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    Predefinito 8 dicembre - Immacolata Concezione di Maria

    L'esilio di Pio IX durante la Repubblica romana: una fucina di pensiero e meditazione

    L'Immacolata nella fortezza di Gaeta

    di Francesco Guglietta


    Fu a Gaeta che Pio IX decise di iniziare l'iter che lo avrebbe portato a definire nel 1854 il dogma dell'Immacolata Concezione, una verità di fede confermata dalle apparizioni di Lourdes delle quali ricorre quest'anno il centocinquantesimo anniversario.

    La permanenza forzosa del beato Pio IX a Gaeta dopo i moti del 1848 che portarono alla proclamazione della Repubblica romana, è l'atto finale di uno dei momenti chiave della storia della Chiesa nell'età contemporanea. Proprio i primi tre anni del pontificato di Giovanni Maria Mastai Ferretti sono stati definiti da qualche studioso “il triennio centrale dell'Ottocento”.

    In questo lasso di tempo, infatti, Pio IX perde progressivamente fiducia nei processi di “rivoluzione” in atto in Europa e prende le distanze dall'ambiente cattolico liberale, incominciando a intravedere nel movimento risorgimentale, come anche nella “modernità”, una pericolosa insidia per la vita della Chiesa. Intraprende un cammino che lo porterà a diventare, per un pregiudizio eccessivamente severo, e in gran parte falso, l'emblema di una Chiesa chiusa al dialogo con il mondo moderno e tutta arroccata in una visione dogmatica della fede e della vita cristiana.

    Al termine di questi primi tre anni si colloca il periodo di permanenza a Gaeta che assume il tono di un momento decisivo, di una svolta importante e significativa. Qui si consuma, ad esempio, la presa di distanza da Antonio Rosmini che il Papa stimava profondamente. Proprio durante i nove mesi passati a Gaeta le cose cambiano. Per contro si registra l'ascesa inarrestabile del cardinale Giacomo Antonelli quale principale consigliere del Pontefice e addirittura la messa all'indice di due opere del roveretano. Un segno importante di un mutamento che segnerà tutta la storia dei rapporti tra Chiesa e società nella seconda metà dell'Ottocento fino agli inizi del Novecento e i cui effetti si sono fatti sentire fino a poco tempo fa.

    I nove mesi di permanenza di Pio IX a Gaeta hanno, dunque, una rilevanza storica notevole. Capire che cosa sia accaduto, quali siano stati gli eventi che hanno influito sulle scelte del Papa, quali idee lo abbiano influenzato in maniera determinante, è un campo di indagine ancora poco esplorato.

    Ma in attesa di attingere agli archivi conservati dalla diocesi di Gaeta, un particolare può già essere messo in evidenza.

    In questo momento si colloca l'iniziativa del Papa di proclamare un dogma mariano: quello dell'Immacolata Concezione. Qualcuno potrebbe pensare ad una distrazione religiosa dai problemi ecclesiali e politici dell'epoca, un allontanamento dal lavoro diplomatico, amministrativo e politico del Pontefice.

    Ma nella storia della Chiesa le iniziative di tipo religioso non sono meri apparati ornamentali di una sorta di “autentica” azione ecclesiale che si giocherebbe in realtà nella sfera politica e sociale. I problemi teologici, morali e spirituali della Chiesa sono il reale assillo dell'azione pastorale dei Pontefici, dei Vescovi anche come risposta alle questioni sociali, come contributo al cammino dell'umanità.

    L'importanza “strategica”, poi, del periodo in cui questa iniziativa si compie sembrerebbe suggerire che per il Papa questa iniziativa sia essenziale.
    Perché?

    In maniera un po' romantica a Gaeta la tradizione orale narra che sia stata la preghiera prolungata di Pio IX davanti all'immagine dell'Immacolata Concezione di Scipione Pulzone conservata nella splendida Cappella d'Oro del complesso dell'Annunziata a convincerlo della bontà e della fondatezza del dogma mariano. Un'ipotesi suggestiva, ma poco supportata, finora, da una documentazione storica di convalida.

    Interessante, invece, appare un episodio raccontato da Louis Baunard. Narra di Pio IX che contemplando il mare agitato a Gaeta ascoltò e meditò le parole del cardinale Luigi Lambruschini: “Beatissimo Padre, Voi non potrete guarire il mondo che col proclamare il dogma dell'immacolata concezione. Solo questa definizione dogmatica potrà ristabilire il senso delle verità cristiane e ritrarre le intelligenze dalle vie del naturalismo in cui si smarriscono”.

    E in effetti proprio la questione di fondo del naturalismo poteva essere una chiave di lettura sintetica agli occhi del Pontefice per comprendere lo smarrimento sociale e culturale dell'Europa del 1848. L'affermazione della Concezione Immacolata della Vergine poneva delle solide basi per affermare e consolidare la certezza di fede del primato della grazia e dell'opera della Provvidenza nella vita degli uomini.

    Ma c'è un altro elemento da considerare. Nel gruppo di “ecclesiastici eminenti per pietà e preparati nelle discipline teologiche” cui Pio IX affidò di esaminare la questione della proclamazione del dogma c'era anche Rosmini. Nel suo “Voto” egli distingue la certezza morale e teologica della verità dall'opportunità della proclamazione del dogma, ma soprattutto invita il Papa ad una consultazione generale dell'episcopato. E significativa è l'accoglienza riservata da Pio IX alle indicazioni dell'abate roveretano. Egli coglie il cuore dell'intuizione rosminiana, che non è di opposizione all'iniziativa del Papa, ma è quella di dare forza all'unità della Chiesa in un momento in cui essa è minacciata dagli interessi nazionali e da sollevazioni popolari.

    Si percepisce come il rapporto tra Papa Mastai e l'ambiente cattolico liberale sia stato di ascolto attento, ma anche di distanza. Con una certezza chiara: che il bene centrale su cui convergere fosse il bene della Chiesa e la sua libertà e unità. Proprio la considerazione rosminiana lo spingeva a fare della proclamazione del dogma un evento di unità di tutta la cattolicità che rischiava seriamente di dividersi e di frammentarsi dinanzi alle diverse posizioni degli Stati e delle ideologie nascenti.

    Possiamo partire proprio dal forte impulso dato da Pio IX alla proclamazione del dogma dell'Immacolata per comprendere la “fucina” di pensiero e di meditazione che ha coinciso con il periodo caietano. Una fase che ci permette di cogliere alcune chiavi di lettura del pontificato del beato Pio IX che si caratterizza per una chiarezza di rapporti con le nuove istanze culturali in Europa, anche accettando con esse la contrapposizione diretta, al fine di promuovere un processo di unità e di compattezza all'interno della Chiesa.


    Fonte: L'Osservatore Romano, 13.2.2008

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    Predefinito Rif: 8 dicembre - Immacolata Concezione di Maria


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    Predefinito Rif: 8 dicembre - Immacolata Concezione di Maria


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    Predefinito Rif: 8 dicembre - Immacolata Concezione di Maria

    Gaetano Lapis, La Vergine Immacolata con i SS. Luigi di Francia ed Elisabetta d’Ungheria, XVIII sec., Chiesa S. Giacomo Apostolo in Colle Luce, Cingoli
    Ultima modifica di Augustinus; 08-12-10 alle 14:24

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    Predefinito Rif: 8 dicembre - Immacolata Concezione di Maria

    SANCTISSIMI DOMINI NOSTRI PII DIVINA PROVIDENTIA

    PAPAE IX.

    LITTERAE APOSTOLICAE DE DOGMATICA
    DEFINITIONE IMMACULATAE CONCEPTIONIS
    VIRGINIS DEIPARAE.


    Pius Episcopus, Servus Servorum Dei

    Ad perpetuam rei Memoriam.


    INEFFABILIS DEUS, cuius viae miscricordia et veritas, cuius voluntas omnipotentia, et cuius sapientia attingit a fine usque ad finem fortiter et disponit omnia suaviter, cum ab omni aeternitate praeviderit luctuosissimam totius humani generis ruinam ex Adami transgressione derivandam, atque in mysterio a saeculis abscondito primum suae bonitatis opus decreverit per Verbi incarnationem sacramento occultiore complere, ut contra misericors suum propositum homo diabolicae iniquitatis versutia actus in culpam non periret, et quod in primo Adamo casurum erat, in secundo felicius erigeretur, ab initio et ante saecula Unigenito Filio suo Matrem, ex qua caro factus in beata temporum plenitudine nasceretur, elegit atque ordinavit, tantoque prae creaturis universis est prosecutus amore, ut in illa una sibi propensissima voluntate complacuerit. Quapropter illam longe ante omnes angelicos spiritus cunctosque Sanctos caelestium omnium charismatum copia de thesauro divinitatis deprompta ita mirifice cumulavit, ut ipsa ab omni prorsus peccatilabe semper libera, ac tota pulchra et perfecta eam innocentiae et sanctitatis plenitudinem prae se ferret, qua maior sub Deo nullatenus intellegitur, et quam praeter Deum nemo assequi cogitando potest.

    Et quidem decebat omnino, ut perfectissimae sanctitatis splendoribus semper ornata fulgeret, ac vel ab ipsa originalis culpae labe plane immunis amplissimum de antiquo serpente triumphum referret tam venerabilis Mater, cui Deus Pater unicum Filium suum, quem de corde suo aequalem sibi genitum tamquam seipsum diligit, ita dare disposuit, ut naturaliter esset unus idemque communis Dei Patris et Virginis Filius, et quam ipse Filius substantialiter facere sibi matrem elegit, et de qua Spiritus Sanctus voluit et operatus est, ut conciperetur et nasceretur ille, de quo ipse procedit.

    Quam originalem augustae Virginis innocentiam cum admirabili eiusdem sanctitate, praecelsaque Dei Matris dignitate omnino cohaerentem catholica Ecclesia, quae Sancto semper edocta Spiritu columna est ac firmamentum veritatis, tamquam doctrinam possidens divinitus acceptam, et caelestis revelationis deposito comprehensam multiplici continenter ratione, splendidisque factis magis in dies explicare, proponere ac fovere numquam destitit. Hanc enim doctrinam ab antiquissimis temporibus vigentem, ac fidelium animis penitus insitam, et sacrorum antistitum curis studiisque per catholicum orbem mirifice propagatam ipsa Ecclesia luculentissime significavit, cum eiusdem Virginis Conceptionem publico fidelium cultui ac venerationi proponere non dubitavit. Quo illustri quidem facto ipsius Virginis Conceptionem veluti singularem, miram et a reliquorum hominum primordiis longissime secretam, et omnino sanctam colendam extibuit, cum Ecclesia nonnisi de Sanctis dies festos concelebret. Atque idcirco vel ipsissima verba, quibus divinae Scripturae de increata Sapientia loquuntur, eiusque sempiternas origines repraesentant, consuevit, tum in ecclesiasticis officiis, tum in sacrosancta Liturgia adhibere et ad illius Virginis primordia transferre, qnae uno eodemque decreto cum divinae Sapientiae incarnatione fuerant praestituta.

    Quamvis autem haec omnia penes fideles ubique prope recepta ostendant,. quo studio eiusmodi de Immaculata Virginis Conceptione doctrinam ipsa quoque romana Ecclesia omnium Ecclesiarum mater et magistra fuerit prosecuta, tamen illustria huius Ecclesiae facta digna plane sunt, quae nominatim recenseantur, cum tanta sit eiusdem Ecclesiae dignitas atque auctoritas, quanta illi omnino debetur, quae est catholicae veritatis et unitatis centrum, in qua solum inviolabiliter fuit custodita religio, et ex qua traducem fidei reliquae omnes Ecclesiae mutuentur oportet. Itaque eadem romana Ecclesia nihil potius habuit, quam eloquentissimis quibusque modis Immaculatam Virginis Conceptionem, eiusque cultum et doctrinam asserere, tueri, promovere et vindicare.

    Quod apertissime planissimeque testantur et declarant tot insignia sane acta Romanorum Pontificum Decessorum Nostrorum, quibus in persona Apostolorum Principis ab ipso Christo Domino divinitus fuit commissa suprema cura atque potestas pascendi agnos et oves, confirmandi fratres, et universam regendi et gubernandi Ecclesiam.

    Enimvero Praedeccssores Nostri vehementer gloriati sunt Apostolica sua auctoritate festum Conceptionis in romana Ecclesia instituere, ac proprio Officio, propriaque Missa, quibus praerogativa immunitatis ab hereditaria labe manifestissime asserebatur, augere, honestare et cultum iam institutum omni ope promovere, amplificare, sive crogatis Indulgentiis, sive facultate tributa civitatibus, provinciis, regnisque, ut Deiparam sub tilulo Immaculatae Conceptionis patronam sibi deligerent, sive comprobatis Sodalitatibus, Congregationibus Religiosisqiue Familiis ad Immaculatae Conceplionis honorem institutis, sive laudibus corum pietati delatis, qui monasteria, xenodochia, altaria, templa sub Immaculati Conceptus titulo erexerint, aut sacramenti religione interposita Immaculatam Deiparae Conceptionem strenue propugnare spoponderint. Insuper summopere laetati sunt decernere Conceptionis festum ab omni Ecclesia esse habendum eodem censu ac numero, quo festum Nativitalis, idemque Conceptionis festum cum octava ab universa Ecclesia celebraudum et ab omnibus inter ca, quae praeccpta sunt, sancte colendum, ac Pontificiam Cappellam in Patriarchali Nostra Liberiana Basilica die Virginis Conceptionis sacro quotannis esse peragendam. Atque exoptantes in fidelium animis quotidie magis fovere hanc de Immaculata Deiparae Conceptione doctrinam, eorumque pietatem excitare ad ipsam Virginetn sine labe originali conceptam colendam et venerandam, gavisi sunt quam libentissime facultatem tribuere, ut in Lauretanis Litaniis, et in ipsa Missae Praefatione Immaculatus eiusdem Virginis proclamaretur Conceptus, atque adeo lex credendi ipsa supplicandi lege statueretur. Nos porro tantorum Praedecessorum vestigiis inhaerentes non solum quae ab ipsis pientissime sapientissimeque fuerant constituta probavimus et recepimus, verum etiam memores institutionis Sixti IV proprium de lmmaculata Conceptione Officium auctoritate Nostra munivimus, illiusque usum universae Ecclesiae laetissimo prorsus animo concessimus.

