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Discussione: Tradizioni

  1. #101
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    Predefinito Re: Tradizioni

    Ovviamente, gli austriacanti dicono che i nove giorni (9) ci sono quando vengano contati dal giorno 23 (non dalla notte tra 22 e 23 aprile) terminando quindi al 1° di maggio: sembrerebbe vero, però in questo modo non son più sincronizzati con il resto dell’anno.

    Se cominciassero al giorno 23 aprile, il Totem de san Gioorg si troverebbe a 57 e non a 56 giorni dal Totem de Walburgis ...il che potrebbe andare bene per i Romani o i Grechi che contano dispari per nove o per cinque, ricominciando i cinquantasei gg sempre dal 57° giorno, ma non c’entra un fico per quei che contano in dodicesimi come usiamo noi nel hinterland Alpino & Cisalpino, dove i giorni ricominciano sempre dopo il cinquantaseiesimo precedente, cioè dal numero uno ma non dal cinquantasette. Salvo le rarissime eccezioni è ovvio.

    Se contassimo 57 ma non 56 dopo il 25 febbraio e la ricorrenza terminasse al 1° maggio andrebbe anche perduta la sincronizzazione con la Seconda Camporella, che incomincia nella notte di san Giowan il 24 giugno, cioè 56 giorni dopo l’ultima notte della Prima Camporella: difatti se questi 56 cominciassero al 1° maggio piuttosto che al 30 di aprile falliscono l’appuntamento col 24 giugno, sia per 56 che per 57 giorni, vale a dire che il termine della Prima Camporella deve essere per forza il giorno 30 di aprile e non il 1° maggio per restare sincronizzato con la ricorrenza del 24 giugno.

    Praticamente, diventano privi di senso i nove giorni della prima ricorrenza in aprile se non sono sincronizzati coi giorni della seconda ricorrenza in giugno. Gli austriacanti diranno che non serve pretendere una sincronizzazione tra la prima e la seconda delle tre Camporelle.

    Ma non è vero, nel hinterland delle Alpi nostre invece serve:

    prima di tutto (A) perchè se la nostra mentalità ragiona in dodicesimi è chiaro che di regola usiamo i 56 giorni mentre i 57 sono l’eccezione, senza contare che anche i pochi 57 devono sempre essere sincronizzati con tutti i 56 durante l’anno ...per cui, se il 1° maggio a 56 oppure a 57 gg non concorda col 24 giugno, si trova in fuorigioco,

    eppoi (B) se la Seconda Camporella non fosse sincronizzata con la prima sarebbe anche priva della sua majordomo femmina, chè non esistono Totem femminili tra il mese di aprile e di giugno, e di conseguenza i due soli Totem femminili che anticipano la prima (Walburgis e Nunciatora) serviranno anche per la seconda, che non ne ha,

    giocoforza sincronizzandosi a vicenda.

    Ovviamente, non lo sappiamo come mai tutti i momenti cerimoniali vengano sempre anticipati ed annunciati da un “majordomo femmina” ma questa è la prassi che ritroviamo nelle abitudini della nostra gente: non è che i Totem i Prowerbis e i Tabù, i Riti & Miti li leggiamo sui libri sibillini o nelle interiora dei carnevali celtichi, ma l’impariamo dai nostri papà e mammà.

    E allora, se le due Camporelle devono avere il loro majordomo femmina ...ma non ci sono Totem femminili tra la prima e la Seconda Camporella, appare ovvio che la funzione di “majordomo” vada ricercata per esempio tra i Totem femminili “a monte” di entrambe le ricorrenze campestri,

    appunto (A) il Totem di santa Walburg al 25 febbraio, perfettamente sincronizzato con entrambe le due Camporelle a 56+9+56 giorni al modo nonaddizionale tipico,

    e (B) il Totem della Nunciata al 25 marz, a ridosso del aequinox di primavera appunto la “ninfa annunciatora” che sta lì ad annunciare le successive ricorrenze campestri.

