Dal blog di Franca Rame
Dal Piemonte al Veneto impazza la parentopoli leghista. E poi:
mazzette e rapporti con la ‘ndrangheta
La celebrata diversità del Carroccio è diventata una favola. Non
fanno eccezione i ministri di Bossi che da una parte insultano Roma
ladrona e poi fanno pagare a tutti noi la truffa delle quote latte.
Soldi, truffe, abusi all’ombra della Lega Lega ladrona?
I casi di malcostume e corruzione all’ombra del Carroccio si moltiplicano, tanto che un dirigente sempre abile ad
annusare l’aria che tira, come il governatore del Veneto Luca Zaia, ha
ammesso l’esistenza di una questione morale dentro la Lega.
“Non possiamo permetterci di essere criticati per i nostri comportamenti
amministrativi”, ha dichiarato Zaia, “noi della Lega abbiamo il
dovere d’essere doppiamente puliti rispetto agli altri, perché da noi
i cittadini si aspettano il massimo del rigore”.
Invece proprio dal Veneto arrivano gli ultimi casi di pulizia non proprio perfetta.Il senatore della Lega Alberto Filippi, di Vicenza, è accusato dal faccendiere Andrea Ghiotto di avere un ruolo nella maxi evasione scoperta ad Arzignano, feudo padano e distretto della concia. :sofico:
Una brutta storia di tasse non pagate e di controlli aggirati: le indagini, in corso, diranno se anche a suon di mazzette.
A Verona, Gianluigi Soardi, presidente dell’azienda del trasporto pubblico cittadino Atv (ma anche sindaco leghista di Sommacampagna), si è dimesso dopo che la polizia giudiziaria è piombata nei suoi uffici e ha sequestrato documenti contabili da cui risulterebbero spese gonfiate e ingiustificate.
Camillo Gambin, storico esponente del Carroccio ad Albaredo d’Adige
(Verona), è agli arresti domiciliari per una brutta storia di falsi
permessi di soggiorno rilasciati in cambio di denaro.
Alessandro Costa, assessore alla sicurezza di Barbarano Vicentino, è
indagato per sfruttamento della prostituzione: gestiva siti di annunci
a luci rosse.
Nel vicino Friuli-Venezia Giulia, il presidente del consiglio
regionale, Edouard Ballaman, si è dimesso dopo essere finito nel
mirino della Corte dei conti per una settantina di viaggi in auto blu
fatti più per piacere che per dovere.
In passato, Ballaman aveva realizzato uno scambio di favori incrociati con l’allora sottosegretario all’Interno (e tesoriere della Lega) Maurizio
Balocchi: l’uno aveva assunto la compagna dell’altro, per aggirare la
legge che vieta di assumere parenti nel medesimo ufficio.
Aveva anche ottenuto l’assegnazione pilotata della concessione di una sala Bingo.repapelle:
In principio fu Alessandro Patelli, “il pirla”, come fu definito da
Umberto Bossi: l’ex tesoriere della Lega dovette ammettere nel 1993 di
aver incassato 200 milioni di lire dalla Ferruzzi, causando a
Umberto Bossi una condanna per finanziamento illecito.
Poi a foraggiare il Carroccio arrivò il banchiere della Popolare di
Lodi Gianpiero Fiorani, che nel 2004 non solo salvò la banchetta della
Lega, Credieuronord, da un fallimento clamoroso, ma finanziò
generosamente il partito di Bossi con oltre 10 milioni di euro, tra
fidi e finanziamenti.
Con anche più d’una mazzetta, secondo quanto racconta Fiorani: una
parte dei soldi consegnati dal banchiere di Lodi ad Aldo Brancher,
parlamentare di Forza Italia e poi del Pdl, erano per Roberto
Calderoli.
“Ho consegnato a Brancher una busta con 200 mila euro...
Quella sera Brancher doveva tenere un comizio a Lodi per le elezioni
amministrative... Mi disse che doveva dividerla con Calderoli (poi
archiviato, ndr) perché il ministro aveva bisogno di soldi per la
sua attività politica”.
Non ha fatto una gran bella figura neppure Roberto Castelli, che da
ministro della Giustizia, tra il 2001 e il 2006, è riuscito a
meritarsi un’indagine per abuso d’ufficio per il suo piano di edilizia
carceraria, affidato all’amico Giuseppe Magni; e una condanna della
Corte dei Conti a rimborsare 33 mila euro, perché la consulenza era
“irrazionale e illegittima”.
Aldo Fumagalli, ex sindaco di Varese, è indagato (peculato e
concussione) per un giro di false cooperative.
Matteo Brigandì, ex assessore al Bilancio della Regione Piemonte, è
stato processato per truffa, per falsi rimborsi alle zone
alluvionate.
Francesco Belsito, sottosegretario alla Semplificazione, esibisce una
laurea fantasma, presa forse a Malta.
Monica Rizzi, assessore allo Sport della Regione Lombardia, si
proclama psicologa e psicoterapeuta senza avere la laurea e senza
essere iscritta agli appositi ordini professionali, tanto che la
procura di Milano sta indagando per abuso di titolo.
Cattive notizie anche dall’Emilia-Romagna, zona di più recente
espansione del Carroccio.
Il vicesindaco di Guastalla (Reggio Emilia), Marco Lusetti, a giugno
è stato accusato di irregolarità nella gestione dell’Enci (Ente
nazionale per la cinofilia) di cui era commissario ad acta: aveva
ordinato bonifici a se stesso con soldi dell’ente per 187 mila euro
(poi non incassati).
Il padre padrone della Lega emiliana, il parlamentare Angelo
Alessandri, si è invece fatto pagare dal partito le multe (per un
totale di 3 mila euro) per eccesso di velocità o per transito in
corsie riservate.
Il capogruppo del Carroccio alla Regione Emilia-Romagna, Mauro
Manfredini, e altri candidati del suo partito (Mirka Cocconcelli,
Marco Mambelli) rischiano invece una maximulta (fino a 103 mila euro a
tasta) per non aver consegnato, come prevede la legge, un resoconto
preciso delle spese elettorali. Dov’è finito il partito che inveiva
contro Roma ladrona?






repapelle:
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