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Rapine in tangenziale, complice il gran traffico provocato anche dai recenti lavori in corso. L’ultima, lunedì sera: ore 18.50. Nel mirino finisce un uomo, Ernesto Esposito, 47 anni, titolare di una azienda informatica. La stessa sorte, solo ventiquattro ore prima, era toccata ad altri quattro automobilisti. Secondo i calcoli dell’avvocato Angelo Pisani, che ha raccolto alcune denunce, sarebbero almeno dieci le vittime dei malviventi dal 15 ottobre a oggi. Il racconto di Ernesto Esposito è da brividi.

Viaggiava a bordo della sua Smart Brabus nuova di zecca, era solo in auto, tornava a casa dopo una giornata di lavoro quando - fermo nel traffico - si è visto una pistola puntata dritta contro di lui. «Mi trovavo, più o meno, all’altezza dell’uscita Capodichino, - racconta - le auto si muovevano a passo d’uomo. Ero fermo sulla destra della carreggiata quando vedo avvicinarsi due uomini a bordo di uno scooter enorme: indossavano giubbotti neri e caschi con le visiere scure calate fino al mento».

Esposito non ci mette molto a capire quali fossero le reali intenzioni di quei due. «Si avvicinano al finestrino, iniziano a gesticolare, mi chiedono di abbassare il vetro: in dialetto urlano che vogliono solo sapere che ora è». Esposito prova a far finta di nulla con la speranza che la fila di auto ferme davanti alla sua, inizi a muoversi. Niente da fare: il caos è totale, il traffico è paralizzato. L’automobilista continua a mostrare indifferenza fino a quando uno dei due rapinatori, quello seduto dietro, tira fuori la pistola e lo costringe ad abbassare il vetro del finestrino. Esposito non perde la calma, mantiene il sangue freddo e gli fa vedere che al polso sinistro non ha niente: «Cercavano l’orologio - racconta - gli ho detto che non lo portavo più da tempo, ma loro, non fidandosi, hanno voluto vedere anche il braccio destro. Ho temuto il peggio, invece mi hanno detto “vabbè fratè tutto apposto” e sono scappati via». Tanta paura ma nessun danno. Almeno per lui.

Già, perché i due rapinatori erano solo all’inizio. Se è andata male con Ernesto Esposito potrebbe essere andata meglio con gli altri: la fila di auto in direzione corso Malta è lunghissima, si procede con una lentezza inaudita, il tempo c’è tutto per mettere a segno rapine a non finire. Ed è esattamente quello che i due motociclisti si accingono a fare. Ad assistere alla scena - purtroppo senza la possibilità di poter fare nulla - è sempre Ernesto Esposito: «Li vedo proseguire per qualche metro - spiega - stessa modalità, stessa dinamica: si accostano al finestrino e poi tirano fuori la pistola. Non so che cosa siano riusciti a portare via ma è certo che, solo davanti a me, hanno avvicinato almeno quattro o cinque auto». Colpa del traffico, dunque. Quello solito in tangenziale, visto che - come spiega l’avvocato Angelo Pisani - la denuncia di alcune rapine è precedente all’inizio dei lavori per la messa in sicurezza del viadotto Capodichino. «Ma è chiaro - puntualizza l’avvocato - che più c’è traffico, come sta accadendo in seguito a questi lavori, è più diventa facile mettere a segno le rapine. In ogni caso stiamo valutando l’ipotesi di fare causa alla tangenziale: se chiedono il pagamento di un pedaggio, devono anche essere in grado di garantire l’incolumità degli automobilisti». I tempi lunghi dei lavori in corso - ma più in generale la questione sicurezza su quella strada - impongono una soluzione al problema. Sulle prime si disse che i restringimenti sarebbero durati una settimana, poi si passò ad ipotizzare un paio di mesi, fino ai giorni delle feste natalizie. Adesso filtra una nuova ipotesi, decisamente più preoccupante: i disagi rischiano di andare avanti fino a marzo del prossimo anno.
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«Che cosa ci vuole a mandare una volante in quel tratto di tangenziale?» si domanda Ernesto Esposito: «Non è difficile capire che noi automobilisti, bloccati in quell’inferno di traffico, diventiamo facile preda anche per i delinquenti più sprovveduti. Basta solo un temperino per seminare il terrore». E poi aggiunge: «Ho detto a mia moglie di togliersi tutto ciò che porta normalmente: anelli, orecchini, la collanina. Anche lei prende la tangenziale ogni giorno e non mi va che corra rischi così alti».