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Discussione: tp Sportivo

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    Talking tp Sportivo


    Era partito con grandi ambizioni, frutto di un mercato importante, con acquisti di livello, fra cui quello di Zapata, su tutti, e del giovane Bellanova, affiancati dalle conferme dei giocatori più importanti e richiesti come Schuurs e Buongiorno, ma anche il bomber Sanabria.
    In casa Torino però, in queste prime gare di serie A 2023-2024, si è registrata una metamorfosi che preoccupa l’ambiente granata, un deciso passo indietro rispetto a quanto fatto vedere nelle prime due annate sportive sotto la guida di Ivan Juric. La squadra fatica a segnare, ma soprattutto, dovendo fare i conti con una serie di infortuni tutti concentrati nel pacchetto difensivo, subisce gol con preoccupante regolarità.
    Tutte situazioni che hanno portato la società del presidente Urbano Cairo, re dei media con le proprietà del gruppo RCS (Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera) e di La7, a stazionare in maniera preoccupante nei bassifondi della graduatoria.
    Nonostante il momentaccio che i granata stanno attraversando c’è da sottolineare che, per i siti specializzati in scommesse sul calcio online, resta inalterata la fiducia su Milinkovic-Savic e compagni . Il Torino infatti è tra le squadre papabili per un posto nelle prossime Coppe europee e che dunque possono recuperare terreno e riaffacciarsi con decisione nelle zone più nobili della classifica, un po’ come hanno fatto sia Roma che Lazio, protagoniste a loro volta di una partenza piuttosto al rallentatore.
    Fiducia che probabilmente deriva dal fatto che il calendario sta diventando, almeno sulla carta, più morbido dopo aver affrontato in queste prime battute di stagione un po’ tutte le big, come Milan, Inter, Roma, Lazio e Juventus. All’appello mancano i confronti con Fiorentina, Napoli ed Atalanta che arriveranno però da gennaio in poi e quindi tempo per risalire la china ce n’è, occorre solo vedere se riuscirà nell’impresa!
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    Talking Francoforte-Napoli, Champions League: dove vedere il match in chiaro in tv e streamin


    Francoforte-Napoli, Champions League: dove vedere il match in chiaro in tv e streaming
    Questa sera 21 febbraio va in scena uno degli ottavi di finale di Champions più attesi: l’Eintracht Francoforte – vincitore della passata edizione dell’Europa League – accoglie il Napoli capolista di Luciano Spalletti. Sarà un match ad alto tasso tecnico e, soprattutto, ad alta intensità, considerato lo stile di gioco delle due compagini.
    Il Napoli e il Francoforte arrivano entrambe all’appuntamento con una vittoria in campionato. I partenopei sono ormai lanciatissimi verso il terzo scudetto della loro storia, mentre l’Eintracht mantiene il passo delle prime in classifica (Bayern Monaco, Borussia Dortmund e Union Berlin sono tutte appaiate a 43 punti, contro i 38 dei campioni in carica dell’Europa League).
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    Francoforte-Napoli in chiaro in tv e streaming gratis: dove vedere l’incontro di Champions

    Il match Eintracht Francoforte-Napoli sarà trasmesso in chiaro su Canale 5. Il fischio d’inizio è fissato alle ore 21:00 ma la diretta partirà già un quarto d’ora prima del calcio d’inizio. Inoltre, per chi volesse vedere l’incontro da telefono o da computer, c’è la possibilità di seguire lo streaming gratis attraverso la piattaforma di Mediaset Infinity. Basterà andare sullo streaming di Canale 5 e, senza registrazione e alcun costo aggiuntivo, potrete seguire il match in diretta così come proposto in tv.
    Le probabili formazioni di Eintracht Francoforte-Napoli

