18/09/2010


18/09/2010


Bellissimo, emozionantissimo!
Grazie di averlo postato, vanni fucci
Il ciclismo è uno degli sport più faticosi in assoluto, per questo si ammirano e si apprezzano prestazioni come queste.




NIBALI, OLE’
Resiste a Mosquera e conquista la Vuelta
di: Angelo Costa
SENZA SCONTI: i campioni vincono così. Campione, Nibali lo è davvero: è nelle giornate che contano che si vede chi conta davvero.
Contava più di tutte la penultima tappa, quella che si arrampicava sulle pendenze al limite dell’umano di Bola del Mundo: lì si assegnava la Vuelta.
Lì si è presentato puntuale Nibali: non ha vinto la tappa, ma non ha nemmeno perso terreno dall’ultimo rivale rimasto, lo spagnolo Mosquera.
Così oggi il viaggio finale verso Madrid per il siculo diventerà passerella: per entrare nell’albo d’oro.
Non c’era personaggio migliore di Nibali per riportare in Italia la corsa spagnola dopo vent’anni: Giovannetti, nel ’90, era stato l’ultimo. Di una serie non certo lunga: prima, soltanto Conterno (’56), Gimondi (’68) e Battaglin (’81) erano riusciti nell’impresa.
Adesso Nibali, ciclista cresciuto bene prima e diventato grande in fretta ora: settimo al Tour nella passata stagione, quest’anno si è messo a correre in gennaio e non si è più fermato.
Anche nei risultati: ha vinto una corsa a tappe in Argentina al debutto, si è preso il giro di Slovenia, ma soprattutto è salito sul podio di un Giro d’Italia che avrebbe dovuto guardare alla tv mangiandosi le adorate granite e dove invece è stato fondamentale per il trionfo del suo amicone Ivan Basso.
Che ieri, dopo aver tifato spassionatamente per lui, gli ha inviato un messaggio: «Vincenzo è il futuro del ciclismo italiano nelle grandi corse a tappe, ve l’avevo detto: nel 2011 lo aiuterò a vincere il Giro d’Italia. Poi toccherà a lui ricambiarmi il favore al Tour...».
CONSACRAZIONE Nibali: succede in Spagna, in una stazione sciistica neppure di moda dove la Vuelta arriva per la prima e ultima volta, perchè presto diventerà parco naturale.
Ma stava succedendo da tempo, come si era felicemente accorto il mensile Tuttobici prevedendo in gennaio che questo sarebbe stato «L’anno dello Squalo», come si sono accorti i CanNibali, i coloratissimi tifosi che a Mastromarco, il paese pistoiese dove il ragazzo di Sicilia ha scelto di vivere alla fine degli anni Novanta per fare il ciclista, in pochi mesi hanno visto raddoppiare i soci del club diretto dall’inesauribile Mary Malucchi.
Tanti, troppi segnali, ai quali serviva mettere un punto, d’inizio e non di fine: non ancora il Giro, non il Tour che resta in cima ai suoi sogni, ma anche la Vuelta va benone.
«Sono felicissimo: la squadra non ha sbagliato niente, io nel finale quando ho capito di dovermi arrangiare sono stato davvero bravo. Chi è Nibali? Un ambizioso, con la testa dura, che difficilmente si demoralizza e davanti alle responsabilità si accende. Adesso vado al Mondiale carico, smentiremo chi non crede in noi, poi finalmente vacanza», le parole di Nibali che alle cinque della sera, l’ora dei matador, concede una perfetta recita finale: negli ultimi quattro chilometri, quando la tappa diventa duello, lascia che Mosquera sfoghi la sua furia controllandolo a debita distanza, non facendo mai lievitare il distacco, rimontando alla fine lo spagnolo al quale concede la soddisfazione del primo successo nella gara di casa, non la certezza di essere il più forte. Quella, finalmente, se la gode Nibali.
da: Il Resto del Carlino - ed. Sport - pag. 14 - 19 settembre 2010 -


Con Acción de Gracias. Es también la expresión Bola del Mundo pone que la emoción, querido Alessandro!
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Ultima modifica di vanni fucci; 19-09-10 alle 12:19


Grande Nibali :giagia:


Grande messinese...![]()
Una volta tanto si va sui giornali per qualcosa di bello..![]()
"Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)