Sono i due protagonisti della scena politica siciliana. Da alcuni giorni riempiono pagine di giornali con le loro dichiarazioni a distanza. Eccoli qui, Raffaele Lombardo, presidente della Regione siciliana, e Francesco Cascio, presidente dell’Assemblea regionale, nell’ultimo confronto. Uno, il leader del governo siciliano, intervistato da Emanuele Lauria per “Repubblica”. L’altro, che siede sullo scranno più alto di Sala d’Ercole, ha risposto alle domande di Tony Zermo de “La Sicilia”. Li abbiamo messi uno accanto all’altro, in un immaginario faccia a faccia.



La prima mossa la fa Cascio. E tenta lo scacco matto. “Quello attuale guidato da Lombardo è il peggiore degli ultimi 15 anni”. Ohibò! E come la prende Lombardo, quando glielo ricordano? Il presidente della Regione per giorni ha rimbalzato Cascio: “Siamo i peggiori degli ultimi 50 anni!”. Cascio non se l’aspetta, accusa il colpo, ma non può certo darla vinta al presidente della Regione. “Mi sarei aspettato che Lombardo cercasse di chiarire con me i motivi del malcontento, che convocasse una riunione d’urgenza della maggioranza, invece il suo comportamento è stato quello di una aggressione quasi fisica. Il mio intervento era propositivo, non distruttivo” (La Sicilia). Contromossa di Cascio, che annuncia di volere denunciare alla Procura Lombardo per la decisione di commissariare l’Iacp di Palermo. “Dichiarazione ridicola”, lo liquida il leader dell’Mpa. “Ma quella nomina spetta alla Provincia, è un abuso di potere”, ribatte il presidente dell’Ars.



Il governatore adesso incalza Cascio, ne approfitta per lanciare una stilettata al partito del rivale, il Pdl. Quante grane che gli stanno creando gli uomini di Berlusconi… Per Lombardo il problema non è tanto il suo governo, quanto la maggioranza, anzi parte di essa. Al governatore i berluscones ricordano la famigerata Balena Bianca. “La verità è che all’interno del Pdl oggi c’è una conflittualità simile a quella dell’ultima Dc. E ci sono almeno cinque anime diverse” (Repubblica). Se lo dice lui, navigato ex democristiano, dobbiamo crederci. “Si mettano d’accordo, ogni tanto, e propongano soluzioni di sintesi che siano convincenti. Cascio credo sia risentito perché non ho voluto riproporre i contributi a enti e associazioni bocciati dal commissario di Stato” (Repubblica).



Lombardo sente forte puzza di bruciato. Ostenta tranquillità, ma è preoccupato. Allora esce fuori gli attributi, e azzanna l’avversario. All’Ars gira voce che qualcuno pensa a una mozione di sfiducia nei confronti del governo. Servono le firme di 46 deputati, vale a dire la maggioranza di Sala d’Ercole. “Se vogliono li aiuto io i miei nemici a centrare l’obiettivo. Ma dubito che trovino 46 deputati disponibili ad andare a casa per asservire i mandanti romani” (Repubblica). Cascio si agita sulla sedia. “Non può rispondermi dicendo di trovare 46 deputati per fare cadere il governo. Io presidente dell’Ars dovrei cercare 46 firme? E a che pro?”, ribatte sdegnato. No, no, Cascio non ci sta. “Lombardo si tolga dalla testa che io abbia ricevuto input da Schifani o da Alfano” (La Sicilia). Insomma, è tutta farina del suo sacco. Lombardo ci crede poco: “Purtroppo il Cavaliere non ascolta solo i buoni consiglieri. E ho l’impressione che adesso sia piuttosto disinteressato, la sua testa è al Quirinale. I suoi uomini, in questa prospettiva, rischiano di restare spiazzati, senza copertura. E devono fare piazza pulita in Sicilia” (Repubblica).

Governo istituzionale, come dice qualcuno nell’Mpa, o invece andare avanti su questa strada? Cascio frena e prova a smorzare i toni: “Lombardo a questo punto ha solo il dovere di invitare tutti a fare un passo indietro, di prendere l’iniziativa per abbassare i toni di questo clima preelettorale infuocato e ripartire ricompattando l’alleanza che lo ha portato al governo della Regione. I governi d’aula, ammesso che siano possibili, non hanno mai avuto lungo respiro. E poi con chi lo fa? Con quali forze politiche?” (La Sicilia). La tensione si allenta, anche se solo per un attimo. Il governatore è dello stesso parere. “Quelle dichiarazioni, pur rispettabili, sono di esponenti di partito. Una cosa è certa. Io non faccio il salto della quaglia” (Repubblica), liquidando così una possibile alleanza con il Pd. Cascio lo pungola: “Al momento però le condizioni per andare a elezioni anticipate ci sono tutte perché la polemica politica si sta imbarbarendo” (La Sicilia). Lombardo chiude la pratica e rimanda a dopo le europee: “Vedremo se ci saranno ancora le condizioni per far vincere il buon senso in questa coalizione. Sono preoccupato, ma non arretro di un millimetro” (Repubblica).


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