    C’è anche da chiedersi come fanno queste due femmine a trovarsi lì, ma è oltremodo evidente:

    il Totem de Walburgis al 25 febbraio è l’ultimo dei 2+2(+1)+3 dodicesimi di Natale, per cui è perfettamente sincronizzato con il solstiz d’inverna, anche negli anni bisestili perchè questi dodicesimi son collocati “a cavallo” della rotazione bisestile, nei 3+3 Giorni d’la Maerla,

    mentre la Ninfa Annunciatora al 25 marz è l’ultimo cinquantaseiesimo dopo il primo giorno della rotazione bisestile (primo dì d’la Maerla) e soltanto negli anni bisestili, ma è anche l’ultimo Totem a 7+47+7+47+7 gg dal primo giorno della minima altezza del Sole a mezdì, ovvero perfettamente sincronizzato con il solstiz d’inverna proprio negli anni bisestili,

    vale a dire che il Totem di santa Walburg e la Ninfa Annunciatora son due femmine perfette per entrambe le Camporelle, con o senza i bisestili, sono Totem perenni.

    Cosa sia invece il 1° maggio (non) ce lo diranno gli austriacanti: chè eravate voi a proibire le nostre Camporelle, mentre il Clero le tollerava con il pretesto di giustificare poi penitenze e digiuni a josa. Anche se ha cominciato a tollerarle solo dopo la Rivoluzione Francese, ormai per evitare il linciaggio, ma prima si finiva sul rogo.

    Son comunque i preti a inventare “l’invernino di san Gioorg” come una velata minaccia: a san Giorgio restate a casa “che fa ancora freddo la notte” ma non ha mai funzionato, ancora oggi se non piove si fa la scampagnata fuori Città il giorno 23 ma appena ieri si andava nei prati tutta la notte fino al 29 aprile, lo racconta ancora Gabrio Rosa nel suo “Tradizioni e Costumi Lombardi” a fine ottocento. Che poi, se fa freddo si sta sotto il portico: chi lavora la campagna ha sempre un portico per il fieno, almeno uno ogni 120 pertiche.

    Cosicchè, se proprio i crucchi proibivano le camporelle, sarà un po’ difficile che la loro unica notte di Walburgis possa essere una genuina tradizione da tedesconi, proprio a ridosso delle nostre nove notti ...chè se le camporelle non son tollerate da loro, son di certo una tradizione da milanesoni, busecconi e lumbard.



    pi esse: 120 pertiche milanesi sono circa 78.000 mq (78.542,148) undici campi di calcio.

    (376)
    Ultima modifica di mailander; 04-05-22 alle 00:15 Motivo: 376 letture
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  2. #102
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    Predefinito Re: Tradizioni

    Azzardiamo allora una prima conclusione. Prima di tutto, noi abbiamo tre Camporelle durante l’anno, che durano sempre sei/6 oppure 3+3 oppure 6+6 giorni utili, senza contare le nove notti e tutte le altre notti che completano i sei o 6+6 giorni, mentre loro ne dichiarano una soltanto, di un giorno solo.

    Per cui, abbiamo due mentalità completamente diverse: loro contano fino a 1+1 cioè “una notte e un giorno” quando noi ne contiamo tre, sei, nove, dodici, vale a dire che ...la matematica, non è il loro forte. Come minimo.

    Se poi pensiamo soltanto alla Prima Camporella, dove noi abbiamo due Totem ovvero festività il 23 e 29 aprile di oggi, con 3+3 giorni cerimoniali e nove notti rituali, quando loro hanno un solo giorno e una sola notte, è evidente che è il loro rituale ad essere casomai un misero relitto del nostro, non viceversa:

    prova ad immaginare quanti secoli o millenni ci vogliano per ridurre nove notti ad una sola nottata e puoi capire quanto siano antiche le (nostre) camporelle rispetto all’unica presunta notte di Walburg in tedescheria. Un’abitudine, o tradizione chedirsivoglia, diffusa collettivamente nella memoria storica d’una Società “mendeliana” cioè etnicamente intesa.

