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Non sarà, per caso, che, a fronte di certi accadimenti, noi si chiami "terrorismo", quello che, invece, corrisponde soltanto all'estrinsecazione di un naturale ed insopprimibile modo d'essere di certe categorie di soggetti? Un naturale ed insopprimibile modo d'essere che spontaneamente torna fatalmente a manifestarsi, non appena si allenti di un poco quel rigidissimo e continuo condizionamento dell'individualità di questi soggetti ? Ovvero, in altri termini, si attenui, nei confronti di quest'ultimi, quella costante attività di coercizione, fisica e psicologica, necessaria a parametrarli forzatamente ai nostri modelli culturali di "normalità"?
estollerano tramite il socialismo (anche surrettizio che affligge anche i cosidetti partiti del centrodestra e destra) il loro credersi motore dell'incedere della storia.
Il tutto alle spalle dei ceti superiori, che non escludono la cooptazione del "proletario" previo certuni conseguimenti di ordine etico-morale, la cui diuturna opera creatrice ha permesso agli inferiori di vivere in un contesto d'ordine mutualmente benefico.