socialismo, fissando però diritti e doveri del capitale e del lavoro, secondo i valori evangelici e del magistero della Chiesa. I principi enunciati nella Rerum Novarum sono stati confermati, 118 anni dopo, da Benedetto XVII nella sua enciclica Caritas in Veritate.

    IL RUOLO DEI CATTOLICI. Tra gli altri argomenti cruciali affrontati da papa Pecci nei suoi scritti, l'avanzata del laicismo, la famiglia, la politica e la massoneria. Nell’enciclica Immortale Dei del 1885 affrontò il tema del ruolo dei cattolici negli stati moderni. Leone XIII inoltre istituì l'archivio segreto vaticano.
    TG1 - Sulle orme di Leone XIII, il papa della dottrina sociale cristiana


    Ultima modifica di Hagakure; 05-09-10 alle 13:03

  3. #3
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    Predefinito Rif: Angelus di oggi

    BENEDETTO XVI

    ANGELUS

    Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo
    Domenica, 5 settembre 2010

    Cari fratelli e sorelle!

    Chiedo innanzitutto scusa per il ritardo! Sono rientrato in questo momento da Carpineto Romano, dove, 200 anni fa, nacque il Papa Leone XIII, Vincenzo Gioacchino Pecci. Ringrazio il Signore di aver potuto, in questa importante ricorrenza, celebrare l’Eucaristia tra i suoi concittadini. Ora desidero invece presentare brevemente il mio Messaggio – pubblicato nei giorni scorsi – rivolto ai giovani del mondo per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù, che avrà luogo a Madrid tra poco meno di un anno.

    Il tema che ho scelto per questo Messaggio riprende un’espressione della Lettera ai Colossesi dell’apostolo Paolo: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” (2,7). E’ decisamente una proposta contro-corrente! Chi, infatti, oggi propone ai giovani di essere “radicati” e “saldi”? Piuttosto si esalta l’incertezza, la mobilità, la volubilità… tutti aspetti che riflettono una cultura indecisa riguardo ai valori di fondo, ai principi in base ai quali orientare e regolare la propria vita. In realtà, io stesso, per la mia esperienza e per i contatti che ho con i giovani, so bene che ogni generazione, anzi, ogni singola persona è chiamata a fare nuovamente il percorso di scoperta del senso della vita. Ed è proprio per questo che ho voluto riproporre un messaggio che, secondo lo stile biblico, evoca le immagini dell’albero e della casa. Il giovane, infatti, è come un albero in crescita: per svilupparsi bene ha bisogno di radici profonde, che, in caso di tempeste di vento, lo tengano ben piantato al suolo. Così anche l’immagine dell’edificio in costruzione richiama l’esigenza di valide fondamenta, perché la casa sia solida e sicura.

    Ed ecco il cuore del Messaggio: esso sta nelle espressioni “in Cristo” e “nella fede”. La piena maturità della persona, la sua stabilità interiore, hanno il fondamento nella relazione con Dio, relazione che passa attraverso l’incontro con Gesù Cristo. Un rapporto di profonda fiducia, di autentica amicizia con Gesù è in grado di dare ad un giovane ciò di cui ha più bisogno per affrontare bene la vita: serenità e luce interiore, attitudine a pensare positivamente, larghezza d’animo verso gli altri, disponibilità a pagare di persona per il bene, la giustizia e la verità. Un ultimo aspetto, molto importante: per diventare credente, il giovane è sorretto dalla fede della Chiesa; se nessun uomo è un’isola, tanto meno lo è il cristiano, che scopre nella Chiesa la bellezza della fede condivisa e testimoniata insieme agli altri nella fraternità e nel servizio della carità.

    Questo mio Messaggio ai giovani porta la data del 6 agosto, Festa della Trasfigurazione del Signore. Possa la luce del Volto di Cristo risplendere nel cuore di ogni giovane! E la Vergine Maria accompagni con la sua protezione il cammino delle comunità e dei gruppi giovanili verso il grande Incontro di Madrid 2011.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Dopo l'Angelus

    J’accueille avec joie les pèlerins francophones venus pour la prière de l’Angelus. C’est le temps de la rentrée scolaire et bientôt de la rentrée universitaire. Chers élèves, étudiants et professeurs, je vous invite à invoquer chaque jour l’Esprit Saint, le Maître des intelligences et du vrai savoir. Il ouvrira alors vos cœurs à la connaissance de Dieu. Il vous enracinera aussi dans son Fils Jésus Christ et vous gardera fermes dans la foi. Puisse la Vierge Marie, Trône de la Sagesse, intercéder pour vous. Bon pèlerinage et bon dimanche à tous!