    Quoniam vero quae ad cultum pertinent, intimo plane vinculo cum eiusdem obiecto conserta sunt, neque rata et fixa manere possunt, si illud anceps sit et in ambiquo versetur, idcirco Decessores Nostri Romani Pontifices omni cura Conceptionis cultum amplificantes, illius etiam obiectum. ac doctrinam declarare et inculcare impensissime sludueruiit. Etenim clare aperteque docuere, festum agi de Virginis Conceptione, atque uti falsam et ab Ecclesiae mente alienissimam iproscripserunt illorum opinionem qui non Conceptionem ipsam, sed sanctificationem ab Ecclesia coli arbitrarentur et affirmarent. Neque mitius cum iis agendum esse existimarunt, qui ad labefactandam de Immaculata Virginis Conceptione doctrinam excogitato inter primum atque alterum Conceptionis instans et momentum discrimine, asserebant, celebrari quidem Conceptionem, sed non pro primo instanti atque momento. Ipsi namque Praedecessores Nostri suarum partium esse duxerunt, et beatissimae Virginis Conceptionis festum, et Conceptionem pro primo instanti tamquam verum cultus obiectum omni studio tueri ac propugnare. Hinc decretoria plane verba, quibus Alexander VII Decessor Noster sinceram Ecclesiae mentem declaravit, inquiens: Sane vetus est christifidelium erga eius beatissimam Matrem Virginem Mariam pietas sentientium eius animam in primo instanti creationis atque infusions in corpus fuisse speciali Dei gratia et privilegio, intuitu meritorum Iesu Christi eius Filii humani generis Redemptoris, a macula peccati originalis praeservatam immunem, atque in hoc sensu eins Conceptionis festivitatem sollemni ritu colentium et celebrantium.

    Atque illud in primis sollemne quoque fuit iisdem Decessoribus Nostris, doctrinam de Immaculata Dei Matris Conceptione sartam tectamque omni cura, studio et contentione tueri. Etenim non solum nullatenus passi sunt, ipsam doctrinam quovis modo a quopiam notari atque traduci, verum etiam longe ulterius progressi, perspicuis declarationibus iteratisque vicibus edixerunt, doctrinam, qua Immaculatam Virginis Conceptionem profitemur, esse suoque merito haberi cum ecclesiastico cultu plane consonam, eamque veterem ac prope universalem, et eiusmodi, quam romana Ecclesia sibi fovendam tuendamque susceperit, atque omnino dignam, quae in sacra ipsa Liturgia sollemnibusque precibus usurparetur.

    Neque his contenti, ut ipsa de Immaculato Virginis Conceptu doctrina inviolata persisteret, opinionem huic doctrinae adversam, sive publice, sive privatim defendi posse severissime prohibuere, eamque multiplici veluti vulnere confectam esse voluerunt.

    Quibus repetitis luculentissimisque declarationibus, ne inanes viderentur, adiecere sanctionem: quae omnia laudatus Praedecessor Noster Alexander VII his verbis est complexus: “Nos considerantes, quod sancta romana Ecclesia de Intemeratae semper Virginis Mariae Conceptione festum sollemniter celebrat, et speciale ac proprium super hoc Officium olim ordinavit iuxto piam, devotiam et landabilem institutionem, quae a Sixto IV Prae decessore Nostro tunc emanavit; volentesque laudabili huic pietati et devotioni, et festo, ac cultui secundum illam exhibito, in Ecclesia romana post ipsius cultus institutionem numquam immutato, Romanorum Pontificum Praedecessorum Nostrorum exemplo, favere, nec non tueri pietatem, et devotionem hanc colendi et celebrandi beatissimam Virginem praeveniente scilicet Spiritus Sancti gratia, a peccato originali praeservatam; cupientesque in Christi grege unitatem spiritus in vinculo pacis, sedatis offensionibus et iurgiis amotisque scandalis conservare: ad praefatorum episcoporum cum ecclesiarum suarum Capitulis ac Philippi regis, eiusque regnorun oblatam Nobis instantiam, ac preces; Constitutiones et Decreta, a Romanis Ponti ficibus Praedecessoribus Nostris, et praecipue a Sixto IV, Paullo V et Gregorio XV edita in favorem sententiae asserentis, animam beatae Mariae Virginis in sui creatione, et in corptu infusione, Spiritus Sancti gratia donatam, et a peccato originali praeservatam fuisse, nec non et in favorem festi et cultus Conceptionis eiusdem Virginis Deiparae, secundum piam istam sententiam, ut praefertur, exhibiti, innovamus, et sub censuris, et poenis in eisdem Constitutionibus contentis observari mandamus. Et insuper omnes et singulos, qui praefatas Constitutiones, seu Decreta ita pergent interpretari, ut favorem per illas dictae sententiae, et festo seu cultui secundum illam exhibito, frustrentur vel qui hanc eandem sententiam, festum seu cultum in disputationem revocare, aut contra ea quoquo modo directe vel indirecte aut quovis praetextu, etiam definibilitatis eius examinandae sive sacram Scripturam, aut sanctos Patres, sive Doctores glossandi vel interpretandi, denique alio quovis praetextu seu occasione, scripto sen voce loqui, concinari, tractare, disputare, contra ea quidquam determinando aut asserendo, vel argumenta contra ea afferendo, et insoluta relinquendo, aut alio quoovis inexcogitabili modo disserendo ausi fuerint; praeter poenas et censuras in Constitutionibus Sixti IV contentas, quibus illos subiacere volumus, et per praesentes subicimus, etiam concionandi, publice legendi, seu docendi, et interpretandi facultate, ac voce activa et passiva in quibuscumque electionibus, eo ipso absque alia declaratione privatos esse volumus; nec non ad concionandum, publice legendum, doceandum, et interpretandum perpetuae inhabilitatis poenas ipso facto incurrere absque alia declaratione; a quibus poenis nonnisi o Nobis ipsis, vel a Successoribus Nostris Romanis Pontificibus absolvi, auit super iis dispensari possint; nec non eosdem aliis poenis. Nostro, et eorumdem Romanorum Pontificum Successorum Nostrorum arbitrio infligendis, pariter subiacere volumus, prout subicimus per praesentes, innovantes Pauli V et Gregorii XV superius memoratas Constitutiones sive Decreta.

    Ac libros, in quibus praefata sententia, festum, seu cultus secundum illam in dubium revocatur, aut contra ea quomodocumque, ut supra, aliquid scribitur aut legitur, seu locutiones, conciones, tractatus, et disputationes contra eadem continentur; post Pauli V supra laudatum Decretum edita, aut in posterum quomodolibet edenda, prohibemus sub poenis et censuris in Indice librorum prohibitorum contentis, et ipso facto absque alia declaratione pro expresse prohibitis haberi volumus et mandamus.

    Omnes autem norunt quanto studio haec de Immaculata Deiparae Virginis Conceptione doctrina a spectatissimis Religiosis Familiis et celebrioribus theologicis academiis, ac praestantissimis divinarum rerum scientia Doctoribus fuerit tradita, asserta ac propugnata. Omnes pariter norunt quantopere solliciti fuerint sacrorum antistites vel in ipsis ecclesiasticis conventibus palam publiceque profiteri, sanctissimam Dei Genetricem Virginem Mariam, ob praevisa Christi Domini Redemptoris merita numquam originali subiacuisse peccato, sed praeservatam omnino fuissc ab originis labe et idcirco sublimiori modo redemptam.

    Quibus illud profecto gravissimum et omnino maximum accedit ipsam quoque Tridentinam Synodum cum dogmaticum de peccato originali ederet decretum, quo iuxta sacrarum Scripturum sanctorumque Patrum ac probatissimorum Conciliorum testimonia statuit ac definivit, homines nasci originali culpa infectos, tamen sollemniter declarasse, non esse suae intentionis in decreto ipso, tantaque definitionis amplitudine comprehendere beatam et Immaculatam Virginem Dei Genetricem Mariam. Hac enim declaratione Tridentini Patres, ipsam beatissimam Virginem ab originali labe solutam, pro rerum temporumque adiunctis, satis innuerunt, atque adeo perspicue significarunt, nihil ex divinis litteris, nihil ex traditione, Patrumque auctoritate rite afferri posse, quod tantae Virginis praerogativae quovis modo refragetur.

    Et re quidem vera hanc de Immaculata beatissimae Virginis Conceptione doctrinam quotidie magis gravissimo Ecclesiae sensu, magisterio, studio, scientia ac sapientia tam splendide explicatam, declaratam, confirmatam, et apud omnes catholici orbis populos ac nationes mirandum in modum propagatam, in ipsa Ecclesia semper exstitisse veluti a maioribus acceptam, ac revelatae doctrinae charactere insignitam illustria venerandae antiquitatis Ecclesiae orientalis et occidentalis monumenta validissime testantur.

    Christi enim Ecclesia, sedula depositorum apud se dogmatum custos et vindex nihil in his umquam permutat, nihil minuit, nihil addit, sed omni industria vetera fideliter sapienterque tractando si qua antiquitus informata sunt, et Patrum fides sevit, ita limare, expolire, student, ut prisca illa caelestis doctrinae dogmata accipiant evidentiam, lucem, distinctionem, sed retineant plenitudinem, integritatem, proprietatem, ac in suo tantum genere crescant, in codem scilicet dogmate, eodem sensu, eademque sententia.

    Equidem Patres Ecclesiaeque scriptores, caelestibus edocti eloquiis, nihil antiquius habuere, quam in libris ad explicandas Scripturas, vindicanda dogmata, erudiendosque fideles elucubratis summam Virginis sanctitatem, dignitatem, atque ab omni peccati labe integritatem, eiusque praeclaram de teterrimo humani generis hoste victoriam multis mirisque modis certatim praedicare atque efferre. Quapropter enarrantes verba, quibus Deus praeparata renovandis mortalibus suae pietatis remedia inter ipsa mundi primordia praenuntians, et deceptoris serpentis retudit audaciam, et nostri generis spem mirifice erexit, inquiens: Inimicitias ponam inter te et mulierem, et semen tuum et semen illius, docuere, divino hoc oraculo clare aperteque praemonstratum fuisse misericordem humani generis Redemptorem, scilicet Unigenitum Dei Filium Christum Iesum, ac designatam beatissimam eius Matrem Virginem Mariam, ac simul ipsissimas utriusque contra diabolum inimicitias insigniter expressas. Quocirca sicut Christus Dei hominumque mediator, humana assumpta natura, delens quod adversus nos erat chirographum decreti, illud cruci triumphator affixit; sic sanctissima Virgo, artissimo et indissolubili vinculo cum eo coniuncta, una cum illo et per illum sempiternas contra venenosum serpentem inimicitias exercens, ac de ipso plenissime triumphans, illius caput immaculato pede contrivit.

    Hunc eximium singularemque Virginis triumphum, excellentissimamque innocentiam, puritatem, sanctitatem, eiusque ab omni peccati labe integritatem, atque ineffabilem caelestium omnium gratiarum, virtutum, ac privilegiorum copiam, et magnitudinem iidem Patres viderunt tum in arca illa Noe, quae divinitus constituta a communi totius mundi naufragio plane salva et incolumis evasit; tum in scala illa, quam de terra ad caelum usque pertingere vidit Iacob, cuius gradibus Angeli Dei ascendebant et descendebant, cuiusque vertici ipse initebatur Dominus, tum in rubo illo, quem in loco sancto Moyses undique ardere ac inter crepitantes ignis flammas non iam comburi aut iacturam vel minimam pati, sed pulchre virescere ac florescere conspexit; tum in illa inexpugnabili turre a facie inimici, ex qua mille clypei pendent, omnisque armatura fortium; tum in horto concluso, qui nescit violari neque corrumpi ullis insidiarum fraudibus; tum in corusca illa Dei civitate, cuius fundamenta in montibus sanctis; tum in augustissimo illo Dei templo, quod divinis refulgens splendoribus plenum est gloria Domini; tum in aliis eiusdem generis omnino plurimis, quibus excelsa in Deiparae dignitatem, eiusque illibatam innocentiam, et nulli umquam naevo obnoxiam sanctitatem insigniter praenunciatam fuisse Patres tradiderunt.

    Ad hanc candem divinorum munerum veluti summam, originalemque Virginis, de qua natus est Iesus, integritatem describendam iidem Prophetarum adhibentes eloquia non aliter ipsam augustam Virginem concelebrarunt ac uti columbam mundam, et sanctam Ierusalem, et excelsum Dei thronum, et arcam sanctificationis et domum, quam sibi aeterna aedificavit Sapientia, et Reginam illam, quae deliciis affluens et innixa super Dilectum suum, ex ore Altissimi providit omnino perfecta, speciosa ao penitus cara Deo, et nullo umquam labis naevo maculata.

    Cum vero ipsi Patres, Ecclesiaeque scriptores animo menteque reputarent, beatissimam Virgincm ab Angelo Giabriele sublimissimam Dei Matris dignitatem ei nuntiante, ipsius Dei nomine et iussu gratia plenam fuisse nuncupatam, docuerunt hac singulari sollemnique salutatione numquam alias audita ostendi, Deiparam fuisse omnium divinarum gratiarum sedem, omnibusque divini Spiritus charismatibus exornatam, immo eorundem charismatum infinitum prope thesaurum, abyssumque inexhaustam, adeo ut numquam maledicto obnoxia, et una cum Filio perpetuae benedictionis particeps ab Elisabeth divino acta Sipiritu audire meruerit benedicta tu inter mulieres, et benedictus fructus ventris tui.

    Hinc non luculenta minus quam concors eorumdem sententia, gloriosissimam Virginem, cui fecit magna qui potens est, ea caclestium omnium ineffabile Dei miraculum, immo omnium miraculorum apex, ac digna Dei mater exstiterit, et ad Deum ipsum, pro ratione creatae naturae, quam proxime accedens omnibus, qua humanis, qua angelicis praeconiis celsior evaserit.

    Atque idcirco ad originalem Dei Genetricis innocentiam, iustitiamque vindicandam, non eam modo cum Heva adhuc virgine, adhuc innocente, adhuc incorrupta, et nondum mortiferis fraudulentissimi serpentis insidiis decepta saepissime contulerunt, verum etiam mira quadam verborum, sententiarumque varietate praetulerunt. Heva enim serpenti misere obsecuta et ab originali excidit innocentia, et illius mancipium evasit, sed beatissima Virgo originale donum iugiter augens, quin serpenti aures numquam praebuerit, illius vim potestatemque virtute divinitus accepta funditus labefactavit.

    Quapropter numquam cessarunt Deiparam appellare vel lilium inter spinas, vel terram omnino intactam, virgineam, illibatam, immaculatam, semper benedictam, et ab omni peccati contagione liberam, ex qua novus formatus est Adam vel irreprehensibilem, lucidissimum, amoenissimumque innocentiae, immortalitatis, ac deliciarum paradisum a Deo ipso consitum, et ab omnibus venenosi serpentis insidiis defensum, vel lignum immarcessibile, quod peccati vermis numquam corruperit, vel fontem semper illimem, et Spiritus Sancti virtute signatum, vel divinissimum templum, vel immortalitatis thesaurum, vel unam et solam non mortis sed vitae filiam, non irae sed gratiae germen, quod semper virens ex corrupta infectaque radice singulari Dei providentia praeter statas communesque leges effloruerit.

