Re: L'ONORE degli eletti.
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Originariamente Scritto da
Kobra
Il deputato eletto risponde del proprio operato:
- anzitutto ai suoi elettori
- quindi alla Nazione
- poi al partito
- MAI al proprio interesse
Il deputato "onorevole" che non si riconosce più nella politica del suo partito SI DEVE DIMETTERE ovvero darne ragione ai propri elettori ed eventualmente riceverne il consenso.
Oppure lasciare il posto (volgarmente nomato "CADREGA") a chi ha ricevuto voti immediatamente dopo di lui.
Si chiama "VINCOLO DI MANDATO" e non ci frega un cazzo se solo 4 paesi al mondo lo adottano: Panama, Bangladesh, India e Portogallo (che non è propriamente un dittatura)...
Si modifichi la Costituzione più bella del mondo per renderla ancora più bella, si restituisca al deputato il suo ONORE affinché non diventi SERVO del suo tornaconto personale.
Bene fa Di Maio a chiedere il rimborso di 100mila prodeuri ai pusillanimi che fino a ieri, quando il loro movimento gestiva il potere, se ne stavano tranquilli al loro posto.
Questi signori non meritano né RISPETTO, né ONORABILITA'.
Kobra (Democritico)
Talis pater, talis filius...
Sulla scia dello Statuto Albertino, ed in un momento in cui formazioni politiche si stavano delineando, i padri costituenti dettarono un laconico articolo, il 67:
Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione
ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
Insomma, i Costituenti avrebbero ben potuto rafforzare le nuove organizzazioni partitiche prevedendo la vincolatività delle loro direttive, eppure non lo fecero. Ma, bada bene, fu imposta l'assenza del "vincolo" di mandato, non del mandato in quanto tale.
Ordini e gradi.
Ma, detto vincolo, che dovrebbe imporsi con modifica costituzionale, riguarderebbe solo un parlamentare o un insieme di parlamentari (partiti o movimenti)? No, perché nella Repubblica attuale - a differenza della prima dove i cambi di casacca erano più rari dei diamanti, tant'è che si ricorda la schiaffeggiatura che subì in Transatlantico Franco Bassanini - assistiamo non solo alla transumanza ovina, bensì a giravolte fulminanti di interi movimenti. Oltretutto, non è un regime privatistico quello che può legare il parlamentare (scelto dai capo-partiti o da un esiguo numero di voti in piattaforma) alla formazione politica che lo candida o nomina, che dir si voglia.
Ecco, un consiglio: scegliamoli meglio i candidati. Magari tra persone con un minimo di storia politica, professionale o di militanza. Non ci salverà da certe sconcezze, ma un po' aiuta. Ma, prima di tutto, che i capi - anche quelli esterni - diano il buon esempio.
Re: L'ONORE degli eletti.
Non ha senso pretendere un vincolo di mandato per un eletto quando non esiste per l'intero partito, che può allearsi con chi vuole e cambiare politica a seconda delle alleanze.
Re: L'ONORE degli eletti.
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Originariamente Scritto da
Kobra
Perciò è necessaria una legge elettorale di stampo maggioritario senza alcun trucco "proporzionale" con l'elezione diretta di deputati e senatori in collegi uninominali.
Saranno (forse) 400 i deputati? 400 collegi...
Ogni partito presenta il proprio candidato per ogni collegio e chi vince di un solo voto va in Ballamento, gli altri a casa.
Basta con i "ripescaggi" e le alchimie contabili derivanti dal proporzionale che sono solo TRUFFE ai danni degli elettori.
Kobra (Democritico)
questa è l'idea di salvini e comunque non cambierebbe niente: eletto col maggioritario o con il proporzionale se uno vuol cambiare padrone, lo cambia
Re: L'ONORE degli eletti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Kobra
Perciò è necessaria una legge elettorale di stampo maggioritario senza alcun trucco "proporzionale" con l'elezione diretta di deputati e senatori in collegi uninominali.
Saranno (forse) 400 i deputati? 400 collegi...
Ogni partito presenta il proprio candidato per ogni collegio e chi vince di un solo voto va in Ballamento, gli altri a casa.
Basta con i "ripescaggi" e le alchimie contabili derivanti dal proporzionale che sono solo TRUFFE ai danni degli elettori.