    Queste le probabili formazioni del match di stasera tra Eintracht Francoforte-Napoli.
    EINTRACHT FRANCOFORTE(3-4-2-1): Trapp; Tuta, Hasebe, Ndicka; Buta, Sow, Kamada, Max; Götze, Lindstrom; Kolo Muani. Allenatore Glasner.
    NAPOLI(4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim, Mario Rui; Anguissa, Lobotka, Zielinski; Lozano, Osimhen, Kvaratskhelia. Allenatore Spalletti.
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    Talking Serie A, Inter-Samp 29 ottobre: prepartita, diretta e streaming


    Serie A, Inter-Samp 29 ottobre: prepartita, diretta e streaming
    Al Giuseppe Meazza di Milano arriva la Sampdoria del grande ex Dejan Stankovic. Calcio d’inizio alle ore 20:45 di sabato 29 ottobre. La direzione tecnica dei blucerchiati è stata affidata al serbo e proprio nell’ultima partita di campionato contro la Cremonese ha ottenuto la prima vittoria in campionato. I liguri lasciano l’ultima posizione in classifica e si mettono in scia di Lecce e Spezia (rispettivamente a 8 e 9 punti). L’Inter, dall’altro lato, arriva all’incontro tra le mura amiche sulle ali dell’entusiasmo: il perentorio 4-0 contro il Viktoria Plzen in Champions League ha permesso agli uomini di Inzaghi di staccare il pass per la fase finale con un turno d’anticipo e condannare il Barcellona al terzo posto nel girone. Ora, la formazione meneghina prova a risalire la china anche in campionato. La “falsa partenza” delle prime giornate e il ritmo sostenuto a cui viaggiano le prime della classe (Napoli e Milan su tutte) costringe i nerazzurri a doverle vincere tutte, per sperare di recuperare in ottica scudetto. I nerazzurri vengono da un filotto di 3 vittorie su 3 in campionato, grazie ai successi ottenuti contro Sassuolo, Salernitana e Fiorentina.
    Clicca qui per tutte le ultime sul campionato italiano e dove vedere le principali partite in programma
    Dove vedere Inter-Samp del 29 ottobre, valevole per il 12esimo turno di Serie A

    La partita sarà visibile sarà trasmessa su DAZN, che potrà essere vista sia in streaming (da telefono, computer, tablet) che sulle smart TV dall’apposita app. Inoltre, avendo anche l’abbonamento a Sky, si potrà vedere la partita attraverso il canale Zona DAZN (numero 214 del satellite), attivabile al costo aggiuntivo di 5 euro al mese. Inoltre, Inter-Samp sarà visibile anche per chi ha solo l’abbonamento Sky e potrà vederla su Sky Sport Uno (201), Sky Sport Calcio (202), Sky Sport 4K (213) e Sky Sport (251).
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    Talking Lecce-Juve, Serie A 29 ottobre: pre-partita e dove vedere il match


    Lecce-Juve, Serie A 29 ottobre: pre-partita e dove vedere il match
    Sfida complicata per entrambe nel secondo anticipo della 12a giornata di Serie A. Si gioca il 29 ottobre alle ore 18:00. I padroni di casa a Via del Mare proveranno a strappare almeno un punto ai bianconeri e tenere a distanza la zona retrocessione, che dista solo due punti (terzultima è la Sampdoria con 6 punti totalizzati in 11 giornate). Dall’altro lato, la Juventus arriva a Lecce dopo la pesante sconfitta per 4-3 sul campo del Benfica (el Estadio da Luz) e aver salutato con un turno d’anticipo la Champions League. Inoltre, la “retrocessione” in Europa League non è al sicuro, considerando che il Maccabi-Haifa (attualmente ultimo in classifica) è a pari punti con la vecchia signora.
    Il Lecce arriva così all’incontro con 8 punti, frutto di una sola vittoria (sul campo della Salernitana), ben 5 pareggi e altrettante sconfitte. La Juve, invece, è in ottava posizione. In campionato è reduce dall’ottimo 4-0 sull’Empoli, che aveva fatto ben sperare per la trasferta di Champions. La squadra di Massimiliano Allegri ha attualmente 19 punti, grazie a 5 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte.
    Dove vedere Lecce-Juve in streaming e diretta TV