    Sed quasi haec, licet splendidissima, satis non forent, propriis definitisque sententiis edixerunt, nullam prorsus, cum de peccatis agitur, habendam esse quaestionem de sancta Virgine Maria, cui plus gratiae collatum fuit ad vincendum omni ex parte peccatum; tum professi sunt, gloriosissimam Virginem fuisse parentum reparatricem, posterorum vivificatricem a saeculo electam, ab Altissimo sibi praeparatam, a Deo, quando ad serpentem ait: inimicitias ponam inter te et mulierem, praedictam, quae procul dubio venena tum eiusdem serpentis caput contrivit; ac propterea affirmarunt, eandem beatissimam Virginem fuisse per gratiam ab omni peccati labe integram ac liberam ab omni contagione et corporis, et animae, et intellectus, ac semper cum Deo conversatam, et sempiterno foedere cum illo coniunctam, numquam fuisse in tenebris, sed semper in luce, et idcirco idoneum plane exstitisse Christo habitaculum non pro habitu corporis, sed pro gratia originali.

    Accedunt nobilissima effata, quibus de Virginis Conceptione loquentes testati sunt, naturam gratiae cessisse ac stetisse tremulam pergere non sustinentem; nam futurum erat, ut Dei Genetrix Virgo non antea ex Anna conciperetur, quam gratia fructum ederet: concipi siquidem primogenitam oportebat, ex qua concipiendus, esset omnis creaturae primogenitus. Testati sunt carnem Virginis ex Adam sumptam maculas Adae non admisisse, ac proterea beatissimam Virginem tabernaculum esse ab ipso Deo creatum, Spiritu Sancto formatum, et purpureae revera operae, quod novus ille Beseleel auro intextum variumque effinxit, eandemque esse meritoque celebrari ut illam, quae proprium Dei opus primum exstiterit, ignitis maligni telis latuerit, et pulcra natura, ac labis prorsus omnis nescia, tamquam aurora undequaque rutilans in mundum prodiverit in sua Conceptione Immaculata. Non enim decebat, ut illud vas electionis communibus lacesseretur iniuriis, quoniam plurimum a ceteris differens, natura communicavit non culpa. Immo prorsus decebat, ut sicut Unigenitus in Caelis Patrem habuit, quem Seraphim ter sanctum extollunt, ita Matrem haberet in terris, quae nitore sanctitatis numquam caruerit.

    Atque haec quidem doctrina adeo maiorum mentes, animosque occupavit, ut singularis et omnino mirus penes illos invaluerit loquendi usus, quo Deiparam saepissime compellarunt immaculatam, omnique ex parte immaculatam, innocentem et innocentissimam, illibatam et undequaque illibatam, sanctam et ab omni peccati sorde alienissimam, totam puram, totam intemeratam, ac ipsam prope puritatis et innocentiae formam, pulchritudine pulchriorem, venustate venustiorem, sanctiorem sanctitate, solamque sanctam, purissimamque anima et corpore, quae supergressa est omnem integritatem et virginitatem, ac sola tota facta domicilium universarum gratiarum Sanctissimi Spiritus, et quae, solo Deo excepto exstitit cunctis superior, et ipsis Cherubim et Seraphim, et omni exercitu Angelorum natura pulchrior, formosior et sanctior, cui praedicandae caelestes et terrenae linguae minime sufficiunt. Quem usum ad sanctissimae quoque Liturgiae monumenta atque ecclesiastica Officia sua veluti sponte fuisse traductum, et in illis passim recurrere, ampliterque dominari nemo ignorat, cum in illis Deipara invocetur et praedicetur veluti una incorrupta pulchritudinis columba, veluti rosa semper vigens; et undequaque purissima, et semper immaculata semperque beata, ac celebretur uti innocentia, quae numquam fuit laesa, et altera Heva, quae Emmanuelem peperit.

    Nil igitur mirum si de Immaculata Deiparae Virginis Conceptione, doctrinam iudicio Patrum divinis litteris consignatam, tot gravissimis eorumdem testimoniis traditam, tot illustribus venerandae antiquitatis monumentis expressam et celebratam, ac maximo gravissimoque Ecclesiae iudicio propositam et confirmatam tanta pietate, religione et amore ipsius Ecclesiae Pastores, populique fideles quotidie magis profiteri sint gloriati, ut nihil iisdem dulcius, nihil carius, quam ferveantissimo affectu Deiparam Virginem absque labe originali conceptam ubique colere, venerari, invocare, et praedicare. Quamobrem ab antiquis temporibus sacrorum antistites, ecclesiastici viri, regulares Ordines, ac vel ipsi imperatores et reges ab hac Apostolica Sede enixe efflagitarunt, ut Immaculata sanctissimae Dei Genetricis Conceptio veluti catholicae fidei dogma definiretur. Quae postulationes hac nostra quoque aetate iteratae fuerunt ac potissimum felicis recordationis Gregorio decimosexto Praedecessori Nostro, ac Nobis ipsis oblatae sunt tum ab episcopis, tum a clero saeculari, tum a Religiosis Familiis, ac sumimis principibus et fidelibus populis.

    Nos itaque singulari animi Nostri gaudio haec omnia probe noscentes, ac serio considerantes, vix dum licet immeriti arcano divinae Providentiae consilio ad hanc sublimem Petri Cathedram evecti totius Ecclesiae gubernacula tractanda suscepimus, nihil certe antiquius habuimus, quam pro summa Nostra vel a teneris annis erga sanctissimam Dei Genetricem Virginem Mariam veneratione, pietate et affectu ea omnia peragere, quae adhuc in Ecclesiae votis esse poterant, ut beatissimae Virginis honor augeretur, eiusque praerogativae uberiori luce niterent.

    Omnem autem maturitatem adhibere volentes constituimus peculiarem VV. FF. NN. S. R. E. cardinalium religione, consilio, ac divinarum rerum scientia illustrium Congregationem, et viros ex clero tum saeculari tum regulari theologicis disciplinis apprime excultos selegimus, ut ea omnia, quae Immaculatam Virginis Conceptionem respiciunt, accuratissime perpenderent, propriamque sententiam ad Nos deferrent.

    Quamvis autem Nobis ex receptis postulationibus de definienda tandem aliquando Immaculata Virginis Conceptione perspectus esset plurimorum sacrorum antistitum sensus, tamen encyclicas Litteras die 2 februarii anno 1849 Caietae datas ad omnes, Venerabiles Fratres totius catholici orbis sacrorum antistites misimus, ut, adhibitis ad Deum precibus, Nobis scripto etiam significarent, quae esset suorum fidelium erga Immaculatam Deiparae Conceptionem pietas, ac devotio, et quid ipsi praesertim antistites de hac ipsa definitione ferenda sentirent, quidve exoptarent, ut quo fieri sollemnius posset, supremum Nostrum iudicium proferremus.

    Non mediocri certe solatio affecti fuimus ubi eorumdem Venerabilium Fratrum ad Nos responsa venerunt. Nam iidem incredibili quadam iucunditate, laetitia, ac studio Nobis rescribentes non solum singularem suam, et proprii cuiusque cleri, populique fidelis erga Immaculatum beatissimae Virginis Conceptum pietatem, mentemque denuo confirmarunt, verum etiam communi veluti voto a Nobis expostularunt, ut lmmaculata ipsius Virginis Conceptio supremo Nostro iudicio et auctoritate defineretur. Nec minori certe interim gaudio perfusi sumus, cum VV. FF. NN. S. R. E. cardinales commemoratae peculiaris Congregationis, et praedicti theologi consultores a Nobis electi pari alacritate et studio post examen diligenter adhibitum hanc de lmmaculata Deipaiae Conceptione definitionem a Nobis efflagitaverint.

    Post haec illustribus Praedecessorum Nostrorum vestigiis inhaerentes, ac rite recteque procedere optantes, indiximus et habuimus Consistorium, in quo Venerabiles Fratres Nostros sanctae romanae Ecclesiae cardinales allocuti sumus, eosque summa animi Nostri consolatione audivimus a Nobis exposcere, ut dogmaticam de Immaculata Deiparae Virginis Conceptione definitionem emittere vellemus.

    Itaque plurimum in Domino confisi advenisse temporum opportunitatem pro Immaculata sanctissimae Dei Genetricis Virginis Mariae Conceptione definienda, quam divina eloquia, veneranda traditio, perpetuus Ecclesiae sensus, singularis catholicorum antistitum, ac fidelium conspiratio et insignia Praedecessorum nostrorum acta, constitutiones mirifice illustrant atque declarant; rebus omnibus diligentissime perpensis, et assiduis, fervidisque ad Deum precibus effusis, minime cunctandum Nobis esse censuimus supremo Nostro iudicio Immaculatam ipsius Virginis Conceptionem sancire, definire, atque ita pientissimis catholici orbis desideriis, Nostraeque in ipsam sanctissimam Virginem pietati satisfacere, ac simul in ipsa Unigenitum Filium suum Dominum Nostrum Iesum Christum magis atque magis honorificare, cum in Filium redundet quidquid honoris et laudis in Matrem impenditur.

    Quare postquam numquam intermisimus in humilitate et ieiunio privatas Nostras et publicas Ecclesiae preces Deo Patri per Filium eius offerre, ut Spiritus Sancti virtute mentem Nostram dirigere, et confirmare dignaretur, implorato universae caelestis Curiae praesidio, et advocato cum geminibus Paraclito Spiritu, eoque sic adspirante, ad honorem sanctae et individuae Trinitatis, ad decus et ornamentum Virginis Deiparae, ad exaltationem fidei catholicae, et christianae religionis augmentum, auctoritate Domini Nostri Iesu Christi, beatorum Apostolorum Petri, et Pauli, ac Nostra declaramus, pronuntiamus et definimus doctrinam, quae tenet, beatissimam Virginem Mariam in primo instanti suae Conceptionis fuisse singulari omnipotentis Dei gratia et privilegio, intuitu meritorum Christi lesu Salvatoris humani generis, ab omni originalis culpae labe praeservatam immunem, esse a Deo revelatam, atque idcirco ab omnibus fidelibus firmiter constanterque credendam.
    Quapropter si qui secus ac a Nobis definitum est, quod Deus avertat, praesumpserint corde sentire, ii noverint, ac porro sciant se proprio iudicio condemnatos, naufragium circa fidem passos esse, et ab unitate Ecclesiae defecisse, ac praeterea facto ipso suo semet poenis a iure, statutis subicere si quod corde sentiunt, verbo aut scripto,vel alio quovis externo modo significare ausi fuerint.

    Repletum quidem est gaudio os Nostrum et lingua Nostra exsultalione, atque humillimas maximasque Christo Iesu Domino Nostro agimus et semper agemus gratias, quod singulari suo beneficio Nobis licet immerentibus concesserit hunc honorem atque hanc gloriam et laudem sanctissimae suae Matri offerre et decernere. Certissima vero spe et omni prorsus fiducia nitimur fore, ut ipsa beatissima Virgo, quae tota pulchra et Immaculata venenosum crudelissimi serpentis caput contrivit, et salutem attulit mundo, quaeque Prophetarum Apostolorumque praeconium, et honor Martyrum, omniumquo Sanctorum laetitia et corona, quaeque tutissimum cunctorum periclitantium perfugium, et fidissima auxiliatrix, ac totius terrarum orbis potentissima apud Unigenitum Filium suum mediatrix et conciliatrix, ac praeclarissimum Ecclesiae sanctae decus et ornamentum, firmissimumque praesidium cunctas semper interemit haereses, et fideles populos, gentesque a maximis omnis generis calamitatibus eripuit, ac Nos ipsos a tot ingruentibus periculis liberavit; velit validissimo suo patrocinio efficere, ut sancta Mater catholica Ecclesia, cunctis amotis difficultatibus, cunctisque profligatis erroribus, ubicumque gentium, ubicumque locorum quotidie magis vigeat, floreat, ac regnet o mari usque ad mare et a flumine usque ad terminos orbis terrarum, omnique pace tranquillitate, ac libertate fruatur, ut rei veniam, aegri medelam, pusilli corde robur, aflicti consolationem, periclitantes adiutorium obtineant, et omnes errantes discussa mentis caligine ad veritatis ac iustitiae semitam redeant, ac fiat unum ovile, et unus pastor.

    Audiant haec Nostra verba omnes Nobis carissimi catholicae Ecclesiae filii, et ardentiori usque pietatis religionis, et amoris studio pergant colere, invocare, exorare beatissimam Dei Genetricem Virginem Mariam sine labe originali conceptam, atque ad hanc dulcissimam misericordiae et gratiae Matrem in omnibus periculis, angustiis, necessitatibus, rebusque dubiis ac trepidis cum omni fiducia confugiant. Nihil enim timendum, nihilque desperandum ipsa duce, ipsa auspice, ipsa propitia, ipsa protegente, quae maternum sane in nos gerens animum, nostraeque salutis negotia tractans de universo humano genere est sollicita, caeli terraeque Regina a Domino constituta, ac super omnes Angelorum choros Sanctorumque ordines exaltata astans a dextris Unigeniti Filii sui Domini Nostri Iesu Christi maternis suis precibus validissime impetrat, et quod quaerit invenit, ac frustrari non potest.

    Denique ut ad universalis Ecclesiae notitiam haec Nostra de Immaculata Conceptione beatissimae Virginis Mariae definitio deducatur, has Apostolicas Nostras Litteras, ad perpetuam rei memoriam exstare voluimus; mandantes ut harum transumptis, seu exemplis etiam impressis, manu alicuius notarii publici subscriptis, et sigillo personae in ecclesiastica dignitate constitutae munitis eadem prorsus fides ab omnibus adhibeatur, quae ipsis praesentibus adhiberetur, si forent exhibitae, vel ostensae.

    Nulli ergo hominum liceat paginam hanc Nostrae declarationis, pronuntiationis, ac definitionis infringere, vel ei ausu temerario adversari et contraire. Si quis autem hoc attentare praesumpserit, indignationem omnipotentis Dei ac beatorum Petri et Pauli Apostolorum eius se noverit incursurum.

    Datum Romae apud Sanctum Petrum Anno Incarnationis Dominicae millesimo octingentesimo quinquagesimo quarto VI Idus Decembris Anno MDCCCLIV, Pontificatus Nostri Anno Nono.

    PIUS PP. IX
    Ultima modifica di Augustinus; 08-12-10 alle 14:55

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    Predefinito Rif: 8 dicembre - Immacolata Concezione di Maria




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    Predefinito Rif: 8 dicembre - Immacolata Concezione di Maria

    Pio IX
    Ineffabilis Deus

    Dio ineffabile, le vie del quale sono la misericordia e la verità; Dio, la cui volontà è onnipotente e la cui sapienza abbraccia con forza il primo e l'ultimo confine dell'universo e regge ogni cosa con dolcezza, previde fin da tutta l'eternità la tristissima rovina dell'intero genere umano, che sarebbe derivata dal peccato di Adamo. Avendo quindi deciso, in un disegno misterioso nascosto dai secoli, di portare a compimento l'opera primitiva della sua bontà, con un mistero ancora più profondo – l'incarnazione del Verbo – affinché l'uomo (indotto al peccato dalla perfida malizia del diavolo) non andasse perduto, in contrasto con il suo proposito d'amore, e affinché venisse recuperato felicemente ciò che sarebbe caduto con il primo Adamo, fin dall'inizio e prima dei secoli scelse e dispose che al Figlio suo Unigenito fosse assicurata una Madre dalla quale Egli, fatto carne, sarebbe nato nella felice pienezza dei tempi. E tale Madre circondò di tanto amore, preferendola a tutte le creature, da compiacersi in Lei sola con un atto di esclusiva benevolenza. Per questo, attingendo dal tesoro della divinità, la ricolmò – assai più di tutti gli spiriti angelici e di tutti i santi – dell'abbondanza di tutti i doni celesti in modo tanto straordinario, perché Ella, sempre libera da ogni macchia di peccato, tutta bella e perfetta, mostrasse quella perfezione di innocenza e di santità da non poterne concepire una maggiore dopo Dio, e che nessuno, all'infuori di Dio, può abbracciare con la propria mente.