Kobra (Democritico)
potrebbe essere una soluzione, ma non mi piace, perché allora si formano le solite cordate e patti di desistenza.
io farei collegi con un singolo vincitore, ma da scegliere in base alle preferenze. diciamo che nella lista "partito rivoluzionario conservatore" io voto per mio zio, se prende più voti di tutti quelli in lista e la lista è la più votata allora va a Roma.
altrimenti proporzionale, in modo che mio zio, in un macrocollegio da 10 deputati, arriva decimo e va a Roma assieme a 9 del "partito dei buoni e giusti".
ovviamente non capisco un cazzo di politica, quindi una cosa che a me sembra facile e pure palese, avrà un sacco di problemi e possibilità di gabole che a leggerla un costituzionalista onesto perde l'appetito per un mese.
Re: L'ONORE degli eletti.
azz...mi permetto Unna piccola osservazione...
non esiste alcun onore...figuriamoci gli onorevoli..
perchè poi tuto se riduce all'uso e l'etimologia dei termini stessi..
che oggi assumono Unna variabilità, Unna estensione tale...
per cui risulta facilissimo confonderli,
per l'Antichissimo e pratico Attila
dove i sensi...danno ancora Unna ragione,
il titolo è forviante e: le biforcute lingue
ma arrivo al sodo...il termine onore,
andrebbe cambiato...con odore
che per quanto camuffato da suadenti vapori profumati,
mi rimane assai nauseabondo...il mondo è cambiato,
e no esiste più lo stato....
esistono nuovi personaggi...
molto più simili a scarafaggi...
il denaro nella sua forma...cambia persone e le trasforma...
azzz....cittadino...cittadino...cittadino...cittadinooo..
e il medio ego...i feudi...e i servetti della gleba...
l'Attila mentre la civiltà stalla...e le diverse connotazioni del termine..azz..
che sarebbe ora di finirla con sto menare il can per l'aia...:candle-096:
p.s. poi rimango artefice e artificiere
del fatto che...
ogni Unno sente ciò che sente, vede ciò che vede...
con buana pace all'animetta nostra...fine dea storia..
e prepotenti democrazie...:rolleyes:
http://lam44.altervista.org/wp-conte...24759683_n.jpg
https://matteopolettiblog.files.word...0481.jpg?w=840
https://encrypted-tbn0.gstatic.com/i...Vn_g2Ssm-We1nr
e l'incapacità costituita alla vera distinzione...l'onore perduto...
l'odore costituito...
http://www.messaggi-online.it/wpres/...aristotele.png
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https://2.bp.blogspot.com/-pz2sTMYBr...%25CE%25BF.jpg
Re: L'ONORE degli eletti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
seneca
Talis pater, talis filius...
Sulla scia dello Statuto Albertino, ed in un momento in cui formazioni politiche si stavano delineando, i padri costituenti dettarono un laconico articolo, il 67:
Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione
ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
Insomma, i Costituenti avrebbero ben potuto rafforzare le nuove organizzazioni partitiche prevedendo la vincolatività delle loro direttive, eppure non lo fecero. Ma, bada bene, fu imposta l'assenza del "vincolo" di mandato, non del mandato in quanto tale.
Il problema, a nostro avviso, è che non è specificato verso CHI tale assenza di vincolo sia diretta.
Se è verso il partito di appartenenza la cosa potrebbe anche essere utile perché rafforzerebbe l'autorevolezza personale del deputato; ma non ci pare che, all'epoca, fosse questa la preoccupazione dei cosiddetti "padri" essendo che, in quel periodo, era molto forte e concreta l'appartenenza ideologica.
Oggi non è più così: siamo in presenza di un autentico mercato delle poltrone!
Per cui il VINCOLO DI MANDATO deve essere restituito agli elettori, NON AL PARTITO...!!!
Citazione:
Ordini e gradi.
Ma, detto vincolo, che dovrebbe imporsi con modifica costituzionale, riguarderebbe solo un parlamentare o un insieme di parlamentari (partiti o movimenti)? No, perché nella Repubblica attuale - a differenza della prima dove i cambi di casacca erano più rari dei diamanti, tant'è che si ricorda la schiaffeggiatura che subì in Transatlantico Franco Bassanini - assistiamo non solo alla transumanza ovina, bensì a giravolte fulminanti di interi movimenti. Oltretutto, non è un regime privatistico quello che può legare il parlamentare (scelto dai capo-partiti o da un esiguo numero di voti in piattaforma) alla formazione politica che lo candida o nomina, che dir si voglia.
Ecco, un consiglio: scegliamoli meglio i candidati. Magari tra persone con un minimo di storia politica, professionale o di militanza. Non ci salverà da certe sconcezze, ma un po' aiuta. Ma, prima di tutto, che i capi - anche quelli esterni - diano il buon esempio.
Si, ma questo non è più possibile.