    Il secondo anticipo di giornata (che si aprirà con Napoli-Sassuolo) sarà trasmessa in esclusiva su DAZN, che potrà essere vista sia in streaming che sulle smart TV dall’apposita app. Inoltre, avendo anche l’abbonamento a Sky, si potrà vedere la partita  attraverso il canale Zona DAZN (numero 214 del satellite), attivabile al costo aggiuntivo di 5 euro al mese.
    Sostanziale equilibrio negli ultimi incontri tra le due formazioni

    Nonostante le differenze di valori, i salentini non hanno mai sfigurato contro la Vecchia Signora. Negli ultimi 5 incontri ufficiali, infatti, si annoveranno un successo del Lecce (2-0 nel 2011), due pareggi (entrambi per 1-1, nel 2012 a Via del Mare e nel 2019 a Torino). L’ultimo incontro ufficiale, invece, ha visto la netta imposizione della Juve, con un 4-0 ottenuto in casa nel 2020.
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    Talking Serie A, Napoli-Sassuolo 29 ottobre: dove vedere in TV e streaming


    Napoli-Sassuolo, 29 ottobre, Serie A: dove vedere in TV e streaming
    La 12a giornata di Serie A si apre con la capolista, il Napoli, che ospita i neroverdi del Sassuolo. Prima contro nona, scontro da lato sinistro della classifica e possibilità importanti per entrambe le compagini. La squadra allenata da Spalletti punta alla 12esima vittoria consecutiva tra campionato e coppa, un risultato, dopo l’ennesimo, roboante risultato sul massimo palcoscenico europeo. Forti del 3-0 contro i Rangers di Glasgow, i partenopei proveranno l’allungo immediato per mettere pressione a Milan, Lazio e Atalanta (le dirette inseguitrici che chiudono, per ora, i posizionamenti che danno accesso alla Champions League).
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    Dove vedere Napoli-Sassuolo in diretta TV e streaming

    La partita Napoli-Sassuolo di questo 29 ottobre (ore 15:00) valevole per il 12esimo turno di campionato sarà trasmessa in esclusiva su DAZN, che potrà essere vista sia in streaming (da telefono, computer, tablet) che sulle smart TV dall’apposita app. Inoltre, avendo anche l’abbonamento a Sky, si potrà vedere la partita attraverso il canale Zona DAZN (numero 214 del satellite), attivabile al costo aggiuntivo di 5 euro al mese.
    I campani per l’allungo, il Sassuolo per avvicinarsi ai posti europei

    Il Napoli arriva al match del Maradona con ben 29 punti totalizzati sui 33 disponibili, forte di 9 vittorie e 2 pareggi. Tra le pochissime squadre ancora imbattute nei principali campionati domestici, la squadra di Spalletti non dovrebbe risparmiarsi, considerato che proprio nell’ultimo turno di Champions i partenopei hanno fatto un ampio turnover (e vinto comunque per 3-0). L’ultima sfida, in casa del Liverpool ad Anfield, deciderà l’ordine di arrivo tra gli azzurri e i reds. La formazione di Klopp dovrebbe comunque vincere con 4 gol di scarto per poter scavalcare i campani e prendersi il primo posto.
    Il Sassuolo è, in questo momento, la squadra che comanda “l’altra classifica”. Tra Sassuolo (nono posto) e Juve (ottavo) ci sono ben 4 punti di differenza, segno che si può parlare, almeno in questo momento, di “otto sorelle”. Il Sassuolo proverà a rientrare tra le candidate a un posizionamento europeo, nonostante l’assenza di capitan Berardi che potrebbe prolungarsi per via di guai muscolari. Il Sassuolo arriva all’ex San Paolo dopo la vittoria per 2-1 sul Verona. Gli emiliani hanno totalizzato 15 punti, frutto di 4 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte.
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    Talking De Rosa presidente onorario della Poseidon 1958: “voglio dare un contributo a una sto