    Era certo sommamente opportuno che una Madre degna di tanto onore rilucesse perennemente adorna degli splendori della più perfetta santità e, completamente immune anche dalla stessa macchia del peccato originale, riportasse il pieno trionfo sull'antico serpente. Dio Padre dispose di dare a Lei il suo unico Figlio, generato dal suo seno uguale a sé, e che ama come se stesso, in modo tale che fosse, per natura, Figlio unico e comune di Dio Padre e della Vergine; lo stesso Figlio scelse di farne la sua vera Madre, e lo Spirito Santo volle e operò perché da Lei fosse concepito e generato Colui dal quale egli stesso procede.

    La Chiesa Cattolica che – da sempre ammaestrata dallo Spirito Santo – è il basilare fondamento della verità, considerando come dottrina rivelata da Dio, compresa nel deposito della celeste rivelazione, questa innocenza originale dell'augusta Vergine unitamente alla sua mirabile santità, in perfetta armonia con l'eccelsa dignità di Madre di Dio, non ha mai cessato di presentarla, proporla e sostenerla con molteplici argomentazioni e con atti solenni sempre più frequenti. Proprio la Chiesa, non avendo esitato a proporre la Concezione della stessa Vergine al pubblico culto e alla venerazione dei fedeli, ha offerto un'inequivocabile conferma che questa dottrina, presente fin dai tempi più antichi, era intimamente radicata nel cuore dei fedeli e veniva mirabilmente diffusa dall'impegno e dallo zelo dei Vescovi nel mondo cattolico. Con questo atto significativo mise in evidenza che la Concezione della Vergine doveva essere venerata in modo singolare, straordinario e di gran lunga superiore a quello degli altri uomini: pienamente santo, dal momento che la Chiesa celebra solamente le feste dei Santi.

    Per questo essa era solita inserire negli uffici ecclesiastici e nella sacra Liturgia, riferendole anche alle origini della Vergine, le stesse identiche parole impiegate dalla Sacra Scrittura per parlare della Sapienza increata e per descriverne le origini eterne, perché entrambe erano state preordinate nell'unico e identico decreto dell'Incarnazione della Divina Sapienza.

    Sebbene tutte queste cose, condivise quasi ovunque dai fedeli, dimostrino con quanta cura la stessa Chiesa Romana, madre e maestra di tutte le Chiese, abbia seguito la dottrina dell'Immacolata Concezione della Vergine, tuttavia meritano di essere elencati, uno per uno, gli atti più importanti della Chiesa in questa materia, perché assai grandi sono la sua dignità e la sua autorità, quali si addicono ad una simile Chiesa: è lei il centro della verità cattolica e dell'unità; in lei sola fu custodita fedelmente la religione; da lei tutte le altre Chiese devono attingere la tradizione della fede.

    Dunque, questa stessa Chiesa Romana ritenne che non potesse esserci niente di più meritevole che affermare, tutelare, propagandare e difendere, con ogni più eloquente mezzo, l'Immacolata Concezione della Vergine, il suo culto e la sua dottrina. Tutto questo è testimoniato e messo in evidenza, in modo assolutamente inequivocabile, da innumerevoli e straordinari, atti dei Romani Pontefici Nostri Predecessori, ai quali, nella persona del Principe degli Apostoli, fu affidato, per volere divino, dallo stesso Cristo Signore il supremo compito e il potere di pascere gli agnelli e le pecore, di confermare nella fede i fratelli, di reggere e governare tutta la Chiesa.

    I Nostri Predecessori infatti si vantarono grandemente, avvalendosi della loro autorità Apostolica, di avere istituito nella Chiesa Romana la festa della Concezione con Ufficio e Messa proprii, per mezzo dei quali veniva affermato, con la massima chiarezza, il privilegio dell'immunità dalla macchia originale; di aver rafforzato, circondato di ogni onore, promosso e accresciuto con ogni mezzo il culto già stabilito, sia con la concessione di Indulgenze, sia accordando alle città, alle province e ai regni la facoltà di scegliere come Patrona la Madre di Dio sotto il titolo dell'Immacolata Concezione, sia con l'approvazione di Confraternite, di Congregazioni e di Famiglie religiose, costituite per onorare l'Immacolata Concezione, sia con il tributare lodi alla pietà di coloro che avevano eretto monasteri, ospizi, altari e templi dedicati all'Immacolata Concezione, oppure si erano impegnati, con un solenne giuramento, a difendere strenuamente l'Immacolata Concezione della Madre di Dio.

    Provarono anche l'immensa gioia di decretare che la festa della Concezione dovesse essere considerata da tutta la Chiesa, con la stessa dignità e importanza della Natività; inoltre, che fosse celebrata ovunque come solennità insignita di ottava e da tutti santificata come festa di precetto, e che ogni anno si tenesse nella Nostra Patriarcale Basilica Liberiana una Cappella Papale nel giorno santo dell'Immacolata Concezione.

    Spinti dal desiderio di rafforzare, ogni giorno di più, nell'animo dei fedeli questa dottrina dell'Immacolata Concezione della Madre di Dio e di stimolare la loro pietà al culto e alla venerazione della Vergine concepita senza peccato originale, furono lietissimi di concedere la facoltà che venisse pronunciata ad alta voce la Concezione Immacolata della Vergine nelle Litanie Lauretane e nello stesso Prefazio della Messa, affinché i dettami della fede trovassero conferma nelle norme della preghiera.

    Noi quindi, seguendo le orme di Predecessori così illustri, non solo abbiamo approvato e accolto tutto ciò che è stato da loro deciso con tanta devozione e con tanta saggezza, ma, memori di ciò che aveva disposto Sisto IV, abbiamo confermato, con la Nostra autorità, l'Ufficio proprio dell'Immacolata Concezione e, con sensi di profonda gioia, ne abbiamo concesso l'uso a tutta la Chiesa.

    Ma poiché tutto ciò che si riferisce al culto è strettamente connesso con il suo oggetto e non può rimanere stabile e duraturo se questo oggetto è incerto e non ben definito, i Romani Pontefici Nostri Predecessori, mentre impiegavano tutta la loro sollecitudine per accrescere il culto della Concezione, si preoccuparono anche di chiarirne e di inculcarne con ogni mezzo l'oggetto e la dottrina. Insegnarono infatti, in modo chiaro ed inequivocabile, che si celebrasse la festa della Concezione della Vergine e respinsero quindi, come falsa e assolutamente contraria al pensiero della Chiesa, l'opinione di coloro che ritenevano ed affermavano che da parte della Chiesa non si onorava la Concezione ma la santificazione di Maria. Né ritennero che si potesse procedere con minore decisione contro coloro che, al fine di sminuire la dottrina sull'Immacolata Concezione della Vergine, avendo escogitato una distinzione fra il primo istante e il secondo momento della Concezione, affermavano che si celebrava sì la Concezione, ma non quella del primo iniziale momento.

    Gli stessi Nostri Predecessori stimarono loro preciso dovere difendere e sostenere, con tutto l'impegno, sia la festa della Concezione della Beatissima Vergine, sia la Concezione dal suo primo istante come vero oggetto del culto. Di qui le parole assolutamente decisive, con le quali Alessandro VII, Nostro Predecessore, mise in evidenza il vero pensiero della Chiesa. Egli si espresse in questi termini: "È sicuramente di antica data la particolare devozione verso la Beatissima Madre, la Vergine Maria, da parte dei fedeli: infatti erano convinti che la sua anima – fin dal primo istante della sua creazione e della sua infusione nel corpo – fosse stata preservata immune dalla macchia del peccato originale per una speciale grazia e per un singolare privilegio di Dio, in previsione dei meriti di Gesù Cristo, Figlio suo e Redentore del genere umano. Animati da tale persuasione, circondavano di onore e celebravano la festa della Concezione con un rito solenne" [ALEXANDER VII, Const. Sollicitudo omnium Ecclesiarum, 8 decembris 1661] .

    E fu proprio impegno primario dei Nostri Predecessori custodire con ogni cura, zelo e sforzo, perfettamente integra la dottrina dell'Immacolata Concezione della Madre di Dio. Infatti non solo non tollerarono mai che la stessa dottrina venisse in qualche modo biasimata e travisata da chicchessia, ma, spingendosi ben oltre, asserirono, con chiare e reiterate dichiarazioni, che la dottrina, con la quale professiamo l'Immacolata Concezione della Vergine, era e doveva essere considerata a pieno titolo assolutamente conforme al culto della Chiesa; era antica e quasi universalmente riconosciuta, tale da essere fatta propria dalla Chiesa Romana, con l'intento di assecondarla e custodirla, e del tutto degna di aver parte nella stessa Sacra Liturgia e nelle preghiere più solenni.

    Non contenti di ciò, affinché la dottrina dell'Immacolato Concepimento della Vergine si mantenesse integra, vietarono, con la più grande severità, che ogni opinione contraria a questa dottrina potesse essere sostenuta sia in pubblico che in privato e la vollero colpita a morte. A queste ripetute e chiarissime dichiarazioni, perché non risultassero vane, aggiunsero delle sanzioni. Tutto questo è stato riassunto dal Nostro venerato Predecessore Alessandro VII con le seguenti parole:

    "Considerando che la Santa Chiesa Romana celebra solennemente la festa della Concezione dell'Intemerata e sempre Vergine Maria, e che, al riguardo, ha un tempo composto un Ufficio proprio e specifico in ossequio alla pia, devota e lodevole disposizione emanata dal Nostro Predecessore Sisto IV; volendo Noi pure favorire, sull'esempio dei Romani Pontefici Nostri Predecessori, questa lodevole e pia devozione, questa festa e questo culto, prestato conformemente a quella direttiva e che dalla sua istituzione non ha subito, nella Chiesa Romana, alcun mutamento; volendo anche salvaguardare questa particolare forma di pietà e di devozione nel rendere onore e nel celebrare la Beatissima Vergine preservata dal peccato originale con un atto preventivo della grazia dello Spirito Santo; desiderando inoltre conservare nel gregge di Cristo l'unità dello spirito nel vincolo della pace, dopo aver placato i motivi di scontro e le dispute e aver rimosso gli scandali; accogliendo le istanze e le suppliche a Noi rivolte dai Vescovi sopra ricordati, unitamente ai Capitoli delle loro Chiese, dal Re Filippo e dai suoi Regni; rinnoviamo le Costituzioni e i Decreti emanati dai Romani Pontefici Nostri Predecessori, soprattutto da Sisto IV, da Paolo V e da Gregorio XV, per avvalorare l'affermazione intesa a sostenere che l'anima della Beata Vergine Maria, nella sua creazione e nell'infusione nel corpo, ebbe il dono della grazia dello Spirito Santo e fu preservata dal peccato originale; per favorire la festa e il culto della stessa Concezione della Vergine Madre di Dio, in linea con la pia proposizione suesposta, decretiamo che tali Costituzioni e Decreti siano osservati, sotto pena d'incorrere nelle censure e nelle altre sanzioni previste nelle Costituzioni stesse.

    "Decretiamo che quanti ardiranno interpretare le Costituzioni e i Decreti citati in modo da vanificare il favore reso, per mezzo loro, alla sunnominata affermazione, alla festa e al culto prestato nel rispetto della stessa; avranno osato mettere in discussione questa affermazione, questa festa e questo culto, o prendere posizione contro di essa in qualunque modo, direttamente o indirettamente, ricorrendo a qualsivoglia pretesto, sia pure con l'intento di esaminarne la sua definibilità e di spiegare e di interpretare, al riguardo, la Sacra Scrittura, i Santi Padri, e i Dottori; o ancora farsi forti di ogni altro possibile pretesto od occasione e poter quindi esprimere, dichiarare, trattare, disputare a voce e per iscritto, precisando, affermando e adducendo qualche argomentazione contro di essa, senza portarla a compimento; dissertare infine contro di essa in qualsiasi altro modo, addirittura fuori dell'immaginabile; [decretiamo] che siano privati anche della facoltà di predicare, di leggere, di insegnare e di dissertare in pubblico; di aver voce attiva e passiva in ogni tipo di elezioni, senza bisogno di alcuna dichiarazione. Incorreranno dunque, ipso facto, nella pena della perpetua interdizione di predicare, di leggere, di insegnare e di dissertare in pubblico.

    "Da queste pene essi potranno essere assolti o dispensati solamente da Noi o dai Romani Pontefici Nostri Successori. Intendiamo anche sottoporli, ed effettivamente con la presente li sottoponiamo, ad altre pene da infliggere a Nostro insindacabile giudizio e dei Romani Pontefici Nostri Successori, mentre rinnoviamo le Costituzioni e i Decreti di Paolo V e di Gregorio XV sopra ricordati.

    "Dichiariamo inaccettabili, e le sottoponiamo alle pene e alle censure contenute nell'Indice dei libri proibiti, le pubblicazioni nelle quali vengono messi in dubbio quella affermazione, la festa e il culto approvato; viene scritto, o vi si possa leggere, alcunché di contrario a ciò che è stato sopra riportato; trovino spazio discorsi, prediche, trattati, dissertazioni che ne avversano il contenuto. Ordiniamo e decretiamo che siffatti libri siano, ipso facto, da considerare espressamente proibiti, senza attendere una specifica dichiarazione".

    D'altra parte tutti sanno con quanto zelo questa dottrina dell'Immacolata Concezione della Vergine Madre di Dio sia stata tramandata, sostenuta e difesa dalle più illustri Famiglie religiose, dalle più celebri Accademie teologiche e dai Dottori più versati nella scienza delle cose divine. Tutti parimenti conoscono quanto siano stati solleciti i Vescovi nel sostenere in pubblico, anche nelle assemblee ecclesiastiche, che la santissima Vergine Maria, Madre di Dio, in previsione dei meriti del Redentore Gesù Cristo, non fu mai soggetta al peccato ma, del tutto preservata dalla colpa originale, fu redenta in una maniera più sublime.

    A tutto ciò si aggiunge il fatto, decisamente assai rilevante e del massimo peso, che lo stesso concilio di Trento, quando promulgò il decreto dogmatico sul peccato originale, nel quale, sulla scorta delle testimonianze della Sacra Scrittura, dei Santi Padri e dei più autorevoli Concili, stabilì e definì che tutti gli uomini nascono affetti dal peccato originale, dichiarò tuttavia solennemente che non era sua intenzione comprendere in quel decreto, e nell'ambito di una definizione così generale, la Beata ed Immacolata Vergine Maria Madre di Dio.