    Having just returned from Carpineto Romano, the birthplace of my Predecessor, Pope Leo XIII, I greet all the English-speaking pilgrims and visitors present for this Angelus prayer. May Pope Leo’s social magisterium continue to inspire the efforts of the faithful to build a just society rooted in the teachings of Christ. Upon you and your loved ones, I invoke the abundant blessings of Almighty God.

    Mit Freude heiße ich die Pilger und Besucher deutscher Sprache willkommen; unter ihnen grüße ich eine Delegation der CDU Nordrhein-Westfalen. Heute vormittag habe ich Carpineto Romano besucht, den Geburtsort Papst Leos XIII. Mit Weitblick legte er in seiner Enzyklika „Rerum novarum“ die Grundsätze der Soziallehre der Kirche in moderner Zeit dar. In Treue zur Botschaft Jesu Christi an einer gerechten sozialen Ordnung mitzuarbeiten, ist ein ständiger Auftrag für die Kirche und für uns alle. Der Herr segne euch und eure Lieben.

    Al saludar con afecto a los peregrinos de lengua española presentes en esta oración mariana, quisiera invitar a todos a leer el Mensaje que he firmado en estos días con motivo de la Jornada Mundial de la Juventud, que se celebrará en Madrid, en el mes de agosto del próximo año. Pido a Dios que, animados por las palabras del Apóstol Pablo: “Arraigados y edificados en Cristo, firmes en la fe” (cf. Col 2,7), muchos jóvenes puedan encontrarse en la capital de España, para acoger en sus corazones a Cristo, que los llama a confiar en Él y a amar cada vez más a la Iglesia. Suplico a la Santísima Virgen María, Madre y Reina de los jóvenes, que acompañe el camino de preparación a este gran evento. Feliz domingo.

    Drodzy Polacy, Siostry i Bracia! Waszej uwadze polecam opublikowane wczoraj orędzie na Światowy Dzień Młodzieży, który odbędzie się za rok w Madrycie. Niech jego hasło: „Zapuśćcie korzenie w Chrystusie i na Nim się budujcie, umacniajcie się w wierze” (por. Kol 2, 7) będzie dla was, a szczególnie dla młodych, przedmiotem duchowej refleksji. Przygotowania do tego wydarzenia polecam wstawiennictwu Matki Bożej, upraszając dla wszystkich rost w wierze i miłości. Serdecznie was pozdrawiam i z serca błogosławię.

    [Cari Polacchi, Sorelle e Fratelli! Alla vostra attenzione affido, pubblicato ieri, il messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù che avrà luogo l’anno prossimo a Madrid. Il suo motto: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” (cfr Col 2, 7) sia per voi, e in modo particolare per i giovani, oggetto di riflessione spirituale. Affido la preparazione di questo evento all’intercessione della Beata Madre di Dio chiedendo per tutti crescita nella fede e nell’amore. Vi saluto cordialmente e vi benedico di cuore.]

    Saluto infine con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare il gruppo di cresimandi di Santorso di Schio. Un saluto speciale rivolgo alla comunità di Castel Gandolfo, che oggi celebra la festa del patrono san Sebastiano, e lo estendo volentieri alla delegazione venuta da Châteauneuf du Pape. A tutti auguro una buona domenica.



    Angelus, 5 settembre 2010, Benedetto XVI

  4. #4
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    Predefinito Rif: Angelus di oggi

    Fede in Dio, impiego sicuro, famiglia e mediazione nei conflitti sociali.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Angelus di oggi

    ma no....ha parlato di Napoleone della Riv. Francese di Leone XIII...20 minuti

    era l'omelia di carpineto...

