Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 23
  1. #1
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    23 Jul 2015
    Messaggi
    8,522
     Likes dati
    1,494
     Like avuti
    1,900
    Mentioned
    552 Post(s)
    Tagged
    32 Thread(s)

    Predefinito Perché il taglio dei parlamentari ha effetti sul modello di democrazia

    La riforma costituzionale che prevede il cosiddetto “taglio del numero dei parlamentari”, cioè la diminuzione di più di un terzo di deputati e senatori, sembra lo scoglio su cui rischia di arenarsi l’ipotesi di un nuovo governo che unisca Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico. I primi paiono porre la modifica come condizione per qualsiasi alleanza. I secondi non la ritengono una priorità e anzi sono tendenzialmente contrari ad essa.

    Ora, la drastica riduzione dei parlamentari che cosa comporta e come incide sul funzionamento della nostra democrazia? Certo non consente un risparmio decisivo per le casse del Paese. Secondo l’Osservatorio sui conti pubblici guidato da Carlo Cottarelli, si sostanzierebbe in 57 milioni di euro all’anno, pari allo 0,007 % della spesa pubblica. Una bella somma in sé considerata ma tutto sommato irrisoria se paragonata al bilancio dello Stato. Il principale argomento con cui la riforma viene presentata non si rivela, dunque, particolarmente convincente.

    A livello simbolico, poi, l’eliminazione di 230 deputati e 115 senatori manda un segnale preciso circa la scarsa considerazione di cui godono gli “onorevoli” e, con essi, le aule che occupano. In un periodo nel quale le scelte politiche vengono adottate sempre più spesso al di fuori delle sedi istituzionali, non ci pare un dato incoraggiante.

    Ma l’esito più importante, anche se forse meno immediato, di tale riforma sarebbe un altro. Come noto, il nostro sistema elettorale è una combinazione di proporzionale e maggioritario. In particolare, al Senato - ove i seggi sono attribuiti esclusivamente su base regionale - la diminuzione dei parlamentari comporterebbe una più esigua rappresentanza dei partiti minori, specie nelle regioni meno popolose alle quali sarebbero garantiti non più sette ma solo tre senatori (Molise e Valle d’Aosta continuerebbero ad averne rispettivamente due e uno). In tali regioni, sarebbero eletti soltanto i rappresentanti dei partiti più votati, con un evidente sacrificio delle minoranze.

    Per ovviare a questi effetti distorsivi della rappresentanza, da più parti si sottolinea la necessità di accompagnare la riforma costituzionale con una nuova legge elettorale pressoché interamente proporzionale. In altri termini, ammettendo pure una soglia di sbarramento, si tornerebbe a un sistema molto simile a quello in vigore prima del referendum del 1993, che condusse a una modifica in senso prevalentemente uninominale maggioritario. Il fine allora era quello di favorire un più stretto rapporto fra elettori ed eletti nei collegi e consentire ai cittadini di dare indicazioni circa la coalizione destinata a governare.

    Le leggi elettorali susseguitesi dal 2005 al 2015, in verità, hanno progressivamente ripudiato tale modello, abbandonando il collegio uninominale e innestando su impianti proporzionali cospicui premi di maggioranza, venuti però meno a seguito degli interventi della Corte costituzionale del 2014 e del 2017.

    La legge elettorale del 2017, quella oggi in vigore, ha poi resuscitato i collegi uninominali, sia pure per poco più di un terzo dei seggi, che favoriscono i raggruppamenti più forti e al contempo rafforzano i legami territoriali tra elettori e rappresentanti. Ed è proprio questa parte che sarebbe eliminata se il sistema tornasse proporzionale.

    Precisiamo: come spesso accade per le grandi opzioni di architettura costituzionale, non vi sono scelte “giuste” o “sbagliate” tout court. A dispetto di quanto la discussione pubblica ci abbia di recente abituato, a parte soluzioni davvero estemporanee e strampalate, sono svariate le alternative che un legislatore riformista ha di fronte. Occorre, però, avere ben presente che assetti diversi producono effetti diversi.
    Una scelta decisa in senso proporzionale, come quella all’ordine del giorno, condurrebbe a un parlamento più frastagliato, in cui gli accordi di governo sarebbero più fluidi e difficilmente esplicitati prima delle elezioni. E al contempo, con l’abbandono dei collegi uninominali, residuerebbe un sistema solo con liste chiuse, compilate dai vertici dei partiti. E ciò potrebbe accrescere quel disamore per la politica che costituisce uno dei grandi mali delle democrazie di inizio secolo.