    Con tale dichiarazione infatti i Padri Tridentini indicarono con sufficiente chiarezza, tenendo conto della situazione del tempo, che la Beatissima Vergine fu esente dalla colpa originale. Indicarono perciò apertamente che dalle divine Scritture, dalla tradizione, dall'autorità dei Padri, niente poteva essere desunto che fosse in contrasto con questa prerogativa della Vergine.

    Per la verità, illustri monumenti di veneranda antichità della Chiesa orientale ed occidentale testimoniano con assoluta certezza che questa dottrina dell'Immacolata Concezione della Beatissima Vergine, che, giorno dopo giorno, è stata magnificamente illustrata, proclamata e confermata dall'autorevolissimo sentimento, dal magistero, dallo zelo, dalla scienza e dalla saggezza della Chiesa e si è diffusa in modo tanto prodigioso presso tutti i popoli e le nazioni del mondo cattolico, è da sempre esistita nella Chiesa stessa come ricevuta dagli antenati e contraddistinta dalle caratteristiche della dottrina rivelata.

    Infatti la Chiesa di Cristo, fedele custode e garante dei dogmi a lei affidati, non ha mai apportato modifiche ad essi, non vi ha tolto o aggiunto alcunché, ma trattando con ogni cura, in modo accorto e sapiente, le dottrine del passato per scoprire quelle che si sono formate nei primi tempi e che la fede dei Padri ha seminato, si preoccupa di limare e di affinare quegli antichi dogmi della Divina Rivelazione, perché ne ricevano chiarezza, evidenza e precisione, ma conservino la loro pienezza, la loro integrità e la loro specificità e si sviluppino soltanto nella loro propria natura, cioè nell'ambito del dogma, mantenendo inalterati il concetto e il significato.

    In verità, i Padri e gli scrittori ecclesiastici, ammaestrati dalle parole divine – nei libri elaborati con cura per spiegare la Scrittura, per difendere i dogmi e per istruire i fedeli – non trovarono niente di più meritevole di attenzione del celebrare ed esaltare, nei modi più diversi ed ammirevoli, l'eccelsa santità, la dignità e l'immunità della Vergine da ogni macchia di peccato e la sua vittoria sul terribile nemico del genere umano. Per tale motivo, mentre commentavano le parole con le quali Dio, fin dalle origini del mondo, annunciando i rimedi della sua misericordia approntati per la rigenerazione degli uomini, rintuzzò l'audacia del serpente ingannatore e rialzò mirabilmente le speranze del genere umano: "Porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua e la sua stirpe", essi insegnarono che con questa divina profezia fu chiaramente e apertamente indicato il misericordioso Redentore del genere umano, cioè il Figliuolo Unigenito di Dio, Gesù Cristo; fu anche designata la sua beatissima Madre, la Vergine Maria, e, nello stesso tempo, fu nettamente espressa l'inimicizia dell'uno e dell'altra contro il demonio. Ne conseguì che, come Cristo, mediatore fra Dio e gli uomini, assunta la natura umana, annientò il decreto di condanna esistente contro di noi, inchiodandolo da trionfatore sulla Croce, così la santissima Vergine, unita con Lui da un legame strettissimo ed indissolubile, poté esprimere, con Lui e per mezzo di Lui, un'eterna inimicizia contro il velenoso serpente e, riportando nei suoi confronti una nettissima vittoria, gli schiacciò la testa con il suo piede immacolato.

    Di questo nobile e singolare trionfo della Vergine, della sua straordinaria innocenza, purezza e santità, della sua immunità da ogni macchia di peccato, della sua ineffabile abbondanza di tutte le grazie divine, di tutte le virtù e di tutti i privilegi a Lei donati, gli stessi Padri videro una figura sia nell'Arca di Noè che, voluta per ordine di Dio, scampò del tutto indenne al diluvio universale; sia in quella scala che Giacobbe vide ergersi da terra fino al cielo, e lungo la quale salivano e scendevano gli angeli di Dio e alla cui sommità stava il Signore stesso; sia in quel roveto che Mosè vide nel luogo santo avvolto completamente dalle fiamme e, pur immerso in un fuoco crepitante, non si consumava né pativa alcun danno ma continuava ad essere verde e fiorito; sia in quella torre inespugnabile, eretta di fronte al nemico, dalla quale pendono mille scudi e tutte le armature dei forti; sia in quell'orto chiuso che non può essere violato né devastato da alcun assalto insidioso; sia in quella splendente città di Dio che ha le sue fondamenta sui monti santi; sia in quell'eccelso tempio di Dio che, rifulgendo degli splendori divini, è ricolmo della gloria del Signore; sia in tutti gli altri innumerevoli segni dello stesso genere che, secondo il pensiero dei Padri, preannunciavano cose straordinarie sulla dignità della Madre di Dio, sulla sua illibata innocenza e sulla sua santità, mai soggetta ad alcuna macchia.

    Per descrivere debitamente quest'insieme di doni celesti e l'innocenza originale della Vergine dalla quale è nato Gesù, i Padri ricorsero alle parole dei Profeti ed esaltarono questa divina, santa Vergine, come una pura colomba, come una Santa Gerusalemme, come un eccelso trono di Dio, come un'arca della santificazione, come la casa che l'eterna Sapienza si è edificata, come quella Regina straordinaria che, ricolma di delizie e appoggiata al suo Diletto, uscì dalla bocca dell'Altissimo assolutamente perfetta e bella, carissima a Dio e mai contaminata da alcuna macchia di peccato.

    Siccome poi gli stessi Padri e gli scrittori ecclesiastici erano pienamente convinti che l'Angelo Gabriele, nel dare alla beatissima Vergine l'annuncio dell'altissima dignità di Madre di Dio, l'aveva chiamata, in nome e per comando di Dio stesso, piena di grazia, insegnarono che con questo singolare e solenne saluto, mai udito prima di allora, si proclamava che la Madre di Dio era la sede di tutte le grazie divine, era ornata di tutti i carismi dello Spirito Santo, anzi era un tesoro quasi infinito e un abisso inesauribile di quegli stessi doni divini, a tal punto che, non essendo mai stata soggetta a maledizione ma partecipe, insieme con il suo Figlio, di eterna benedizione, meritò di essere chiamata da Elisabetta, mossa dallo Spirito di Dio: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno".

    Da tutto ciò derivò il loro concorde e ben documentato pensiero che, in forza di tutti questi doni divini, la gloriosissima Vergine, per la quale "grandi cose ha fatto colui che è potente", rifulse di tale pienezza di grazia e di tale innocenza da diventare l'ineffabile miracolo di Dio, anzi il culmine di tutti i miracoli e quindi degna Madre di Dio, la più vicina a Dio, nella misura in cui ciò è possibile ad una creatura, superiore a tutte le lodi angeliche ed umane.

    Per questo motivo, con l'intento di dimostrare l'innocenza e la giustizia originale della Madre di Dio, i Padri non solo la paragonarono spessissimo ad Eva ancora vergine, innocente, non corrotta e non ancora caduta nei lacci delle mortali insidie del serpente ingannatore, ma la anteposero a lei con una meravigliosa varietà di parole e di espressioni. Eva infatti, avendo dato ascolto disgraziatamente al serpente, decadde dall'innocenza originale e divenne sua schiava, mentre la beatissima Vergine accrebbe continuamente il primitivo dono e, senza mai ascoltare il serpente, con la forza ricevuta da Dio ne annientò la violenza e il potere.

    Perciò non si stancarono mai di proclamarla giglio tra le spine; terra assolutamente inviolata, verginale, illibata, immacolata, sempre benedetta e libera da ogni contagio di peccato, dalla quale è stato formato il nuovo Adamo; giardino delle delizie piantato da Dio stesso, senza difetti, splendido, abbondantemente ornato di innocenza e di immortalità e protetto da tutte le insidie del velenoso serpente; legno immarcescibile che il tarlo del peccato mai poté intaccare; fonte sempre limpida e segnata dalla potenza dello Spirito Santo; tempio esclusivo di Dio; tesoro di immortalità; unica e sola figlia, non della morte, ma della vita; germoglio di grazia e non d'ira che, per uno speciale intervento della provvidenza divina, è spuntato, sempre verde e ammantato di fiori, da una radice corrotta e contaminata.

    Ma come se tutte queste espressioni non bastassero, pur essendo straordinarie, i Padri formularono specifiche e stringenti argomentazioni per affermare che, parlando del peccato, non poteva in alcun modo essere chiamata in causa la santa Vergine Maria, perché a Lei era stata elargita la grazia in misura superiore per vincere ogni specie di peccato. Asserirono quindi che la gloriosissima Vergine fu la riparatrice dei progenitori, la fonte della vita per i posteri. Scelta e preparata dall'Altissimo da tutta l'eternità e da Lui preannunciata quando disse al serpente: "Porrò inimicizia fra te e la donna", schiacciò veramente la testa di quel velenoso serpente.

    Sostennero dunque che la beatissima Vergine fu, per grazia, immune da ogni macchia di peccato ed esente da qualsivoglia contaminazione del corpo, dell'anima e della mente. Unita in un intimo rapporto e congiunta da un eterno patto di alleanza con Dio, non fu mai preda delle tenebre, ma fruì di una luce perenne e risultò degnissima dimora di Cristo, non per le qualità del corpo, ma per lo stato originale di grazia.

    Parlando della Concezione della Vergine, i Padri aggiunsero espressioni assai significative, con le quali attestarono che la natura cedette il passo alla grazia e si trovò incapace a svolgere il suo compito. Non poteva infatti accadere che la Vergine Madre di Dio potesse essere concepita da Anna, prima che la grazia sortisse il suo effetto. Così doveva essere concepita la primogenita, dalla quale doveva poi essere concepito il Primogenito di ogni creatura.

    Proclamarono che la carne della Vergine, derivata da Adamo, non ne contrasse le macchie, e che la beatissima Vergine fu quindi il tabernacolo creato da Dio stesso, formato dallo Spirito Santo, capolavoro di autentica porpora, al quale diede ornamento quel nuovo Beseleel ricamandolo variamente in oro. Fu a buon diritto esaltata come il primo vero capolavoro di Dio: sfuggita ai dardi infuocati del maligno, entrò nel mondo, bella per natura e assolutamente estranea al peccato nella sua Concezione Immacolata, come l'aurora che spande tutt'intorno la sua luce.

    Non era infatti conveniente che quel vaso di elezione fosse colpito dal comune disonore, perché assai diverso da tutti gli altri, di cui condivide la natura ma non la colpa. Al contrario era assolutamente conveniente che come l'Unigenito aveva in cielo un Padre, che i Cherubini esaltano tre volte santo, avesse sulla terra una Madre mai priva dello splendore della santità.

    Proprio questa dottrina era a tal punto radicata nella mente e nell'animo degli antenati, che divenne abituale l'uso di uno speciale e straordinario linguaggio. Lo impiegarono spessissimo per chiamare la Madre di Dio Immacolata, del tutto Immacolata; innocente, anzi innocentissima; illibata nel modo più eccelso; santa e assolutamente estranea al peccato; tutta pura, tutta intemerata, anzi l'esemplare della purezza e dell'innocenza; più bella della bellezza; più leggiadra della grazia; più santa della santità; la sola santa, purissima nell'anima e nel corpo, che si spinse oltre la purezza e la verginità; la sola che diventò, senza riserve, la dimora di tutte le grazie dello Spirito Santo, e che si innalzò al di sopra di tutti, con l'eccezione di Dio: per natura, più bella, più graziosa e più santa degli stessi Cherubini e Serafini e di tutte le schiere degli Angeli. Nessun linguaggio, né del cielo né della terra, può bastare per tesserne le lodi.

    Nessuno ignora che la celebrazione di Lei fu, con tutta naturalezza, introdotta nelle memorie della santa Liturgia e negli Uffici ecclesiastici. Tutti li pervade e li domina per larghi tratti. La Madre di Dio vi è invocata ed esaltata come incorrotta colomba di bellezza, rosa sempre fresca. Essendo purissima sotto ogni aspetto, eternamente immacolata e beata, viene celebrata come l'innocenza stessa, che non fu mai violata, e come la nuova Eva che ha generato l'Emmanuele.

    Non vi è dunque niente di straordinario se i Pastori della Chiesa e i popoli fedeli si sono compiaciuti, ogni giorno di più, di professare con tanta pietà, con tanta devozione e con tanto amore la dottrina dell'Immacolata Concezione della Vergine Madre di Dio, che, a giudizio dei Padri, è stata inserita nella Sacra Scrittura, è stata trasmessa dalle loro numerose e importantissime testimonianze, è stata manifestata e celebrata con tanti insigni monumenti del venerando tempo antico, è stata proposta e confermata dal più alto e autorevole magistero della Chiesa. Pastori e popolo niente ebbero di più dolce e di più caro che onorare, venerare, invocare ed esaltare ovunque, con tutto l'ardore del cuore, la Vergine Madre di Dio concepita senza peccato originale. Per questo già dai tempi antichi i Vescovi, gli uomini di chiesa, gli Ordini regolari, gli stessi Imperatori e Re chiesero, con insistenza, che questa Sede Apostolica definisse l'Immacolata Concezione della Madre di Dio come dogma della fede cattolica. Queste richieste sono state nuovamente ripetute nei tempi più recenti, specialmente al Nostro Predecessore Gregorio XVI di felice memoria, e sono state rivolte anche a Noi dai Vescovi, dal Clero secolare, da Famiglie religiose, da Sovrani e da popoli fedeli.

    Poiché dunque, con straordinaria gioia del Nostro cuore, avevamo piena conoscenza di tutto ciò e ne comprendevamo l'importanza, non appena siamo stati innalzati, sebbene immeritevoli, per un misterioso disegno della divina Provvidenza, a questa sublime Cattedra di Pietro, ed assumemmo il governo di tutta la Chiesa, abbiamo ritenuto che non ci fosse niente di più importante, sorretti anche dalla profonda devozione, pietà e amore nutriti fin dalla fanciullezza per la santissima Vergine Maria Madre di Dio, del portare a compimento tutto ciò che poteva ancora essere nelle aspettative della Chiesa, per accrescere il tributo di onore alla beatissima Vergine e per metterne ancora più in luce le prerogative.

    Volendo tuttavia procedere con grande prudenza, abbiamo costituito una speciale Congregazione di Nostri Venerabili Fratelli, Cardinali di Santa Romana Chiesa, illustri per la pietà, per la competenza e per la conoscenza delle cose divine; abbiamo pure scelto uomini del Clero secolare e regolare, particolarmente versati nelle discipline teologiche, perché esaminassero con ogni cura tutto ciò che riguarda l'Immacolata Concezione della Vergine e presentassero a Noi le loro conclusioni.