    Omelia del Santo Padre in visita a Carpineto Romano, 5 settembre 2010 | catechesi del Santo Padre | Catechesi

    hefico:
    Ultima modifica di msdfli; 05-09-10 alle 22:45

  6. #6
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    Predefinito Rif: Angelus di oggi

    Citazione Originariamente Scritto da msdfli Visualizza Messaggio
    ma no....ha parlato di Napoleone della Riv. Francese di Leone XIII...20 minuti

    era l'omelia di carpineto...
    Ah ok, non l'Angelus allora

  7. #7
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    Predefinito Rif: Angelus di oggi

    VISITA PASTORALE DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI A CARPINETO ROMANO, 05.09.2010

    SALUTO ALLA CITTADINANZA IN LARGO DEI MONTI LEPINI

    Alle ore 8.30 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI parte in elicottero dalle Ville pontificie di Castel Gandolfo per la Visita Pastorale a Carpineto Romano, paese natale di Gioacchino Pecci, Papa Leone XIII.
    Al Suo arrivo nel campo sportivo "Galeotti" di Carpineto, il Papa è accolto dal Vescovo di Anagni-Alatri, S.E. Mons. Lorenzo Loppa e dall’ On. Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Rappresentante del Governo Italiano, insieme alle altre Autorità politiche, civili ed ecclesiastiche.
    Il Santo Padre raggiunge in auto Largo dei Monti Lepini dove lo attendono i fedeli per la Celebrazione Eucaristica e riceve il saluto di benvenuto del Sindaco di Carpineto Romano, Signor Quirino Briganti e del Vescovo di Anagni-Alatri, S.E. Mons. Lorenzo Loppa.

    CELEBRAZIONE EUCARISTICA IN LARGO DEI MONTI LEPINI

    Alle ore 9.30, in Largo dei Monti Lepini, il Santo Padre Benedetto XVI presiede la celebrazione della Santa Messa nel corso della quale pronuncia l’omelia che riportiamo di seguito:

    OMELIA DEL SANTO PADRE

    Cari fratelli e sorelle!

    Prima di tutto, permettetemi di esprimere la gioia di trovarmi in mezzo a voi a Carpineto Romano, sulle orme dei miei amati predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II! E lieta è anche la circostanza che mi ha chiamato qui: il bicentenario della nascita del Papa Leone XIII, Vincenzo Gioacchino Pecci, avvenuta il 2 marzo 1810 in questo bel paese. Vi ringrazio tutti per la vostra accoglienza! In particolare, saluto con riconoscenza il Vescovo di Anagni-Alatri, Mons. Lorenzo Loppa, e il Sindaco di Carpineto, che mi hanno dato il benvenuto all’inizio della celebrazione, come pure le altre Autorità presenti. Un pensiero speciale rivolgo ai giovani, in particolare a quanti hanno compiuto il pellegrinaggio diocesano. La mia visita, purtroppo, è molto breve e tutta concentrata in questa celebrazione eucaristica; ma qui noi troviamo tutto: la Parola e il Pane di vita, che nutrono la fede, la speranza e la carità; e rinnoviamo il vincolo di comunione che fa di noi l’unica Chiesa del Signore Gesù Cristo.

    Abbiamo ascoltato la Parola di Dio, ed è spontaneo accoglierla, in questa circostanza, ripensando alla figura del Papa Leone XIII e all’eredità che ci ha lasciato.

