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Discussione: 4 nowenber 1918

  1. #1
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    Predefinito 4 nowenber 1918

    Memoria d’onore per i nostri nonni e bisnonni (padri e madri) che han partecipato alla Grande Guerra, oggi detta prima Guerra Mondiale, terminata 101 anni orsono.

    C’è da chiedersi se ancora esiste gente come loro.

    Ha poco senso litigare sul perché e percome: la guerra si fà perché è una istituzione umana (in realtà pre-umana cioè più antica) come ha poco senso preoccuparsi di morire in guerra o in bicicletta sotto un camion o di tubercolosi, inutile cercare scuse, si muore ed è molto complicato scegliere il dove come quando.

    Siamo in una valle di lacrime.

    Come istituzione sociale, la guerra la fà il popolo, la massa, indipendentemente dal marchingegno che la mette in moto e la gestisce: non esiste differenza tra la Guerra del Vietnam e le cinque Giornate di Milano, le dieci Giornate di Brescia, le quattro giornate di Napoli, è la guerra, gli americani hanno sperimentato sulle Torri gemelle a Manhattan i bombardamenti che ci siamo sciroppati nella seconda Guerra Mondiale, non c’è differenza.

    Se escludiamo per un attimo le guerre “sportive” e che costituiscono il comportamento criminale di una Società, abbiamo tre motivi di guerra fra umani o primati, cioè (A) le spedizioni per il saccheggio organizzato eppoi (B) le guerre come ultima risorsa della diplomazia e (C) quelle che escludono o rifiutano le risorse della diplomazia.

    Per cui ci si trova in guerra quando vengono comunque ignorate le risorse della diplomazia, oppure vengono ignorate dalla controparte, il che presumibilmente è la differenza tra la civiltà e la barbarie: anche la civiltà fà la guerra e non necessariamente per difendersi dalla barbarie, proprio perché valgono sempre le regole della diplomazia.

    Le spedizioni organizzate per la razzia e il saccheggio che conosciamo son quelle tipiche degli immigranti barbari celti germani slavi franchi longobardi burgundi turchi arabi mongoli vandali goti visigoti ostrogoti e tutti gli altri goti oppure romani persiani assiri cinesi giapponesi babilonesi e vikinghi per parlare soltanto dei bianchi… i quali pretendono che “chiunque possieda la forza necessaria per soggiogare gli altri, ha il Diritto di soggiogarli senza commettere ingiustizia” il che è invece tutto l’incontrario del Diritto ma …è proprio quella filosofia a identificare la barbarie.

    L’alleanza diplomatica del 1879 tra Austria e Germania è dichiaratamente “difensiva” salvo che (A) la sua “dimensione” sia strumento di offesa per Francia o Russia e (B) che la sua “segretezza” sia strumento di repressione del dissenso popolare interno agli Stati …come difatti avvenne subito dopo il Congresso di Vienna (1815) a Parigi Francoforte Vienna Berlino Stoccarda Praga Budapest Varsavia Madrid Basilea Pietroburgo Dresda Brussel Cracovia Hannover ma anche a Palermo Napoli Torino Venezia Genova Roma Bologna Catania Cosenza Pisa Alessandria Modena Milano.

    Anche l’associazione della monarchia italiana nel 1882 alla medesima alleanza ha uno scopo difensivo: perché trasforma l’Austria in alleato piuttosto che nemico …quale è sempre stato per oltre mille anni fin dall’invasione colle armi tra capo e collo, il nostro.

    Art.3 “if one or two of the contracting Powers, without any direct provocation on their part, should be attacked by, or find themselves involved in a war against, two or more Great Powers who have not signed the present treaty, the casus foederis will simultaneously be held binding for all the other signatory Powers” vale a dire che se uno dei tre firmatari si trovasse in guerra senza averla provocata …tutti e tre ne sarebbero coinvolti all’unisono.

    Art.4 “Should a Great Power who is not a party to the present treaty threaten the security of the States of one of the contracting Powers, and the Power thus menaced find itself under the necessity of declaring war, the remaining two allied Powers bind themselves to a benevolent neutrality in respect to their ally. Each of the allies reserves the right, in said case, to take part in the war, if it should consider it opportune, in order to make common cause with the belligerent ally” vale a dire che se uno dei tre, minacciato dichiarasse una guerra, gli altri terrebbero una benevolente neutralità, salvo intervenire ritenendolo opportuno in proprio.

    Che NON è affatto difensivo è invece l’Art.7 perché prevede che nessun cambiamento territoriale nei balcani sia ammissibile senza il consenso reciproco degli Stati interessati, ovvero di Austria e Italia, che con Veneziagiulia Dalmazia Montenegro e Bosnia hanno entrambi i confini sul posto.

    Ancora oggi qualcuno dice che i confini “italiani” non eran laggiù ma …questa clausola dimostra il contrario, o l’Austria l’avrebbe sostituita esclusa cancellata.

    Giocoforza, se l’Austria dichiara guerra alla Serbia (dopo Sarajevo) rompe l’alleanza.
    Ultima modifica di mailander; 05-11-19 alle 02:35 Motivo: punto e a capo
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  2. #2
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    Predefinito Re: 4 nowenber 1918

    Allora gli austriacanti, dicono che i ‘tagliani son “traditori” ma traditori de che (?) se quando ci siamo messi d’accordo di NON toccare i Balcani (Art.7) voi ci fate la vostra invasione barbarica?