    De Rosa presidente onorario della Poseidon 1958: “voglio dare un contributo a una storia importante”
    L’ex tabacchificio Cafasso si tinge con il granata della US Poseidon 1958. Questo venerdì 5 gennaio è iniziata una nuova era per la prima squadra di calcio di Paestum, con la cerimonia di conferimento della presidenza onoraria all’imprenditore salernitano Domenico De Rosa, CEO del gruppo SMET.
    L’evento all’ex tabacchificio Cafasso di Paestum

    Presente anche Franco Alfieri, sindaco di Paestum e attuale Presidente della Provincia di Salerno. “Quando ci sono imprenditori come De Rosa che scelgono di sostenere una squadra storica e blasonata come la Poseidon, significa che ci si avvia verso un percorso vincente. La Poseidon esiste dal 1958 ma se non ci sono persone che si impegnano, le cose finiscono. L’apporto di SMET sarà importante. E ce ne fossero di imprenditori così” sentenzia Alfieri.
    La parola passa poi a Dario Petraglia, direttore generale della Poseidon, che afferma di voler portare avanti questo progetto “solo con persone disposte a dedicare tempo ed energia. Sono contentissimo di accogliere Domenico De Rosa nella famiglia della Poseidon”.
    E prima di lasciare la parola al nuovo presidente onorario, parla Antonio Mondelli, presidente della US Poseidon 1958. “Domenico non ha bisogno di presentazioni e ha capito, e sa, quanto va dato alla comunità locale. È con grande affetto che lo accolgo nella nostra famiglia. Non dobbiamo fare voli pindarici ma costruire un percorso che renda fieri noi e la comunità. Con l’ingresso di Domenico ci aspetterà un futuro ancora più roseo, e con un entusiasmo ancora maggiore”.
    Il nuovo presidente onorario della Poseidon, Domenico De Rosa, afferma che “Già da quando sono entrato in questo magnifico posto ho notato una grande energia. Il calcio è sempre qualcosa che è stato lontano dalle mie idee fino a quando non ne ho colto degli aspetti straordinariamente importanti e umani. Essere venuti in contatto con voi mi ha fatto capire quanto margini di crescita ho anch’io”.
    “Quando ho deciso di tornare, qui dove ho lavorato – continua De Rosa, parlando del suo trasferimento nella città dei templi -, l’ho fatto per dare dignità e importanza alle mie radici. Ho deciso di instaurare il mio nucleo familiare qui a Paestum. Qui l’amministrazione comunale ha fatto il massimo, per quello che si può offrire attualmente nel Sud Italia”.
    De Rosa parla del suo avvicinamento alla Poseidon. “I miei bambini sono venuti a giocare qui. Poi, mi sono interessato alla prima squadra e ho notato delle cose davvero interessanti. Questo percorso ci può portare lontano”.Infine, De Rosa torna sull’importanza delle radici “che, per un uomo, sono la base. Io penso a quello che voglio lasciare e a dove lasciarlo. Ho cominciato già a ragionare in questi termini. Oggi ho una responsabilità in più perché do un contributo a una storia importante, e che deve avere un futuro ancora più importante”. Dopo le parole di De Rosa, c’è una sorpresa per il presidente onorario, che riceve un videomessaggio dalla iena Filippo Roma, grande amico del CEO di SMET. A seguire, le testimonianze di alcuni storici sostenitori della Poseidon e le foto di rito chiudono la serata in cui, per la Poseidon, si apre un nuovo promettente capitolo.
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    Talking José Mourinho: lo “special one” esonerato. Il recap di una carriera infinita


    José Mourinho: lo “special one” esonerato. Il recap di una carriera infinita
    In 23 anni da allenatore, José Mourinho, noto come lo “Special One”, ha attraversato il panorama calcistico europeo, incantando e sorprendendo con la sua abilità tattica e la sua personalità spigolosa. La sua carriera è stata un susseguirsi di successi, con 26 trofei conquistati in sei diverse squadre, ma anche di momenti controversi e statistiche impressionanti. Oggi, finisce anche l’avventura a Roma.
    Mourinho diventa speciale a Oporto

