
Originariamente Scritto da
cireno
Che il 30% e forse più degli italiani ami salvini, è un dato di fatto. Che il 10% degli italiani pensi davvero che la meloni sia una possibilità politica è un altro dato di fatto. E queste realtà, come succede per tutte le cose della vita, pongono degli interrogativi.
Perché se a uno che sta bevendo un bicchiere di acqua fredda tu gli chiedi perché la beve, lui ti guarderà come si guarda a un polipo che parla e al massimo ti sfotterà con “magari ho sete, no?”
Questo è quel che capita a me guardando a quel 40% che ama meloni-salvini, e infatti mi chiedo “ma perché li amano?”. Forse sono belli e attraggono? Per carità, la meloni sembra un ragnetto con i capelli lunghi e salvini quello che porta i pacchi di Amazon a casa. E allora? Forse dicono cose intelligenti, importanti? Sarà che io amo i ragionamenti con un senso ma da loro non ne sento mai uno: sempre e solo accuse agli avversari politici.
E allora porcaccia miseria, perché quel 40%?
La risposta, penso, sta nell’incapacità della massa, intesa come organismo, di riuscire a far funzionare un cervello che è difficile da trovare. E allora entra in gioco l’imitazione, l’appartenenza, il coinvolgimento. Cioè quelle storielle che hanno fatto prendere il 34% di preferenze al pazzo sclerato austriaco, che hanno fatto si che il popolo scegliesse di mandare a morte Gesù di Nazareth e non il pluriomicida Barabba, che hanno portato un intero popolo a credere che il folle croce-uncinato fosse il nuovo salvatore…
Ma siccome non possa dar niente per dimostrato allora lo chiedo ai legaioli e ai meloniani: ma perché credete in questi “personaggi”? Cosa sperate di ottenere da loro?