    Se avete cambiato (distruggendoli) quei confini… avete rotto la nostra pattuizione, l’avete tradita voi: l’Art.7 non è una invenzione a posteriori, l’avete firmato.

    Se l’Art.7 prende in considerazione un presunto “condominio balcanico” nel momento in cui sono ricacciati i maomettani (il che avviene tra l’anno 1911 e 1913) e la Serbia appena appena si riprende da secoli di quella barbarie…

    è evidente che coll’invasione a dispetto del Art.7 state cercando di metterci di mezzo una forza per conto vostro, facendovi beffe dei millesimi della Serbia con Bosnia e Montenegro e anche dei millesimi tagliani con Histria Dalmazia e Veneziagiulia.

    Nello stesso momento, all’invasione del Belgio, qualcuno vi ha anche detto che avevate un Patto da rispettare …ma voi avete subito risposto che i Trattati son pezzi di carta.

    Così comincia la prima Guerra Mondiale, che finirà quattro anni dopo colla fuga ignominiosa del kaiser tedesco e del kaiser austriaco… due furbi che han dovuto andare a nascondersi, perché la vostra Flotta d’alto mare si è ammutinata …e i Popoli da voi sottomessi han dichiarato una Repubblica.

    Non avete mandato nessuna missione diplomatica, un console o un ambasciatore a trattare la resa, nemmeno una telefonata …semplicemente i vostri ufficiali sono usciti dalla trincea (ad Ala presso Trento) colla bandiera bianca: ma i ‘tagliani non se l’aspettavano e li han presi a fucilate …quando mai (?) avevamo visto una caspita di bandiera bianca (?) l’abbiamo capito dopo.

    Austria e Germania non combattevano per la libertà di nessuno, combattevano per il dominio e la sopraffazione dei più deboli, come Belgio Serbia Montenegro, o dei più disgraziati, come noi.

    Come sempre.
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  3. #3
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    Predefinito Re: 4 nowenber 1918

    Mailander, perché ti sei scelto il nick in tedesco?
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  4. #4
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    Predefinito Re: 4 nowenber 1918

    Non è proprio una scelta: quaggiù a Milano busecconi o mailander l’uno vale l’altro.

    E non è necessariamente un nomignolo tedesco: è il nostro. Loro non lo sopportano, da secoli, con o senza la dieresi …e usano anche “katzelmachen” che vuol dire “mostricc… cciattoli topi di fogna” ovviamente.

    Allora mailander come “fans” dei busecconi: quei che non sanno chi siano i busecconi ti prendono in giro …e quelli che lo sanno se ne vergognano. Ma è un onore, non mi vergognerei, non c’è più comprendonio per tradizioni e traduzioni. Tanto vale mailander.

    Quand’era nome in tedesco aveva la “ipsilon” mentre “mailand” dall’ottocento è il nome “internazionale” di Milano a cominciare dal sistema postale, che nella “unione postale internazionale” era ed è tuttora in francese. Credo che i franzosi presumiscano “mailand” non proprio in tedesco ma in anglais o franglais.

    Coll’unione postale il tedesco usa ancora Meyland o Mayland e più tardi Mailand con qualche volta la dieresi, come usano ancora oggi nel “osterreich” l’attuale reich austriaco checché ne dicano: sui faldoni degli aguzzini austriachi c’era scritto “Zum Mailänder Aufstand” come te lo scriveva Radeski coi due puntini sulla “a” per pronunciare mailènder, uno snob.

    Praticamente la “ipsilon” e la “e” modificate nel tempo sono la volgarizzazione tipica di molte parole aliene quando si scontrano con la parlata del posto, che le distrugge.

    Gli austriacanti spergiurano che le abbiamo adottate, ma in realtà è tutto all’incontrario: se “jungfrau” fosse una parola tedesca, mi vuoi dire perché la si usa soltanto sulle Alpi nostre (?) e in tedescheria la capiscono ma è del tutto aliena? Chiaramente l’hanno imparata loro, da noi. Non l’hanno inventata di sana pianta, chè sulle Alpi ci sono arrivati ieri.

    Lo stesso vale per la demolizione del “comune sistema vocalico slavo” in Histria e Dalmazia ed anche in franconia: se è una “demolizione” della loro lingua, non la stanno fando loro, ma noi. Le loro istituzioni sociali non hanno la “forza etnica” sufficiente a conservare la loro propria parlata, che inesorabilmente si sfascia.

    Nella doppia carta di Johann Stridbeck il giovane, nel 1704 è scritto Mayland sulla mappa e Meyland nella intestazione, cogli Stati della “alta e bassa Lombardia” duecento anni orsono, all’epoca in cui sia l’una che l’altra forma è ancora in voga (addirittura sullo stesso documento) ed è evidente che in tedesco c’è una “ipsilon” in entrambi i casi. Verrà demolita nello scontro con altre istituzioni sociali, le nostre.

    Vantaggio de “mailander” rispetto a “buseccone” è che sia comprensibile in tutte le lingue.

    La tastiera moderna non è affatto universale: accenti cediglie dieresi apostrofi spariscono col “20%&ampersand” della ciofeca-uindog… tanto vale scrivere mailander in lingua Volgare o Romanza chedirsivoglia.
    Ultima modifica di mailander; Ieri alle 19:44 Motivo: a capos
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