
Originariamente Scritto da
Rotwang
Nella maggioranza dei casi gli stupratori sono sempre anche consumatori di pornografia. Non è una sorpresa. La pornografia incoraggia la deumanizzazione. È molto più facile commettere violenza o abusare di qualcuno che non vediamo come un essere umano completo, ma semplicemente come un corpo o come parti di un corpo. Questo è, ovviamente, ciò che intendono le femministe quando parlano di donne oggettificate. Feticizziamo determinate parti del corpo e le separiamo dall'individuo: il corpo o le parti del corpo diventano oggetti del desiderio e, in particolare nella pornografia, le donne diventano oggetti il cui unico valore e scopo è il piacere maschile. La relazione tra l'oggettificazione delle donne e il loro degrado che si verifica nella pornografia e la svalutazione delle donne nella nostra cultura è innegabile.
Nella cronologia del pc di Massimo Bossetti, l'uomo che uccise e tentò di stuprare Yara Gambirasio, una ragazzina di 13 anni, gli investigatori hanno trovato numerose ricerche pornografiche rispondenti alle seguenti parole chiave: 'ragazzine'; 'ragazzine vergini rosse'; 'ragazzine con vagine rasate'; 'violenza sessuale su una minore'; 'ragazzine rosse tredicenni per sesso'; 'ragazzine porche'; 'ragazzine pompinare'. La connessione tra la pornografia di cui egli faceva uso e la tentata violenza sessuale e l'omicidio che ha commesso contro una tredicenne è palese.
Nell'aprile 2018, Ayman Aziz, un ragazzo di 17 anni, violenta e uccide in modo feroce Viktorija Sokolova, una ragazzina di 14 anni. Aziz voleva fare sesso anale con Viktorija, ma lei si era rifiutata. Il ragazzo era solito guardare video pornografici violenti e poco prima della brutale violenza, aveva fatto ricerche pornografiche rispondenti alla parola "anal sex".
Nel 2009 nella casa di Luca Bianchini, stupratore seriale, gli agenti hanno sequestrato un coltello con del nastro adesivo del tutto simile a quello con il quale il violentatore minacciava le vittime. E insieme all'arma, tantissimo materiale pornografico. Il capo della squadra mobile Vittorio Rizzi ha detto di aver trovato "alcune videocassette dai titoli espliciti: "Ti stuprerò", "Stupri dal vero", che raccontano storie di violenza sessuale su donne.
Jamel Nwokoye è stato arrestato per aver tentato di violentare una donna in un parco. Gli investigatori che hanno analizzato il suo cellulare hanno scoperto una "lunga storia" di pornografia hardcore che comprende stupro e violenza nei confronti delle donne.
L'agente investigativo Mark Longley, che ha guidato le indagini, ha dichiarato: "Questo caso solleva legittime domande sulla disponibilità online del porno violento e sulla misura in cui ciò potrebbe aver contribuito al tentato stupro."
Casi come questi dimostrano ancora una volta che la pornografia non insegna agli uomini a rispettare e a valorizzare le donne, ma incoraggia e normalizza la violenza maschile sulle donne. Pensiamo che guardare porno sia un aspetto "normale" e "naturale" della mascolinità e che sia soprattutto innocuo. E poi rimaniamo sorpresi quando gli uomini mettono in pratica ciò che guardano online.
È ora di iniziare a fare alcuni collegamenti.