    La storia di José Mourinho inizia ufficialmente il 23 settembre 2000 con il Benfica in Portogallo, ma il suo vero trampolino di lancio arriva con il Porto. Qui, in soli due anni e mezzo, vince due campionati, una Coppa e una Supercoppa di Portogallo. Tuttavia, è in Europa che Mourinho fa la sua vera magia, portando il Porto a vincere la Coppa UEFA nel 2003 e la Champions League nel 2004.
    Nel 2004, lo “Special One” approda in Inghilterra al Chelsea, dove la sua personalità dominante e il suo talento tattico lo rendono una figura di spicco. In quattro anni, Mourinho guida il Chelsea alla conquista di due Premier League, due Coppe di Lega, una Coppa d’Inghilterra e una Supercoppa inglese. Tuttavia, i rapporti tesi con Roman Abramovich portano alla risoluzione del contratto nel 2007.
    Una storia legata a doppio – anzi, triplo filo – a quella dell’Inter

    Il 2008 segna l’inizio di un’altra epica avventura per Mourinho, questa volta all’Inter. Il tecnico portoghese guida la squadra milanese alla vittoria della Supercoppa Italiana e, nell’indimenticabile stagione 2009-2010, alla conquista del Triplete: Scudetto, Coppa Italia e Champions League. José Mourinho entra così nella storia come il terzo allenatore a vincere due Champions League con due club diversi.
    Nel 2010, Mourinho si trasferisce al Real Madrid, conquistando successi nazionali ma rimanendo insoddisfatto per i risultati in ambito europeo. La rottura con il club spagnolo avviene nel 2013.
    Le esperienze meno esaltanti e l’approdo nella capitale

    Il ritorno al Chelsea nel 2013 porta ancora successi domestici, ma la seconda esperienza si conclude nel 2016 con la risoluzione consensuale del contratto. Mourinho decide quindi di rimanere in Premier League e diventa l’allenatore del Manchester United. La sua gestione culmina nella vittoria della UEFA Europa League nel 2017, ma i risultati altalenanti portano all’esonero nel 2018.
    Il 2019 vede Mourinho tornare in Inghilterra per la terza volta, questa volta con il Tottenham. Tuttavia, la sua permanenza è segnata da un “zero tituli”, e nel novembre 2021, il suo percorso con gli Spurs giunge al termine.
    Il 2021 porta un’altra sorpresa: José Mourinho sceglie di tornare in Italia per allenare la Roma. La sua prima stagione si conclude con la vittoria della UEFA Conference League nel 2022, segnando un ritorno ai trofei europei per la Roma dopo oltre 60 anni.
    La curiosità: Per Mourinho, a Roma ottiene il record di cartellini rossi

    Ma non è solo di successi che si parla quando si menziona José Mourinho. La sua esperienza alla guida della Roma è stata caratterizzata da ben 28 cartellini rossi, tra lui, i collaboratori e i giocatori, in soli due anni e mezzo. Mourinho è diventato il mister più espulso della Serie A, con sette espulsioni durante il suo periodo alla Roma.
    Le statistiche di Mourinho parlano da sole: 2 Champions League, 2 Coppe UEFA/Europa League, 1 Conference League, 2 campionati portoghesi, 2 Serie A TIM, 1 LaLiga Santander, 3 Premier League, 1 Coppa di Portogallo, 1 Supercoppa portoghese, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa italiana, 1 FA Cup, 4 Coppe di Lega, 2 Community Shield, 1 Coppa del Re, 1 Supercoppa spagnola.
    José Mourinho rimane uno degli allenatori più carismatici e discussi del calcio mondiale, una figura che continua a suscitare emozioni e a scrivere pagine di storia del calcio con la sua impronta “speciale”.
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    Talking Napoli-Fiorentina, oltre alla Supercoppa, a Ryiad si parla di Barak e calciomercato