    Quantunque già dalle istanze, da Noi ricevute per patrocinare l'eventuale definizione dell'Immacolata Concezione della Vergine, risultasse chiaro il pensiero di molti Vescovi, tuttavia abbiamo inviato ai Venerabili Fratelli Vescovi di tutto il mondo cattolico una Lettera Enciclica, scritta a Gaeta il 2 febbraio 1849, perché, dopo aver rivolto preghiere a Dio, Ci comunicassero per iscritto quali fossero la pietà e la devozione dei loro fedeli nei confronti dell'Immacolata Concezione della Madre di Dio e, soprattutto, quale fosse il loro personale pensiero sulla proposta di questa definizione e quali fossero i loro auspici, al fine di poter esprimere il Nostro decisivo giudizio nel modo più autorevole possibile.

    Non è certo stata di poco peso la consolazione che abbiamo provato, quando Ci pervennero le risposte di quei Venerabili Fratelli. Infatti nelle loro lettere, pervase da incredibile compiacimento, gioia ed entusiasmo, Ci confermarono nuovamente, non solo la straordinaria pietà e i sentimenti che essi stessi, il loro Clero e il popolo fedele nutrivano verso l'Immacolata Concezione della Beatissima Vergine, ma Ci supplicarono anche, con voto pressoché unanime, che l'Immacolata Concezione della Vergine venisse definita con un atto decisivo del Nostro ufficio e della Nostra autorità.

    Nel frattempo abbiamo gustato una gioia non certo minore, quando i Nostri Venerabili Fratelli Cardinali di Santa Romana Chiesa, della speciale Congregazione sopra ricordata, e i citati teologi da Noi scelti come esperti, dopo aver proceduto con tutta l'attenzione ad un impegnativo e meticoloso esame della questione, Ci chiesero con insistenza la definizione dell'Immacolata Concezione della Madre di Dio.

    Dopo queste premesse, seguendo le prestigiose orme dei Nostri Predecessori, desiderando procedere nel rispetto delle norme canoniche, abbiamo tenuto un Concistoro, nel quale abbiamo parlato ai Nostri Venerabili Fratelli, Cardinali di Santa Romana Chiesa, e, con la più grande consolazione del Nostro animo, li abbiamo uditi rivolgerci l'insistente richiesta perché decidessimo di emanare la definizione dogmatica dell'Immacolata Concezione della Vergine Madre di Dio.

    Essendo quindi fermamente convinti nel Signore che fossero maturati i tempi per definire l'Immacolata Concezione della santissima Vergine Maria Madre di Dio, che la Sacra Scrittura, la veneranda Tradizione, il costante sentimento della Chiesa, il singolare consenso dei Vescovi e dei fedeli, gli atti memorabili e le Costituzioni dei Nostri Predecessori mirabilmente illustrano e spiegano; dopo aver soppesato con cura ogni cosa e aver innalzato a Dio incessanti e fervide preghiere; ritenemmo che non si potesse più in alcun modo indugiare a ratificare e a definire, con il Nostro supremo giudizio, l'Immacolata Concezione della Vergine, e così soddisfare le sacrosante richieste del mondo cattolico, appagare la Nostra devozione verso la santissima Vergine e, nello stesso tempo, glorificare sempre più in Lei il suo Figlio Unigenito, il Signore Nostro Gesù Cristo, perché ogni tributo di onore reso alla Madre ridonda sul Figlio.

    Perciò, dopo aver presentato senza interruzione, nell'umiltà e nel digiuno, le Nostre personali preghiere e quelle pubbliche della Chiesa, a Dio Padre per mezzo del suo Figlio, perché si degnasse di dirigere e di confermare la Nostra mente con la virtù dello Spirito Santo; dopo aver implorato l'assistenza dell'intera Corte celeste e dopo aver invocato con gemiti lo Spirito Paraclito; per sua divina ispirazione, ad onore della santa, ed indivisibile Trinità, a decoro e ornamento della Vergine Madre di Dio, ad esaltazione della Fede cattolica e ad incremento della Religione cristiana, con l'autorità di Nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dichiariamo, affermiamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certo ed immutabile per tutti i fedeli.

    Se qualcuno dunque avrà la presunzione di pensare diversamente da quanto è stato da Noi definito (Dio non voglia!), sappia con certezza di aver pronunciato la propria condanna, di aver subito il naufragio nella fede, di essersi separato dall'unità della Chiesa, e, se avrà osato rendere pubblico, a parole o per iscritto o in qualunque altro modo, ciò che pensa, sappia di essere incorso, ipso facto, nelle pene comminate dal Diritto.

    La Nostra bocca è veramente piena di gioia e la Nostra lingua di esultanza. Innalziamo dunque a Gesù Cristo Signore Nostro i più umili e sentiti ringraziamenti perché, pur non avendone i meriti, Ci ha concesso, per una grazia particolare, di offrire e di decretare questo onore e questo tributo di gloria alla sua santissima Madre.

    Fondiamo senz'altro le nostre attese su un fatto di sicura speranza e di pieno convincimento. La stessa beatissima Vergine che, tutta bella e immacolata, schiacciò la testa velenosa del crudelissimo serpente e recò al mondo la salvezza; la Vergine, che è gloria dei Profeti e degli Apostoli, onore dei Martiri, gioia e corona di tutti i Santi, sicurissimo rifugio e fedelissimo aiuto di chiunque è in pericolo, potentissima mediatrice e avvocata di tutto il mondo presso il suo Unigenito Figlio, fulgido e straordinario ornamento della santa Chiesa, incrollabile presidio che ha sempre schiacciato le eresie, ha liberato le genti e i popoli fedeli da ogni sorta di disgrazie e ha sottratto Noi stessi ai numerosi pericoli che Ci sovrastavano, voglia, con il suo efficacissimo patrocinio, portare aiuto alla santa Madre, la Chiesa Cattolica, perché, rimosse tutte le difficoltà, sconfitti tutti gli errori, essa possa, ogni giorno di più, prosperare e fiorire presso tutti i popoli e in tutti i luoghi, "dall'uno all'altro mare, e dal fiume fino agli estremi confini della terra", e possa godere pienamente della pace, della tranquillità e della libertà. Voglia inoltre intercedere perché i colpevoli ottengano il perdono, gli ammalati il rimedio, i pusillanimi la forza, gli afflitti la consolazione, i pericolanti l'aiuto, e tutti gli erranti, rimossa la caligine della mente, possano far ritorno alla via della verità e della giustizia, e si faccia un solo ovile e un solo pastore.

    Ascoltino queste Nostre parole tutti i carissimi figli della Chiesa Cattolica e, con un ancor più convinto desiderio di pietà, di devozione e di amore, continuino ad onorare, ad invocare e a supplicare la beatissima Vergine Maria, Madre di Dio, concepita senza peccato originale, e si rifugino, con piena fiducia, presso questa dolcissima Madre di misericordia e di grazia in ogni momento di pericolo, di difficoltà, di bisogno e di trepidazione. Sotto la sua guida, la sua protezione, la sua benevolenza, il suo patrocinio, non vi può essere motivo né di paura, né di disperazione, perché, nutrendo per noi un profondo sentimento materno e avendo a cuore la nostra salvezza, abbraccia con il suo amore tutto il genere umano. Essendo stata costituita dal Signore Regina del Cielo e della terra, e innalzata al di sopra di tutti i Cori degli Angeli e delle schiere dei Santi, sta alla destra del suo Figlio Unigenito, Signore Nostro Gesù Cristo e intercede con tutta l'efficacia delle sue materne preghiere: ottiene ciò che chiede e non può restare inascoltata.

    Da ultimo, perché questa Nostra definizione dell'Immacolata Concezione della beatissima Vergine Maria possa essere portata a conoscenza di tutta la Chiesa, decidiamo che la presente Nostra Lettera Apostolica resti a perenne ricordo, e ordiniamo che a tutte le trascrizioni, o copie, anche stampate, sottoscritte per mano di qualche pubblico notaio e munita del sigillo di persona costituita in dignità ecclesiastica, si presti la stessa fede che si presterebbe alla presente se fosse esibita o mostrata.

    Nessuno pertanto si permetta di violare il contenuto di questa Nostra dichiarazione, proclamazione e definizione, o abbia l'ardire temerario di avversarlo e di trasgredirlo. Se qualcuno, poi, osasse tentarlo, sappia che incorrerà nello sdegno di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo.

    Dato a Roma, presso San Pietro, nell'anno dell'Incarnazione del Signore 1854, il giorno 8 dicembre, nell'anno nono del Nostro Pontificato.


    Pio IX - Ineffabilis Deus

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    Lightbulb Re: Rif: 8 dicembre - Immacolata Concezione di Maria

    DOMENICA 8 DICEMBRE 2019: FESTA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA…
    Preghiamo la Beata Vergine Maria – oggi 8 dicembre 2019, Solennità dell’Immacolata Concezione, dogma cattolico proclamato ufficialmente ed infallibilmente da Papa Pio IX l’8 dicembre 1854 - apparsa in Francia a Rue du Bac a Parigi (1830) e successivamente a Lourdes (1858)…Fu durante l’esilio di Gaeta (1849-1851) che Pio IX decise di iniziare l'iter che lo avrebbe portato a definire nel 1854 il dogma dell'Immacolata Concezione, una verità di fede confermata dalle apparizioni precedenti di Parigi e quelle successive di Lourdes.
    Ave Maria, Vi preghiamo per il ritorno della Francia e dell’intera Europa - nonché per l’essenziale Conversione e Consacrazione al Vostro Cuore Immacolato della Russia richiesta a Fatima - alla Fede Cattolica!!!
    REGINA SINE LABE ORIGINALI CONCEPTA, ORA PRO NOBIS”...





    «8 DICEMBRE IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA SANTISSIMA VERGINE»
    Guéranger, L'anno liturgico - 8 dicembre. Immacolata Concezione della Santissima Vergine
    http://www.unavoce-ve.it/pg-8dic.htm

    «SECONDA DOMENICA DI AVVENTO»
    Guéranger, L'anno liturgico - Seconda Domenica di Avvento
    http://www.unavoce-ve.it/pg-avvento-dom2.htm






    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis»

    https://stateettenetetraditiones.blo...beata.html?m=1

    «Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
    Doppio di I classe con Ottava comune. Semidoppio (infra l'Ottava: 9-14 dicembre). Doppio maggiore (Ottava: 15 dicembre).
    Paramenti bianchi.


    Avendo da tutta l'eternità deciso di fare di Maria Santissima la Madre del Verbo Incarnato (Epistola), Iddio volle che dal primo istante del suo concepimento Ella schiacciasse la testa del serpente, e la circondò di un ornamento di santità (Introitus) e fece della sua anima, che preservò da ogni macchia, un'abitazione degna del suo Figliuolo (Oratio). L'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, già enunziata da molti Santi Padri sulla base della Sacra Scrittura e della Santa Tradizione, iniziò a celebrarsi in Palestina dal secolo VIII. Quindi si diffuse per tutto l'Oriente, ove si celebrava tale festa il 9 dicembre, e da lì in Occidente: nel secolo IX in Irlanda la si celebrava il 3 maggio e nel secolo XI in Inghilterra l’8 dicembre.
    I benedettini con Sant'Anselmo e i francescani con Duns Scoto († 1308) si dimostrarono favorevoli alla festa dell'Immacolata Concezione, celebrata dal 1128 nei monasteri anglosassoni. A seguito delle dispute medievali intorno a tale dottrina, papa Sisto IV - egli stesso immacolatista - nel 1473 introdusse la festa dell'Immacolata Concezione a Roma, proibendo a macolisti e immacolatisti di accusarsi vicendevolmente di eresia. Il concilio di Trento non incluse la Beata Vergine Maria nel decreto del peccato originale.
    Nel frattempo diversi Regni come la Spagna, la Sicilia e la Sardegna si proclamarono pubblicamente con voto difensori e propagatori della verità di fede e del culto della Beata Vergine Maria concepita senza peccato di Adamo. Nel caso specifico del Meridione d'Italia, la devozione all'Immacolata Concezione fu diffusa dai Francescani, specialmente Conventuali, e dalle Congregazioni mariane. Alcuni documenti attestano che, già nel secolo XV, l'8 dicembre era festa di precetto in alcune città della Sicilia, però ivi fu ufficialmente di precetto solo dal 1615 allorché il Vicerè d. P. Giron ordinò di celebrare tale festa solennemente. A seguito dell'ordinanza di Filippo IV di Spagna, nel 1643 il Vicerè Caprera proclamò l'Immacolata Concezione patrona di tutta l'Isola e ne ordinò la celebrazione solenne l'8 dicembre. Il 2 luglio 1655 il Vicerè Rodrigo Sandoval impartì a tutti i vescovi della Sicilia l'ordine di emettere voto e giuramento di difendere il culto dell'Immacolata. Successivamente, divenuto Carlo III di Borbone re di Napoli e di Sicilia, nel 1737, l'Immacolata Concezione fu confermata e proclamata ufficialmente Patrona principale del Regno delle Due Sicilie e di tutta l'Armata di Terra e di Mare, da papa Clemente XII, a supplica dello stesso re Carlo III e della sua consorte, la regina Maria Amalia. Inoltre, Carlo III di Borbone eresse un'obelisco in onore dell'Immacolata Concezione, una maestosa guglia di marmo bianco e bardiglio sita in Piazza del Gesù Nuovo a Napoli, tra il 1747 e il 1750.
    Ritornando a quanto detto prima di questo excursus, papa Alessandro VII, con la bolla “Sollecitudo omnium Ecclesiarum” dell'8 dicembre 1661, rinnovò i decreti dei suoi antecessori Sisto IV, Paolo V e Gregorio XV a favore dell'Immacolata Concezione come dogma di fede, specificando che l'oggetto della festa fosse la pienezza di grazia nel momento del concepimento e non una successiva santificazione. Tale documento fu riconosciuto ortodosso anche da alcuni Patriarchi orientali scismatici. Papa Clemente XI estese la solennità a tutta la Chiesa nel 1708. Finalmente papa Pio IX, l'8 dicembre 1854, nella basilica Vaticana, davanti a un'immensa assemblea di Padri di santa Romana Chiesa, di Cardinali e di Vescovi, proclamò ufficialmente questo dogma con la bolla “Ineffabilis Deus”:

    “Dopo aver offerto senza interruzione, nell'umiltà e nel digiuno, le Nostre private preghiere e quelle pubbliche della Chiesa a Dio Padre, per mezzo del suo Figlio, affinché si degnasse di dirigere e sostenere la Nostra mente con la virtù dello Spirito Santo; dopo aver implorato il soccorso di tutta la corte celeste, e invocato con gemiti lo Spirito consolatore, per sua ispirazione, a onore della Santa e indivisibile Trinità, a decoro e ornamento della Vergine Madre di Dio, a esaltazione della fede cattolica, e a incremento della religione cristiana, con l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei beati apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dichiariamo, pronunziamo e definiamo la dottrina, che sostiene che la Beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale, è stata rivelata da Dio e perciò si deve credere fermamente e inviolabilmente da tutti i fedeli. Quindi, se qualcuno (che Dio non voglia!) deliberatamente presumerà di pensare diversamente da quanto è stato da Noi definito, conosca e sappia di essere condannato dal suo proprio giudizio, di aver fatto naufragio nella fede, di essersi separato dall'unità della Chiesa, e di essere inoltre incorso da sé, per il fatto stesso, nelle pene stabilite dalle leggi contro colui che osa manifestare oralmente o per iscritto, o in qualsiasi altro modo esterno, gli errori che pensa nel suo cuore”.

