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  1. #1
    Francpolitik
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    Predefinito Questione ambientale, la piaga mondiale lontana dall'Italia

    La Questione Ambientale, il riscaldamento globale, l'effetto serra, il buco dell'ozono sono problemi contro i quali la nostra società si sta imbattendo recentemente, anche se se ne parla da tempo immemorabile. Tutti sappiamo, e spero che nessuno lo metta in dubbio, che lo sfruttamento selvaggio del nostro Pianeta ha portato e porterà a grandi disfunzioni climatiche e ambientali.

    Ma mentre tutti i governi dei paesi industrializzati hanno messo la questione tra i primi punti dell'agenda politica (vedi la destra tedesca della Merkel che sta riempendo di pale eoliche e pannelli solari la Germania) da noi l'unico provvedimento nella giusta direzione fu quello varato in sordina dal governo Prodi per l'energia fotovoltaica con i grandi incentivi che sono stati ridotti dalla manovra di luglio a partire dal 1° gennaio 2011.

    Come mai c'è un'anomalia così grande nel nostro paese dove invece avremmo enormi possibilità di sviluppo di una sana green economy? Sono i nostri politici ottusi o gli industriali e le lobby che si oppongono a una seria politica ambientale?

  2. #2
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    Predefinito Rif: Questione ambientale, la piaga mondiale lontana dall'Italia

    Non è questione di lobby,il problema è la competitività del prodotto.

  3. #3
    Francpolitik
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    Predefinito Rif: Questione ambientale, la piaga mondiale lontana dall'Italia

    Citazione Originariamente Scritto da Ludis Visualizza Messaggio
    Non è questione di lobby,il problema è la competitività del prodotto.
    lo so, ma allora è per questo che deve essero lo Stato a intraprendere politiche su larga scala in questa direzione. E' vero che sono operazioni molto costose, specialmente in un Paese con un debito elevato come il nostro, ma non ci possiamo più permettere di ipotecare il futuro alle generazioni che verranno, ai nostri figli e ai nostri nipoti, non è corretto.

    Questa politica di sfruttamento indiscriminato dell'ambiente è controproducente e può dare guadagni immediati ma a lungo termine, e già ce ne stiamo accorgendo, non regge, non rappresenta un'economia sana

  4. #4
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    Predefinito Rif: Questione ambientale, la piaga mondiale lontana dall'Italia

    Sono tutte balle, e infatti se non ne parlano i giornali, non ne parla nessuno...

  5. #5
    Francpolitik
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    Predefinito Rif: Questione ambientale, la piaga mondiale lontana dall'Italia

    Citazione Originariamente Scritto da ciddo Visualizza Messaggio
    Sono tutte balle, e infatti se non ne parlano i giornali, non ne parla nessuno...
    dai, scusami, capisco tutto ma dire che il riscaldamento globale, il buco dell'ozono, ecc. sono balle non mi pare onesto. E' un problema vero, poi tutti possono dire liberamente che non se ne fregano, però sinceramente qualcosa si dovrebbe fare... Si vede che in Italia non c'è e non c'è mai stata una cultura del rispetto ambientale...

  6. #6
    Clandestino
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    Predefinito Rif: Questione ambientale, la piaga mondiale lontana dall'Italia

    Citazione Originariamente Scritto da Francpolitik Visualizza Messaggio
    lo so, ma allora è per questo che deve essero lo Stato a intraprendere politiche su larga scala in questa direzione. E' vero che sono operazioni molto costose, specialmente in un Paese con un debito elevato come il nostro, ma non ci possiamo più permettere di ipotecare il futuro alle generazioni che verranno, ai nostri figli e ai nostri nipoti, non è corretto.

    Questa politica di sfruttamento indiscriminato dell'ambiente è controproducente e può dare guadagni immediati ma a lungo termine, e già ce ne stiamo accorgendo, non regge, non rappresenta un'economia sana
    Con le tecnologie attuali cercare di produrre il fabbisogno energetico con i pannelli solari è pressochè impossibile.
    Tuttavia mi rendo anche conto che continuare a produrre energia elettrica bruciando fonti enegetiche fossili quali carbone e petrolio è una follia.
    Dove sta la via d'uscita? Sinceramente non lo so.