    Il tema principale che emerge dalle letture bibliche è quello del primato di Dio e di Cristo. Nel brano evangelico, tratto da san Luca, Gesù stesso dichiara con franchezza tre condizioni necessarie per essere suoi discepoli: amare Lui più di ogni altra persona e più della stessa vita; portare la propria croce e andare dietro a Lui; rinunciare a tutti i propri averi. Gesù vede una grande folla che lo segue insieme ai suoi discepoli, e con tutti vuole essere chiaro: seguire Lui è impegnativo, non può dipendere da entusiasmi e opportunismi; dev’essere una decisione ponderata, presa dopo essersi domandati in coscienza: chi è Gesù per me? È veramente “il Signore”, occupa il primo posto, come il Sole intorno al quale ruotano tutti i pianeti? E la prima lettura, dal Libro della Sapienza, ci suggerisce indirettamente il motivo di questo primato assoluto di Gesù Cristo: in Lui trovano risposta le domande dell’uomo di ogni tempo che cerca la verità su Dio e su se stesso. Dio è al di là della nostra portata, e i suoi disegni sono imperscrutabili. Ma Egli stesso ha voluto rivelarsi, nella creazione e soprattutto nella storia della salvezza, finché in Cristo ha pienamente manifestato se stesso e la sua volontà. Pur rimanendo sempre vero che “Dio, nessuno lo ha mai visto” (Gv 1,18), ora noi conosciamo il suo “nome”, il suo “volto”, e anche il suo volere, perché ce li ha rivelati Gesù, che è la Sapienza di Dio fattasi uomo. “Così – scrive l’Autore sacro della prima Lettura – gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito e furono salvati per mezzo della sapienza” (Sap 9,18).

    Questo richiamo fondamentale della Parola di Dio fa pensare a due aspetti della vita e del ministero del vostro venerato Concittadino che oggi commemoriamo, il Sommo Pontefice Leone XIII. Anzitutto, va sottolineato che egli fu uomo di grande fede e di profonda devozione. Questo rimane sempre la base di tutto, per ogni cristiano, compreso il Papa. Senza la preghiera, cioè senza l’unione interiore con Dio, non possiamo far nulla, come disse chiaramente Gesù ai suoi discepoli durante l’Ultima Cena (cfr Gv 15,5).

    Le parole e gli atti di Papa Pecci lasciavano trasparire la sua intima religiosità; e questo ha trovato rispondenza anche nel suo Magistero: tra le sue numerosissime Encicliche e Lettere Apostoliche, come il filo in una collana, vi sono quelle di carattere propriamente spirituale, dedicate soprattutto all’incremento della devozione mariana, specialmente mediante il santo Rosario. Si tratta di una vera e propria “catechesi”, che scandisce dall’inizio alla fine i 25 anni del suo Pontificato. Ma troviamo anche i Documenti su Cristo Redentore, sullo Spirito Santo, sulla consacrazione al Sacro Cuore, sulla devozione a san Giuseppe, su san Francesco d’Assisi. Alla Famiglia francescana Leone XIII fu particolarmente legato, ed egli stesso appartenne al Terz’Ordine. Tutti questi diversi elementi mi piace considerarli come sfaccettature di un’unica realtà: l’amore di Dio e di Cristo, a cui nulla assolutamente va anteposto. E questa sua prima e principale qualità Vincenzo Gioacchino Pecci la assimilò qui, nel suo Paese natale, dai suoi genitori, dalla sua parrocchia.

    Ma vi è anche un secondo aspetto, che deriva sempre dal primato di Dio e di Cristo e si riscontra nell’azione pubblica di ogni Pastore della Chiesa, in particolare di ogni Sommo Pontefice, con le caratteristiche proprie della personalità di ciascuno. Direi che proprio il concetto di “sapienza cristiana”, già emerso a partire dalla prima lettura e dal Vangelo, ci offre la sintesi di questa impostazione secondo Leone XIII – non a caso è anche l’incipit di una sua Enciclica. Ogni Pastore è chiamato a trasmettere al Popolo di Dio non delle verità astratte, ma una “sapienza”, cioè un messaggio che coniuga fede e vita, verità e realtà concreta. Il Papa Leone XIII, con l’assistenza dello Spirito Santo, è capace di fare questo in un periodo storico tra i più difficili per la Chiesa, rimanendo fedele alla tradizione e, al tempo stesso, misurandosi con le grandi questioni aperte. E vi riuscì proprio sulla base della “sapienza cristiana”, fondata sulle Sacre Scritture, sull’immenso patrimonio teologico e spirituale della Chiesa Cattolica e anche sulla solida e limpida filosofia di san Tommaso d’Aquino, che egli apprezzò in sommo grado e promosse in tutta la Chiesa.