    Poi c’è anche il fatto fondamentale che nel nostro mito la signorina Walburgis compare tutte le nove notti, mentre nel loro mito non appare per niente, a parte il nome è latitante: a cosa ti serve il nome, se poi non appare il Totem femminile, ce lo devono spiegare gli austriacanti.

    Nel loro mito apparirebbe soltanto una masnada di cavalieri selvatichi: ma se non c’è Walburg davanti a loro, non si capisce chiccaspita stiano inseguendo ...chi glielo fa fare di correre così tanto? dove andate? sì ma quanti siete? rincorrete illusioni o fantasmi?

    Peggio ancora, mentre Walburg in tutte le notti interviene coi contadini a rasoterra (sulla madre terra) nulla del genere appare coi cavalieri tedeschi, che rimangono sempre sospesi per aria ad inseguire forse un miraggio non di certo il nostro majordomo femmina: che siano ignoranti e maldestri imitatori del nostro mito è vieppiù evidente.

    Ancora più & più assurdo, loro ingolfano di “streghe” l’intera unica notte (streghe!?) se il loro non è un mito “clericale” allora cosa sarebbe, di grazia?



    (380)
    Ultima modifica di mailander; 14-05-22 alle 00:31 Motivo: 380 letture
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  3. #103
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    Predefinito Re: Tradizioni

    Anche qui, non è difficile rendersi conto che la menata del 1° maggio ha lo scopo di turlupinare una tradizione antichissima: se è vero che l’uso del fuoco è una delle quattro identità intellettuali nella scarsa dozzina di “caratteri della umanizzazione” allora sappiamo già dal rituale della (seconda) Camporella che questi tre appuntamenti campestri son più antichi dell’uso del fuoco ...e non nascono al di sopra della linea degli alberi ma al di sotto (*) e tra le risorgive (i fontanili) in un hinterland molto evidente, il nostro.

    L’imbelle aggressione austriacante e neoceltica contro “i circostanti aborigeni” come ci chiamava Carlo Cattaneo nel 1844 vuole rinominare Totem, Prowerbis e Tabù, riscrivere i Miti, disfare i Rituali e... creare una servitù: o franza o spagna purchè se magna.

    Diversamente, basterebbe accettarsi per quel che si è, difendersi, esistere, progredire, nel caso combattere, sopravvivere,

    chè franza spagna germania austria jugoslavia (per non dire de l’itaglia) pari sono e non fanno altro che i loro interessi: e non si vede perchè non dovremmo coltivare quelli che abbiamo, a cominciare proprio da quello che siamo sempre stati ...cioè le tradizioni nostre.



    (*) la linea della vegetazione arborea, nelle infinite ondate di ghiaccio del pleistocene, era da Cognac a Tarascona fino a Cilli e Debrecen e poi dalle porte di ferro fino a Odessa e Astrakan, noi stavamo al di sotto mentre al di sopra c’era il deserto artico, galli e germani e jugoslavi dovevano ancora nascere ...e comunque nel hinterland Alpino, tra il Rodano il Reno il Danubio la Drava e le isole Adriatiche sono e resteranno sempre alieni, per noi sono come i mandarini che opprimono il Tibet, con la sola differenza che noi “quando avevamo le armi” tutte le volte li abbiamo sempre malmenati a dovere.

    336
    Ultima modifica di mailander; 01-06-22 alle 00:15 Motivo: 336 letture
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  4. #104
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    Predefinito Re: Tradizioni

    La Data del 29 aprile (tanto per dirne una vicino al 1° maggio) è tassativa: è una dei 9+9 azimut di sincronizzazione dei due solstizii, altro che primo maggio. Al di la dei Totem segnaposto e dei Rituali con propria sincronizzazione, cioè distinta da questi 9+9 azimut, ci sono i 9+9 Totem che ripetono gli azimut di una stagione come uno “specchio” di quelli dell’altra stagione.

    Non è una cosa che uno può dire “va beh, giorno più giorno meno” perchè la differenza d’un giorno farà differenza d’un azimut all’orizzonte di alba e tramonto, non quaglia più.