  7. #7
    Francpolitik
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    Predefinito Rif: Questione ambientale, la piaga mondiale lontana dall'Italia

    Citazione Originariamente Scritto da Ludis Visualizza Messaggio
    Con le tecnologie attuali cercare di produrre il fabbisogno energetico con i pannelli solari è pressochè impossibile.
    Tuttavia mi rendo anche conto che continuare a produrre energia elettrica bruciando fonti enegetiche fossili quali carbone e petrolio è una follia.
    Dove sta la via d'uscita? Sinceramente non lo so.
    Hai perfettamente ragione, continuo a sperare in un avanzamento tecnologico, se ne sentono molte, magari anche i pannelli termodinamici potrebbero dare una mano essendo molto più produttivi... staremo a vedere in futuro qualcosa (speriamo) si inventeranno.

    Magari però, già partire fornendo tutti gli edifici pubblici con ampi tetti, come municipi, ministeri, università e scuole, di pannelli fotovoltaici sarebbe un passo avanti. Certo non è così che si risolverebbe definitivamente il problema

  8. #8
    Clandestino
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    Predefinito Rif: Questione ambientale, la piaga mondiale lontana dall'Italia

    Citazione Originariamente Scritto da Francpolitik Visualizza Messaggio
    Hai perfettamente ragione, continuo a sperare in un avanzamento tecnologico, se ne sentono molte, magari anche i pannelli termodinamici potrebbero dare una mano essendo molto più produttivi... staremo a vedere in futuro qualcosa (speriamo) si inventeranno.

    Magari però, già partire fornendo tutti gli edifici pubblici con ampi tetti, come municipi, ministeri, università e scuole, di pannelli fotovoltaici sarebbe un passo avanti. Certo non è così che si risolverebbe definitivamente il problema
    Guarda io non sono contro il fotovoltaico. Dico solo che è insufficiente. Può servire al massimo per le abitazioni private,ma pensare di mandarci avanti le fabbriche è praticamente impossibile. Basta pensare che l'utenza privata è limitata a 3 kw/h mentre nelle industrie metalmeccaniche ci sono macchinari che da soli non faticano a consumare il decuplo di quella cifra.
    Riguardo all'avanzamento tecnologico: per carità,io spero che avvenga ma non sono molto ottimista. Alle superiori avevo un professore che studiò ingegneria negli anni '70. Già allora si diceva che in pochi anni i pannelli solari avrebbero aumentato il loro rendimento di notevoli quantità,ciò non è avvenuto,perlomeno non in quantità rilevanti, e non è detto che avverrà.
    E dato che non si può aumentare l'energia incidente,se non si riesce ad aumentare il rendimento non saranno mai competitivi.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Questione ambientale, la piaga mondiale lontana dall'Italia

    Citazione Originariamente Scritto da Francpolitik Visualizza Messaggio
    La Questione Ambientale, il riscaldamento globale, l'effetto serra, il buco dell'ozono sono problemi contro i quali la nostra società si sta imbattendo recentemente, anche se se ne parla da tempo immemorabile. Tutti sappiamo, e spero che nessuno lo metta in dubbio, che lo sfruttamento selvaggio del nostro Pianeta ha portato e porterà a grandi disfunzioni climatiche e ambientali.

    Ma mentre tutti i governi dei paesi industrializzati hanno messo la questione tra i primi punti dell'agenda politica (vedi la destra tedesca della Merkel che sta riempendo di pale eoliche e pannelli solari la Germania) da noi l'unico provvedimento nella giusta direzione fu quello varato in sordina dal governo Prodi per l'energia fotovoltaica con i grandi incentivi che sono stati ridotti dalla manovra di luglio a partire dal 1° gennaio 2011.

