Ciao a tutti, ho trovato tra i miei vecchi racconti, questo su Yoko Ono, scritto alle superiori quando avevo 16 anni. Mi piaceva condividerlo con voi. L'unica cosa che mi dispiace è che ha un po' di errori grammaticali e refusi. Infatti non l'ho modificato, è la versione originale. Buona lettura:

Yoko Ono

Un giorno di autunno. Le foglie degli alberi erano più rossiccie rispetto agli altri anni e gli animali erano più felici. In mezzo ad un fitto bosco, si ergeva una vecchia casa di legno, che dava direttamente su un fiume. Questa casa era abbandonata, ma ci si poteva vivere tranquillamente, poichè il padrone aveva lasciato lì tutto l’arredamento. Gli animali amavano restare nelle vicinanze anche perchè il posto era molto tranquillo. Se si stava in silezio, si poteva ascoltare il canto degli uccelli e il fruscio degli alberi. E’ proprio lì, che Yoko Ono si trasferì per una settimana. Amava la tranquillità e ogni tanto si faceva una piccola vacanza per raccogliere idee. Componeva, pensava, ma la cosa più importante, era che si riposava. Trovò il posto per caso, mentre camminava allegramente per la foresta. Il suo viso era intriso di ricordi. Pensava al passato, pensava a tutte le cose che le erano successe e pensava al futuro. Gli errori, le melodie e la voce. Perchè questo lei era. Una donna appassionata al mondo della musica. Mentre procedeva verso l’abitazione, osservava il mondo attorno a lei. Osservava come si potesse vivere in un posto del genere e guardava attentamente gli animali. Rincasò. Era una bellissima casetta a due piani. Appena entrati ci si trovava in un salone che copriva tutto il piano terra. Al suo interno c’era un tavolo con alcune vecchie sedie di legno. Un camino poteva riscaldare l’ambiente. Al piano superiore, invece, c’era la camera da letto. Quello che più la colpì, era un piccolo tavolino che poteva usare come studio, per comporre e per pensare. Andò fuori. Si era portata un sedia che mise vicino al fiume. Si sedette. Chiuse per qualche secondo gli occhi e poi li riaprì. Non era mai stata più felice di allora. Il fiume era ricco di pesci e in lontananza si poteva scorgere un orso che stava cercando di catturare qualche preda. I piccoli raggi di luce che passavano attraverso gli alberi facevano da illuminazione e gli animali erano stesi per terra che godevano della pace. Rimase lì qualche minuto. Ad un certo punto, un ombra grigia si alzò nel cielo. Gli animali incominciarono ad agitarsi e Yoko Ono ritornò in casa. Incominciò a piovere. La giovane donna, doveva cercare di accendere il camino ma non aveva legna a sufficienza per poter creare un fuoco. Prese un cappotto e andò fuori. La pioggia riusciva a passare attraverso le foglie degli alberi e in un paio di secondi era completamente fradicia. Riuscì a trovare un pezzo di legno che portò fino ai piedi del camino. Era tutto inutile, il legno era bagnato. Si sedette e incominciò ad osservare la finestra. Nella fretta, aveva lasciato la porta aperta, ma questo a lei non importava. Dopo un paio di secondi, entrò una volpe. Era rossa e aveva molta paura. Cercò di rimanere sulla porta ma dentro casa, per scampare alla pioggia. Dopo altri secondi, entrò un altra volpe, accompagnata da due volpi più piccole. Dovevano essere una famiglia e lo capì anche Yoko Ono che si alzò. Le volpi si spaventarono e lei indietreggiò con calma. Si guardarono attentamente. Il padre della famiglia, andò vicino al pezzo di legno e si sdraiò sopra. Yoko Ono non capiva, osservava attentamente la scena. Dopo un paio di minuti, la volpe si alzò e ritornò dalla sua famiglia. Il pezzo di legno non era più bagnato e Yoko Ono riuscì ad accendere un fuoco. Si mise a piangere e ringraziò le volpi. Era proprio un posto perfetto.