    Il sommo Pontefice Pio IX, in tale definizione, interpretò nient'altro che la Santa Tradizione cristiana, sintetizzata dalle parole dell'Angelo: «Ave Maria, piena di grazia, il Signore è teco» (Evangelium). «Sei tutta bella, o Maria, e macchia originale non è in te» dice con grande verità il verso alleluiatico.
    Come l'aurora, messaggera del giorno, Maria Santissima precede l'astro, Nostro Signore Gesù Cristo, che ben presto illuminerà il mondo delle anime (Communio), ed introduce nel mondo il suo Figlio unigenito. Ella si presenta per prima nel ciclo liturgico; infatti, la nascita della Beata Vergine Maria (8 settembre) offre felicemente il punto di partenza per fissare la festa odierna, la prima delle feste di Maria Santissima, in questo tempo, in cui la Santa Chiesa attende l'«Emmanuele, che sarà concepito da una Vergine» (Communio del Mercoledì delle Quattro Tempora di Avvento). La devozione alla Madre di Dio occupa un posto importante nella liturgia dell'Avvento, a tal punto che si può dire che il periodo che comprende l'Avvento, il Natale e l'Epifania costituisce il vero tempo o mese di Maria Santissima.
    Onde comprendiamo bene il posto speciale che la Madre di Nostro Signore Gesù Cristo occupa nel suo culto, la Santa Chiesa dedica a Lei un Prefazio riservato a ciascuna delle sue feste. In esso vengono annunziati, a mano a mano che si celebrano, i vari misteri della vita di Maria Santissima. Così, durante tutta l'Ottava dell'Immacolata Concezione, il sacerdote proclama che «è cosa degna e salutare il render grazie a Dio in questa festa dell'Immacolata Concezione della Beatissima Maria sempre Vergine, che ha concepito il suo unico Figlio per virtù di Spirito Santo, e conservando sempre la propria verginità, ha dato al mondo la luce eterna, Gesù Cristo, Nostro Signore».
    Inoltre, come simbolo dell'immacolata purezza della Beata Vergine Maria, il sacerdote riveste i paramenti bianchi[1], che una volta erano i soli in uso. Gli antichi dicevano che il bianco era colore divino. Il profeta Daniele (Dan 7:9) ci parla di Dio apparso vestito di bianco; e gli Evangelisti ci dicono che nella Trasfigurazione le vesti di Nostro Signore Gesù Cristo erano «risplendenti di bianchezza» (Marc 9:2). La liturgia della festa dell'Immacolata Concezione applica questo medesimo testo alla Vergine, dicendo che «questa veste di salvezza» (Introitus), della quale Dio l'ha rivestita, è «un abito bianco come la neve» (II antifona dei Vespri).
    Domandiamo a Dio colla Santa Chiesa, in questa festa della Beata Vergine Maria, d'essere «per la di lei intercessione purificati da tutte le nostre colpe» (Oratio), «di guarirci e di purificarci da tutti i nostri peccati» (Secreta, Postcommunio), affinché possiamo esser resi degni di accogliere Nostro Signore Gesù Cristo che viene nei nostri cuori. Infine, ringraziamo Dio per il privilegio dell'Immacolata Concezione e per la solennità che ogni anno la celebra, che ci permette sempre più di imitare questo modello di ogni purezza.
    (Cfr. Ignazio E. Buttitta, Le fiamme dei santi: usi rituali del fuoco nelle feste siciliane, Meltemi Editore s.r.l., 1999, pp. 98-100; Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, blog Sardinia Tridentina)


    https://1.bp.blogspot.com/-8YKbWb8xu...5_10-45-43.jpg
    L'Immacolata Concezione, Messale Romano 1943.





    INTROITUS
    Is 61:10. Gaudens gaudébo in Dómino, et exsultábit ánima mea in Deo meo: quia índuit me vestiméntis salútis: et induménto justítiae circúmdedit me, quasi sponsam ornátam monílibus suis. Ps 29:2. Exaltábo te, Dómine, quóniam suscepísti me: nec delectásti inimícos meos super me. ℣. Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto. ℞. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, et in saecula saeculórum. Amen. Gaudens gaudébo in Dómino, et exsultábit ánima mea in Deo meo: quia índuit me vestiméntis salútis: et induménto justítiae circúmdedit me, quasi sponsam ornátam monílibus suis.

    Is 61:10. Mi rallegrerò nel Signore, e l'anima mia esulterà nel mio Dio: perché mi ha rivestita di una veste di salvezza e mi ha ornata del manto della giustizia, come sposa adorna dei suoi gioielli. Ps 29:2. Ti esalterò, o Signore, perché mi hai rialzato: e non hai permesso ai miei nemici di rallegrarsi del mio danno. ℣. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. ℞. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Mi rallegrerò nel Signore, e l'anima mia esulterà nel mio Dio: perché mi ha rivestita di una veste di salvezza e mi ha ornata del manto della giustizia, come sposa adorna dei suoi gioielli.

    Gloria

    ORATIO
    Orémus.
    Deus, qui per Immaculátam Vírginis Conceptiónem dignum Fílio tuo habitáculum praeparásti: quaesumus; ut, qui ex morte ejúsdem Filii tui praevísa eam ab omni labe praeservásti, nos quoque mundos ejus intercessióne ad te perveníre concédas. Per eundem Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

    Preghiamo.
    O Dio, che mediante l'Immacolata Concezione della Vergine preparasti al Figlio tuo una degna dimora, Ti preghiamo, che, come in previsione della morte del medesimo tuo Figlio preservasti lei da ogni macchia, così concedi anche a noi, per sua intercessione, di giungere a Te purificati. Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    Si fa la commemorazione della Feria con le Orazioni della Domenica precedente.
    Se la solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria cade di Domenica, si fa la commemorazione della Domenica con le sue proprie Orazioni corrispondenti.

    La Santa Chiesa applica a Maria Santissima quello che Salomone disse della Sapienza, perché la Beata Vergine Maria è la Madre del Verbo che è la Sapienza del Padre.

    LECTIO
    Léctio libri Sapiéntiae.
    Prov 8:22-35.
    Dóminus possedit me in inítio viárum suárum, ántequam quidquam fáceret a princípio. Ab aetérno ordináta sum, et ex antíquis, ántequam terra fíeret. Nondum erant abýssi, et ego jam concépta eram: necdum fontes aquárum erúperant: necdum montes gravi mole constíterant: ante colles ego parturiébar: adhuc terram non fécerat et flúmina et cárdines orbis terrae. Quando praeparábat coelos, áderam: quando certa lege et gyro vallábat abýssos: quando aethera firmábat sursum et librábat fontes aquárum: quando circúmdabat mari términum suum et legem ponébat aquis, ne transírent fines suos: quando appendébat fundaménta terrae. Cum eo eram cuncta compónens: et delectábar per síngulos dies, ludens coram eo omni témpore: ludens in orbe terrárum: et delíciae meae esse cum filiis hóminum. Nunc ergo, filii, audíte me: Beáti, qui custódiunt vias meas. Audíte disciplínam, et estóte sapiéntes, et nolíte abjícere eam. Beátus homo, qui audit me et qui vígilat ad fores meas quotídie, et obsérvat ad postes óstii mei. Qui me invénerit, invéniet vitam et háuriet salútem a Dómino.

    Lettura del libro della Sapienza.
    Prov 8:22-35.
    Il Signore mi possedette dal principio delle sue azioni, prima delle sue opere, fin d'allora. Fui stabilita dall'eternità e fin dalle origini, prima che fosse fatta la terra. Non erano ancora gli abissi e io ero già concepita; non scaturivano ancora le fonti delle acque; i monti non posavano ancora nella loro grave mole; io ero generata prima che le colline; non era ancora fatta la terra, né i fiumi, né i cardini del mondo. Quando preparava i cieli, io ero presente; quando cingeva con la volta gli abissi; quando in alto dava consistenza alle nubi e in basso dava forza alle sorgenti delle acque; quando fissava i confini dei mari e stabiliva che le acque non superassero i loro limiti; quando gettava le fondamenta della terra. Ero con Lui e mi dilettava ogni giorno e mi ricreavo in sua presenza e mi ricreavo nell'universo; e le mie delizie sono lo stare con i figli degli uomini. Dunque, o figli, ascoltatemi: Beati quelli che battono le mie vie. Udite l'insegnamento, siate saggi e non rigettatelo. Beato l'uomo che mi ascolta e veglia ogni giorno all'ingresso della mia casa, e sta attento sul limitare della mia porta. Chi troverà me, troverà la vita e riceverà la salvezza dal Signore.

    GRADUALE
    Judith 13:23. Benedícta es tu, Virgo María, a Dómino Deo excélso, prae ómnibus muliéribus super terram. Judith 15:10. ℣. Tu glória Jerúsalem, tu laetítia Israël, tu honorificéntia pópuli nostri.

    Judith 13:23. Benedetta sei tu, o Vergine Maria, dal Signore Iddio Altissimo, più che tutte le donne della terra. Judith 15:10. ℣. Tu sei la gloria di Gerusalemme, tu l'allegrezza di Israele, tu l'onore del nostro popolo.

    ALLELUJA
    Allelúja, allelúja. Cant 4:7. ℣. Tota pulchra es, María: et mácula originális non est in te. Allelúja.

    Alleluia, alleluia. Cant 4:7. ℣. Sei tutta bella, o Maria: e in te non v'è macchia originale. Alleluia.

    «Doveva essere piena di grazia, dice San Girolamo[2], colei che diede la gloria ai cieli, e il Signore alla terra, che profuse la pace e la fede alle nazioni, che diede fine ai vizii, ordine alla vita, disciplina ai costumi… In Maria sopravvenne, per quanto in una maniera diversa, tutta la pienezza di grazia che è nel Cristo» (Mattutino).

    EVANGELIUM
    Sequéntia ✠ sancti Evangélii secúndum Lucam.
    Luc 1:26-28.
    In illo témpore: Missus est Angelus Gábriël a Deo in civitátem Galilaeae, cui nomen Názareth, ad Vírginem desponsátam viro, cui nomen erat Joseph, de domo David, et nomen Vírginis María. Et ingréssus Angelus ad eam, dixit: Ave, grátia plena; Dóminus tecum: benedícta tu in muliéribus.

    Seguito ✠ del santo Vangelo secondo Luca.
    Luc 1:26-28.
    In quel tempo, fu mandato da Dio l'Angelo Gabriele in una città della Galilea chiamata Nazaret, ad una Vergine sposata ad un uomo della casa di David, di nome Giuseppe, e la Vergine si chiamava Maria. Ed entrato da lei, l'Angelo disse: Ave, piena di grazia: il Signore è con te: Benedetta tu fra le donne.

    (...)

    Credo

    OFFERTORIUM
    Luc 1:28. Ave, María, grátia plena: Dóminus tecum: benedícta tu in muliéribus, allelúja.

    Luc 1:28. Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne. Alleluia.

    SECRETA
    Salutárem hóstiam, quam in solemnitáte Immaculátae Conceptiónis beátae Vírginis Maríae tibi, Dómine, offérimus, súscipe et praesta: ut, sicut illam tua grátia praeveniénte ab omni labe immúnem profitémur; ita ejus intercessióne a culpis ómnibus liberémur. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

    Accetta, o Signore, quest'ostia di salvezza che Ti offriamo nella solennità dell'Immacolata Concezione della beata Vergine Maria: e fa' che, come la crediamo immune da ogni colpa perché prevenuta dalla tua grazia, così, per sua intercessione, siamo liberati da ogni peccato. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    Si fa la commemorazione della Feria con le Orazioni della Domenica precedente.
    Se la solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria cade di Domenica, si fa la commemorazione della Domenica con le sue proprie Orazioni corrispondenti.

    Si dice il Prefazio della Beata Vergine Maria per tutta l'Ottava in tutte le Sante Messe che non siano del Tempo e che non esigano altro Prefazio a norma delle Rubriche.

    PRAEFATIO DE BEATA MARIA VIRGINE
    Vere dignum et justum est, aequum et salutáre, nos tibi semper et ubique grátias ágere: Dómine sancte, Pater omnípotens, aetérne Deus: Et te in Conceptióne immaculáta beátae Maríae semper Vírginis collaudáre, benedícere et praedicáre. Quae et Unigénitum tuum Sancti Spíritus obumbratióne concépit: et, virginitátis glória permanénte, lumen aetérnum mundo effúdit, Jesum Christum, Dóminum nostrum. Per quem majestátem tuam laudant Angeli, adórant Dominatiónes, tremunt Potestátes. Coeli coelorúmque Virtútes ac beáta Séraphim sócia exsultatióne concélebrant. Cum quibus et nostras voces ut admitti jubeas, deprecámur, súpplici confessióne dicéntes: Sanctus, Sanctus, Sanctus Dóminus, Deus Sábaoth. Pleni sunt coeli et terra glória tua. Hosánna in excélsis. Benedíctus, qui venit in nómine Dómini. Hosánna in excélsis.

    È veramente degno e giusto, conveniente e salutare, che noi, sempre e in ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Signore Santo, Padre Onnipotente, Eterno Iddio: Te, nella Concezione immacolata della Beata sempre Vergine Maria, lodiamo, benediciamo ed esaltiamo. La quale concepì il tuo Unigenito per opera dello Spirito Santo e, conservando la gloria della verginità, generò al mondo la luce eterna, Gesù Cristo nostro Signore. Per mezzo di Lui, la tua maestà lodano gli Angeli, adorano le Dominazioni e tremebonde le Potestà. I Cieli, le Virtù celesti e i beati Serafini la celebrano con unanime esultanza. Ti preghiamo di ammettere con le loro voci anche le nostre, mentre supplici confessiamo dicendo: Santo, Santo, Santo il Signore Dio degli eserciti. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell'alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell'alto dei cieli.

    COMMUNIO
    Gloriósa dicta sunt de te, María: quia fecit tibi magna qui potens est.

    Cose gloriose sono dette di te, o Maria: perché grandi cose ti ha fatte Colui che è potente.

    POSTCOMMUNIO
    Orémus.
    Sacraménta quae súmpsimus, Dómine Deus noster: illíus in nobis culpae vúlnera réparent; a qua Immaculátam beátae Maríae Conceptiónem singuláriter praeservásti. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

    Preghiamo.
    I sacramenti ricevuti, o Signore Dio nostro, riparino in noi le ferite di quella colpa dalla quale preservasti in modo singolare l'Immacolata Concezione della beata Maria. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen».