    Come mai c'è un'anomalia così grande nel nostro paese dove invece avremmo enormi possibilità di sviluppo di una sana green economy? Sono i nostri politici ottusi o gli industriali e le lobby che si oppongono a una seria politica ambientale?
    La mafia mette le mani sull'eolico siciliano
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    17 febbraio 2009

    La mafia non si fa sfuggire nessun business. Nemmeno quello promettente delle energie rinnovabili. In particolare avrebbe messo le mani sulla realizzazione dei parchi eolici in Sicilia. È quanto emerge dall'inchiesta che stamani ha portato all'arresto di imprenditori e politici trapanesi. Si tratta di otto provvedimenti cautelari emessi dal gip del tribunale di Palermo, Antonella Consiglio, su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia, Piero Padova e Gino Cartosio.

    Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri del Reparto operativo di Trapani e dagli agenti della polizia di Stato in servizio alla Squadra mobile di Trapani. L'indagine mette in luce le dinamiche politiche e imprenditoriali che si sarebbero formate in questi anni per la realizzazione di «parchi eolici» nella regione, in particolare nel trapanese. L'indagine è stata denominata «Eolo», ed analizza le dinamiche politiche e imprenditoriali che, in particolare, hanno spinto 'amministrazione comunale di Mazara del Vallo (ma anche altre amministrazioni locali) ad optare per un programma di progressiva espansione dell'energia eolica.

    Alla base dell'inchiesta vi è un'imponente attività d'intercettazione. Il risultato più rilevante consiste nell'aver appurato che l'attività illegale di imprenditori e politici avrebbe avuto un imprimatur mafioso. I boss avrebbero controllato gli affari sull'energia alternativa, anche mediante l'affidamento dei lavori necessari per la realizzazione degli impianti eolici (scavi, movimento terra, fornitura di cemento e di inerti) per un affare di centinaia di milioni di euro ai quali si aggiungono, per la stessa entità, gli ingenti finanziamenti regionali di cui le imprese hanno beneficiato).
    La mafia mette le mani sull'eolico siciliano - Il Sole 24 ORE
    Credo solo nei riff di David Gilmour e Mark Knoplfer

  10. #10
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    Predefinito Rif: Questione ambientale, la piaga mondiale lontana dall'Italia

    I politici e i mafiosi si stanno da fare in silenzio per l'eolico.


    Sardegna, i tentacoli della Mafia sull'eolico
    Gli splendidi paesaggi della Sardegna, amati e declamati da poeti e cantanti, sono stati invasi da qualche anno da un numero sempre crescente di parchi eolici, favoriti nel nascere dall'assenza di un piano paesaggistico adeguato. Dietro questo nuovo business si celano i tentacoli lunghi della Mafia.
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    di Andrea Degl'Innocenti

    sardegna paesaggi bellezza
    «La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi...». Fabrizio De André.
    «La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso». Fabrizio De André.

    La terra dei nuraghi e dei sughereti, del mare cristallino e della sabbia bianca, della pastorizia, delle alture brulle del Gennargentu. Amata da poeti, scrittori e cantanti. La terra dei venti. Ma il maestrale e lo scirocco, che da secoli spazzano gli altopiani sardi torcendo gli ulivi e modellando le rocce, si sono fatti portatori di cattive nuove.

    Hanno condotto fin sull'isola i lunghi filamenti della malavita organizzata e dell'imprenditoria senza scrupoli, intrecciandoli poi in una fitta trama, e intricata, che ha al centro un unico business: quello dell'energia eolica. Dai primi del 2000 una selva di pale eoliche si è fatta strada su spiagge e altopiani, rimpiazzando sughereti e pascoli, stravolgendo irrimediabilmente il paesaggio.

    Dietro un intreccio di affari e malaffari che un'inchiesta di Fabrizio Gatti sull'Espresso ha cercato di portare alla luce. È doveroso, innanzitutto, farsi una domanda preliminare: perché proprio in Sardegna, regione finora immune ai traffici mafiosi? Per due motivi fondamentali. I venti che ne spazzano il territorio durante tutto l'anno e l'assenza di un piano urbanistico regionale a tutela del suo patrimonio ambientale – per la cui mancata approvazione l'ex-Presidente della Regione Renato Soru fu costretto a dimettersi.