    Napoli-Fiorentina, oltre alla Supercoppa, a Ryiad si parla di Barak e calciomercato
    Il mondo del calciomercato si anima di tensione e strategie intricate in vista della possibile trasferenza di Antonin Barak. La situazione sembra in stallo tra Napoli e Fiorentina, con prospettive diverse su come gestire il futuro del centrocampista. Mentre le due squadre si preparano a sfidarsi in semifinale di Supercoppa Italiana, l’attenzione è altresì concentrata sui corridoi del mercato, con il nome di Barak a far capolino nelle trattative tra le due società. In questo articolo, esploriamo le dinamiche attuali e le ultime novità che circondano il possibile trasferimento del giocatore.
    Le distanze tra Napoli e Fiorentina sul calciomercato per i diritti di Barak

    Al momento, il Napoli sembra propenso a offrire un prestito con diritto o obbligo d’acquisto a determinate condizioni. Tuttavia, la Fiorentina, in disaccordo, sembra orientata verso l’obbligo di riscatto, subordinato a specifiche circostanze, come la qualificazione in Champions League. La proposta partenopea, legata a criteri di presenze e successo in Europa, solleva perplessità da parte della Fiorentina, data la complessità nel raggiungere tali obiettivi.
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    Incontro a Riyad per la Coppa e per Barak

    L’incrocio tra Fiorentina e Napoli sul campo diventa, fuori dal terreno di gioco, l’occasione per discutere affari. Le delegazioni delle due squadre si sono incontrate a Riyad per trattare la questione Barak. La prima proposta, con un prestito di 500mila euro e un diritto di riscatto a 6 milioni, è momentaneamente sospesa. La Fiorentina spinge per un obbligo di riscatto in condizioni specifiche, come la qualificazione in Champions, sottolineando una volontà comune di giungere a un’intesa.
    Possibili contro-offerte dopo la Supercoppa

    L’attuale stallo potrebbe vedere una svolta nei prossimi giorni, con il Napoli che, forse già dopo l’incontro in Supercoppa, potrebbe presentare una contro-offerta. L’entusiasmo per Barak sembra elevato a Napoli, che valuta il centrocampista viola come l’ideale per le caratteristiche tecniche e fisiche che offre.
    L’attenzione si sposta anche su altri fronti del mercato partenopeo. Giovanni Scotto riporta un interessante aggiornamento sui social, affermando che il Napoli persiste nella trattativa per il prestito di Barak, con l’acquisto che scatterebbe solo in caso di qualificazione in Champions League. Nel frattempo, la società continua a valutare l’opzione difensiva con Perez dell’Udinese, monitorando la situazione che potrebbe sbloccarsi con il recupero imminente di Bijol.
    Il futuro di Antonin Barak è avvolto nell’incertezza, con le trattative tra Napoli e Fiorentina che si svolgono sotto il riflettore del calcio italiano. La Supercoppa Italiana offre il palcoscenico per uno scontro emozionante tra le due squadre, ma le discussioni extra-campo potrebbero definire le sorti di Barak nel mercato invernale. Gli appassionati e gli addetti ai lavori sono in attesa di sviluppi significativi, e l’esito di questa trattativa potrebbe influenzare il destino di entrambe le squadre nella seconda metà della stagione.
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    Talking Gioie e dolori del VAR, ma in campo funziona davvero


    Il calcio italiano abbraccia il VAR: lo strumento non piace a tutti, ma funziona
    L’evoluzione e il cambiamento fanno parte dello sport come della vita, e quindi anche del mondo del calcio – la disciplina più seguita ed amata dagli italiani.
    Negli ultimi anni infatti, i principali enti calcistici nazionali ed internazionali stanno adottando soluzioni sempre più moderne e tecnologiche nel tentativo di rendere questo sport così amato ancora più divertente, corretto ed equilibrato. Le proposte sono molteplici, tutte ovviamente basate su dispositivi tecnologici, telecamere di ultima generazione ed intelligenze artificiali.
    Fra queste la più conosciuta, nonché la più determinante – e quindi anche la più discussa – è la novità del VAR, il cosiddetto Video Assistant Referee. Tutti gli appassionati di calcio – e le persone alla ricerca di nuovi siti scommesse 2024 – conoscono bene o male le caratteristiche principali di questa nuova tecnologia, volta ad aiutare gli arbitri a prendere le decisioni migliori nel minor tempo possibile e a decidere le sorti dei match e quindi delle quote scommesse.
    Al di là dei pareri discordanti in merito, però, è innegabile come il VAR abbia reso più equo e giusto il calcio italiano. L’evoluzione comportamentale dei giocatori di Serie A, d’altronde, ne è la prova.
    Il VAR e gli arbitri: gli obiettivi iniziali