    «8 dicembre - Immacolata Concezione di Maria»
    https://forum.termometropolitico.it/...-di-maria.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-maria-12.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-di-maria.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-di-maria.html



    «8 Dicembre, Immacolata Concezione»
    https://www.agerecontra.it/2019/12/8...ta-concezione/
    https://www.agerecontra.it/wp-conten...one-Rubens.jpg





    «Bolla dogmatica “Ineffabilis Deus”, del Sommo Pontefice Pio IX»
    https://www.agerecontra.it/2019/12/b...tefice-pio-ix/
    https://www.agerecontra.it/wp-conten...pci%C3%B3n.jpg





    «La Medaglia Miracolosa»
    https://www.agerecontra.it/2019/11/l...a-27-novembre/
    https://www.agerecontra.it/2019/11/l...ia-miracolosa/
    https://www.agerecontra.it/wp-conten...9/11/0-13.jpeg











    SANTA MESSA CATTOLICA CELEBRATA DA DON FLORIANO ABRAHAMOWICZ A PAESE (TV) STAMATTINA 8 DICEMBRE 2019: SECONDA DOMENICA DI AVVENTO E FESTA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA…


    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    B.V. Maria Immacolata - II dom. d'Avvento (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=dou544YvkL4
    B.V. Maria Immacolata - II dom. d'Avvento (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=EOluogKssrU
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso».





    SANTE MESSE CATTOLICHE CELEBRATE "NON UNA CUM" DA DON FLORIANO ABRAHAMOWICZ E DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") IN TUTTA ITALIA:


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "Torino - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/torino/

    "Modena - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/modena/

    "Rimini - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/rimini/

    "Pescara - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    "Potenza - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "Roma - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/


    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”
    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/category/omelie/




    Festa dell'Immacolata Concezione - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/f...ta-concezione/
    «Festa dell’Immacolata Concezione
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Tota pulchra es
    Auguri per la festa dell’Immacolata Concezione.
    Catechismo Maggiore di S. Pio X – Dell’Immacolata Concezione»
    https://www.sodalitium.biz/catechism...ta-concezione/
    http://www.centrostudifederici.org/w...nte1956rid.jpg


    L?Immacolata di Ivrea e i protestanti - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/l...a-protestanti/

    «O Immacolata dei Miracoli, io confido pienamente in Te per questo mi prostro dinanzi alla Tua immagine e T'invoco. Liberami dalla tribolazione in cui verso come salvasti la Tua Effigie dai colpi della sacrilega scure e concedimi la grazia che Ti chiedo. Ave Maria.
    O Vergine dei Miracoli, salvami dalle fiamme del peccato e dalla morte eterna come salvasti la Tua Immagine dal fuoco sacrilego e concedimi la grazia di cui ho tanto bisogno. Ave Maria.
    Benedicimi, o Madonna dei Miracoli, ed accogli la mia preghiera. Fa che io ami ardentemente il Tuo Figlio Divino e salga ogni giorno verso di Lui rendendomi degna della grazia per la quale ora t'imploro. Ave Maria.
    O Immacolata dei Miracoli, prega per noi»
    http://www.centrostudifederici.org/w...f6-212x300.jpg






    ITALIA CATHOLICA: L'Immacolata dei Miracoli, Ivrea



    Omelia dell?Immacolata Concezione di Maria ? Oratorio Sant'Ambrogio ? Milano
    “Omelia dell’Immacolata Concezione di Maria 8 Dicembre 2019
    L’omelia tenuta da don Ugolino Giugni - nella quale si parla del dogma e delle grandezze della Madonna - la domenica 8 dicembre 2019, festa dell’Immacolata Concezione di Maria è disponibile per l’ascolto. >>”
    https://oratoriosantambrogiomilano.w...chra-es-maria/
    Immacolata Concezione ? 8 Dicembre ? ? Oratorio Sant'Ambrogio ? Milano

    «Tota Pulchra es, Maria, et mácula originális non est in te, Tu glória Jerúsalem, Tu laetítia Israel, Tu honorificéntia pópuli nostri, Tu advocáta peccatórum. O Maria, O Maria Virgo prudentíssima, Mater clementíssima, ora pro nobis, intercéde pro nobis ad Dóminum Jesum Christum.
    (500 g. o. v )
    Tutta bella sei, o Maria, e la colpa originale non è in te. Tu gloria di Gerusalemme, Tu gioia di Israele, Tu onore del nostro popolo, Tu avvocata dei peccatori. O Maria, O Maria Vergine prudentissima, Madre clementissima, prega per noi, intercedi per noi presso Nostro Signore Gesù Cristo».
    http://www.oratoriosantambrogiombc.i...latarubens.jpg






    Novena all?Immacolata Concezione - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/novena-immacolata-concezione/
    «Novena all’Immacolata Concezione dal 29 novembre al 7 dicembre»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...Conception.jpg






    Immacolata Concezione - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/immacolata-concezione/
    «8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima.
    “L’Immacolata Concezione della gloriosa sempre Vergine Maria, Madre di Dio, che il Sommo Pontefice Pio nono, in questo stesso giorno, solennemente definì essere stata, per singolare privilegio di Dio, preservata immune da ogni macchia di colpa originale”.
    Preghiera di San Pio X a Maria SS. Immacolata

    Vergine Santissima, che piaceste al Signore e diveniste sua Madre, immacolata nel corpo, nello spirito, nella fede e nell’amore.
    Deh ! riguardate benigna ai miseri che implorano il vostro potente patrocinio: il maligno serpente, contro cui fu scagliata la prima maledizione, continua purtroppo a combattere e insidiare i miseri figli di Eva.
    Deh ! Voi o benedetta Madre nostra Regina e Avvocata, che fin dal primo istante del vostro concepimento, del nemico schiacciaste il capo, accogliete le preghiere, che uniti con Voi in un cuor solo vi scongiuriamo di presentare al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese, così che tutti arriviamo al porto della salute, e fra tanti pericoli la Chiesa e la società cristiana cantino ancora una volta l’inno della liberazione, della vittoria e della pace. Cosi sia».
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...46728448_n.jpg










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    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Papa Pio IX, l'8 dicembre 1854, con la bolla Ineffabilis Deus, proclamava il dogma (tutto insieme) più antiecumenico, antimillenarista ed antimoderno di tutti i tempi.
    Il Pontefice solennemente informava il mondo della seguente verità esistente sin dal principio: La Vergine Maria è stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento (era conveniente che Gesù-Dio nascesse dall'Immacolata). Già all'epoca il demonio seminava zizzania nell'orto del Signore e tre erano gli schieramenti riconoscibili all'interno del collettivo umano chiamato Chiesa: 1) i tanti cattolici che esultavano per la proclamazione di questa verità; 2) i pochi antesignani degli ecumenisti, ossia degli "atei moderati", che erano contrari; 3) i vari embrioni democristiani che temevano di offendere il mondo con tale proclamazione, quindi proponevano di rinviare a tempi più propizi: che tuttavia non arriveranno più! Pio IX, il Papa Re come Cristo è Re, con atto di fede (fede che ai contrariati evidentemente mancava) proclamò l'Immacolata Concezione. Dogma antiecumenico perché chi consapevolmente rifiuta Maria Immacolata (come pure le altre verità connesse: es. il peccato originale, la predestinazione, la grazia, la necessità di fede ed opere insieme, etc.) non si può salvare e non può dirsi neanche cristiano: per esempio le sette protestanti non sono cristiane. Dogma antimillenarista perché proclama il trionfo di Maria per predestinazione, da sempre e non, come vogliono molti, solo successivamente nel tempo o solo in prossimità della fine dei tempi. Antimoderno perché, in epoca di sovversione dei troni e di dilagante spirito rivoluzionario, il Pontefice esalta concretamente e ricorda agli uomini la sua superiorità gerarchica, la sua infallibilità, il suo primato di giurisdizione, la sua potestà, al seguito di Cristo, sul mondo intero. Evviva Maria Immacolata, evviva Pio IX!»

    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    + Vergine Santissima, che piaceste al Signore e diveniste Sua Madre, immacolata nel corpo, nello spirito, nella fede e nell’amore. Deh! Riguardate benigna ai miseri che implorano il vostro potente patrocinio: il maligno serpente, contro cui fu scagliata la prima maledizione, continua purtroppo a combattere e insidiare i miseri figli di Eva. Deh! Voi o benedetta Madre nostra Regina e Avvocata, che fin dal primo istante del vostro concepimento, del nemico schiacciaste il capo, accogliete le preghiere, che uniti con Voi in un cuor solo vi scongiuriamo di presentare al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese, così che tutti arriviamo al porto della salute, e fra tanti pericoli la Chiesa e la società cristiana cantino ancora una volta l’inno della liberazione, della vittoria e della pace. Così sia. +»
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    «Dal numero 187 di SVRSVM CORDA® del giorno 8 dicembre 2019. Indice dei contenuti:
    - Comunicato numero 187. Gesù istituisce l’Eucaristia; - Il Papa eretico: Appunti sulla questione del cosiddetto “Papa eretico”; - Il Limbo: Semplice e breve compendio di dottrina sul Limbo; - Il libretto di Matrimonio. Doveri e diritti degli Sposi; - Novena all’Immacolata Concezione (dal 29.11 al 7.12); - Orazione a Maria SS. Immacolata (8.12); - Orazione a Sant’Evasio, Vescovo e Martire (1.12); - Per il patrocinio di San Nicola (9.5 e 6.12); - Preghiera a San Francesco Saverio, Confessore (3.12); - Preghiera di San Pio X per l’Immacolata (8.12); - Supplica (non manomessa) alla Madonna di Loreto (25.3, 15.8, 8.9, 8.12 e 10.12). https://www.sursumcorda.cloud/»

    "Sul sito è disponibile alla lettura il SVRSVM CORDA® numero 187 del giorno 8 dicembre 2019". | https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-187.html
    https://www.sursumcorda.cloud/settim...mbre-2019.html






    "La vita illustrata di Santa Margherita Maria Alacoque ---> http://ow.ly/W0nn50xoFbM "
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...-alacoque.html

    "Supplica (non manomessa) alla Madonna di Loreto (25.3, 15.8, 8.9, 8.12 e 10.12)"
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...di-loreto.html


    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    Padre Gabriele Maria Roschini, Chi è Maria? Catechismo mariano, Sursum Corda, Potenza 2017.


    https://www.sursumcorda.cloud/tags/magistero.html
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/infallibilita.html
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/esegesi.html
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/denzinger.html

    «"Instaurare omnia in Christo", restaurare la società al cattolicesimo integrale e contro ogni forma di ecumenismo e laicità. Questa è la risposta di San Pio X agli uomini politici che si dicono cristiani e che intendono governare secondo l'ordine di Dio.
    Non esistono altre soluzioni, non esistono compromessi»


    “Preghiera di San Pietro Canisio per conservare la vera fede”
    “Raccolta di preghiere non contaminate dall'eresia dell'ecumenismo. Diceva Sant'Alfonso: "Chi prega si salva, chi non prega si danna" ->”
    "Preghiere e tradizionali pie pratiche cristiane. Chiediamo a Nostro Signore di ottenere la vera fede e di perseverare"
    https://www.sursumcorda.cloud/preghiere/








    http://radiospada.org/
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    https://www.facebook.com/radiospadasocial/

    «8 DICEMBRE 2019: IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA SANTISSIMA VERGINE»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...eb&oe=5E72B88B









    “[ROMA LOCUTA]
    L'8 dicembre 1854 Papa Pio IX proclama infallibilmente e solennemente nella Bolla "Ineffabilis Deus" il Dogma dell'Immacolata Concezione”.
    “L'8 dicembre 1864 nell'Enciclica "Quanta cura" Papa Pio IX condanna infallibilmente gli errori del mondo moderno”.
    «L'8 dicembre 1892 Papa Leone XIII rinnova le condanne contro la Massoneria (in special modo quella di lingua italiana) nell'Enciclica "Inimica Vis"»






    “[VIDEO RARO] La glorificazione di Maria nella sua corporea assunzione è verità radicata profondamente nel senso religioso dei cristiani, come dimostrano lungo il corso dei secoli innumerevoli forme di specifica devozione, ma soprattutto il linguaggio della liturgia dell'Oriente e dell'Occidente. I santi padri e i dottori della chiesa, facendosi eco della liturgia, nelle feste dell'Assunta parlano chiaramente della risurrezione e glorificazione del corpo della Vergine, come di verità conosciuta e accettata da tutti i fedeli. I teologi, trattando di questo argomento, dimostrano l'armonia tra la fede e la ragione teologica e la convenienza di questo privilegio, servendosi di fatti, parole, figure, analogie contenuti nella sacra Scrittura. Accertata così la fede della chiesa universale, il Papa ritiene giunto il momento di ratificarla con la sua suprema autorità”

    https://www.radiospada.org/2017/12/l...ta-concezione/
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    https://www.radiospada.org/tag/immacolata-concezione/

    https://www.radiospada.org/2019/12/c...ellimmacolata/
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    https://www.radiospada.org/2018/12/s...-di-maria-iii/

    https://www.radiospada.org/2019/12/p...iscum-defensa/
    https://i1.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=640&ssl=1










    www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    http://www.agerecontra.it/

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella Chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio"
    http://www.centrosangiorgio.com/


    C.M.R.I. - "Congregatio Mariae Reginae Immacolata" ("Congregation of Mary Immaculate Queen" "Congregazione di Maria Regina Immacolata"):
    http://www.cmri.org/ital-index.html
    Le Profezie Messianiche (di S.E. Mons. Mark A. Pivarunas, CMRI)
    http://www.cmri.org/ital-96prog9-3.html
    “Le Profezie Messianiche di S.E. Mons. Mark A. Pivarunas, CMRI - Dicembre 1996”
    Posizione Teologica della Congregazione di Maria Immacolata Regina
    Perché i Cattolici Onorano la Beata Vergine Maria
    “Perché i Cattolici Onorano la Beata Vergine Maria”
    http://www.cmri.org/ital-94prog9.html





    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/
    “Recognize-and-OBEY is the Traditional Catholic Teaching August 29, 2019.”



    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    "Home | Traditional Latin Mass Resources"
    http://www.traditionalmass.org/

    http://www.traditionalcatholicpriest.com/





    "Como ovejas sin Pastor"
    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com




    “Pro Fide Catholica | Le site de Laurent Glauzy”
    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    http://wordpress.catholicapedia.net/




    https://www.SaintAmedee.ch
    http://liguesaintamedee.ch/messes
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    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    “8 Décembre 1857 : le Pape Pie IX inaugure une colonne dédiée à l'Immaculée Conception à piazza di Spagna à Rome”
    “8 Décembre : Immaculée Conception de la Vierge Marie”
    8 décembre : Immaculée Conception de la Vierge Marie :: Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...conception.jpg







    REGINA SINE LABE ORIGINALI CONCEPTA, ORA PRO NOBIS!!!
    Nos cum prole pia benedicat Virgo Maria!!!
    Ad majorem Dei gloriam - Per la maggior gloria di Dio!!! A.M.D.G.
    Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen.
    «O Santissima Trinità, vi adoro! Mio Dio, mio Dio, Vi amo nel Santissimo Sacramento!»
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    Ultima modifica di Holuxar; 08-12-19 alle 23:23
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 

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