    Ed ecco che srotolando man mano i fili intrecciati emerge una realtà inquietante di appalti pubblici e corruzione, in cui politici vanno a braccetto con piccoli e grandi imprenditori, i quali a loro volta vengono finanziati da capi-clan mafiosi, e i soldi sporchi vanno a finire in foreste di pali eolici.

    Un primo caso riguarda una rete di persone che – secondo la Procura di Roma che sta indagando sul caso – riunitasi in una sorta di comitato d'affari, avrebbero messo le mani sugli appalti pubblici per l'energia eolica in Sardegna.

    Gatti, nella sua inchiesta fa anche nomi e cognomi. Flavio Carboni, "noto faccendiere italiano", apparentemente coinvolto in casi molto ambigui della storia d'Italia, come l'omicidio di Roberto Calvi – assieme al boss di Cosa Nostra Pippo Calò – e la bancarotta del Banco Ambrosiano. Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, ultimo indagato dalla Procura della Repubblica di Roma – e il Credito Cooperativo Fiorentino, istituto bancario da lui presieduto, perquisito il 4 maggio.

    eolico spiagge paesaggio
    Dai primi del 2000 una selva di pale eoliche si è fatta strada su spiagge e altopiani, rimpiazzando sughereti e pascoli, stravolgendo irrimediabilmente il paesaggio
    Il costruttore Arcangelo Martino, ex assessore socialista al Comune di Napoli. Pinello Cossu, ex assessore ai Servizi sociali della provincia di Cagliari (Udc). Il direttore generale dell'Arpa (Agenzia regionale sarda per la protezione dell'ambiente) Ignazio Farris. Un magistrato tributario, Pasquale Lombardi.

    Queste persone, il cui elenco è destinato ad allungarsi col procedere delle indagini, hanno gestito – secondo gli inquirenti – l'affare degli appalti in cui confluivano soldi di imprese e soldi dei clan per la costruzione del mega parco eolico della zona industriale di Cagliari.

    Ma non finisce qui. Basta spostarci nella provincia di Ogliastra per trovare l'altopiano di Ulassai ricoperto di pali bianchi (ben 48, saranno 96 a fine lavori). La proprietà dell'impianto è di Sardeolica, una società del gruppo Saras dei fratelli Moratti. Ma ad iniziare il progetto è stato l'imprenditore Luigi Franzinelli, attualmente in carcere con l'accusa di corruzione aggravata e legami con Cosa Nostra, che ha in seguito ceduto la propria società alla Sardeolica, diventandone per un periodo amministratore delegato.

    Insomma sembra che ovunque ci si giri nella selva di pale eoliche conficcate sul suolo sardo, ci segua l'ombra lunga della mafia e della corruzione. Sono gli stessi soldi sporchi che finanziano abusi edilizi, traffici di rifiuti tossici, cementificazione selvaggia, a finire nel turbine miracoloso delle energie rinnovabili.

    energia nucleare
    In mano alle persone sbagliate, persino un'energia pulita, innocua, come quella eolica, è riuscita a deturpare paesaggi. Figurarsi cosa potrebbe succedere con l'energia nucleare
    La stessa mentalità, le stesse facce. Le stesse persone che cambiatesi d'abito diventano improvvisamente alfieri dell'ambiente.

    Ma rispettare l'ambiente non vuol dire solo non inquinare, significa curarlo, guarirlo. E così come non si può affidare la cura di un malato a chi ha cercato un istante prima di avvelenarlo, non ha senso cedere la nostra bella terra a chi l'ha deturpata, pugnalata, umiliata. Non può esistere in ciò alcuna politica del “male minore”, del tapparsi naso ed occhi pur di garantire un adeguato sviluppo alle energie rinnovabili.

    In mano alle persone sbagliate, persino un'energia pulita, innocua, come quella eolica, è riuscita a deturpare paesaggi rovinare per sempre coste ed altipiani bellissimi. Figurarsi cosa potrebbe succedere se le stesse persone gestissero qualcosa di ben più pericoloso come, che so, l'energia nucleare.
    http://www.terranauta.it/a2091/energ...ll_eolico.html
    Ultima modifica di Operaio; 16-09-10 alle 19:29
    Credo solo nei riff di David Gilmour e Mark Knoplfer

 

 
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