    Il VAR è stato introdotto dalla Lega Serie A nel massimo campionato italiano a partire dalla stagione 2017/18. Come volevasi dimostrare, all’inizio sono state tantissime le discussioni e i pareri discordanti: tra chi faceva fatica a comprenderne l’utilizzo e chi invece aveva semplicemente nostalgia di un calcio “più romantico”, sembrava che gli addetti ai lavori avessero bocciato questa novità a prescindere.
    Oggi però le cose sono inevitabilmente cambiate. Sia chiaro, le polemiche sono sempre all’ordine del giorno: una decisione pesante – che sia stata presa direttamente dall’arbitro o tramite ausilio del VAR – farà sempre discutere e renderà sempre scontenta una delle due squadre. Perché il calcio è anche questo e, purtroppo, perché così funziona in Italia.
    Tuttavia, dopo pochi anni dalla sua prima introduzione, il VAR comincia già a dare importanti segnali positivi. L’obiettivo era quella di ridurre gli errori arbitrali a favore di un gioco più corretto, veloce ed equo, e questo sta avvenendo. Giocatori, allenatori e staff stanno comprendendo l’utilizzo dello strumento e i casi più dubbi – non senza proteste – mentre l’arbitro stesso sta imparando a lavorare sempre più di squadra con la sala VAR. E questo, per il momento, è già un grande risultato.
    Il VAR divide, ma funziona

    La Lega Serie A ha capito una cosa molto importante: ci sarà sempre qualcuno che non è d’accordo. E se le cose stanno così, allora probabilmente questa è proprio la strada giusta. E a dirlo non sono solo i pareri degli esperti, ma i numeri.
    Dati alla mano, infatti, è palese come il VAR abbia migliorato il calcio italiano in termini di regolamento e comportamento dei giocatori. E non solo quando si parla di un gol assegnato o di un fuorigioco fischiato, che sono decisione semi-oggettive.
    Tanto per cominciare infatti, al di là delle decisioni cambiate dall’arbitro in seguito al check del VAR, questa tecnologia ha permesso ai direttori di gara di notare e fischiare più calci di rigore; questo perché tramite la moviola in campo, l’arbitro può verificare eventuali contatti fallosi nascosti in area.
    Inoltre, è radicalmente cambiato il comportamento dei calciatori: sono diminuiti i cartellini gialli e rossi per gli interventi fallosi, ma soprattutto sono crollate le proteste dei protagonisti in campo – consapevoli di esser soggetti ad eventuali controlli al monitor. Come se non bastasse, per lo stesso motivo, si è registrato un notevole calo negli anni delle simulazioni: il VAR infatti non permette più di ingannare l’arbitro in una situazione ambigua.
    Il VAR quindi, che piaccia o no, funziona.
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    Talking Quanto può essere profondo il cammino in Champions dell’Inter di Simone Inzaghi?