    In sintesi, tagliare il numero dei parlamentari ed eliminare i collegi uninominali avrebbe un costo non da poco: si rischierebbe il reclutamento di una classe politica più fedele al “capo” e meno legata al territorio e si sottrarrebbe ulteriormente al corpo elettorale la possibilità di contribuire, con il proprio voto per una singola specifica persona, alla formazione di una maggioranza capace di governare stabilmente.

    Il nostro Paese, oggi smarrito, non ci pare abbia bisogno di questo.

    https://www.ilsole24ore.com/art/perc...crazia-ACMz73f

  2. #2
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    22 Mar 2016
    Messaggi
    14,217
     Likes dati
    119
     Like avuti
    4,362
    Mentioned
    14 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    2

    Predefinito Re: Perché il taglio dei parlamentari ha effetti sul modello di democrazia

    Dal numero dei post argomento che non interessa a nessuno.

  3. #3
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    05 Aug 2016
    Messaggi
    5,981
     Likes dati
    99
     Like avuti
    2,385
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    1

    Predefinito Re: Perché il taglio dei parlamentari ha effetti sul modello di democrazia

    Citazione Originariamente Scritto da vituperiopisa Visualizza Messaggio
    Dal numero dei post argomento che non interessa a nessuno.
    Quale interesse può destare un articolo che scrive: Secondo l’Osservatorio sui conti pubblici guidato da Carlo Cottarelli, si sostanzierebbe in 57 milioni di euro all’anno, pari allo 0,007 % della spesa pubblica

    Ora dico io ma perchè ogni volta che ci sono da risparmiare milioni su milioni (ricordo sono miliardi delle vecchie lire x2) c'è sempre il giornalista, lo scrittore o il semplice opinionista che deve paragonare il risparmio al costo intero di uno stato? Come se quei milioni fossero noccioline. Basterebbe tagliare tanti di questi sprechi per avere delle grandi risorse da spendere ma c'è sempre il signor no di turno che non sapendo cosa dire scrive che tanto il risparmio è poco. Paese di pazzi il nostro. C'è che si dispiace che il Molise poi debba avere solo 2 rappresentanti. No dico il Molise...regione popolate dallo stesso numero di abitanti di Ostia.
    |><)))*>

  4. #4
    Liberale Cattivo
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    41,965
     Likes dati
    4,465
     Like avuti
    10,152
    Mentioned
    518 Post(s)
    Tagged
    45 Thread(s)

    Predefinito Re: Perché il taglio dei parlamentari ha effetti sul modello di democrazia

    1000 deputati o 100 deputati poco cambierà se non possiamo sceglierli noi con un sistema maggioritario.
    "I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."

  5. #5
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    05 Aug 2016
    Messaggi
    5,981
     Likes dati
    99
     Like avuti
    2,385
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    1

    Predefinito Re: Perché il taglio dei parlamentari ha effetti sul modello di democrazia

    Citazione Originariamente Scritto da Supermario Visualizza Messaggio
    1000 deputati o 100 deputati poco cambierà se non possiamo sceglierli noi con un sistema maggioritario.
    Maggioritario o proporzionale non cambia nulla. Non esiste un sistema elettorale perfetto e nemmeno uno che permette la maggioranza pur avendo preso molto meno del 50%. Questo perchè i voti si divisono su 3 poli. Anzi per assurdo un proporzionale puro con uno sbarramento alto ha più possibilità di concentrare i voti su uno dei 3 poli che invece un maggioritario con sbarramento basso ai partiti di coalizione.
    |><)))*>

  6. #6
    Liberale Cattivo
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    41,965
     Likes dati
    4,465
     Like avuti
    10,152
    Mentioned
    518 Post(s)
    Tagged
    45 Thread(s)

    Predefinito Re: Perché il taglio dei parlamentari ha effetti sul modello di democrazia

    Citazione Originariamente Scritto da Sc4r Visualizza Messaggio
    Maggioritario o proporzionale non cambia nulla. Non esiste un sistema elettorale perfetto e nemmeno uno che permette la maggioranza pur avendo preso molto meno del 50%. Questo perchè i voti si divisono su 3 poli. Anzi per assurdo un proporzionale puro con uno sbarramento alto ha più possibilità di concentrare i voti su uno dei 3 poli che invece un maggioritario con sbarramento basso ai partiti di coalizione.
    Ho scritto maggioritario perche è l' unico sistema che ti permette di conoscere prima bene il candidato.