    Nel complesso dei 51 Totem, Prowerbis & Tabù, ce ne sono 2+2 con una distanza “reciproca” dai due solstizi: un paio stà a 26+26 giorni dal solstizio d’inverno, che casca sul 27° giorno cioè esattamente a metà percorso, mentre un altro paio stà a 31+31 giorni dal solstizio d’estate, che casca sul 32° giorno cioè esattamente a metà percorso. Ogni paio ha esattamente lo stesso azimut pur trovandosi in due stagioni opposte, vale a dire che stanno “a specchio” su di un goniometro attorno all’uno o l’altro solstizio.

    Un terzo paio ha esattamente lo stesso azimut, in due stagioni opposte, ed uno dei due è il majordomo femmina che avvia la fine d’anno stagionale (dal Totem di santa Teresa e altri tre fino a san Martin) mentre l’altro è il majordomo femmina che avvia l’inizio d’anno stagionale... appunto santa Walburg.

    Tutti gli altri, dei 9+9 Totem, si trovano collocati in fila indiana tra queste due coppie di identico azimut, e con il proprio azimut che si trova esattamente ad un grado di distanza dal Totem “gemello” collocato nella stagione opposta. Un marchingegno della madonna.

    Sta roba è nella nostra scatola cranica, nella memoria collettiva ovvero memoria storica, per inerzia, abitudine, incoscenza, balbettando proverbi incomprensibili ma balbettandoli a menadito: non ce l’insegnano nè i preti nè i druidi, nè Grechi nè Romani nè immigranti barbari jugoslavi germani celtichi o indioeuropoidi che fossero. Calendario creato da analfabeti e senza essere ammaestrati da nessuno.




    416
    Ultima modifica di mailander; 22-07-22 alle 00:21 Motivo: 416 letture
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  5. #105
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    Predefinito Re: Tradizioni

    Oggi 22 luglio del Calendario clericale, volgarmente detto internazionale (perfino in giappone) siamo arrivati al Totem de la Madelèna, il majordomo femmina che annuncia la terza Camporella (comincerà nella notte de san Lowreens) col proverbio che dice “al vintidü la Madelèna” ed è una contrazione del “savè minga ke’l vintidü l’è la Madelèna” anche ridotto “el sà no (quel tizio) a qwanti dì l’è la Madelèna” per forza di cose creato in epoca moderna tra l’anno 1582 e 1583 perchè 12 mesi da trenta giorni non possono esistere nel Calendario Campestre. Dodici mesi son troppi e trenta giorni troppo pochi per i coltivatori, i mandriani e i cacciatori, van certo bene per i ragionieri e i barbari che vivono di rapina e saccheggio delle derrate altrui.

    Difatti può nascere soltanto dopo il 1582 quando la (falsa) correzione cosidetta “gregoriana” riportava il Calendario “clericale & civile” indietro di dieci giorni (10) quasi riportando la Data a quella di Giulio Cesare buonanima.

    Con la parola “indietro” s’intende che gli equinozii, ormai anticipati di molti giorni nell’arco di oltre mille anni, non per errore ma per inerzia insipienza e arroganza del Clero, vengono artificiosamente ritardati di “quasi” altrettanti giorni, usandone (solo) dieci, appunto.

    Ci dicono che nell’anno 1582 vengono eliminati 10 giorni (dal 5 al 14 inclusi) per cui l’equinozio della primavera con questo artificio tornerebbe (dal equinox dichiarato retrocesso al 11 marz) fino al presunto 21 marz dell’anno 325 nostra era Volgare.

    Però, in realtà viene riportato “quasi” alla Data dell’anno 325 e cioè NON al giorno 25 marz (salvo +/- la sua correzione) ma al giorno 21 marz “tout court” in modo da far dimenticare il Calendario Romano, che vien dichiarato sempre con lo “zero” al 25 marz e non al 21 della presunta correzione.

    Calendario Romano comunque nel 1582 già abbondantemente sfasciato e dimenticato perchè il sistema “nundinale” delle kalendae (dei nove giorni) era ancora in uso ma nella forma “domenicale” assurda (dei sette giorni) sempre usando la nomenclatura dei... nove giorni. Una furbizia ‘cezzionale, un groviglio.