    A questo punto, dopo aver considerato il fondamento, cioè la fede e la vita spirituale, e quindi il quadro generale del messaggio di Leone XIII, posso accennare al suo magistero sociale, reso celeberrimo e intramontabile dall’Enciclica Rerum novarum, ma ricco di molteplici altri interventi che costituiscono un corpo organico, il primo nucleo della dottrina sociale della Chiesa. Prendiamo spunto dalla Lettera a Filemone di san Paolo, che felicemente la Liturgia ci fa leggere proprio oggi. E’ il testo più breve di tutto l’epistolario paolino. Durante un periodo di prigionia, l’Apostolo ha trasmesso la fede a Onesimo, uno schiavo originario di Colossi fuggito dal padrone Filemone, ricco abitante di quella città, diventato cristiano insieme ai suoi familiari grazie alla predicazione di Paolo. Ora l’Apostolo scrive a Filemone invitandolo ad accogliere Onesimo non più come schiavo, ma come fratello in Cristo. La nuova fraternità cristiana supera la separazione tra schiavi e liberi, e innesca nella storia un principio di promozione della persona che porterà all’abolizione della schiavitù, ma anche ad oltrepassare altre barriere che tuttora esistono. Il Papa Leone XIII dedicò proprio al tema della schiavitù l’Enciclica Catholicae Ecclesiae, del 1890.

    Da questa particolare esperienza di san Paolo con Onesimo, può partire un’ampia riflessione sulla spinta di promozione umana apportata dal Cristianesimo nel cammino della civiltà, e anche sul metodo e lo stile di tale apporto, conformi alle immagini evangeliche del seme e del lievito: all’interno della realtà storica i cristiani, agendo come singoli cittadini, o in forma associata, costituiscono una forza benefica e pacifica di cambiamento profondo, favorendo lo sviluppo delle potenzialità interne alla realtà stessa. E’ questa la forma di presenza e di azione nel mondo proposta dalla dottrina sociale della Chiesa, che punta sempre alla maturazione delle coscienze quale condizione di valide e durature trasformazioni.

    Dobbiamo ora domandarci: qual era il contesto in cui nacque, due secoli fa, colui che sarebbe diventato, 68 anni dopo, il Papa Leone XIII? L’Europa risentiva allora della grande tempesta Napoleonica, seguita alla Rivoluzione Francese. La Chiesa e numerose espressioni della cultura cristiana erano messe radicalmente in discussione (si pensi, ad esempio, al fatto di contare gli anni non più dalla nascita di Cristo, ma dall’inizio della nuova era rivoluzionaria, o di togliere i nomi dei Santi dal calendario, dalle vie, dai villaggi…). Le popolazioni delle campagne non erano certo favorevoli a questi stravolgimenti, e rimanevano legate alle tradizioni religiose. La vita quotidiana era dura e difficile: le condizioni sanitarie e alimentari molto carenti. Intanto, si andava sviluppando l’industria e con essa il movimento operaio, sempre più organizzato politicamente. Il magistero della Chiesa, al suo livello più alto, fu sospinto e aiutato dalle riflessioni e dalle esperienze locali ad elaborare una lettura complessiva e prospettica della nuova società e del suo bene comune. Così, quando, nel 1878, fu eletto al soglio pontificio, Leone XIII si sentì chiamato a portarla a compimento, alla luce delle sue ampie conoscenze di respiro internazionale, ma anche di tante iniziative realizzate “sul campo” da parte di comunità cristiane e uomini e donne della Chiesa.

    Furono infatti decine e decine di Santi e Beati, dalla fine del Settecento agli inizi del Novecento, a cercare e sperimentare, con la fantasia della carità, molteplici strade per attuare il messaggio evangelico all’interno delle nuove realtà sociali. Furono senza dubbio queste iniziative, con i sacrifici e le riflessioni di questi uomini e donne a preparare il terreno della Rerum novarum e degli altri Documenti sociali di Papa Pecci. Già dal tempo in cui era Nunzio Apostolico in Belgio, egli aveva compreso che la questione sociale si poteva affrontare positivamente ed efficacemente con il dialogo e la mediazione. In un’epoca di aspro anticlericalismo e di accese manifestazioni contro il Papa, Leone XIII seppe guidare e sostenere i cattolici sulla via di una partecipazione costruttiva, ricca di contenuti, ferma sui principi e capace di apertura. Subito dopo la Rerum novarum si verificò in Italia e in altri Paesi un’autentica esplosione di iniziative: associazioni, casse rurali e artigiane, giornali,… un vasto “movimento” che ebbe nel servo di Dio Giuseppe Toniolo l’illuminato animatore.

