CALTANISSETTA, 21/05/2009 - Finita quasi trent'anni dopo la posa della prima pietra, la Caltanissetta-Gela era stata inaugurata nel febbraio del 2006. Su quella strada, che dalle colline interne della Sicilia finisce sulla costa di ciminiere e di cemento, un viadotto ha parzialmente ceduto, scivolando quel tanto che è bastato a creare una specie di gradino sull'asfalto, contro cui sono finite una macchina e una moto.

L'automobilista, una donna di 32 anni che viaggiava coi due figli (rimasti illesi), si è fratturata due vertebre dorsali. Il motociclista, un poliziotto di 28 anni, si è rotto un braccio. Intorno alle 5.30 del mattino Monia Greco e Gaetano Curasi, questi i loro nomi, avevano appena imboccato il viadotto "Geremia 2", lungo un chilometro e mezzo e alto 80 metri.

All'altezza del nono pilone la carreggiata era sprofondata e l'impatto è stato inevitabile. Se l'incidente fosse accaduto in un'ora di punta, forse il bilancio sarebbe stato molto più grave. L'accesso al viadotto della Statale 626 è stato bloccato da entrambi i lati ed è tuttora non percorribile. Il primo sopralluogo ha mostrato quello che i tecnici dell'Anas chiamano "movimento dell'impalcato", le cui cause saranno accertate da una commissione d'indagine istituita dall'Anas e dall'inchiesta aperta dalla procura di Gela. Quel che si vede a occhio è l'arretramento della trave su uno dei due punti di appoggio e la perdita di una sorta di cuscinetto di metallo (un elemento che serve ad assorbire le sollecitazioni) che si interpone tra il pilone e la struttura orizzontale.

La trave adesso poggia sul pilastro per un'area molto ridotta. Pare che il nono e il decimo pilone non siano perfettamente in asse con il resto dei pilastri e questo lascerebbe pensare che a cedere siano state le strutture verticali. Da qui il rischio di un crollo, messo in conto già stamane dopo le prime verifiche. Ma è presto, fanno notare i tecnici, per stabilire il grado pericolosità. Il tratto interessato al cedimento e i piloni, secondo quanto ha reso noto l'Anas, sono stati costruiti trent'anni fa anche se il completamento e l'apertura al traffico risale al 2006.

Appresa la notizia, molti hanno pensato alle recenti vicende del cemento impoverito, lo scandalo che ha coinvolto la Calcestruzzi spa e che proprio a Gela interessa il palazzo di giustizia e la diga foranea, oltre a un tratto di strada della Gela-Licata. Ma l'azienda Lombarda nel pomeriggio ha precisato di non aver effettuato forniture per la realizzazione della Statale 626. Intanto, il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, dice che "quanto accaduto è gravissimo. Non è accettabile che un'opera inaugurata solo nel 2006 possa subire una crisi strutturale così dirompente. E' mia intenzione verificare la possibilità di nominare un commissario".

E il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, parla di "vergogna inaccettabile. D'altra parte - dice - lo scandalo del calcestruzzo interessa in lungo e in largo la penisola, da Caltanissetta, da dove è partita l'inchiesta nei confronti della Calcestruzzi spa, sino all'Abruzzo". (Ansa)


Nebrodi e Dintorni: CEDE UN VIADOTTO NEL NISSENO E RISCHIA IL CROLLO, DUE FERITI