    La scelta del giorno 21 serviva anche a distaccare il Calendario da quello degli ebrei, di cui non importava niente a nessuno (salvo ai vescovi che li mandavano al rogo) ma “ubi major minor cessat” il Clero non tollerava alcuna concorrenza.

    Bonus: col giorno 21 viene snobbato anche il Calendario Campestre, quello dei disgraziati che vivono nel “pagus” cioè il contado dei contadini, cosidetti pagani appunto, perchè il loro equinozio è al giorno 20 marz non ventuno.

    Ergo: tre piccioni con una fava.

    Di fatto, ci dicono che il calcolo con cui “correggono” l’errore di Giulio Cesare è di un giorno bisestile ogni 134,2 anni, fissati dal cardinale Christopher Clavius nonostante Nicolò Copernico (oramai morto) aveva ben detto che fosse un giorno ogni 128,19 anni.

    Per cui, se portiamo a “zero” la Data di Giulio Cesare quando incomincia il suo Calendario duemila anni orsono, sia pure con una tolleranza di 20/30 anni fa lo stesso (*) avremo che l’equinox di primavera sta...

    al 25 marz fino all’anno 134,2
    al 24 marz fino all’anno 268,4
    .l’anno 325 si trova qui ma coll’equinox al 23 e non al 21 marz perchè l'equinox
    al 23 marz
    durerà fino all’anno 402,6
    al 22 marz fino all’anno 536,8
    al 21 marz fino all’anno 671,0
    al 20 marz fino all’anno 805,2
    al 19 marz fino all’anno 939,4
    al 18 marz fino all’anno 1073,6
    al 17 marz fino all’anno 1207,8
    al 16 marz fino all’anno 1342,0
    al 15 marz fino all’anno 1476,2
    .l’anno 1582 si trova qui ma coll’equinox al 14 e non al 11 marz perchè l'equinox
    al 14 marz
    sarebbe durto fino all’anno 1610,4

    quindi, non esiste nessuna maniera per eliminare 10 giorni nel 1582 tornando al 21 marz dell’anno 325 nella nostra era Volgare, lo rivediamo dal conteggio di Nicolò Copernico per un giorno ogni 128,19 anni dove...

    il 25 marz dura fino all’anno 128,19
    il 24 marz dura fino all’anno 256,38
    .l’anno 325 si trova qui ma coll’equinox al 23 e non al 21 marz perchè l'equinox
    al 23 marz
    dura fino all’anno 384,57
    il 22 marz dura fino all’anno 518,78
    il 21 marz dura fino all’anno 640,95
    il 20 marz dura fino all’anno 769,14
    il 19 marz dura fino all’anno 897,33
    il 18 marz dura fino all’anno 1025,52
    il 17 marz dura fino all’anno 1153,71
    il 16 marz dura fino all’anno 1281,90
    il 15 marz dura fino all’anno 1410,09
    il 14 marz dura fino all’anno 1538,28
    .l’anno 1582 si trova qui ma coll’equinox al 13 e non al 11 marz perchè l'equinox
    al 13 marz
    sarebbe durato fino all’anno 1666,47

    quindi se dichiarano l’anno 1582 coll’equinox al giorno 11 marz hanno mentito su tutto il resto.

    Copernico era morto quarant’anni addietro (nel 1543) ed aveva calcolato il tempo trascorso usando due riferimenti diversi, di modo che l’eventuale errore nell’uno venisse scoperto coll’altro, quindi contando i giorni bisestili da Albatenio (Al Battani) ed anche contandoli da Tolomeo altri secoli più indietro, ricava i 128,19 anni confrontati. Tolomeo non era una cima, però Copernico ha soltanto usato la Data nota all’epoca di Tolomeo e nient’altro.