Non siamo più noi elettori a scegliere: scelgono le segreterie dei partiti (d'altronde lo han sempre fatto anche ai tempi della Prima Repubblica).
Kobra (Democritico)
Re: L'ONORE degli eletti.
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Originariamente Scritto da
Forrest Gump
Non ha senso pretendere un vincolo di mandato per un eletto quando non esiste per l'intero partito, che può allearsi con chi vuole e cambiare politica a seconda delle alleanze.
Questo è il frutto malato del proporzionalismo.
Kobra (Democritico)
Re: L'ONORE degli eletti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
cireno
questa è l'idea di salvini e comunque non cambierebbe niente: eletto col maggioritario o con il proporzionale se uno vuol cambiare padrone, lo cambia
Solo in teoria è così: in pratica invece il proporzionale è come una gimkana dal percorso impossibile paragonata a un maggioritario che è come un'autostrada sgombra - verso la democrazia.
Re: L'ONORE degli eletti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Forrest Gump
Solo in teoria è così: in pratica invece il proporzionale è come una gimkana dal percorso impossibile paragonata a un maggioritario che è come un'autostrada sgombra - verso la democrazia.
E' questo sistema inventato da Rosato ad essere uno schifo: un miscuglio di proporzionale di maggioritario. Era Renzi a volere il maggioritario secco, ricordate? Allora gli sputarono in faccia, ora lo dice il buffone e va bene?
Maggioritario con il 50+1% sarei d'accordo. In altri modi no, assolutamente. Proporzionale puro e semplice.
Re: L'ONORE degli eletti.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Kobra
Il problema, a nostro avviso, è che non è specificato verso CHI tale assenza di vincolo sia diretta.
Se è verso il partito di appartenenza la cosa potrebbe anche essere utile perché rafforzerebbe l'autorevolezza personale del deputato; ma non ci pare che, all'epoca, fosse questa la preoccupazione dei cosiddetti "padri" essendo che, in quel periodo, era molto forte e concreta l'appartenenza ideologica.
Oggi non è più così: siamo in presenza di un autentico mercato delle poltrone!
Per cui il VINCOLO DI MANDATO deve essere restituito agli elettori, NON AL PARTITO...!!!
Si, ma questo non è più possibile.
Non siamo più noi elettori a scegliere: scelgono le segreterie dei partiti (d'altronde lo han sempre fatto anche ai tempi della Prima Repubblica).
Kobra (Democritico)
Per quanto riguarda il primo punto, peraltro già accennato da me prima, l'opinione dei costituenti fu chiara: i parlamentari, essendo rappresentanti della Nazione, non potevano sottostare a vincoli di mandato partitici. Del resto, nemmeno poteva intravedersi un mandato imperativo legato agli elettori, essendo desumibile una loro azione riparativa nell'eventuale non rielezione del deputato o senatore che necessariamente deve essere libero per scegliere (fu, in pratica, preferita la concezione "liberale" di Montesquieu a quella "democratica" di Rousseau: "la sovranità popolare non può essere rappresentata, altrimenti non sarebbe sovranità". Mentre, il primo sosteneva che il popolo non fosse di per sé in grado di esprimere scelte politiche dovendo, quindi, soltanto designare "eletti", "notabili", ai quali affidare il compito di perseguire gli interessi generali. Liberi, dunque, con gli elettori da mandati imperativi).
II punto.
Come ben converrai i cambi di casacca sono diventati "preoccupanti" dopo la fine della I Repubblica. Questo ha un suo perché, dovuto in buona sostanza alle riforme delle leggi elettorali. Infatti, da un lato si puntava a smantellare i partiti visti come sede spartitoria del potere, dall'altro ad una quota di maggioritario che via via avanzava. Come può, un parlamentare, rappresentare l'interesse della Nazione se egli deve tutelare l'interesse, minuto, del suo collegio maggioritario? (la risposta, vera solo in parte, fu: ma sui principi generali ciò non è).
In conclusione, secondo me l'assenza di vincolo di mandato è funzionale all'esistenza di partiti strutturati, democratici e "vivi" ed un sistema di preferenze libero e reale. In più, è molto ben declinata se il sistema è sostanzialmente proporzionale, meglio se interamente. Al contrario, con formazioni politiche ad assetto leaderistico, in presenza di quote maggioritarie, la modifica del 67 Cost. (e qualcosa d'altro) è auspicabile.
La cosa strana è che tale esigenza venga dal M5S. Mai e poi mai ce lo saremmo aspettato e... manco ti sto a ricordare i motivi.