    Un Papa molto anziano, ma saggio e lungimirante, poté così introdurre nel XX secolo una Chiesa ringiovanita, con l’atteggiamento giusto per affrontare le nuove sfide. Era un Papa ancora politicamente e fisicamente “prigioniero” in Vaticano, ma in realtà, con il suo Magistero, rappresentava una Chiesa capace di affrontare senza complessi le grandi questioni della contemporaneità.

    Cari amici di Carpineto Romano, non abbiamo il tempo di approfondire questi argomenti. L’Eucaristia che stiamo celebrando, il Sacramento dell’Amore, ci richiama all’essenziale: la carità, l’amore di Cristo che rinnova gli uomini e il mondo; questo è l’essenziale, e lo vediamo bene, quasi lo percepiamo nelle espressioni di san Paolo nella Lettera a Filemone. In quel breve biglietto, infatti, si sente tutta la mitezza e al tempo stesso la potenza rivoluzionaria del Vangelo; si avverte lo stile discreto e insieme irresistibile della carità, che, come ho scritto nella mia Enciclica sociale, Caritas in veritate, è “la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell’umanità intera” (n. 1). Con gioia e con affetto, vi lascio dunque il comandamento antico e sempre nuovo: amatevi come Cristo ci ha amati, e con questo amore siate sale e luce del mondo. Così sarete fedeli all’eredità del vostro grande e venerato Concittadino, il Papa Leone XIII. E così sia in tutta la Chiesa! Amen.

    © Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana

    Il Magistero di Benedetto XVI

  8. #8
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    Predefinito Rif: Angelus di oggi

    Citazione Originariamente Scritto da msdfli Visualizza Messaggio
    ma no....ha parlato di Napoleone della Riv. Francese di Leone XIII...20 minuti

    era l'omelia di carpineto...

    Omelia del Santo Padre in visita a Carpineto Romano, 5 settembre 2010 | catechesi del Santo Padre | Catechesi

    hefico:

    mi ha colpito la parte storica.
    Ultima modifica di msdfli; 05-09-10 alle 22:48

  9. #9
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    Predefinito Rif: Omelia di Benedetto XVI del 05.09.2010

    Il contesto in cui Leone XIII scrisse la Rerum Novarum vedeva da una parte la scristianizzazione imposta dalla Rivoluzione francese, dall'altra la gente che rimaneva fedele alla tradizione; da una parte l'industrializzazione, dall'altra il movimento operaio, che chiedeva condizioni di vita più umane per i lavoratori. Diciamo che rappresenta la risposta cattolica agli sconvolgimenti della modernità, nonché la fonte di ispirazione principale per quegli Statisti cattolici del Novecento che furono Dollfuss e Salazar. Il Magistero sociale di Leone XIII espresse dunque un giudizio storico e una analisi della crisi che l'Europa ha dovuto affrontare dopo la Rivoluzione francese.

    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 11-09-10 alle 16:23

  10. #10
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    Predefinito Rif: Omelia di Benedetto XVI del 05.09.2010

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Il contesto in cui Leone XIII scrisse la Rerum Novarum vedeva da una parte la scristianizzazione imposta dalla Rivoluzione francese, dall'altra la gente che rimaneva fedele alla tradizione; da una parte l'industrializzazione, dall'altra il movimento operaio, che chiedeva condizioni di vita più umane per i lavoratori. Diciamo che rappresenta la risposta cattolica agli sconvolgimenti della modernità, nonché la fonte di ispirazione principale per quegli Statisti cattolici del Novecento che furono Dollfuss e Salazar. Il Magistero sociale di Leone XIII espresse dunque un giudizio storico e una analisi della crisi che l'Europa ha dovuto affrontare dopo la Rivoluzione francese.

    carlomartello
    sarebbe importante capire in che modo gli statisti da te citati tradussero nella pratica le indicazioni di Leone XIII

 

 
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