    Và detto qui, che nel nostro Calendario Campestre il conteggio è sempre stato di 128 anni esatti, ma con una tolleranza di un giorno bisestile, cioè quattro anni, vale a dire tra i 128 e 132 anni, come sappiamo dai giorni che passano (ovviamente a ritroso) tra il terzo giorno de la Maerla ed il Totem de san Tumaas (oggi 29 dicembre) quindi contando i giorni bisestili come se fossero omessi e retrodatandoli dal giorno bisestile vero: sono 33 giorni bisestili al massimo e 32 al minimo per ogni ciclo di 128 oppure 132 anni e funziona come i 128,19 anni di Copernico.

    Hanno mentito ma comandavano loro, quel che succede nelle campagne è molto semplice: col tempo, uno qualsiasi dei 51 Totem perenni finirà per “marcare” lo spostamento numerico tra il Celendario tradizionale e quello comandato. Oggi sappiamo che è capitato a uno dei vari majordomo femmina, casualmente è toccato a la Madelèna ma uno vale l’altro... voce di popolo voce d’iddio.

    Troviamo facilmente il Totem de la Madelèna, uno dei 12 nomi di donna tra i 15 nomi femminili, perchè si trova a 12+12 giorni dalla seconda Camporella terminata il 29 giugno col Totem de san Peder, quindi 12+12=23 non 24 giorni contati al modo lineare, cioè non-addizionale.

    A cosa serve: a marcare (12 gg più tardi) l’ultimo giorno di massimo ritardo del Sole a mesdì, oggi 2 agosto, che è anche il primo giorno lavorativo del secondo e ultimo mese d’estate. Come tutti i primi giorni dei secondi mesi, può anche essere semi-lavorativo perchè è sempre il settimo dei giorni festivi che stanno fra il primo e secondo mese di 40 gg lavorativi, di conseguenza è il giorno 46 inframezzo ai 4+4 dodicesimi o fra i 45+45 gg della stagione estiva.

    Meglio ancora, il 2 agosto è al centro esatto della misurazione estiva di 7+47+47+7 gg cominciata col Totem de san Barnabàm (ultimo giorno lavorativo dell’ultimo mese di primavera e primo dei sette giorni festivi, oggi 11 giugno) che terminerà esattamente coll’equinox d’autunno il 23 settembre, quando termineranno anche i 56+9=64 non 65 gg dal Totem de la Madelèna, così appunto incastonati.

    Dicevamo che è il majordomo femmina della terza Camporella, facile da misurare perchè il suo dodicesimo giorno (cioè il 2 agosto) anticipa i 12 gg che marcano la notte centrale dei 6+6 appuntamenti notturni (quella del 15 agosto) cominciati a san Lowreens fino a san Bernard, col giorno 15 che è 56 gg dal solstiz d’estate, altri 56 dalla prima Camporella e altri 56 dal Totem de Chalandamarz.

    Appare quindi chiaro che il perno o meglio il “baricentro” del rituale si trovi al 2 agosto (non essendo un Totem) dove appunto c’è la cerimonia del toro. L’ultimo giorno della terza scampagnata notturna (san Bernard) è 56 gg dal primo giorno della seconda Camporella (il Totem de san Giowan al 24 giugno) ed anche 56 gg dal primo giorno della fine anno solare, col Totem de santa Teresa al 15 otober, altro majordomo femmina.



    (*) la Data di partenza del Calendario di Giulio Cesare non è l'anno 46 aevac ma circa 30/40 anni più tardi, perchè lui muore prima e non ha potuto spiegare ai Romani come dovevano contare gli anni: loro difatti han continuato a contarli alla vecchia maniera col modo "nundinale" ovvero lineare e non-addizionale sbagliando tutto, perchè col sistema di Giulio Cesare il conteggio dev'essre addizionale. Se ne accorgono all'epoca di Augusto e decidono di omettere un po' di giorni bisestili fino a recuperare gli anni persi. Praticamente non avevano capito (questa era la difficile novità) che un ciclo di quattro anni deve cominciare sempre ...dal quinto anno.
    Ultima modifica di mailander; 22-07-22 alle 20:46 Motivo: poscritto (*)
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