    Con il proporzionale bisognerebbe tornare al voto di preferenza. Ma sai bene quanto è soggetto alle mafie e al semplice clientelismo.
    "I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."

  7. #7
    Socialdemocrazia Palmiana
    Data Registrazione
    14 Sep 2010
    Messaggi
    13,906
     Likes dati
    774
     Like avuti
    4,605
    Mentioned
    31 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Perché il taglio dei parlamentari ha effetti sul modello di democrazia

    il ssitema elettorale perfetto non esiste... il problema è che in italia cambia ogni due anni... questo sì che è pericoloso

    una maggioranza viene eletta con una legge, poi siccome i sondaggi la danno in difficoltà, cambia la legge per impedire che l'opposizione possa diventare maggioranza con la stessa legge...

    unica soluzione: farla con legge costituzionale
    Il coro del Bunga Bunga:
    Silvio: ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    I ministri: ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    Le ministre: ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do
    Il giudice: ♪si ♪fa ♪la minore ♪si ♪fa ♪la minore

  8. #8
    Forumista junior
    Data Registrazione
    11 Aug 2019
    Messaggi
    58
     Likes dati
    1
     Like avuti
    12
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Perché il taglio dei parlamentari ha effetti sul modello di democrazia

    In un sistema che prevede un eletto ogni 150.000/300.000 abitanti, il maggioritario sarebbe un sistema troppo contrario alla rappresentanza. Una riforma di questo tipo deve essere necessariamente abbinata ad un ritorno ad un sistema interamente proporzionale, con al massimo uno sbarramento, ma senza sistemi misti, premi, etc.. E bisognerebbe stabilire in Costituzione che, in futuro, qualsiasi revisione della legge elettorale avrà effetti due legislature dopo, a meno di votarla con una maggioranza qualificata.

  9. #9
    Leggenda
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    cancellato
    Messaggi
    125,759
     Likes dati
    15,054
     Like avuti
    22,140
    Mentioned
    3318 Post(s)
    Tagged
    58 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    1

    Predefinito Re: Perché il taglio dei parlamentari ha effetti sul modello di democrazia

    Citazione Originariamente Scritto da Rotwang Visualizza Messaggio
    La riforma costituzionale che prevede il cosiddetto “taglio del numero dei parlamentari”, cioè la diminuzione di più di un terzo di deputati e senatori, sembra lo scoglio su cui rischia di arenarsi l’ipotesi di un nuovo governo che unisca Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico. I primi paiono porre la modifica come condizione per qualsiasi alleanza. I secondi non la ritengono una priorità e anzi sono tendenzialmente contrari ad essa.

    Ora, la drastica riduzione dei parlamentari che cosa comporta e come incide sul funzionamento della nostra democrazia? Certo non consente un risparmio decisivo per le casse del Paese. Secondo l’Osservatorio sui conti pubblici guidato da Carlo Cottarelli, si sostanzierebbe in 57 milioni di euro all’anno, pari allo 0,007 % della spesa pubblica. Una bella somma in sé considerata ma tutto sommato irrisoria se paragonata al bilancio dello Stato. Il principale argomento con cui la riforma viene presentata non si rivela, dunque, particolarmente convincente.

    A livello simbolico, poi, l’eliminazione di 230 deputati e 115 senatori manda un segnale preciso circa la scarsa considerazione di cui godono gli “onorevoli” e, con essi, le aule che occupano. In un periodo nel quale le scelte politiche vengono adottate sempre più spesso al di fuori delle sedi istituzionali, non ci pare un dato incoraggiante.

    Ma l’esito più importante, anche se forse meno immediato, di tale riforma sarebbe un altro. Come noto, il nostro sistema elettorale è una combinazione di proporzionale e maggioritario. In particolare, al Senato - ove i seggi sono attribuiti esclusivamente su base regionale - la diminuzione dei parlamentari comporterebbe una più esigua rappresentanza dei partiti minori, specie nelle regioni meno popolose alle quali sarebbero garantiti non più sette ma solo tre senatori (Molise e Valle d’Aosta continuerebbero ad averne rispettivamente due e uno). In tali regioni, sarebbero eletti soltanto i rappresentanti dei partiti più votati, con un evidente sacrificio delle minoranze.