    Il 2023 si appresta ad andare in archivio. Un anno che verrà certamente ricordato in accezione estremamente positiva dai tifosi nerazzurri, che avevano iniziato l’anno solare con molte incertezze e una panchina, quella di Simone Inzaghi, messa in dubbio da più parti. Sono trascorsi solo dodici mesi. Ma osservando quanto accaduto in casa nerazzurra, sembra passata un’era geologica.
    I dubbi e le incertezze delle prime settimane dell’anno, che avevano portato più di un tifoso (e forse qualche dirigente) a chiedere la testa di Inzaghi, si sono sciolti come neve al sole durante il corso dell’anno, regalando ai tifosi della Beneamata soddisfazioni come non vivano da illo tempore
    Inter più matura e consapevole dei propri mezzi dopo la finale di Champions contro il City

    Basti pensare allo straordinario cammino compiuto in ambito europeo, iniziato superando un girone tutt’altro che semplice e regalando una partita, quella al Camp Nou di Barcellona, che fece intuire come la squadra di Inzaghi potesse dire la sua anche al di fuori dei confini nazionali. Percorso proseguito, poi, con i prestigiosi scalpi inflitti a Porto (soffertissima qualificazione ai danni di una compagine che ha sempre fatto patire le pene dell’inferno alle compagini italiane), Benfica (che demolì letteralmente la Juventus nella fase a gironi) e Milan.
    Il doppio derby contro i cugini rossoneri ha certificato, con la ceralacca, l’attuale supremazia cittadina dei nerazzurri, regalando la sesta finale di Champions nella storia della Beneamata. La finale contro il Manchester City, da svariati anni considerata la massima favorita per la vittoria finale come si vede da questa pagina delle scommesse sportive e dai più autorevoli esperti di calcio internazionale, ha dato ancora maggior convinzione e autostima agli uomini di Simone Inzaghi.
    Nonostante la sconfitta, infatti, la compagine meneghina ha dimostrato di poter giocare alla pari al cospetto della squadra di Pep Guardiola, dominando finanche per svariati spezzoni del match. Certo, la forza e la qualità del City sono indubbiamente superiori, ma l’Inter ha dimostrato di essere un avversario ostico e competitivo. E questa maggior convinzione dei propri mezzi si è vista, a chiare lettere, in questo avvio di stagione.
    La compagine nerazzurra ha dimostrato una compattezza ed una maturità che, fin qui, non si erano mai visti nell’era Inzaghi, diventando un autentico rullo compressore soprattutto in campionato, capace di inanellare una serie di prestazioni convincenti sotto qualsivoglia punto di vista. Molte vittorie, oltretutto, sono avvenute in scioltezza, con Inzaghi che è stato in grado di dosare sapientemente le energie dei propri giocatori.
    Ottavi contro l’Atletico del Cholo: servirà che “l’Inter europea” si avvicini a quella vista in Serie A

    Ma se in Italia il cammino dell’Inter 2023/2024 è stato ricco di certezze, eliminazione (sfortunata, ad onor del vero) in Coppa Italia a parte, in Europa il percorso dei nerazzurri ha fatto registrare qualche passaggio a vuoto di troppo. L’Inter non è parsa così granitica come in campionato, nonostante la qualificazione agli ottavi non sia stata mai in discussione.
    Il doppio pareggio nei match disputati contro la Real Sociedad, la brutta serata al da Luz ripresa per i capelli dopo esser stati sotto 3-0 e qualche difficoltà di troppo palesata contro il Salisburgo, sono dei piccoli campanelli d’allarme che non devono essere in alcun modo sottovalutati. Ed anche l’atteggiamento dell’Inter in salsa europea è parso meno convincente di quello esibito in campionato.
    Questo avvio di stagione sembra l’esatto opposto del 2022/2023, allorquando i nerazzurri riuscivano a lenire le ferite degli scarsi risultati in campionato con prestazioni convincenti nella Coppa delle grandi orecchie. L’ottavo di finale contro i colchoneros dell’indimenticato ex Diego Pablo Simeone, quindi, non sarà affatto semplice.
    E in questo video dove i giocatori dell’Atletico si raccontano e fanno ben intendere quale sia la filosofia della società biancorossa, si può intuire come l’Inter, nonostante parta leggermente favorita sulla carta, dovrà sudare le proverbiali sette camicie per strappare il pass per i quarti di finale. Sognare d’essere ancora tre le prime quattro d’Europa non è utopistico. Ma servirà che la “versione Champions” dell’Inter si avvicini alla “versione Serie A”
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