All’uscita dal colloquio con Mattarella, Di Maio ha elencato i DIECI PUNTI PROGRAMMATICI del suo movimento. Bene, a me sono sembrate solo parole, fumo, dietro al quale può esserci qualsiasi cosa.
Di Maio oltre a ciò si è ben guardato da nominare il PD come possibile alter per iniziare colloqui. Però ha messo al primo posto delle esigenze per poter colloquiare il taglio dei parlamentari, una proposta di legge che il PD ha sempre bocciato nei tre passaggi precedenti alle Camere.
Dietro queste difficoltà, questi macigni messi sulla strada di un accordo c’è una realtà che non può essere dimenticata: Di Maio è ASSOLUTAMENTE contrario al PD che odia forse ancor più di quanto lo odi salvini.
Di Maio è un errore del Movimento, un errore che non si capisce perché Casaleggio continui a tenere in quel posto di comando. Finirà con il disintegrarlo completamente.
E allora tutto ciò che vuol dire?
Vuol dire solo che il PD non deve andare a un accordo con questo signore, con quelle posizioni, con quei sassoni pronti ad essere lanciati sul percorso: sarebbe un’alleanza INNATURALE che durerebbe pochissimo quindi un ulterioire danno al Paese.
E poi perché il PD dovrebbe farsi carico di rimettere a posto quelle macerie che il governo giallo verde ha lasciato per il suo sgoverno? Per senso di responsabilità verso il Paese? Sarei d’accordo se anche chi segue Di Maio o salvini sentisse lo stesso sentimento, ma non è così: ai tifosi dei due leader populisti basta odiare il PD e esaltare questi incapaci.
Conclusione: il PD NON deve fare nessuna alleanza con Di Maio. Li salvi lui i suoi parlamentari che non ci saranno più dopo il voto. Oppure rifaccia alleanza con l’altro incapace così potrà diventare addirittura Premier.




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