    Per ovviare a questi effetti distorsivi della rappresentanza, da più parti si sottolinea la necessità di accompagnare la riforma costituzionale con una nuova legge elettorale pressoché interamente proporzionale. In altri termini, ammettendo pure una soglia di sbarramento, si tornerebbe a un sistema molto simile a quello in vigore prima del referendum del 1993, che condusse a una modifica in senso prevalentemente uninominale maggioritario. Il fine allora era quello di favorire un più stretto rapporto fra elettori ed eletti nei collegi e consentire ai cittadini di dare indicazioni circa la coalizione destinata a governare.

    Le leggi elettorali susseguitesi dal 2005 al 2015, in verità, hanno progressivamente ripudiato tale modello, abbandonando il collegio uninominale e innestando su impianti proporzionali cospicui premi di maggioranza, venuti però meno a seguito degli interventi della Corte costituzionale del 2014 e del 2017.

    La legge elettorale del 2017, quella oggi in vigore, ha poi resuscitato i collegi uninominali, sia pure per poco più di un terzo dei seggi, che favoriscono i raggruppamenti più forti e al contempo rafforzano i legami territoriali tra elettori e rappresentanti. Ed è proprio questa parte che sarebbe eliminata se il sistema tornasse proporzionale.

    Precisiamo: come spesso accade per le grandi opzioni di architettura costituzionale, non vi sono scelte “giuste” o “sbagliate” tout court. A dispetto di quanto la discussione pubblica ci abbia di recente abituato, a parte soluzioni davvero estemporanee e strampalate, sono svariate le alternative che un legislatore riformista ha di fronte. Occorre, però, avere ben presente che assetti diversi producono effetti diversi.
    Una scelta decisa in senso proporzionale, come quella all’ordine del giorno, condurrebbe a un parlamento più frastagliato, in cui gli accordi di governo sarebbero più fluidi e difficilmente esplicitati prima delle elezioni. E al contempo, con l’abbandono dei collegi uninominali, residuerebbe un sistema solo con liste chiuse, compilate dai vertici dei partiti. E ciò potrebbe accrescere quel disamore per la politica che costituisce uno dei grandi mali delle democrazie di inizio secolo.

    In sintesi, tagliare il numero dei parlamentari ed eliminare i collegi uninominali avrebbe un costo non da poco: si rischierebbe il reclutamento di una classe politica più fedele al “capo” e meno legata al territorio e si sottrarrebbe ulteriormente al corpo elettorale la possibilità di contribuire, con il proprio voto per una singola specifica persona, alla formazione di una maggioranza capace di governare stabilmente.

    Il nostro Paese, oggi smarrito, non ci pare abbia bisogno di questo.

    https://www.ilsole24ore.com/art/perc...crazia-ACMz73f
    Be mi pare ovvio che se riducono i parlamentari devono tornare a un sistema piu proporzionale magari con uno sbarramento del 4 o 5 per cento.
    Io sarei favorevole a entrambe le cose

  10. #10
    Leggenda
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    cancellato
    Messaggi
    125,759
     Likes dati
    15,054
     Like avuti
    22,140
    Mentioned
    3318 Post(s)
    Tagged
    58 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    1

    Predefinito Re: Perché il taglio dei parlamentari ha effetti sul modello di democrazia

    Citazione Originariamente Scritto da Supermario Visualizza Messaggio
    Ho scritto maggioritario perche è l' unico sistema che ti permette di conoscere prima bene il candidato.

    Con il proporzionale bisognerebbe tornare al voto di preferenza. Ma sai bene quanto è soggetto alle mafie e al semplice clientelismo.
    Purche non sia maggioritario col doppio turno che non e un sistema veramente rappresenrativo ma solo frutto di scambi

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 05-07-17, 07:57
  2. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 12-08-16, 21:50
  3. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 08-01-14, 03:00
  4. Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 26-01-08, 19:00
  5. Taglio allo stipendio dei parlamentari?
    Di ossoduro nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 16-11-06, 15:09

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito