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  1. #11
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: Mons. Umberto Benigni, il Cattolicesimo Integrale e la Questione Ebraica in Ital

    a)

    Lettera di Mons. Benigni ai Card. De Lai, nella quale, a seguito della morte di Pio X, annunzia lo scioglimento del «Sodalitium Pianum», 22 agosto 1914.

    Pio X rese l'anima a Dio nelle prime ore del 20 agosto 1914. Due giorni dopo Mons. Benigni, d'intesa con il suo consiglio centrale, comunicava al Cardinal De Lai lo scioglimento del SP.
    La situazione in cui il SP veniva a trovarsi, dopo la scomparsa del Papa che lo proteggeva, con le ostilità e le critiche cui era fatto segno, e senza aver potuto ottenere, nonostante i ripetuti tentativi, una formale approvazione canonica, era quanto mai incerta e problematica. Tutto ciò indusse Mons. Benigni e i suoi consiglieri allo scioglimento del Sodalizio. Essi però lasciarono aperta la possibilità di una eventuale ripresa del lavoro, qualora si fosse desiderato, e di fatto, come è stato detto, una ripresa ci fu.
    L'atto comunque dello scioglimento del SP, a ben riflettere, ci sembra un gesto, di calcolata prudenza da un lato, ma anche di devoto attaccamento a Pio X, per il cui servizio il SP era stato fondato.

    Roma, 22 agosto 1914.

    Eminenza Reverendissima,

    Mi affretto a compiere il dovere di comunicarLe, a nome della Dieta del Sodalitium Pianum, la decisione presa in questo momento da essa, dello scioglimento della nostra modesta organizzazione. Le circostanze lo impongono, e Vostra Eminenza Reverendissima non stenterà a convenirne. Non avendo ricevuto la definitiva approvazione, il nostro Sodalizio viveva una vita precaria che oggi cessa da sé.
    Inutile aggiungere che non solo noi ci facciamo personalmente un onore di essere sempre a Sua disposizione; ma se, per ipotesi, Ella desiderasse, quando che sia, la nostra ricostituzione in base ad una definitiva approvazione, noi saremmo pronti a ricominciare.
    Intanto voglia gradire, Eminentissimo Principe, i nostri più devoti ringraziamenti per tutta la bontà manifestataci da Lei; e prostrato al bacio della Sacra Porpora, con profonda venerazione godo confermarmi

    di Vostra Eminenza Reverendissima

    Umilissimo devotissimo obbligatissimo servo
    Umberto Benigni, Direttore Gen.le del SP.

    b)

    La Direzione del «Sodalitium Pianum» in seguito alla morte di Pio X, comunica ai suoi membri l'avvenuto scioglimento dell'Istituto, 22 agosto 1914.

    La dignitosa comunicazione della Direzione del SP ai suoi membri dello scioglimento del medesimo non ha bisogno di commenti.
    Da notare solo, che due copie di questo testo, una in italiano, l'altra in francese, si trovano accluse alla lettera precedente diretta al Cardinal De Lai.

    S+P
    Riservato

    22 agosto 1914.

    cc. ss.,
    Il profondo dolore di tutti i buoni cattolici per la morte del venerato e benamato Pio X, è stato particolarmente sentito dalla nostra modesta famiglia, nata sotto le ali della di Lui protezione paterna, e che sperava crescere e maturare sotto di essa.
    La Divina Provvidenza ha disposto altrimenti. Così, dopo aver bene riflettuto a tutte le circostanze che c'interessano, la Dieta riunita stamane, ha deciso all'unanimità lo scioglimento del S + P, ed essa Ve ne dà per mezzo di questa circolare l'ufficiale comunicazione.
    Pertanto cessano pei nostri cc. ss. i loro impegni, eccetto naturalmente, quello dell'assoluta riserva sugli affari della nostra famiglia ora sciolta.
    Come il ricordo di Pio X non morrà fra noi, così lo spirito del S + P e la buona amicizia dei cc. ss. dureranno al di là della triste contingenza d'oggi.
    Ancora una volta, coraggio, cc. ss. Più che mai bisogna confidare in Dio e meritare di essere da Lui salvati facendo sempre del nostro meglio per la sua Santa chiesa.
    Vogliate gradire, cc. SS., i nostri fraterni saluti nel Signore.

    LDDSP.
    [La Dieta del Sodalitium Pianum]

    20-a

    Lettera di Mons. Benigni al Cardinal De Lai intorno alla ricostituzione del «Sodalitium Pianum», con allegato lo statuto aggiornato, 24 giugno 1915.

    I profondi cambiamenti dell'anno 1914: la guerra mondiale, la morte di Pio X, la successione di Benedetto XV, la nomina a Segretario di Stato (dopo la rapida morte del Card. Ferrata, 10 ottobre 1914) dell'Emo Gasparri, tutto ciò, a dir vero, non poteva generare speranze per una ripresa del disciolto SP. Basta inoltre ricordare (vedi sopra introduzione generale al SP) la violenta diatriba dell'arcivescovo di Albi, Mons. Mignot, contro tutto il sistema degli «integralisti», e la levata di scudi di tutti gli scontenti della fermezza di Pio X nella repressione del Modernismo e di ogni sua sottospecie, per convincersi che una rinascita del SP non era affatto né facile né probabile.
    Ciononostante, ecco che nel giugno del 1915, alla distanza quasi un anno dalla morte di Pio X, Mons. Benigni è di nuovo in trattative col Cardinal De Lai circa la ripresa del SP. Dalla lettera che riproduciamo, risulta infatti che fra Benigni e il Cardinale vi era stato uno scambio di idee circa la possibilità o l'opportunità di risuscitare il SP; come conseguenza di questi contatti Mons. Benigni presenta due copie di uno Statuto modificato (molto poco, a dir vero), il quale avrebbe dovuto sostituire non solo il precedente Statuto, ma anche il Programma, il quale, dopo il cambiamento dei tempi, non suonava più bene, poiché l'«integralismo» rigido non era più di moda.

    Roma, 24 giugno 1915.

    Eminenza Reverendissima,

    Ho l'onore di rimetterLe qui accluso, doppia copia dello Statuto modificato del Sodalitium Pianum, Statuto che sostituisce i precedenti Statuto e Programma.
    Nella speranza che Vostra Eminenza Reverendissima voglia benevolmente prendere atto onde il S + P possa continuare la sua modestissima opera in base alla Lettera di codesta S. c. concistoriale, 308/13 del 25 febbraio 1913, mi prostro al bacio della Sacra Porpora ed, anche a nome de' miei buoni compagni, La prego gradire i sensi della più profonda venerazione con cui mi ripeto

    di Vostra Eminenza Reverendissima

    Umilissimo devotissimo obbligatissimo servo

    Umberto Benigni

    20-b

    Allegato: lo Statuto modificato del 1915

    Come si può vedere da un confronto con lo Statuto del 1913 (Doc. 16), le modifiche sono di poca entità, come osserverà poi anche lo stesso Cardinal De Lai nella sua lettera di consenso (Doc. 23).

    SODALITIUM PIANUM

    (Lega di S. Pio V)

    STATUTO

    1. Il Sodalitium Pianum o Lega di S. Pio V (così denominata dal Santo Pontefice strenuo difensore della chiesa e del mondo cattolico dai nemici interni ed esterni, al principio dell'epoca moderna) è una Intesa romana di cattolici pienamente fedeli alla chiesa ed al suo capo il Papa, allo scopo di difendere questi contro la Sètta in qualunque sua manifestazione e contro qualunque suo complice.
    2. Il S + P invoca come suoi celesti Patroni Maria Santissima Ausilio dei cristiani, S. Pietro e S. Paolo Principi degli Apostoli, e S. Pio V. Ogni socio prega ogni giorno per la Chiesa e per il Sommo Pontefice.
    3. Il S + P ha per centro il suo gruppo romano, a cui si federano individui e gruppi di altri luoghi. La presidenza del gruppo romano, col titolo di Dieta del S + P, ha la direzione generale di questo.
    4. La Dieta del S + P è composta di ecclesiastici, in numero almeno di tre, de' quali uno è il Direttore Generale, ed un altro il Segretario Generale del S + P.
    5. La Dieta a) fissa i regolamenti interni per il funzionamento del S + P secondo lo spirito e i termini del presente Statuto; b) nomina i suoi membri e rappresentanti; c) ammette gl'individui ed i gruppi nel S + P; d) dichiara eventualmente usciti da questo gl'individui ed i gruppi il contegno dei quali risultasse incompatibile con lo spirito o con la disciplina del S + P; e) amministra il S + P e ne cura lo sviluppo morale e materiale.
    6. I soci del S + P s'impegnano a) ad essere esemplari e zelanti cattolici, ciascuno nel proprio stato, facendo costantemente del loro meglio per la difesa della chiesa e della S. Sede; b) ad osservare la disciplina del S + P; c) a mantenere una fraterna solidarietà verso gli altri soci; d) a versare una contribuzione annua, da fissarsi liberamente ogni volta da ciascun socio, alla Dieta per concorrere alle spese del S + P.

    21

    Minuta di biglietto del Card. De Lai a Mons. Benigni, per chiedere alcune spiegazioni circa il nuovo Statuto del «Sodalitium Pianum», 3 luglio 1915.

    Pubblichiamo la seguente minuta per far vedere la prudente circonspezione con la quale l'espertissimo Segretario della S. Congregazione Concistoriale pesava ogni parola, tenendo conto certamente anche dei tempi mutati e dei rilievi fatti da tante parti contro l'antecedente attività del SP.

    Roma, 3 luglio 1915.

    Come viene presentata e proposta ora, la cosa non sembra da disapprovarsi. Resterebbe sempre da veder chiaro che cosa significhino le parole dell'articolo 1: «Allo scopo di. difendere il Papa contro la setta in qualunque sua manifestazione e contro qualunque suo complice».
    come pure sembra che bisognerebbe conoscere quei regolamenti, dei quali all'art. 5 si dice che «La dieta fissa i regolamenti interni per il funzionamento del S. P. secondo lo spirito e i termini del presente statuto».
    Quello che non sta nello statuto ridotto ai minimi termini, può contenersi nel regolamento.
    Prima dunque di una esplicita e formale approvazione, sembra prudente conoscere bene tutto.

    22

    Minuta di biglietto del Card. De Lai a Mons Benigni per ulteriori schiarimenti circa l'organizzazione del «Sodalitium Pianum», 14 luglio 1915.

    Non abbiamo le spiegazioni che furono chieste a Mons. Benigni col biglietto precedente; forse furono date a voce. Ad ogni modo, il Cardinale volle conoscere anche i più volte accennati «regolamenti interni» prima di procedere ad ulteriora, come si vede dal presente biglietto.

    Roma, 14 luglio 1915.

    Revmo Signore,

    Ho letto ed esaminato il nuovo statuto del Sodalitium Pianum, dalla S .V. Revma modificato, e che, com'Ella dice, sostituisce i precedenti Statuto e Programma.
    In questo nuovo statuto è detto all'art. 5 che «la Dieta fissa i regolamenti interni per il, funzionamento del SP secondo lo spirito e i termini del presente Statuto». Sarebbe quindi opportuno che, come la S. V. à comunicato copia dello statuto modificato, così comunicasse copia dei regolamenti relativi, i quali per essere più determinati, fanno meglio conoscere l'opera che il Sodalizio si propone.

    C.G.D.L.
    [Card. Gaetano De Lai].

    23

    Comunicazione del Card. De Lai a Mons. Benigni, con la quale prende nota del ripristino del «Sodalitium Pianum» sulla base dello Statuto modificato, 5 agosto 1915.

    Dopo le insistenze del Cardinal De Lai presso Mons. Benigni per avere in mano tutti gli statuti e regolamenti, anche quelli detti «interni», questi, cioè Mons. Benigni, si diede premura di inviare al Cardinale, con lettera del 17 luglio, anche questi regolamenti, i quali però non sono conservati nel nostro incartamento; aggiunge ancora Mons. Benigni. di essere pronto ad ogni cenno o desiderio del Porporato, qualora egli credesse utile qualche altro cambiamento.
    Con un successivo biglietto del 18 luglio, Mons. Benigni notificava al Cardinale, di essere in procinto di trasferirsi, per ordine del medico, presso le Suore di S. Carlo a Frascati, per prendersi un certo tempo di riposo.
    Finalmente, il 3 agosto 1915, il Cardinal De Lai comunicò a Mons. Benigni, di aver preso notizia del ripristinamento del SP secondo il nuovo Statuto, non differente, in sostanza, dice cautamente il Cardinal De Lai, da quello che «fu di gradimento di Pio X».
    Interessante il fatto che era stato preparato, in un primo tempo, un testo alquanto più caldo, sostituito, dallo stesso Cardinale, con un testo più burocratico e sostenuto. Ad ogni modo, il testo costituisce soltanto un certo minimo: non è una approvazione; la cosa non fu portata davanti al Santo Padre; si tratta di un atto di semplice amministrazione della S. Congregazione; ma s'inizia così un nuovo periodo di attività del SP, molto più ridotto di prima, sopratutto a causa della guerra. che ruppe bruscamente tante relazioni e cambiò radicalmente tante situazioni.
    Diamo in primo luogo, sotto la lettera a), il testo preparato da un ufficiale della Congregazione, o per lo meno scritto da un ufficiale; e sotto la lettera b) diamo il testo definitivo, come fu riscritto a parte dallo stesso Cardinal De Lai.

    a) Prima redazione

    Roma, 3 agosto 1915.

    Revmo Signore,

    Dopo aver letti i due regolamenti del Sodalizio Piano, quello generale cioè e quello della Dieta, non mi sembra che la S. V. Revma abbia da essere ostacolata in un'opera, che se conserverà lo spirito buono di devozione e soggezione alla S. Sede, non potrà che fare del bene.
    Senza dunque che sia concessa formale ed esplicita approvazione, Ella può continuare l'opera intrapresa che non mancherà della benedizione del Signore quando abbia per oggetto la sua gloria.

    b) Redazione definitiva

    Roma, 5 agosto 1915.

    398/13

    Revmo Signore,

    Ho preso nota del ripristinamento del Sodalizio Piano secondo il nuovo regolamento, che non differisce sostanzialmente da quello che fu di gradimento di Pio X di s. m.: e nutro fiducia che cotesta associazione così ripristinata non mancherà della benedizione del Signore avendo per oggetto la sua gloria.

    24

    Atto di omaggio di Mons. Benigni al Card. De Lai dopo la notificazione del ripristinamento del «Sodalitium Pianum», 8 agosto 1915.

    Non v'è bisogno di commento. Ciò che importa invece, è di vedere e anche - perché no? - ammirare la fedeltà, si direbbe quasi l'ostinazione, di Mons. Benigni nel voler continuare un'opera che gli aveva procurato e avrebbe continuato a procurargli, come era prevedibile, una lunga serie di fastidi e di sacrifici, certamente non solo per motivi di indole personale, ma anche perché sapeva di agire secondo gli intendimenti di Pio X, che rimasero a capo delle sue prospettive fino alla morte.

    Roma, 8 agosto 1915.

    Eminentissimo Principe,

    In questo momento mi è pervenuta la venerata Lettera di Vostra Eminenza Reverendissima in data 5 corr., n. 398/13, con quale Ella si degna di prendere favorevole nota del nuovo regolamento del ripristinato Sodalizio Piano per il quale Ella à di paterna bontà.
    Ho subito comunicato il prezioso documento ai miei buoni colleghi presenti in Roma; ed a nome di tutti mi, affretto di porgere a Vostra Eminenza Reverendissima le nostre più vive azioni di grazie. Forti del Suo paterno incoraggiamento e della fiducia nella Benedizione celeste da Lei auspicata sulla modesta opera loro, i soci del Sodalizio Piano faranno ogni sforzo per essere meritevoli di quello e di questa.
    Sempre agli ordini di Vostra Eminenza Reverendissima, mi prostro al bacio della Sacra Porpora, e con profonda riconoscenza e venerazione mi confermo

    di Vostra Eminenza Reverendissima

    Umilissimo devotissimo obbligatissimo servo

    Umberto Benigni

    25

    Estratto da un esposto di Mons. Benigni al Card. De Lai intorno ad una vasta campagna aperta contro di lui, 2 genn. 1917.

    Nell'incartamento della Concistoriale, a seguito del ripristinamento del SP si trova una lettera di Mons. Benigni al Cardinal De Lai (6 novembre 1915), dalla quale si vede che egli aveva domandato delle indulgenze in favore dei membri del SP al S. Offizio (Sezione delle Indulgenze), e che questa. a sua volta aveva chiesto informazioni alla S. Congregazione Concistoriale. Mons. Benigni prega il Cardinale di voler favorire la supplica. Dalla deposizione del sacerdote de Töth (sopra, p. 48) sappiamo che le indulgenze furono effettivamente concesse. Da questa data (6 novembre 1915) in poi, nell'incartamento della S. Congregazione Concistoriale, non si trova più alcun documento fino al 21 novembre 1921, vale a dire fino alla soppressione definitiva del SP. Nella lettera di cui trattiamo, Mons. Benigni dice che non volle più in alcun modo infastidire il Cardinale, dato lo stato precario in cui il SP venne a trovarsi.
    In un altro plico invece della S. Congregazione Concistoriale, intitolato «Roma, Modernismo ecc.» abbiamo scoperto un lungo esposto di Mons. Benigni al Cardinal De Lai, in data 2 gennaio 1917, provocato da violenti attacchi contro l'intrepido Monsignore, cui si voleva attribuire la paternità di certi articoli apparsi nella Tribuna di Roma e nel Temps di Parigi.
    Non era difficile dimostrare al Benigni la falsità di quelle accuse e di quegli attacchi, e lo dimostra nella prima parte di quell'esposto; ma ciò che per noi è di vero interesse, è la seconda parte dell'esposto, di carattere generale, nella quale il Direttore del SP si lamenta fortemente dell'abbandono, anzi dell'ostilità aperta che egli aveva incontrato, sin dagli inizi del nuovo Pontificato, anche da parte del Vaticano e dei suoi rappresentanti. L'esposizione di Mons. Benigni corrisponde a verità e bisogna aggiungere che agli affronti «di dentro» come egli li chiama, si aggiunsero e si aggiungeranno quelli dal di fuori; e si capisce che il povero uomo, il quale dopo tutto e con tutte le sue intemperanze, aveva cercato sinceramente di servire la Chiesa, dovette averne il cuore pieno di amarezza. Ed infatti, da questi anni incirca e fino alla morte, si riscontrano nel suo contegno e nel suo linguaggio le traccie di questa amarezza che spiega molti atteggiamenti di Benigni vecchio. Abbiamo creduto necessario inserire questa seconda parte dell'esposto Benigni nella nostra documentazione sul SP, anche se posteriore alla morte di Pio X, perché ha valore retrospettivo.

    Roma, 2 gennaio 1917.

    Eminentissimo Principe,

    [...]

    Giacché qui è il punto culminante della mostruosa campagna contro di me.
    Nessuno mi parla. Il buonsenso e la coscienza dettarono a Vostra Eminenza Reverendissima - come l'hanno dettato a tutte le persone oneste venute a cognizione della triste manovra - la ovvia riflessione: perché non s'interroga l'accusato?
    Perché della mia... [1] influenza nel Temps se ne scrive a Parigi propalando così autorevolmente la calunnia, senza che nessuno me ne abbia fatto cenno - tanto che è un puro caso se ho saputo l'affare per il fatto che un personaggio parigino, direttamente informato della cosa, ne ha parlato ad un mio amico?
    Perché della mia... [2] ispirazione dell'articolo della Tribuna, il primo ed unico a parlarmene è stata ora Vostra Eminenza Reverendissima, di Sua spontanea iniziativa, per pura combinazione nell'occasione di una mia visita?
    La prova schiacciante della calunniosità dell'accusa, quale emerge dalla lettera dell'Aureli, mandata al Conte Santucci, è stata comunicata agli autorevoli ambienti che avevano ascoltato la calunnia? Ed allora perché chi portò la calunnia a Vo-Eminenza Reverendissima, non Le ha portato la perentoria dicolpa; tanto che se la felice combinazione della mia visita non mi dava campo di offrire queste spiegazioni esaurienti, Vostra Eminenza Reverendissima avrebbe potuto restare almeno col dubbio della mia colpabilità?
    Queste domande che s'impongono da se stesse, mettono il dito sulla piaga. Io sono un condannato, ma soprattutto un condannato a non essere inteso.
    Sotto l'attuale pontificato nessun capo né sottocapo mi ha rivolto mai una parola, né in bene né in male, né per fatti miei né per affari. Mostruose accuse si accumulano contro di me, e tali che se fossero vere, sarei reo d'alto tradimento. Non una parola, né autoritativa né paterna, mi si è rivolta a loro proposito.
    La spiegazione ditale enigma è facile a me che so certe cose da un pezzo. La campagna attuale fatta contro di me in Vaticano, non è che un episodio saliente della guerra dichiaratami dalla «Sètta di dentro», sorella e complice della «Sètta di fuori», dal giorno che mi misi a viso aperto a lottare contro la coalizione liberale-democrista-modernista, sabotatrice del cattolicismo e nemica aperta o falsa amica della S. Sede.
    Mi basta rammentare due episodi, uno alla vigilia ed uno all'indomani della morte di Pio X. La stampa modernista di Germania, capitanata apparentemente dalla Augsburger Postzeitung, condusse nell'ultimo tempo di Pio X una feroce campagna contro di me, accusandomi nientemeno, di essermi venduto alla Russia e di averle dato i segreti della S. Sede. La buona fede di tale campagna era tale, che il Cardinale Segretario di Stato dovette imporre d'autorità alla recalcitrante gazzetta ed al complice vescovo locale, l'inserzione, in testa al giornale, della piena smentita ufficiale della vile calunnia. [3]
    All'indomani della morte di Pio X, il prof. Imbart de la Tour, direttore del famoso Bulletin de la Semaine e pilastro del Modernismo e neogallicanismo francese, stampava nella Reivue Bleue di Parigi un articolo insultante per Pio X che criticava, e per il Suo Successore che altezzosamente consigliava. In tale articolo mi si colmava d'insulti, accusandomi di aver venduto me e l'opera mia alla Germania, affermando che tutta la mia campagna antiliberale ed antimodernista in Francia non era stata se non un servizio reso ai miei padroni di Germania. Cito fatti pubblici, cose stampate: ognuno può controllare.
    Dunque, in Germania io ero venduto alla Russia; in Francia ero venduto alla Germania Questa ridicola contraddizione materiale è una prova palpabile della morale unità della campagna internazionale della «Sètta di dentro» contro di me.
    Oggi, tale campagna s'intensifica dentro il Vaticano. Ma gli oculati ispiratori di essa sanno bene che il loro successo dipende dal fatto che l'accusato non parli; se no, addio campagna e campagnuoli! Vostra Eminenza Reverendissima può star certa, che se si fosse preveduto che Ella me ne avrebbe parlato, gl'intelligenti conduttori della campagna avrebbero fatto di tutto perché a Lei non fosse parlato della Tribuna.
    È così che costoro sono sinora riusciti a continuare dentro il vaticano l'esecuzione implacabile della sentenza di morte, elargitami dalla Sètta. Essi sono riusciti a persuadere che è giusto ed opportuno non parlarmi, giacché il parlarmi condurrebbe seco l'ascoltarmi. E ad ascoltarmi si apprenderebbero cose come quelle esposte in questa lettera, le quali mettono a nudo questo semplice fatto: la campagna contro di me è settaria; e quelli che coscientemente la conducono e l'appoggiano presso i Superiori, fanno opera settaria.
    Nel porre termine a questo modesto ma sincero esposto chiedo scusa a Vostra Eminenza Reverendissima della involontaria noia; e nello stesso tempo godo assicurarLa che rimetto tutta la mia fiducia nel Signore per il Quale ho combattuto, combatto e combatterò finché Egli vorrà, e nel suo fedele ministro, il tempo galantuomo.
    Prostrato al bacio della Sacra Porpora, con la più profonda devozione, ho l'onore di confermarmi

    di Vostra Eminenza Reverendissima

    Umilissimo devotissimo obbligatissimo servo

    Umberto Benigni

    1-2 I puntini sono nel testo.
    3 Vedi anche sopra pag. 39.






    (continua)




    sodalitum pianum

    •   Alt 

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  2. #12
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: Mons. Umberto Benigni, il Cattolicesimo Integrale e la Questione Ebraica in Ital

    Inchiesta circa il «Sodalìtium Pianum» imposta a Mons. Benigni dal Prefetto della S. Congr. del Concilio, Emo Cardinal Sbarretti, 10 nov. 1921.

    Come è stato accennato, l'incartamento della S. Congregazione Concistoriale è muto dal novembre 1915 fino al 1921, e la ragione è il volontario silenzio di Mons. Benigni, che non volle più infastidire il Cardinal De Lai, a causa forse di noie continue e di varie contrarietà da diverse parti.
    I documenti dei 1921, con i quali si chiude praticamente l'incartamento della Concistoriale sul SP, provengono invece dalla S. Congregazione del Concilio che li. comunicò alla S. Congregazione Concistoriale per conoscenza.

    Sacra Congregazione del Concilio

    Num. di Prot. 5101/21

    Roma, 10 nov. 1921.

    Al Revmo Signore Mons. Umberto Benigni - Roma

    a mia piena conoscenza che esiste una associazione segreta - talmente segreta che per la corrispondenza ha un dizionario convenzionale - che ha il suo centro in Roma, e che alcuni dicono approvata dalla S. Sede con l'appellativo di Sodalitium Pianum.
    Poiché a questa S. Congregazione del Concilio, cui appartiene curare l'osservanza del can. 684 del Codice di diritto canonico, interessa avere esatte informazioni sopra questa associazione, La invito a rispondere ai seguenti quesiti:
    1. se questa associazione sia veramente autorizzata o approvata dalla S. Sede: in caso affermativo, la S. V. si compiaccia trasmettere a questa S. Congregazione il relativo documento autentico;
    2. chi è il presidente e quali gli altri dirigenti di tale associazione;
    3. se l'associazione abbia statuti: e posto che li abbia, ne invii una copia a questa Congregazione;
    4. qual'è lo scopo di tale associazione;
    5. quali i suoi aderenti nelle diverse parti del mondo: e quali gli impiegati nella sede centrale;
    6. quali i mezzi di propaganda e donde provengono;
    7. perché questo segreto assoluto - amiche nei riguardi delle autorità ecclesiastiche - nello svolgimento dell'attività di questa associazione: e tutto ciò non solo per il periodico Fede e Ragione, ma anche per ogni genere di corrispondenza sia scritta che a stampa.
    Nella fiducia che la S. V. vorrà ottemperare a questo ordine della S. Congregazione, mi professo con ossequio

    della S. V. Rma

    devmo per servirLa
    D. Card. Sbarretti
    Prefetto

    27

    Risposta ufficiale di Mons. Benigni all'inchiesta del Card. Sbarretti sul «Sodalitium Pianum», 16 nov. 1921.

    In data 16 novembre, Mons. Benigni inviò all'Emo Sbarretti una lunga lettera o esposto ufficiale (n. 27), insieme ad una lettera più breve confidenziale (n. 28); è necessario conoscere ambedue queste lettere.
    La prima lettera o esposto (questo n. 27) va letta con attenzione. È ben vero che si tratta di una difesa e perciò di un testo per natura sua facilmente parziale; e se si pensa che chi scrive è un Monsignor Benigni in stato di accusa, è chiaro che bisogna essere attenti. Ma è pur vero che una buona serie di fatti ai quali Mons. Benigni si riferisce per illustrare l'attività del suo SP sotto Pio X, sono documentati o documentabili e sono in suo pieno favore. Una larga indagine negli archivi da lui stesso indicati (sopratutto nella Segreteria di Stato) dovrebbe portare alla scoperta di altri dati e tutti in favore dell'operato di Mons. Benigni: è lui stesso che vi si appella.
    Importante, anche se un po' esagerata, forse, è la notizia (n. 8) sul servizio d'informazione diretto e quasi quotidiano, gestito dai SP per molti anni, e che doveva servire allo stesso Santo Padre.
    Non meno interessanti le rivelazioni del n. 9, circa i personaggi, spesso altissimi, serviti dal SP e con esso in ottime relazioni, sempre nel tempo di Pio X.
    Di prima importanza le deposizioni fatte al n. 11, intorno ai membri del SP, intorno ai mezzi finanziari modestissimi (Pio X elargì annualmente la modesta somma di lire mille; n. 12).
    I nn. 14 e 15 poi si riferiscono direttamente alla pubblicazione sopra ricordata della corrispondenza di Gand, dichiarata da Benigni corrispondenza non ufficiale del SP, qua tale, ma come epistolario privato, fra amico e amico (cfr. l'introduzione, p: 231).
    Il n. 16 infine offre al Cardinal Sbarretti la chiave per chiudere con facilità l'inchiesta: «V. Em. Rma, qualora lo giudicasse opportuno, scrive Mons. Benigni, voglia comunicarmi, non dico un ordine, ma un semplice desiderio di codesta S. Congregazione, e il SP si dichiarerà senz'altro estinto». Come si vedrà al n. 29, fu appunto questa frase che permise all'Emo Sbarretti di trovare una buona formula per una dignitosa soppressione del SP.
    Si potrà accennare finalmente e solo di passaggio alla dichiarazione di Mons. Benigni (n. 16), che certe affermazioni ed accuse concrete a suo danno, potrebbero essere oggetto di una vera procedura canonico-giudiziaria.
    L'importanza di questo sostanzioso rapporto, scritto dal fondatore e sostenitore indefesso dello stesso SP, e destinato soprattutto ad illustrare la sua attività sotto il Pontefice Pio X, non ha bisogno di essere sottolineata. Con le debite riserve, esso costituisce un documento fondamentale per poterci formare sereno sul SP e le sue relazioni con il Servo di Dio Pio X. Questo rapporto si trova nell'incartamento della S. Congregazione Concistoriale solo in forma di copia ed è quindi senza firma; ma trovandovisi come uno degli allegati di quel plico particolare trasmesso alla Concistoriale dalla S. Congregazione del Concilio, non v'ha dubbio sull'autenticità del documento.

    Roma, li 16 novembre 1921.

    risp. al n. 5101/21 - 10 nov. 1921.

    Eminentissimo Principe,

    Mi affretto a rispondere alla venma Sua controindicata giuntami ieri 15, deplorando che loschi intrighi, scesi fino in anonimi libelli diffamatori, abbiano snaturato la pura e onesta verità che ho l'onore di qui esporLe.
    1. Il Sodalitium Pianum, da me fondato verso il 1909, per la difesa religiosa contro i nemici specialmente interni (Modernismo ecc.) con la piena approvazione, per non dire nelle mani stesse, di Pio X (come risulta dai suoi autografi di cui compiego copia autentica), da quel Pontefice fu sottomessa nel 1911 alla S. Congregazione Concistoriale, dopo che il Pontefice ne aveva egli stesso fatto prova pratica, in forma iniziale, prendendo ordinariamente i suoi ordini diretti: allora la S. C. Concistoriale riconobbe ufficialmente il SP, con lettera 25 febbraio 1913 (n. 398/13).
    2. Già scoppiata la guerra, fu giudicato opportuno della Dieta del SP, e fu approvato dall'Emo Card. De Lai, di considerare come sciolto il Sodalizio stesso per attendere la fine della guerra che si annunziava durerebbe qualche mese. In quei torbidi giorni furono bruciate le carte del SP (meno, ben inteso, gli originali dei documenti pontifici di cui sopra) e così si fece man mano.
    3. Ma, più continuando la guerra e meno sembrando vicina alla fine, proposi al sullodato Emo (affinché col troppo attendere l'opera non perisse definitivamente) di ricostituire ufficialmente in vita il SP, il cui primo articolo dello Statuto fu allargato dichiarando come scopo la difesa religiosa contro la Sètta ed i suoi qualsiasi complici (vedi copia autentica annessa). E la S. Congregazione Concistoriale si degnò inviarmi altra lettera, 5 agosto 1915 (n. 398/13) per l'opportuno assenso ed incoraggiamento.
    4. Ma quando fui a domandare all'Emo precise istruzioni per continuare il modestissimo quanto fedelissimo servizio per la S. Sede, compresi dalla sua risposta che col nuovo indirizzo non si gradiva più tale offerta. Ed allora, avvertitine i Dietali, decidemmo di restare a parte, mantenendo buone relazioni personali fra i pochissimi rimasti in rapporto, pur permanendo sempre a disposizione della S. Sede. Ciò dissi all'Emo De Lai, ed infatti da quel tempo in poi cessai di disturbarlo con le visite e con gli scritti fatti sino allora per il servizio suddetto.
    5. Da ciò avvenne che, impedendo allora la guerra le comunicazioni con i vari paesi e rendendole non facili anzi pericolose con tutti, non si ebbe, subito, tempo di comunicare ai membri la ricostituzione del SP, ed in seguito, sopravvenuta la suddetta stasi in cui stabilimmo di restare, nemmeno comunicai loro una ricostituzione, la quale diveniva platonica. Quindi è avvenuto che la massima parte dei soci nemmeno sa di quella ricostituzione molto relativa. Mi feci da allora in poi un criterio: non farmi vivo coi soci che non si facevano, come tali, vivi con me; ed ai pochissimi fattisi vivi, dire la verità com'era e continuare con loro, più come amici che come soci, le nostre amichevoli relazioni.
    6. Se Vostra Eminenza Reverendissima si degnerà domandare al Suo Emo Collega della S. C. Concistoriale tutto l'incarto del SP, avrà nel modo più sicuro la piena conferma di quanto sopra.
    7. Hanno, dunque, asserito a codesta S. Congregazione che il SP è «una associazione segreta, talmente segreta, che per la corrispondenza ha un dizionario convenzionale». L'illuminata saggezza di Vostra Eminenza Reverendissima e della S. Congregazione facilmente intuirà lo strano equivoco. Un linguaggio convenzionale è per guardarsi dagli avversari nella trattazione della propria azienda, né più né meno: nel nostro caso dai settari interni ed esterni, da quelli dei governi a quelli delle congreghe moderniste, gli uni e gli altri pronti e senza scrupoli a sabotare la posta ecc.: nella mia modesta esperienza nel servizio della S. Sede, credo saperne qualcosa di tale audacia di massoni, modernisti e complici.
    Dov'è dunque la società segreta? Perfino le pubbliche banche od aziende commerciali hanno un dizionario segreto coi loro corrispondènti, appunto per evitare che i loro affari siano conosciuti dai loro avversari. Che dire dunque di noi? Valga qualche esempio preso dalla realtà e non da apriorismi. Sugli inizi del SP il Pontefice mi diè ordine (fortunatamente quella volta me lo dette per mezzo dell'Emo Signor Cardinale Merry del Val che, spero, se ne rammenterà e potrà testificarlo) di mandare uno degli affidati a Berlino, al Congresso internazionale del «libero cristianesimo» (cioè le assise del settarismo protestante, modernista ecc.), anche perché Pio X aveva ragione di credere che vi potessero intervenire preti a lui noti: e mi dette la somma necessaria per le spese del viaggio e della permanenza. Difatti si riuscì a far avere dettagliati rapporti e documenti al Sommo Pontefice, che si degnò dirmi la sua soddisfazione. Ebbene, poteva tale servizio farsi senza linguaggio convenzionale o mettere tutto a rischio di essere conosciuto dai nemici della S. Sede, imperanti, come sempre, nelle poste ecc.?
    Quando coraggiosi amici, abitanti entro confini déll'impero russo, rischiavano la galera per introdurvi gli atti pontifici (parecchie volte, anche dopo che non ero più in servizio in Segreteria di Stato, Mons. Canali, allora Sostituto della S. di S. può attestarlo) non dovevano usarsi cautele le più rigorose?
    Ho nominato la Russia. Il compianto Cardinal Vives, Prefetto della S. C. dei Religiosi (e benevolentissimo per il SP) aveva ricevuto oscuri, ma allarmantissimi rapporti sul convento dei monaci paolini di Czenstochowa, sul confine della Polonia russa. Non sapendo come meglio giungere ad avere notizie sicure su quei disordini, volle pregarmi di adoperare il SP a tale scopo. Difatti ne scrissi al buon Conte Ostrowski (posso nominarlo perché è morto, onde è immune dalle vendette), il quale, fatta una scrupolosa inchiesta presso sicuri ecclesiastici e laici, me ne mandò il rapporto con la lista nera dei deplorevoli monaci, lista che diceva: il più malvagio è Tizio, poi viene Caio ecc.
    Ebbene, dopo qualche mese che il Cardinale aveva ricevuto dal SP la lista, scoppiò l'atroce scandalo del monaco paolino di quel convento: il quale monaco aveva assassinato nella propria cella un cugino per rubargli l'amante; ne aveva imballato il cadavere in un canapè, e lo aveva fatto gettare a fiume.
    Chi era il monaco assassino? il primo della lista nera (morto penitente in galera). Chi era il principale complice? il secondo. E così via via. Vedo ancora il compianto Cardinale alzare le mani al cielo, e chiamare «profezia» quella lista. Quando furono decisi i provvedimenti, il Cardinale Vives mandò il P. Saubat (da lui presentatomi per Segretario del SP) dal Cardinale Merry del Val per informarlo della cosa (la Russia dipendeva dalla S. C. degli AA. EE. SS.) e per dargli la lettera della S. C. dei Religiosi da spedirsi a Czenstochowa. Naturalmente la pericolosissima missione di farle passare la frontiera, fu eseguita dal SP.
    Eminenza, ho citato un morto, il Card. Vives, ma esso ha dei garanti vivi. Oltre i nominati v'è Mons. Cherubini, allora Sottosegretario ai Religiosi, speditomi espressamente dal Cardinale Vives per ringraziare del servizio reso e domandare ulteriori precisioni. E basterà cercare nell'archivio della S. C. dei religiosi per ritrovarvi la «lista profezia» ed il resto. Vostra Eminenza Reverendissima vorrà convenire che per tali servizi un dizionario convenzionale e lo stretto segreto in generale, non erano veramente di troppo.
    8. Sì, il SP desiderava restare ignoto ai nemici del Papa e Chiesa, per meglio servire questo e quella. Enorme (mi contenterò di usare questa parola), enorme è la calunnia che il SP avesse segreti verso la S. Sede. Gli Emi De Lai e Merry del Val, Mons. Bressan per il servizio diretto di Pio X, hanno ricevuto, per anni intieri, quasi quotidiani rapporti, sunti della stampa ecc., sulla situazione generale e sui casi particolari: e non avevano che a dire una parola per esser serviti come meglio lo potevano le nostre deboli forze. Essi potranno attestano a Vostra Eminenza Reverendissima.
    Oggi, modernisti intellettuali e pratici, loschi rancori e loschi interessi, vogliono vendicarsi, accumulando le più strane calunnie perché il cane fedele del Pastore morto passi per lupo presso il Pastore vivo. E questa è la chiave di tutto l'intrigo che è andato dai libelli anonimi alle denunzie falsidiche presso l'Autorità.
    9. Sempre per la «società segreta». Oltre ai sullodati, io ho parlato del SP, passim, secondo la buona occasione, ad Emi Cardinali. Sono morti, fra questi, gli Emi Vives, Falconio e Gotti; ma, fra gli altri, è vivo l'Emo Van Rossum a cui, dopo avergli detto del SP, ho parecchie volte comunicato le notizie che potevano essergli non inutili per il suo altissimo ufficio. Ugualmente qualche volta, all'Emo Laurenti, allora Segretario della Propaganda. Ugualmente all'Emo Merry del Val, Segretario del S. Ufficio.
    Uno che s'interessava assai al SP, era il Cardinale Sevin di Lione che, poco prima della sua morte, proponeva al P. Saubat una fusione tra il SP e la Pro Pontifice et Ecclesia, ma presto riconoscendo la non. praticità della cosa. Il P. Saubat potrà prestare giuramento canonico di ciò.
    E non parlo dei Prelati, cominciando dai francesi Monestès (Digione), Sabadel et Gilbert (i due a Roma), tutti favorevolissimi al SP.
    Una volta Mons. Sabadel fece un'offerta di cento lire per essa. Di ciò possiamo prestare giuramento, il P. Saubat ed io; quanto a Mons. Gilbert, lo stesso P. Saubat ha conservato in memoria del venerato Vescovo le sue private lettere a lui; in alcune di esse vi è chiara allusione al suo interessamento per il SP; il P. Saubat potrà presentarle.
    Qualche anno fa, già sotto l'attuale Pontificato, domandammo il favore d'indulgenze per il SP alla S. Congregazione competente; questa ci rispose che non era il caso perché ci voleva un'associazione d'istituzione canonica. Il Vicariato, allora, mi domandò informazioni sul SP, ed io mi affrettai a dargliele intiere; gliele ripeté il Segretario, P. Saubat: e tutto fu a posto. I due Dicasteri possono ricercare le relative pratiche, e darne cognizione a codesta S. Congregazione.
    Ecco, Eminentissimo, il nostro «segreto assoluto», anche nei riguardi delle autorità ecclesiastiche, come osano accusarci i nostri diffamatori. Facta loquuntur.
    10. La costituzione del SP è semplicissima. Esso non ha che un gruppo organico, ed è a Roma; la Dieta o consiglio, dipendente dalla S. C. Concistoriale. Fuori di Roma non ha che membri sparsi; tantoché se, per caso in una stessa città se ne trovassero parecchi, essi potrebbero vedersi in riunioni amichevoli (conferenze di S. Pietro), ma giammai fare opera o gruppo. Ma il numero, sempre esiguo dei soci, non ha reso pratico nemmeno questo caso preveduto.
    11. Sempre pochi i soci. I veri membri attivi, da contarsi sulle dita; gli aderenti ed amici non molto più. In tutto, cioè compresi gli amici, non membri, ma simpatizzanti, non si è mai sorpassato il centinaio. Dalla morte di Pio X e dalla guerra in poi, si è agli ultimi sgoccioli, come accennavo poc'anzi. E il libello diffamatorio ci fa l'onore di assegnarci un massimo di mille soci! I mille, bel numero per impressionare sul ëterribile pericolo della società segreta ecc.!
    Dieta: il sottoscritto Direttore; R.mo P. Saubat S. C. J. (ora Procuratore Gen. dei Preti del S. Cuore di Bétharram) Segretario; P. Maignen (ora Proc. Gen. dei Fratelli di S. Vincenzo de' Paoli) ritiratosi da qualche tempo per la sua malandata salute. Un membro era Mons. Speiser di Friburgo, Svizzera, morto da qualche anno.
    Membri attivi (è bene chiamarli «già attivi»!) - Italia: Sac. Giovanni Boccardo, [1] di Genova (uscito da qualche anno); Sac. Giovanni Menara, di Padova (che dichiarò, appena morto Pio X, di ritirarsi), Barone Luigi De Matteis e Baronessa Ersilia Pitocco, di Napoli (idem), Sig. Can. Alberto Destantins di Pisa (non più fattosi vivo da prima della guerra), Mons. Pesenti di Milano (idem: non so se è ancora vivo), Sig. Publio Roesler Franz di Roma (non più visto da vario tempo).
    Francia: RR. PP. George, Castelain, [2] Herbaux e Dupuis, redentoristi (tutti cessati allo scioglimento del 1914), PP. Rollin e Hello dei Fratelli di S. Vincenzo de' Paoli (usciti recentemente), Abbé Boulin [3] (Parigi), Sig. Rocafort [4] (Parigi, uscito nel 1911), Conte e Contessa de Calan (Rennes, non fattisi più vivi dalla morte di Pio X), Signorine Lucien-Brun e Rollin di Lione (id.), Sig. Merlier, di Amiens (cessate le relazioni col SP, poco dopo lo scoppio della guerra, quando egli partì da Parigi).
    Belgio: Avv. Jonckx [5], Gand (ora all'Aja: uscito collo scioglimento del 1914).
    Svizzera: Mons. Speiser di Friburgo (morto).
    Germania: Barone Francesco von Savigny (morto), Conte Oppersdorff [6] (uscito avanti la guerra), Rev. Fornelle, Berlino (ora non so dove stia: cessata la sua attività con lo scoppio della guerra), Rev. Schulte (Breslavia), e i Rev. Baron (Berlino, ambedue mai più fattisi vivi dopo la loro platonica adesione), la Baronessa Adrian-Werburg, di Monaco (idem).
    Ex Impero Russo: canonico Majewski, di Vilna (morto); parroco Kajewski di Mosca (non so se è vivo; non avuta più alcuna comunicazione dopo lo scoppio della guerra); Conte Giulio Ostrowski di Varsavia (morto).
    Ex-impero austro-ungarico: Rev. Antonio Maus di Vienna (morto); Rev. Manjaric e Strigic di Osick (non so se vivi; non avute più notizie dopo lo scoppio della guerra).
    Stati Uniti: Sig. Fritz Simon, del Texas (non avute più notizie dopo lo scoppio della guerra).
    E qui un'ovvia osservazione. Certo, per Vostra Eminenza Reverendissima e per codesta S. Congregazione la maggior parte di questi nomi è ignota, ma alcuni debbono essere conosciuti (per non parlare di me che ho sempre lavorato per la S. Sede e per la Chiesa), quali gli ottimi PP. Saubat e Maignen. Di altri sarà facilissimo assumere informazioni. Ora com'è possibile pensare seriamente ed onestamente di società segreta nel senso cattivo della parola, di segretumi verso la Autorità ecclesiastica ecc., con tali soci dei quali i due Religiosi sono tra i capi? Se una buona parte sono rimasti in panne alla morte di Pio X, ciò ha evidentemente dipeso dall'enorme trambusto della guerra e dal fatto che, per le ragioni suddette, io sono stato il primo a non riallacciare. Ora si noti che il libello diffamatorio che ci accusa di società segreta, ecc., è redatto esclusivamente con carte (lavorate a modo suo) del tempo di Pio X, perché sono quelle sequestrate all'avv. Jonckx con cui tutto fu finito allo scoppio della guerra. Dunque il nostro «segreto» era verso Pio X, i Cardinali De Lai e Merry del Val, ecc. Si può essere più assurdi?
    Ma le falsità non imbarazzano i nostri diffamatori. Il loro libello dà come nostri socii - et quidem attivissimi! - il Padre Richard, assunzionista, che giammai ha avuto che fare con noi, e che alla morte di Pio X, io non avevo mai visto; la Madre Geltrude Schaaffgotsch, religiosa tedesca, uscita da non so quale congregazione e fondatrice di non so quale altra: ora io non ho mai avuto alcuna relazione con essa. È con la stessa serietà ed onestà che il libello confonde nomi, inventa società sopra società; tutto è buono per impressionare e denigrare.
    12. Quanto agli «impiegati» del SP, come averli senza risorse? Nei primi anni elargirono qualche oblazione notevole il Conte e la Contessa de Calan ed il barone Savigny suddetti; e quel denaro servì per le modestissime spese d'impianto, di posta, ecc. Poi più nulla, se non qualche modesta lira data da modesti soci, compreso il sottoscritto: in tutto appena i soldi pei francobolli. Ed anche tale impecuniosità assoluta, pronunziatasi con la morte di Pio X (che mi dava mille lire all'anno a tale scopo, come può attestare Mons. Bressan, perché un anno, non avendo io avuto occasione di un'udienza, Pio X ebbe la bontà di mandarmele dal suo Segretario) e peggiorata con la guerra, è stata una ragione materiale che, unita alle morali, ha determinato l'inattività del SP.
    13. Benché i nostri avversari mi abbiano imparato a sentirne delle straordinarie, cado dalle nuvole leggendo nella venma lettera di Vostra Eminenza Reverendissima il nome del periodico Fede e Ragione, mescolato al SP. Le dò la mia parola d'onore e di coscienza, pronto a confermarle con giuramento e con ogni confronto, che giammai il SP e Fede e Ragione hanno avuto a che fare tra loro; giammai. Si vede che il sistema senza scrupoli adottato dal libello diffamatorio continua il suo cammino.
    E questo valga a mostrare a codesta S. Congregazione a quali fantasie, per non dir peggio, un rancore senza scrupoli possa giungere, pur di soddisfare la sua vendetta o gelosia.
    14. A tali metodi così poco cristiani si riferisce altresì il trucco, largamente usato dal libello diffamatorio, per cui si riferiscono al SP varie mie lettere personali ad amici, lettere buttate giù all'amichevole e indipendenti del SP, come risulta dallo stesso loro stile. Tutti, cominciando da Vostra Eminenza Reverendissima, possono scrivere lettere confidenziali a loro amici e conoscenti, anche se appartenenti allo stesso dicastero, circolo ecc., senza che ciò faccia di quelle lettere un documento del dicastero o dell'associazione. Ma faceva tanto comodo mescolare lettere personali con lettere d'ufficio; non per nulla Talleyrand disse: «Datemi quattro righe d'un galantuomo, e ve lo mando in galera».
    15. E giacché certamente a codesta S. Congregazione è pervenuto, nel suo testo, il suddetto libello diffamatorio, largamente distribuito in Francia ed in Italia dai RR. PP. Gesuiti, ed in Roma peculiarmente dal R. P. Rosa, Direttore della Civiltà Cattolica, mi permetto compiegare alcune pagine di risposta al libello, gettate giù appena letto questo e redatte alla buona, puramente e semplicemente per gli amici, tantoché esse sono scritte in due volte. Vostra Eminenza Reverendissima si degni non badare allo stile (del resto è bene che sia così perché mostra la sincerità e franchezza fra amici), a badare soltanto alla sostanza, veramente schiacciante, della risposta, facendo confrontare le singole accuse colle singole confutazioni.
    16. Dopo ciò, confidando di aver dato a codesta S. Congregazione quanto può valere ad informarla sulla realtà del SP, non mi resta che dichiararLe con sincerità cordiale e devoto ossequio quanto segue: Vostra Eminenza Reverendissima, qualora io giudicasse opportuno, voglia comunicarmi, non dico un ordine, ma un semplice desiderio di codesta S. Congregazione, che l'agonizzante SP sia definitivamente morto; ed io mi affretterò a comunicarne lo scioglimento ai quattro amici rimasti attivi. Nato per servire la S. Sede, il SP darà così con la sua stessa fine un'ultima prova del suo sentimento e del suo carattere. Poi Dio giudicherà. Debbo però riservare, nell'interesse della verità e della giustizia, non fosse altro per i miei buoni amici, il diritto ad un'azione giudiziaria verso gli ispiratori, redattori e diffonditori del libello diffamatorio e calunnie relative, a norma del vigente Diritto Canonico, visto che vi sono tutti gli estremi legali: precise calunnie contro precise persone. Evidentemente ogni socio del SP ha diritto, per conto suo, a tale azione. Ben dispiacenti d'incomodare come testimoni vari illustri personaggi: ma la responsabilità di tanto incomodo non sarà nostra.
    Prostrato al bacio della Sacra Porpora, con il più profondo ossequio ho l'onore di confermarmi

    di Vostra Eminenza Reverendissima

    Umilissimo devotissimo obbligatissimo servo

    Umberto Benigni

    Allegati:
    1. Atti Pontifici per il SP;
    2. Suo Statuto;
    3. Note confidenziali sul libello diffamatorio contro il SP.

    1 Direttore dello Liguria del popolo, Genova, uno dei più noti giornali «papali».
    2 Provinciale (Parigi) 1900-1912, morto 1934; noto missionario e fermissimo nella «resistenza legale» negli anni 1902-03.
    3 Pubblicista, direttore de La Vigie, Parigi.
    4 Vedi sopra: p. 211, 219 ss.
    5 Direttore della Correspondance Catholique, Gand; noto per il sequestro della corrispondenza del SP nella sua casa, avvenuto nel 1914, ciò che diede occasione, sin dal 1921, ai più violenti attacchi contro Mons. Benigni e il suo SP.
    6 Membro della Camera Alta della Germania, direttore della Wahrheit und Klarheit, Berlino.

    28

    Risposta confidenziale di Mons. Benigni al Card. Sbarretti, circa l'inchiesta sul «Sodalitium Pianum», 16 nov. 1921.

    Benigni accompagnò il suo lungo esposto ufficiale con una lettera confidenziale, diretta personalmente allo stesso Prefetto della S. Congregazione del Concilio.
    Questa lettera, com'è ovvio, dice cose che non si dicono in un rapporto ufficiale e - a nostro modo di vedere - costituisce un complemento di grande importanza al nostro scopo.
    Mons. Benigni indica chiaro e tondo quali sono le vere ragioni della guerra spietata che da anni si era scatenata contro il SP, e sopratutto contro di lui come suo padre e ispiratore. «Loschi rancori e loschi interessi», così egli afferma, non sono estranei alla lotta scatenata contro di lui e la sua opera.
    Non entriamo a scandagliare i retroscena delle varie lotte pubblicitarie, alle quali qui si allude. La diceria fatta circolare con malevola insinuazione, che Mons. Benigni avesse un'abitazione lussuosa, sta ad indicare come nella lotta si possa ricorrere anche a mezzi meschini, oltre che falsi. La sua affermazione: «io meno una vita da povero come sono sempre stato», è confermata da vari testi, bene informati e sinceri, e questo fatto costituisce una delle caratteristiche più belle del vecchio Monsignore, in mezzo ad altre meno commendevoli.
    Ma la vera e più profonda ragione, per cui l'opera e l'attività di Mons. Benigni era andata incontro a malintesi e a contrarietà senza numero, egli crede di poterla indicare nel penultimo alinea, ove dice che «il fondo reale» di tutta la guerra contro di lui sta nel «rancore internazionale che contro di lui [Pio X] si accumulò»; accenno eloquente alle molteplici resistenze, attive e passive, alla politica religiosa di Pio X.
    Nell'introduzione a questo capitolo abbiamo potuto trattare più sistematicamente di tutto quel complesso di cose che condusse al fallimento dell'opera di Mons. Benigni: gli eccessi e gli errori oggettivamente esistiti, servirono anche da pretesto per sfogare l'avversione che si aveva, per principio o per comodità, verso le dritte e inflessibili direttive di Pio X, le quali miravano sopratutto alla supremazia della fede in tutte le manifestazioni della vita, reale
    e pratica, in ogni suo settore: religioso, politico, sociale, culturale.
    L'ultimo alinea di Mons. Benigni ci lascia pensosi. L'idea originale e primitiva del SP, come Mons. Benigni l'aveva concepita, era certamente bella e grandiosa: un grande istituto laicale, diffuso in tutto il mondo, per la realizzazione e difesa del programma di Pio X: instaurare omnia in Christo.
    Ma l'ideale era di per sé difficilissimo: i mezzi nella loro attuazione concreta altrettanto difficili; gli uomini chiamati a servirsene, cominciando proprio da Mons. Benigni, non scevri di difetti, talvolta gravi, sopratutto per ciò che concerne la moderazione e la prudenza. Così il SP, che non fu mai ciò che il suo ispiratore idealmente intese, dovette finalmente soccombere sotto il peso delle sue deficienze e soprattutto dietro i colpi dei suoi nemici.

    Personale

    Roma, 16 novembre 1921.

    Eminentissimo Principe,

    Rare e fuggevoli occasioni mi dettero l'onore di parlare a Vostra Eminenza Reverendissima, e la mia ritiratissima vita le ha rese già remote. Pur oso rivolgere in via tutta personale a Lei una parola ossequente e leale di verità e di giustizia a complemento della mia qui acclusa risposta d'ufficio.
    La verità è questa. Loschi rancori e loschi interessi sono venuti stringendo attorno a me un cappio scorsoio con la caritatevole intenzione di farmi la festa. L'affare del Sod. piano ne è un culminante episodio, ma non è tutto. EccoLe un fatto materialmente tangibile. So da varie e sicure parti che gli stessi diffonditori delle calunnie contro il SP vanno diffondendo che ho preso in affitto una palazzina con un pianterreno e un primo piano: in questa bella abitazione io abito col personale della mia segretaria e della mia servitù: quanti denari e quanto mistero!
    Ora, la verità è un pochino diversa. La mia salute mi ha costretto di venire nei quartieri alti, ed abito in un casone della cooperativa Vittoria un piccolo appartamento (il più piccolo del fabbricato), composto di quattro camere, ove sono col mio antico cameriere (da dopo la guerra non ho potuto più tenerlo, perché nessuno mi ha dato un equipollente caroviveri), oggi impiegato ai trams; egli è con sua moglie e un bambino: in compenso della camera e della luce che do loro, essi mi fanno la camera ed il mangiare. Quanto ad altri appartamenti in cui stia la mia segretaria o cose simili, sono pronto a cederli a mie spese ai miei calunniatori, se essi me li mostreranno qui o in qualunque altra parte di Roma. Quanto ai denari, io meno una vita da povero come sono sempre stato: e dovendo ora pagare un fitto relativamente alto, ho fatto un debito che cerco pagare lavorando tutto il giorno a fare scuola, in biblioteca, ecc.
    È facile quindi constatare: se i miei implacabili avversari osano inventare tali cose (di cui si sembra trovare un'eco nella lettera), a smontare le quali basta che Vostra Eminenza Reverendissima mi manda un Suo domestico a casa; che cosa non oseranno su materie la cui confutazione non può essere così ovvia e tangibile come questa? Non hanno assicurato a Sua Santità che io gli creo imbarazzi diplomatici attraverso i cinque continenti? Altro che romanzi di Arsenio Lupin!
    Ma il fondo reale di tanta fantasmagoria è ben altro. Su me che con modesta ma incrollabile fedeltà servii Pio X, si vuole sfogare il rancore che contro lui si accumulò: il Sod. Piano non fu che un'opera nata nelle sue mani, per lui, per servirlo nel rischio e nel pericolo: ed oggi contro il cane di Pio X tutti i lupi vecchi del Pastore morto e del cane superstite, urlano: dàlli al lupo!
    È triste pensare che quel povero SP, che avrebbe potuto servire la Chiesa oggi come la servì ieri, sia stato buttato al cantone, ed oggi si voglia spezzarlo sulle mie spalle, e ciò per rancori e gelosie personali di terzi. Ma sia fatta la volontà di Dio, qualunque essa sia. Per me è solo adempiere un dovere di coscienza il richiamare la superiore attenzione sul fra-le-quinte della triste commedia, onde non mi si accusi poi di non aver parlato a tempo per prevenire un passo falso.
    Con le più umili scuse, prostrato al bacio della Sacra Porpora, nel massimo ossequio ho l'onore di confermarmi

    di Vostra Eminenza Reverendissima

    Umilissimo devotissimo obbligatissimo servo

    Umberto Benigni

    29

    Comunicazione del Card. Sbarretti a Mons. Benigni sullo scioglimento definitivo del «Sodalitium Pianum», 25 nov. 1921.

    Le sorti del SP erano praticamente segnate con l'inchiesta aperta dalla S. Congregazione del Concilio in data 15 novembre 1921. La duplice risposta surriferita di Mons. Benigni non ne poteva impedire la fine. Con un biglietto del 22 novembre Mons. Benigni rimise all'Emo Sbarretti un «incarto nell'interesse della verità e della giustizia» che non conosciamo.
    intanto il Cardinale Prefetto della S. Congregazione del Concilio andò in Udienza e, riferita al Santo Padre Benedetto XV la questione pendente, ne ebbe l'incarico di procedere al definitivo scioglimento del SP. Così, in data 25 novembre 1921, la detta S. Congregazione partecipò a Mons. Benigni la decisione presa, e il Cardinale Prefetto (che con il Segretario Mons. Mori, poi Cardinale, firmò l'atto), prese come punto di partenza la frase di Mons. Benigni, dove questi si dichiarava pronto ad un eventuale scioglimento del SP.
    L'ordine peraltro di soppressione viene motivato con le mutate circostanze attuali che rendono opportuno lo scioglimento del SP, e Mons. Benigni è invitato a prendere le disposizioni del caso.

    Sacra Congregazione del Concilio

    Num. di prot. 5101/21

    Roma, li 25 novembre 1921.

    Revmo Monsignore,

    Ho ricevuto la lettera che in data 16 corrente la S. V. Rma mi ha indirizzato in risposta alla mia del 15.
    In essa ho rilevato con piacere le ultime parole: «Vostra Eminenza Revma, qualora lo giudicasse opportuno, voglia comunicarmi, non dico un ordine, ma un semplice desiderio di cotesta S. C. che l'agonizzante Sodalizio Piano sia definitivamente morto, ed io mi affretterò a comunicare lo scioglimento ai quattro amici rimasti attivi».
    Questa dichiarazione, così ossequiente e rispettosa da parte della S. V. non mi ha recato sorpresa; e dopo aver preso gli ordini del S. Padre in proposito, Le partecipo che questa S. Congregazione ritiene opportuno, nelle mutate circostanze attuali, lo scioglimento del Sodalizio Piano. Voglia dunque la S. V. prendere quelle disposizioni che giudicherà del caso, perché la decisione di questa S. C. sia comunicata agli aderenti, ed eseguita.
    Intanto coi sensi di distinta stima mi confermo della S. V. Rma devotissimo nel Signore

    D. Card. Sbarretti, Prefetto

    Giuseppe Mori, Segretario.

    30

    Comunicazione fatta da Mons. Benigni al Card. Sbarretti (30-a) e ai sodali (30-b) sull'avvenuto scioglimento del «Sodalitium Pianum», 1 dic. 1921.

    In data 1 dicembre 1921 Mons. Benigni informò il Cardinale Prefetto della S. Congregazione del Concilio sull'avvenuto scioglimento formale del SP, comunicandogli anche il testo della stessa comunicazione fatta ai membri del sodalizio. Diamo i due testi sotto le lettere a) e b).
    La comunicazione sullo scioglimento del SP al Cardinal Sbarretti (30 a), si mantiene nelle linee di pura burocrazia. Da notare la riconoscenza per la felice formulazione del documento della S. Congregazione.
    Della partecipazione ai membri stessi del SP riportiamo il testo latino (30 b), quale è allegato negli atti. Il testo non richiede alcuna spiegazione; è dignitoso e chiude senza disarmonia tutto il grosso incartamento relativo al SP.

    a)

    Roma, 1 dicembre 1921.

    Risp. al n. di prot. 5101/21 - 25 nov. 1921.

    Eminentissimo Principe,

    Ieri l'altro, 29, ricevei la vma Sua del 25 scorso, e ho preso subito le disposizioni da essa richiestemi, mediante la circolare di cui ho l'onore di annettere copia autentica.
    Sono ben grato a Vostra Eminenza Reverendissima per le benevoli espressioni usate per me nella lettera stessa. E prostrato ai bacio della Sacra Porpora, col più profondo omaggio ho l'onore di professarmi

    di Vostra Eminenza Reverendissima

    Umilissimo devotissimo obbligatissimo servo
    Umberto Benigni

    b)

    Sodalitium Pianum


    Christus vincit!

    Romae, 1 decembris a. 1921.

    Dilectissimi Sodales,

    Sacra Concilii Congregatio, habita ad suam praecedentem requisitionem mea responsione, litteras die 25 novembris mox transacti datas mihi remisit, quarum exemplar heic includitur.
    Igitur eiusdem S. Congregationis mandato parens, nostra Diaeta a me convocata statuit finem nostro Sodalitio imponere die octava mensis ineuntis. Dies festus Immaculatae Conceptionis Beatae Mariae Virginis erit Sodalitii Piani ultimus, post quem nullum amplius inter nos supererit vinculum nisi communis erga Sanctam Ecclesiam amor et nostra peculiaris amicitia. Sic Diaeta nostra statuit ad omnes effectus de iure et de facto, Vobisque omnibus et singulis per praesentes communicat.
    Si ob nostri Sodalitii finem dolore, sane naturali, afficimur, laeti in Domino verificamus quoci decisionis a S. Congregatione ratae ratio est ex «mutatis circumstantiis actualibus», non vero ex nostra culpa. Unde calumniae quas inimicus homo contra institutum nostrum congesserat, hoc ipso dilabuntur.

    Christus vincit! Oremus ad invicem.

    Pro Sodalitii Piani Diaeta

    hucusque sodalis vester,
    semper vester amicus

    Humbertus Benigni

    (Sigillum SP).






    (continua)



    sodalitum pianum

  3. #13
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    Thumbs up Re: Rif: Mons. Umberto Benigni, il Cattolicesimo Integrale e la Questione Ebraica in

    Mons. Umberto Benigni è stato un grande cattolico integrale che ha duramente combattuto l'eresia modernista e la sovversione giudaico-massonica al fianco di Papa Pio X; questa discussione merita quindi di essere riportata alla ribalta in data odierna per rendere onore ad un dimenticato scrittore e politologo italiano...
    In ricordo, oggi
    27 febbraio 2017,
    di due campioni del Cattolicesimo integrale e dell'antimodernismo come Mons. Umberto Benigni (Perugia, 30 marzo 1862 – Roma, 27 febbraio 1934) e Mons. Michel Guérard des Lauriers (Suresnes, 25 ottobre 1898 – Cosne-Cours-sur-Loire, 27 febbraio 1988) nell’anniversario della loro morte: RIP…









    Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers: intervista a don Ricossa 27 febbraio 2017
    Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers: intervista a don Ricossa - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/intervista-don-ricossa/
    “Segnaliamo ai nostri lettori un’intervista del “Centro studi Giuseppe Federici
    ” (http://www.centrostudifederici.org) a don Francesco Ricossa nell’anniversario della morte di Mons. Umberto Benigni (27/2/1934) e di Mons. Michel Guérard des Lauriers (27/2/1988).
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 22/17 del 27 febbraio 2017, San Gabriele dell’Addolorata
    Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers: intervista a don Ricossa
    In occasione dell’anniversario di morte di Mons. Umberto Benigni (27/2/1934), fondatore del “Sodalitium Pianum”, e di Mons. Michel Guérard des Lauriers (27/2/1988), autore della tesi teologica di “Cassiciacum”, abbia rivolto alcune domande a don Francesco Ricossa, superiore dell’Istituto Mater Boni Consilii e direttore della rivista Sodalitium.”
    Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers: intervista a don Ricossa - Centro Studi Giuseppe Federici


    Mons. Guérard des Lauriers - Sodalitium

    Mons. Benigni - Sodalitium





    “Sodalitium” (Sodalitium - Sito ufficiale dell'Istituto Mater Boni Consilii) attraverso il suo “Centro librario” (e-commerce di Sodalitium - La buona stampa integralmente cattolica) ha pure ristampato la Storia Sociale della Chiesa - voll. 1 e 2 (per ora io ho comprato, la scorsa estate, il primo) di Mons. Umberto Benigni:







    Mons. Umberto Benigni, Storia sociale della Chiesa. Vol. 1 La preparazione dagli inizi a Costantino, Centro librario Sodalitium, Verrua Savoia 2016.




    Il prof. Franco Damiani ha fatto in più puntate (XXI parti finora) un’analisi dettagliata dell’opera di Mons. Umberto Benigni, v. qui:


    http://www.domusmarcellefebvre.it/st...-d.-chiesa.php
    don Floriano
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    Storia sociale della Chiesa, Benigni, 2016 (Parte I_La Base evangelica)




    Recensioni del libro:



    http://www.sodalitium.biz/pubblicata...-mons-benigni/
    Ristampa: Storia sociale della Chiesa di Mons. Benigni « www.agerecontra.it
    http://doncurzionitoglia.net/2016/06...hiesa-benigni/
    http://www.radiospada.org/2014/03/mo...ita-cattolica/

    http://www.campariedemaistre.com/201...la-chiesa.html

    “(…) Un autore del tutto dimenticato e che proprio nel caos di oggi può far riscoprire la grande storiografia cattolica italiana, è mons. Umberto Benigni (1862-1934), docente di scienze storiche nelle Facoltà teologiche romane e collaboratore di primo piano di Papa Pio X (1903-1914). Noto soprattutto come fondatore del Sodalitium Pianum, una sorta di contro-spionaggio cattolico per combattere il modernismo, mons. Benigni non è punto riducibile a ciò che lo rese più celebre e meno apprezzato. Il Benigni fu infatti un sociologo, un osservatore politico attento al panorama internazionale, un giornalista battagliero e moltiforme, uno studioso capace e un professore di lungo corso al Seminario Romano e all’Apollinare (dove ebbe come studenti don Ernesto Buonaiuti, e i futuri Pio XII e Giovanni XXIII).
    La sua opera di più largo respiro è senza dubbio la Storia sociale della Chiesa pubblicata in numerosi volumi presso l’editore Vallardi dal 1906 al 1933. Il primo volume, uscito per la prima volta esattamente 110 anni fa, è appena stato riedito in forma anastatica e costituisce una miniera preziosa per tutti coloro che amano la Chiesa, l’opera della redenzione iniziata da Cristo e le scienze storiche (Umberto Benigni, Storia sociale della Chiesa. La preparazione: dagli inizi a Costantino, Centro Librario Sodalitium, 2016, pp. 456, € 20).
    Di un’opera di oltre 400 pagine fitta di note e di bei ragionamenti non è facile esporre neppure a grandi linee i contenuti. Due punti fermi però vengono messi da Benigni a fondamento della sua ricerca, e vista la loro attualità, e in fondo per chi crede perennità, vale la pena di vederli in poche parole. Anzitutto il legame tra religione cristiana e civiltà umana. Nulla aiuta di più lo sviluppo della civiltà che la diffusione del cristianesimo: “la vera religione è la vera moralità senza di cui la civiltà non può essere che parziale e materiale, quindi manchevole nel più e nel meglio della vita sociale” (XIII). Sarebbe una banale asserzione per uno storico cattolico, se non fosse un’affermazione rarissima presso gli storici cattolici. “La religione è l’anima della civiltà, e tutto il resto non è che il corpo” (p. XIV).
    Inoltre Benigni stabilisce, come criterio orientativo della ricerca storico-ecclesiastica, una distinzione che gli è propria tra il Regno della Chiesa ovvero la vita spirituale dei fedeli, cosa anzitutto interna, e l’Impero della Chiesa ovvero la vita esterna della comunità cristiana, comprendente in specie l’influenza morale sociale e politica del cattolicesimo presso l’umanità presa come tale. “L’impero della Roma cristiana, della Roma cattolica e papale, si è esplicato e si esplica in tutta la sua irradiazione della sua vita esterna. La sua forza e il suo prestigio intellettuale e morale, la sua influenza diretta e indiretta nel mondo, il suo peso che preme, vogliano o no, nella bilancia de’ suoi stessi nemico: ecco, propriamente, l’impero della Chiesa” (p. XVI)
    Esiste quindi una corrispondenza biunivoca tra il Regno della Chiesa e il suo Impero. Tutti ammetterebbero che maggiore è la vita spirituale dei battezzati e maggiore sarà l’influenza cattolica del mondo. Ma la corrispondente, nell’ultimo cinquantennio teologico, non è più ammessa da alcuno e pertanto essa è decisiva: maggiore sarà la forza e il prestigio politico e sociale del cattolicesimo romano, e maggiore sarà, per forza di cose, la santificazione del gregge e dunque l’innalzamento della civiltà. Il corpo ha bisogno dell’anima certo, ma anche l’anima – almeno sulla terra – ha bisogno del corpo per non vagare nell’etereo… Le conseguenze di ciò sono attualissime e di tutto rilievo: i cattolici non debbono seguire i comandamenti solo per piacere a Dio, ma debbono farlo anche nell’ottica di costruire la vera civiltà. E’ necessario poi, altra conseguenza tratta da Benigni, che “il clero sia stimato anche come dotto, pratico, diligente, civile, se vogliamo più libero ed efficace il suo ministero religioso” (p. XVII-XVIII). Attualissimo e futuristico, per un vero rinnovamento della Chiesa. Insomma gli spunti di sicuro interesse non mancano.
    Se un fine studioso dell’antimodernismo cattolico e del rapporto tra cattolici intransigenti e fascismo italiano (ed europeo) come Emile Poulat, definì la Storia del Benigni come “critica”, “sociale” e “realista”, ciò dà la misura di quella serietà di indagine che si ricollega pari pari allo spirito critico dei Bollandisti (fatto proprio da Leone XIII) e che rifugge in pari tempo da fideismo, sentimentalismo, apologetica a buon mercato o “con l’accetta” (tutto nero e/o tutto bianco: mentre nella storia, anche ecclesiale, è il grigio a prevalere).
    Se dovessimo noi, nel nostro nulla, definire con un sol termine la Storia benignana e la stessa attitudine mostrata dal Benigni nella sua opera complessiva, non dubiteremmo di definirla risolutamente moderna.
    Come giustamente nota l’editore nella prefazione: “La sua era allora – e lo resta ancor oggi – un’opera estremamente moderna, cosa (apparentemente) paradossale in un antimodernista. Moderna nel proporre non un manuale di storia ecclesiastica, come ve n’erano tanti, ma una storia ‘sociale’ della Chiesa […]. Moderna nell’accogliere pienamente il metodo critico nella storia anche ecclesiastica, sicuro che una sana critica storica non sarebbe mai stata contro la Chiesa e la verità […]. Moderna, infine, nello stile inimitabile, ironico e arguto, dell’autore” (p. IV). Stile graffiante capace di produrre nel lettore attento perfino grasse risate per le continue attualizzazioni benignesche dall’età di Costantino ai nostri giorni.
    Aggiungerei, e ciò vale molto, stante la leggenda nera di un Benigni tradizionalista reazionario che guarderebbe al passato, che la sua Storia (che sarà pubblicata anno dopo anno fino al 2020) è moderna anche nelle fonti e nei testi citati. Lui che spese la vita per il trionfo del cattolicesimo, fondandosi sull’idea che “la vera religione è la base ed il presidio della vera civiltà” (p. XIII), usò e citò senza scrupoli esagerati autori come Strauss, Renan, Harnack, Mommsen, Duchesne, e molti altri di scuole storiche e ideologiche diverse ed avverse.
    La storia si sa è maestra di vita. E la Chiesa è maestra dei credenti. La storia della Chiesa dunque è doppiamente maestra, e questo per il legame indissolubile cristianesimo-civiltà, vale anche per gli agnostici gli atei e gli anticlericali del XXI secolo."
    http://www.campariedemaistre.com/2017/02/luso-politico-della-storia.html
    “(…) Urgono quindi libri di testo più oggettivi per i nostri giovani, e in attesa di questi, è d’uopo studiare la storia in modo scientifico e direi formativo, specie per chi ha responsabilità educative a vario titolo. Da poco è stato ripubblicato un manuale di storia ecclesiastica che unisce in sé il rigore e l’acribia della scienza e l’amore per la verità del teologo non infeudato alle varie cricche storiografiche liberal o marxiste
    (Mons. Umberto Benigni, Storia sociale della Chiesa, CLS, 2 volumi, 2016-2017).
    Questa storia della Chiesa, senza minimamente ignorare le colpe gravi delle varie autorità ecclesiali e le vicissitudini non sempre edificanti della cristianità, nota altresì, e oggi è più raro dell’unicorno, che i valori del Vangelo restano un faro e un punto di riferimento etico insuperabile per una civiltà che voglia fondarsi sulla roccia e non sulle sabbie mobili delle ideologie e del “progresso”.”
    “… In una questione religiosa, sola l’ortodossia intransigente vince, per forza di verità; e dall’altra parte solo l’errore intransigente si mantiene, per forza di logica per quanto partita da un falso principio.
    Questa realtà palmare i bizantini di tutti i tempi e di tutti i luoghi non hanno mai saputo capire per incapacità congenita del bizantinismo di tutti i tempi e di tutti i luoghi” (Mons. Umberto Benigni, Storia sociale della Chiesa, Vallardi 1922, Vol. III, pag.427).

    Conferenze ed interviste di Don Francesco Ricossa su Mons. Umberto Begnini e la sua lotta anti-modernista integralmente cattolica:




    “MONS. UMBERTO BENIGNI E IL SODALITIUM PIANUM - CONFERENZA DON RICOSSA
    https://www.youtube.com/watch?v=-Vq09MzE72U
    “Mons. Benigni con San Pio X contro il modernismo Sodalitium IMBC
    https://www.youtube.com/watch?v=-sbqRC8c_OI
    “Omaggio a mons. Umberto Benigni, fondatore del Sodalitium Pianum, nel 80° anniversario della sua morte. Relatore: don Francesco Ricossa (Roma, 1° marzo 2014)”

    “Sul presunto 'fascismo anti-massonico'
    https://www.youtube.com/watch?v=rv-ES8BPVHs
    “Come il MODERNISMO è sopravvissuto alla condanna di PioX?
    https://www.youtube.com/watch?v=377ZYApNMnQ
    “2°- 2007 - I cattolici contro il modernismo: il Sodalitium Pianum
    https://www.youtube.com/watch?v=CMgj5SpmKPA




    Piergiorgio Seveso su Mons. Umberto Benigni:



    “La 'Storia sociale della Chiesa' di Mons. Benigni - Piergiorgio Seveso
    https://www.youtube.com/watch?v=IQy6XmRrpkY
    https://cinghialecorazzato.wordpress...berto-benigni/
    https://cinghialecorazzato.files.wor...02/gn-n3-8.jpg
    https://cinghialecorazzato.wordpress...on-solo-libri/
    https://cinghialecorazzato.files.wor..70110003.jpg









    Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers: intervista a don Ricossa - Sodalitium




    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  4. #14
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    Lightbulb Re: Rif: Mons. Umberto Benigni, il Cattolicesimo Integrale e la Questione Ebraica in

    In ricordo anche quest’anno - oggi 27 FEBBRAIO 2018, SAN GABRIELE DELL'ADDOLORATA - di Mons. Umberto Benigni (Perugia, 30 marzo 1862 – Roma, 27 febbraio 1934) e di Mons. Michel Guérard des Lauriers (Suresnes, 25 ottobre 1898 – Cosne-Cours-sur-Loire, 27 febbraio 1988) nell’anniversario della loro morte: RIP…








    In memoriam - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/benigni-guerard/
    “In memoriam 27 febbraio 2018
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    In memoriam
    Il 27 febbraio ricorre l’anniversario della morte di monsignor Umberto Benigni (1934) e di Mons. Guérard des Lauriers, o.p. (1988: è il trentennale). Li ricordiamo con alcuni documenti che segnaliamo ai lettori.”
    Mons. Benigni - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/mons-benigni/
    Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers: intervista a don Ricossa - Centro Studi Giuseppe Federici
    Mons. Guérard des Lauriers - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/mons-guerard-des-lauriers/
    Consacrare dei Vescovi? - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/consacrare-dei-vescovi/
    http://www.centrostudifederici.org/w...ia-520x332.png




    Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers: intervista a don Ricossa - Centro Studi Giuseppe Federici
    “MONS. BENIGNI E MONS. GUÉRARD DES LAURIERS: INTERVISTA A DON RICOSSA
    https://www.youtube.com/watch?v=a_QBdXjuvJQ”
    Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers: intervista a don Francesco Ricossa, IMBC - 27 febbraio 2017
    https://oratoriosantambrogiomilano.w...-des-lauriers/




    Mons. Benigni - Sodalitium
    Mons. Guérard des Lauriers - Sodalitium
    Consacrare dei Vescovi? - Sodalitium
    “Il 27 febbraio ricorrono i trent’anni dalla morte di Mons. Guérard des Lauriers. Per onorare la memoria del grande teologo domenicano, e per fare cosa gradita ai nostri lettori, pubblichiamo questo articolo sulla legittimità delle consacrazioni episcopali, scritto che ritorna in modo particolare d’attualità in questi giorni dopo la recente consacrazione di Mons. Selway da parte di Mons. Sanborn.”
    https://www.sodalitium.biz/un-vescovo-cattolico/
    “Un nuovo Vescovo cattolico 23 febbraio 2018 Approfondimenti, In evidenza
    La consacrazione episcopale di Mons. Joseph Selway
    Il giorno 22 febbraio 2018, festa della Cattedra di S. Pietro ad Antiochia, a Brooksville in Florida (USA) presso il Seminario della SS. Trinità, Mons Donald Sanborn ha conferito la consacrazione episcopale al Rev. Joseph Selway.
    Alla cerimonia era presente, come vescovo co-consacratore insieme a Mons. D. Dolan, anche Mons. Geert Stuer dell’Istituto Mater Boni Consilii. Il nostro Istituto si felicita con il nuovo vescovo, che cominciò i suoi studi a Verrua Savoia, e gli augura un fruttuoso apostolato.
    Ad multos annos
    Joseph Selway è nato nel 1978 a Walnut Creek, in California. Nel 1996 ha cominciato i suoi studi nel seminario dell’Istituto Mater Boni Consilii a Verrua Savoia in Italia, e ha completato la sua formazione presso il Seminario della SS. Trinità, nel Michigan sotto la direzione del Mons. Donald Sanborn. È stato ordinato sacerdote da Mons. Robert McKenna l’8 dicembre 2001, nella festa dell’Immacolata Concezione di Maria. Nel 2003 don Selway è stato trasferito a Brooksville, sotto la direzione del Mons. Donald Sanborn per insegnare alla Queen of All Saints Academy School e assistere le suore di St. Thomas Aquinas. Attualmente è il vice-rettore del Most Holy Trinity Seminary, assiste la parrocchia e insegna nella Queen of All Saints Academy a Brooksville in Florida. (http://www.mostholytrinityseminary.o...o.html)”
    Memento di Padre Guérard des Lauriers o.p. - Sodalitium




    “Sodalitium” (Sodalitium - Sito ufficiale dell'Istituto Mater Boni Consilii) attraverso il suo “Centro librario” (e-commerce di Sodalitium - La buona stampa integralmente cattolica) sta continuando la ristampa integrale della monumentale “Storia sociale della Chiesa” (per ora io sono ancora fermo alla lettura del primo volume, ma ho sfogliato anche i successivi, da Verrua Savoia i sacerdoti dell’IMBC li hanno inviati a Paese da Don Floriano…) di Mons. Umberto Benigni:



    Storia - e-commerce di Sodalitium
    “Vol. 1 (opera in 7 volumi) La preparazione dagli inizi a Costantino 452 pagine.”
    “L’Ascensione (Da Costantino alla caduta dell’Impero Romano)
    2 Tomi non vendibili separatamente (tomo 1 pagg. 418 - tomo 2 pagg. 432)
    Il secondo volume che va dal trionfo di Costantino alla caduta dell’Impero romano, si divide, stante l’abbondanza della materia, in due tomi. Il primo comprende la prima parte (generale) e la seconda (politica). Il secondo tomo della Storia sociale della Chiesa chiude l’epoca romana, nei suoi due periodi pagano e cristiano.”
    “La crisi della società antica (Dalla caduta alla rinascita dell’Impero Romano) pagg. 750

    Dopo l’anno terribile dello scioglimento del Sodalitium Pianum, il 1922, anno in cui viene pubblicato questo 3° volume, è quello della lenta ma sicura riorganizzazione dell’opera “discreta” di Mons. Benigni. Il 1922 si concluse con due avvenimenti importanti per il periodo successivo dell’attività controrivoluzionaria del Benigni: la marcia su Roma del 28 ottobre e la pubblicazione della prima enciclica – programmatica – del nuovo Pontefice Pio XI: Ubi arcano (23 dicembre). Mons. Benigni, studioso di storia ecclesiastica e, nel contempo, uomo d’azione, troverà nel travagliato passato bizantino-barbarico della crisi dell’Impero romano, dalla sua caduta alla sua rinascita, le lezioni per agire nel nuovo scenario che la Provvidenza preparava per la società civile e quella ecclesiastica, sempre al servizio, ovviamente, della Regalità di Cristo e dell’Impero della Chiesa.”
    “Che senso ha ripubblicare oggi, nel XXI secolo, un’opera iniziata più di un secolo fa? E per giunta incompiuta, attinente a una materia, la storia, che al contrario della teologia o della filosofia, scienze speculative, è calata nel contingente, e nel continuo approfondimento delle fonti.
    Il fatto è che la “Storia sociale della Chiesa”, come tutte le grandi opere, è ancora attuale ai nostri giorni. L’attualità di questa opera non è dovuta al ruolo, pur importante, svolto da Mons. Benigni nel mondo accademico, ma anche dal fatto che il nostro autore poteva unire, cosa non comune, l’esperienza dell’uomo di governo (avendo lavorato in segreteria di Stato), la verve del giornalista, la fede del sacerdote, l’acume poliziesco del creatore della moderna intelligence vaticana, e chi più ne ha, più ne metta: quante personalità in un sol uomo…
    Mons. Benigni si proponeva di contribuire, nel campo della storia ecclesiastica, alla realizzazione del programma del pontificato di san Pio X: “restaurare tutto in Cristo”, e questo particolarmente nello studiare quello che egli chiama l’“Impero della Chiesa”, ovverosia l’influenza della Chiesa nella vita sociale dell’umana civiltà. La sua era allora – e lo resta ancor oggi – un’opera estremamente moderna, cosa (apparentemente) paradossale in un dichiarato antimodernista. Moderna nel proporre non un manuale di storia ecclesiastica, come ve n’erano tanti, ma una storia “sociale” della Chiesa: dal punto di vista cioè dell’influenza della Chiesa nella vita politica, etico-giuridica ed economica della società. Moderna, nell’accogliere pienamente il metodo critico nella storia anche ecclesiastica, sicuro che una sana critica storica non sarebbe mai stata contro la Chiesa e la verità, ma a suo favore. Moderna, infine, nello stile inimitabile, ironico e arguto, dell’autore. Emile Poulat, storico e biografo di Mons. Benigni, qualificherà la sua storiografia come “critica”, “sociale” e “realista” (Catholicisme, démocratie et socialisme, Casterman, 1977, p. 184). Benigni non esitò a servirsi nella sua analisi storica di tre coefficienti presi in prestito a un avversario dichiarato, e riconosciuto come tale, Hippolyte Taine: la razza, l’ambiente e il momento, rifiutando ovviamente il razionalismo e il determinismo dell’autore francese.”
    Mons. Umberto Benigni, Storia sociale della Chiesa, Vol. 1-3, Centro librario Sodalitium, Verrua Savoia 2016-2018.
    http://www.sodalitiumshop.it/WebRoot...opertine2.jpeg










    27 FEBBRAIO 2018: SAN GABRIELE DELL'ADDOLORATA, CONFESSORE; MARTEDÌ DELLA SECONDA SETTIMANA DI QUARESIMA…



    San Gabriele dell'Addolorata - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-gabriele-delladdolorata/
    «27 febbraio, San Gabriele dell’Addolorata, Confessore (Assisi, 1 marzo 1838 – Isola del Gran Sasso, 27 febbraio 1862).

    “Ad Isola, in Abruzzo, san Gabriéle della Vergine Addolorata, Chierico della Congregazione della Croce e Passione del Signore, Confessore, il quale, illustre durante la sua brevevita per grandi meriti e dopo la morte per miracoli, dal Papa Benedétto decimoquinto fu ascritto nel catalogo dei Santi”.
    O angelico giovane Gabriele, che con l’ardente vostro amore a Gesù Crocifisso, e con la tenera compassione alla Vergine Madre Addolorata, vi rendeste in terra specchio d’innocenza ed esemplare di ogni virtù; a voi ci rivolgiamo pieni di fiducia implorando il vostro soccorso. Deh! mirate quanti mali ci affliggono, quanti pericoli ci circondano, e come da ogni parte si tendono insidie alla gioventù in singolar modo, per farle perdere la fede ed i costumi. Voi, che viveste sempre vita di fede, ed anche fra gl’incettivi del secolo vi manteneste puro ed illibato; volgete sopra di noi uno sguardo pietoso, ed aiutateci. Le grazie da voi concesse continuamente ai fedeli, che v’invocano, sono tante, che noi non possiamo nè vogliamo dubitare dell’efficacia del vostro patrocinio. Otteneteci finalmente da Gesù Crocifisso e da Maria Addolorata, rassegnazione e pace; affinchè vivendo costantemente da buoni cristiani in tutte le vicende della vita presente, possiamo un giorno essere con voi felici nella patria celeste. Così sia.»





    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-228x300.jpg







    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    https://www.sursumcorda.cloud/
    “Il 27 febbraio ricorrono i trent’anni dalla morte di Mons. Guérard des Lauriers. Per onorare la memoria del grande teologo domenicano, e per fare cosa gradita ai nostri lettori, pubblichiamo questo articolo sulla legittimità delle consacrazioni episcopali, scritto che ritorna in modo particolare d’attualità in questi giorni dopo la recente consacrazione di Mons. Selway da parte di Mons. Sanborn. (Don Carandino)
    Link: http://www.sodalitium.biz/consacrare-dei-vescovi/”







    L'Avv. Pietro Ferrari nel suo libro "Non Possumus" - prestissimo in uscita la nuova edizione aggiornata presso le "Edizioni Radio Spada" - dedica ampio spazio sia a Mons. Umberto Benigni che a Mons. Michel Guérard des Lauriers, un testo essenziale da leggere:



    Pietro Ferrari, Non Possumus. Indagine sulle deviazioni dottrinali e liturgiche a 50 anni dalla chiusura del Concilio Vaticano II, (seconda edizione), Edizioni Radio Spada 2018.


    https://www.facebook.com/pietroferrari1973/
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ec&oe=5B0C60D4












    https://www.facebook.com/romancatholicsnonunacum/








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    “27 FEBBRAIO 2018: SAN GABRIELE DELL'ADDOLORATA, CONFESSORE.”





    “27 febbraio 2018: MARTEDÌ DELLA SECONDA SETTIMANA DI QUARESIMA.”






    “Cade oggi il trentennale della morte di S.E.R. Monsignor Louis Guerard Des Lauriers O.P. avvenuta il 27 febbraio 1988.
    Titanica figura di mariologo domenicano, teologo sacramentale, studioso di ecclesiologia e vescovo, in piedi nel tragico naufragio della teologia romana, dopo il concilio vaticano secondo. I suoi "Cahiers di Cassiciacum" rimangono una pietra miliare e un punto di riferimento imprescindibile per la futura restaurazione della Chiesa.”





    https://www.radiospada.org/2015/02/m...febbraio-1934/
    “Monsignor Umberto Benigni nell’anniversario della morte (27 febbraio 1934).”










    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    27 février : Saint Léandre, Evêque de Séville (? 596) :: Ligue Saint Amédée
    “27 février : Saint Léandre, Evêque de Séville († 596).”




    “27 février 1988 : in memoriam Mgr Guérard des Lauriers”
    Mgr Guérard des Lauriers - la ?thèse de Cassiciacum? Archives - Sodalitium


    Méditation pour le Mardi de la deuxième semaine de Carême










    Guéranger, L'anno liturgico - Martedì della Seconda Settimana di Quaresima
    http://www.unavoce-ve.it/pg-quaresima-mar2.htm
    “MARTEDÌ DELLA SECONDA SETTIMANA DI QUARESIMA.”

    Guéranger, L'anno liturgico - 27 febbraio. San Gabriele dell'Addolorata, Vescovo e Confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-27feb.htm
    “27 FEBBRAIO SAN GABRIELE DELL'ADDOLORATA, CONFESSORE.

    Un devoto di Maria.
    " Io sono una piccolissima anima, che solo può offrire a Dio piccolissime cose". Queste parole di santa Teresa del Bambin Gesù le avrebbe potute ridire anche lui, il giovane religioso passionista, che oggi la Chiesa presenta alla nostra devozione. Nessun'opera esteriore, nessun miracolo, nessuno scritto lo ha segnalato ai suoi contemporanei. Ma, come santa Teresa o san Luigi Gonzaga, egli si santificò nel silenzio e nell'oscurità della vita religiosa e "consumato in breve tempo percorse un lungo cammino".
    Le sue doti naturali lo avrebbero fatto brillare nel mondo; un bell'avvenire si apriva davanti a lui; ma uno sguardo lo arrestò proprio sulle soglie dell'adolescenza. Non fu, come per il giovanotto ricco del Vangelo, lo sguardo del Signore, ma quello della Madonna.
    Un giorno, a Spoleto, la Vergine posò di lui i suoi occhi pieni di tenerezza e gli disse: "Il mondo non è per te, devi entrare in religione". Ed egli, ben sapendo che "il mondo e Dio non possono stare insieme", abbandonò senza rimpianti " questo mondo che passa... per fare la volontà di Dio e vivere eternamente" (1Gv 2,17).
    L'amore per la Madonna dei Sette Dolori gli fece scegliere naturalmente l'Istituto che si consacra a commemorare la Passione di Nostro Signore e la spada che trapassò il cuore della Madre. "La devozione verso la santa Vergine, scrisse il suo direttore, è il punto saliente della sua vita, la sorgente principale da cui scaturisce tutto ciò che vi è di eccezionale e di ammirevole in essa"; e la Chiesa aggiunge "ch'egli fu suscitato da Dio per dare, col suo esempio, un grande, incremento al culto della Vergine dei Dolori".
    Durante i sei anni che dimorò nella vita religiosa, non ebbe altra preoccupazione che questa: diventare l'ultimo di tutti e passare inosservato. L'umiltà, la povertà, l'obbedienza, il sacrificio nascosto erano per lui il segreto per rassomigliare a Gesù-Ostia e corrispondere al suo amore. Era arrivato a domandare di morire tisico "per sentirsi morire a poco a poco, e fare sino all'ultimo respiro, atti di amor di Dio". Così, quando il Signore "bussò alla porta e fece intendere la sua voce" (Ap 3,20), egli rispose allegramente e s'addormentò il 27 febbraio 1862, "riponendo la sua speranza nella misericordia divina e nell'intercessione della sua cara Mamma".
    Il Papa lo ha proclamato patrono e modello della gioventù.
    VITA. - San Gabriele nacque ad Assisi il i marzo 1838. Studente a Spoleto, se per breve tempo parve sedotto dai piaceri del mondo, non vi attaccò mai il cuore e, ferito dallo sguardo della Vergine, il 22 agosto 1854, decise di abbandonare tutto e d'entrare nell'Istituto dei Chierici della Passione di Gesù. Vi fu ammesso l'8 settembre 1856 e ricevette l'abito il 21 dello stesso mese, nella festa della Madonna dei Sette Dolori, prendendo il nome di Gabriele dell'Addolorata, perché doveva ricordargli continuamente le gioie e i dolori della santissima Vergine. Pronunciò i primi voti il 27 settembre 1857 e morì il 27 febbraio 1862, dopo aver praticato nell'oscurità della vita religiosa e della perfetta semplicità le più sublimi virtù: una grande mortificazione, il più tenero amore verso la Passione del Signore, verso il santissimo Sacramento dell'Eucaristia e specialmente verso i dolori della Madonna. Avendo Dio manifestato i suoi meriti con chiari miracoli, fu canonizzato da Benedetto XV nel 1920, e Pio XI ne estese l'Ufficio e la Messa alla Chiesa universale.
    Ai piedi della Vergine Addolorata.
    Noi ci rallegriamo di celebrare la tua festa, o san Gabriele, a principio del grande ritiro annuale che va dalla Settuagesima alla Pasqua. Tu vieni ad unire la tua voce a quella della Chiesa per indurci a romperla finalmente con le nostre perverse abitudini. Non tutti possono, come te, chiudersi nella solitudine; ma a tutti intendi mostrare come, in mezzo al mondo, si può custodire puro il proprio cuore e restare fedeli a Dio.
    E ce ne indichi un mezzo: guardare Gesù e Maria nel corso della Passione. Sappiamo dall'autore dell'Imitazione che "colui che si dedica a meditare attentamente e devotamente la vita santa e la Passione del Signore, vi troverà in abbondanza tutto ciò che gli è utile e necessario". Concedici d'avere "così profondamente impressa nel nostro cuore la Passione, ch'essa sia a noi sempre presente". Tu che da Dio apprendesti "a meditare i dolori della dolcissima Madre, e che, per mezzo suo, fosti elevato nella gloria per la grazia della santità, fa' che, per tua intercessione e col tuo esempio, siamo uniti al pianto di Maria e salvati dalla sua materna protezione" (Colletta della Messa).
    "Io non faccio che benedire la mano misericordiosa della Vergine che mi ha appartato dal mondo". Così tu ti esprimevi e amavi parlare con lei come un bambino con la madre; e quando i demoni ti spaventavano, gridavi: "Mamma cara, cacciateli e allontanateli". Nel momento del pericolo, insegnaci a ricorrere a Maria e ripeti per noi l'ultima tua preghiera: "O Maria, Madre di grazia e di misericordia, proteggeteci dal nemico e nell'ora della morte accoglieteci".
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 827-829.”






    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  5. #15
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    Lightbulb Re: Rif: Mons. Umberto Benigni, il Cattolicesimo Integrale e la Questione Ebraica in

    In ricordo anche quest’anno - oggi mercoledì 27 FEBBRAIO 2019, SAN GABRIELE DELL'ADDOLORATA, CONFESSORE - di due grandi Vescovi, campioni del Cattolicesimo integrale e dell'anti-modernismo come Mons. Umberto Benigni (Perugia, 30 marzo 1862 – Roma, 27 febbraio 1934) ed il teologo domenicano tomista Michel Louis-Bertrand Guérard Des Lauriers (Suresnes, 25 ottobre 1898 – Cosne-Cours-sur-Loire, 27 febbraio 1988) nell’anniversario della loro morte terrena: R.I.P. …Che Dio li abbia eternamente in Gloria!!!




    In memoriam - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/in-memoriam/
    «Mons. Umberto Benigni, Perugia, 30 marzo 1862 – Roma, 27 febbraio 1934.
    Mons. Michel-Louis Guérard des Lauriers, op, Suresnes, 25 ottobre 1898 – Cosne-Cours-sur-Loire, 27 febbraio 1988.»
    “Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers: intervista a don Ricossa”:
    Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers: intervista a don Ricossa - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/intervista-don-ricossa/
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...qC21-copia.png






    Mons. Guérard des Lauriers - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/mons-guerard-des-lauriers/

    Intervista a Mons. Guérard des Lauriers o.p. sulla Tesi di Cassiciacum - Sodalitium

    Tesi di Cassiciacum Archivi - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/category/tesi-di-cassiciacum/



    Mons. Benigni - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/mons-benigni/
    “Mons. Benigni
    Sono disponibili i filmati della conferenza tenutasi a Roma il 1 Marzo 2014: Mons. Benigni con San Pio X contro il modernismo
    relatore: Don Francesco Ricossa.”
    Programma del "Sodalitium Pianum" - Sodalitium



    Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/m...-des-lauriers/
    «Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers
    Il 27 febbraio ricorre l’anniversario della morte di monsignor Umberto Benigni (1934) e di Mons. Guérard des Lauriers, o.p. (1988). Li ricordiamo con alcuni documenti che segnaliamo ai lettori.
    http://www.centrostudifederici.org/w...ni-300x175.jpg
    Video: “Omaggio a mons. Umberto Benigni, fondatore del Sodalitium Pianum, nel 80° anniversario della sua morte”. Relatore: don Francesco Ricossa (Roma, 1° marzo 2014):
    https://youtu.be/-sbqRC8c_OI
    Video: “Omaggio a Monsignor Guérard des Lauriers, o.p.”:
    https://youtu.be/QaqvjvF4QeU
    Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers: intervista a don Ricossa
    Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers: intervista a don Ricossa - Centro Studi Giuseppe Federici
    Ristampa della Storia Sociale della Chiesa:
    https://www.sodalitiumshop.it/epages...4/Products/099
    https://www.sodalitiumshop.it/WebRoo...ciale6tomi.jpg
    http://www.centrostudifederici.org/w...ni-300x175.jpg »







    “Ugo Carandino
    Segnalo la ristampa a cura del Centro Librario Sodalitium della "Storia Sociale della Chiesa" di mons. Umberto Benigni: vol. 1; vol. 2 in 2 tomi; vol. 3; vol. 4 in due tomi. Per richiedere i volumi: https://www.sodalitiumshop.it/
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...c9&oe=5D19C915







    Mons. Guèrard des Lauries, Il problema dell'Autorità e dell'episcopato nella Chiesa, Centro Librario Sodalitium, Verrua Savoia 2005.
    https://www.sodalitiumshop.it/Il-pro...o-nella-Chiesa
    https://www.sodalitiumshop.it/WebRoo...assicicum2.jpg





    Don Donald J. Sanborn, Il papato materiale, Centro Librario Sodalitium, Verrua Savoia 2002.


    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/56.pdf
    “Numero Speciale: risposta al Dossier sul Sedevacantismo”
    L'elezione del Papa - Sodalitium

    “Don Francesco Ricossa, L'Elezione del Papa, in Sodalitium, n. 55, Anno XVIII n. 4 - Dicembre 2002, pp. 18-30.”
    “Don Francesco Ricossa, Papa, Papato e Sede vacante, in un testo di Sant'Antonino e nel pensiero di Padre Guérard des Lauriers, in Sodalitium, N. 67, Anno XXXI n. 4, dicembre 2015, pp. 7-8.”


    https://www.sodalitium.biz/consacrare-dei-vescovi/
    “Il 27 febbraio ricorrono i trent’anni dalla morte di Mons. Guérard des Lauriers. Per onorare la memoria del grande teologo domenicano, e per fare cosa gradita ai nostri lettori, pubblichiamo questo articolo sulla legittimità delle consacrazioni episcopali, scritto che ritorna in modo particolare d’attualità in questi giorni dopo la recente consacrazione di Mons. Selway da parte di Mons. Sanborn.”
    https://www.sodalitium.biz/un-vescovo-cattolico/




    Calendario 2019: 50 anni di resistenza alla nuova messa - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/calendario...a-nuova-messa/
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...MBC2018cop.jpg







    https://www.facebook.com/Monsignor-G...5999557485578/
    “Nessuno può servire due padroni (e due messali)
    Piazza san Pietro a Roma, 1970/71: migliaia di fedeli guidati dai sacerdoti "non una cum" abbè Louis Coache e padre Noel Barbara pregano per la salvaguardia della Messa Romana rifiutando il nuovo messale di Paolo VI (e poi di Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco). Foto pubblicata dalla rivista "Vigilia Romana" nel 1972.
    [dalla bacheca di Giuseppe Federici] Da Traduzione Propaganda Católica”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...65&oe=5D167044







    “Pellegrinaggio dell'Istituto Mater Boni Consilii ad Assisi: foto ricordo davanti all'ingresso della basilica inferiore. Sancte Francisce, ora pro nobis.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...89&oe=5CE89D17







    «Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers
    https://www.agerecontra.it/2019/02/m...-des-lauriers/
    fonte – Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers - Centro Studi Giuseppe Federici
    https://www.agerecontra.it/wp-conten...ni-300x175.jpg »

    Novità editoriale: le stazione quaresimali romane - Centro Studi Giuseppe Federici
    https://www.agerecontra.it/2019/02/n...simali-romane/



    «Dalla Fraternità S. PIO X all'Istituto MATER BONI CONSILII - don Francesco Ricossa
    https://www.youtube.com/watch?v=RpzgBNnlDNg
    Milano, sabato 14 novembre 2015 IPSA CONTERET “ELLA TI SCHIACCERÀ IL CAPO” (GN 3, 15). IL RUOLO DI MARIA SANTISSIMA NELLA DIFESA DELLA FEDE. CONVEGNO INTERO QUI https://youtu.be/GVsp8TPhZSE Interventi di Don Francesco Ricossa. Secondo intervento: La Mater Boni Consilii: l’ausilio di Maria contro il modernismo, nei 30 anni dell’Istituto.»




    Mons. Pierre Martin Ngô Đình Thục (Huế, 6 ottobre 1897 – Joplin, 13 dicembre 1984, R.I.P.) con Monsignor Michel Louis-Bertrand Guérard des Lauriers, o.p. (25-X-1898 - 27-II-1988) al min. 3.35 di questo bel video:


    «Monsignor Guérard des Lauriers, o.p.
    https://www.youtube.com/watch?v=QaqvjvF4QeU
    In memoriam: Monsignor Michel Louis-Bertrand Guérard des Lauriers, o.p. (25-X-1898 - 27-II-1988), fondatore dell'Istituto Mater Boni Consilii.»





    L'Avv. Pietro Ferrari nel suo libro "Non Possumus" – già uscita la nuova edizione aggiornata presso le "Edizioni Radio Spada" - dedica ampio spazio sia a Mons. Umberto Benigni che a Mons. Michel Guérard des Lauriers, un testo essenziale da leggere:



    Pietro Ferrari, Non Possumus. Indagine sulle deviazioni dottrinali e liturgiche a 50 anni dalla chiusura del Concilio Vaticano II, (seconda edizione), Edizioni Radio Spada, Cermenate (Como) 2018.
    https://www.agerecontra.it/2019/02/c...anni-preludio/
    https://www.agerecontra.it/tag/pietro-ferrari/
    https://www.facebook.com/pietroferrari1973/
    https://www.youcanprint.it/fiction-g...831602860.html
    https://www.youcanprint.it/schedelib...8831602860.jpg




    https://forum.termometropolitico.it/...olorata-2.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-1988-a-4.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-1934-a-8.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-italia-2.html
    https://forum.termometropolitico.it/...o-benigni.html







    https://www.radiospada.org/tag/miche...-des-lauriers/
    https://www.radiospada.org/2015/02/u...o-della-morte/
    https://www.radiospada.org/2015/02/m...febbraio-1934/
    https://www.radiospada.org/2012/07/e...berto-benigni/
    https://www.radiospada.org/tag/umberto-benigni/


    « [IUSTUS UT PALMA FLOREBIT] Moriva il 27 febbraio 1934 Monsignor Umberto Benigni, fondatore del "Sodalitium pianum". Per citare l'amico Pietro Ferrari si tratta di una "figura unica nel suo genere, Mons Umberto Benigni seppe essere erudito professore, storico, sociologo, sacerdote, giornalista e agente segreto al servizio della Sposa di Cristo, in obbedienza al Vicario". Radio Spada lo elesse fin da subito come importante punto di riferimento e come "patrono", sia nell'azione di controinformazione e controcultura cattolica, sia nell'atteggiamento vigoroso e privo di rispetti umani (di tutti i rispetti umani). Non a caso nelll'ottantacinquesimo anniversario della morte, lo ritraiamo in effige con l'attuale presidente di Radio Spada (SQE) Piergiorgio Seveso. Possa essere sempre più valorizzata e studiata la sua figura, tappa essenziale per la restaurazione della Chiesa. — con Piergiorgio Seveso»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...2f&oe=5CE78C8A







    Piergiorgio Seveso su Mons. Umberto Benigni:



    “La 'Storia sociale della Chiesa' di Mons. Benigni - Piergiorgio Seveso
    https://www.youtube.com/watch?v=IQy6XmRrpkY
    https://cinghialecorazzato.wordpress...berto-benigni/
    https://cinghialecorazzato.files.wor.../270110003.jpg



    «Cade oggi l'anniversario della morte di S.E.R. Monsignor Louis Guerard Des Lauriers O.P. avvenuta il 27 febbraio 1988. Titanica figura di mariologo domenicano, teologo sacramentale, studioso di ecclesiologia e vescovo, in piedi nel tragico naufragio della teologia romana, dopo il concilio vaticano secondo. I suoi "Cahiers di Cassiciacum" rimangono una pietra miliare e un punto di riferimento imprescindibile per la futura restaurazione della Chiesa. (Ringraziamo l'amico Juan DIego Ortega Santana per l'immagine tratta dal suo blog "Sicut oves sine pastore")»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...07&oe=5CE5DE13








    https://novusordowatch.org/2018/02/i...-des-lauriers/
    «In Memoriam: Most Rev. Michel-Louis Guérard des Lauriers, O.P. (1898-1988)
    Dominican Theologian who became Sedevacantist
    In Memoriam: Most Rev. Michel-Louis Guérard des Lauriers, O.P. (1898-1988)

    Thirty years ago today, the world lost one of the last great Catholic theologians: On Feb. 27, 1988, the French Dominican Michel-Louis Guérard des Lauriers passed into eternity at 89 years of age. He had entered the novitiate of the Order of Preachers (Dominicans) in 1927, was ordained a priest in 1931, and received episcopal consecration in 1981.
    As a priest, Guerard des Lauriers taught at the Pontifical Lateran University in Rome during the pontificate of Pope Pius XII. He is also said to have been theological advisor to the Pope for the definition of the dogma of the Assumption, as well as the Pope’s confessor for a short time in the early 1950s. In 1969 he was one of the Roman theologians behind the so-called Ottaviani Intervention against the “New Mass” of Paul VI, and some even say he was its main author.
    In the 1970s Fr. Guerard des Lauriers worked as a professor at the Society of St. Pius X seminary of Archbishop Marcel Lefebvre, but, as his Mexican colleague Fr. Joaquín Sáenz y Arriaga (author of The New Montinian Church) did before him, he eventually came to the conclusion that Paul VI could not be a true Pope and ceased his association with the SSPX. In 1981, the Vietnamese Bp. Pierre-Martin Ngo-dinh-Thuc consecrated the French Dominican a bishop in Toulon, France. (…)
    In 1985, the Mater Boni Consilii Institute (Institute of the Mother of Good Counsel) was founded in Italy. To this day it is faithful to the theological legacy of Bp. Guerard and assists in the sanctification of souls, the formation of priests, the education of youth, works of charity, and more — all for the glory of God and the salvation of souls. (…)
    By the way, the newly-consecrated sedevacantist Bishop Joseph Selway was ordained in the line of Bp. Guerard des Lauriers (–> Robert McKenna [1986] –> Donald Sanborn [2002]).
    Let us commend to Almighty God the soul of the man who was quite possibly the last great Dominican theologian, Michel-Louis Guérard des Lauriers. Requiescat in pace.»







    Ligue Saint Amédée
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    Vie de Monseigneur Guérard des Lauriers - Sodalitium
    «Vie de Monseigneur Guérard des Lauriers (extrait de Sodalitium n°18) par l’abbé Giuseppe Murro.»


    La rupture entre Mgr Lefebvre et le Père Guérard des Lauriers après la lettre à Jean-Paul II (Noël 1978) - Sodalitium
    «La rupture entre Mgr Lefebvre et le Père Guérard des Lauriers après la lettre à Jean-Paul II (Noël 1978)
    Vous trouvez successivement:
     la présentation de la polémique et des textes par l’abbé Jocelyn Le Gal
     un rappel sur les positions de Mgr Lefebvre sur l’assistance à la nouvelle messe
     la lettre de Mgr Lefebvre à Jean-Paul II, du 25 décembre 1978, publiée dans la LAB n°16 de mars 1979.
     la 1ère réponse du Père Guérard des Lauriers à Mgr Lefebvre “Monseigneur, nous ne voulons pas de cette paix” , datée du 12 avril 1979, publiée par la revue Einsicht (n°9-01 de mai 1979).
    NB : Nous donnons deux versions de la fin de cette lettre.
     la 2nde réponse du Père Guérard des Lauriers à Mgr Lefebvre, datée du 29 juin 1979.
     la 3ème réponse du Père guérard des Lauriers à Mgr Lefebvre, datée du 19 décembre 1979, publiée par la revue Einsicht (n°9-06 de février 1980).»

    “In memoriam : Mgr Michel-Louis Guérard des Lauriers o.p.
    http://www.sodalitium.eu/sodalitium_pdf/Soda-F61.pdf









    Codice:
    27 FEBBRAIO 2019: SAN GABRIELE DELL'ADDOLORATA, CONFESSORE…




    «27 FEBBRAIO SAN GABRIELE DELL'ADDOLORATA, CONFESSORE»
    “San Gabriele dell'Addolorata, confessore, 27 febbraio”
    “Guéranger, L'anno liturgico - 27 febbraio. San Gabriele dell'Addolorata, Vescovo e Confessore”
    Guéranger, L'anno liturgico - 27 febbraio. San Gabriele dell'Addolorata, Vescovo e Confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-27feb.htm





    San Gabriele dell'Addolorata - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-gabriele-delladdolorata/
    «27 febbraio, San Gabriele dell’Addolorata, Confessore (Assisi, 1 marzo 1838 – Isola del Gran Sasso, 27 febbraio 1862), religioso passionista.

    O angelico giovane Gabriele, che con l’ardente vostro amore a Gesù Crocifisso, e con la tenera compassione alla Vergine Madre Addolorata, vi rendeste in terra specchio d’innocenza ed esemplare di ogni virtù; a voi ci rivolgiamo pieni di fiducia implorando il vostro soccorso. Deh! mirate quanti mali ci affliggono, quanti pericoli ci circondano, e come da ogni parte si tendono insidie alla gioventù in singolar modo, per farle perdere la fede ed i costumi. Voi, che viveste sempre vita di fede, ed anche fra gl’incettivi del secolo vi manteneste puro ed illibato; volgete sopra di noi uno sguardo pietoso, ed aiutateci. Le grazie da voi concesse continuamente ai fedeli, che v’invocano, sono tante, che noi non possiamo nè vogliamo dubitare dell’efficacia del vostro patrocinio. Otteneteci finalmente da Gesù Crocifisso e da Maria Addolorata, rassegnazione e pace; affinchè vivendo costantemente da buoni cristiani in tutte le vicende della vita presente, possiamo un giorno essere con voi felici nella patria celeste. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...gabriele-4.jpg





    http://www.sodalitium.biz/wp-content...01-228x300.jpg







    Sodalitium - Sito ufficiale dell'Istituto Mater Boni Consilii
    http://www.sodalitium.biz/

    "Sante Messe - Sodalitium"
    Sante Messe - Sodalitium

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    Domenica Sexagesima (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=7apAxHX0B0w
    Domenica Sexagesima (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=xsBSlwrtd1Y
    Domenica Septuagesima (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=eW58hW30T5Y
    V domenica d. Epifania (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=adVRJ95yZLk
    V domenica d. Epifania - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=oJR8QmeMXOs
    IV dom. dopo l'Epifania (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=tmgotU8TwQw
    IV domenica dopo Epifania (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=BBMsKuQKlgQ
    Purificazione della S. Vergine Maria (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=rS2tdVj3e_A
    III dom. dopo l'Epifania
    https://www.youtube.com/watch?v=vqLfMJ2qKmo
    III domenica dopo l'Epifania - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=zHEiqmjKQNk
    II domenica dopo l'Epifania - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=MtQwadP5PVs
    Sacra Famiglia (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=M83o5Eohbdc
    Epifania di N S G C - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=fUnwOAcw1Vs
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso».




    Novità editoriale: le stazione quaresimali romane - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/n...simali-romane/

    http://www.centrostudifederici.org/w...8e-520x335.jpg


    https://www.agerecontra.it/2019/02/n...simali-romane/





    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...27&oe=5CE61603





    https://sardiniatridentina.blogspot....ssore.html?m=1
    “martedì 27 febbraio 2018. San Gabriele dell’Addolorata, confessore
    San Gabriele dell’Addolorata, al secolo Francesco Possenti, nacque ad Assisi nel 1838 e nel 1856 si arruolò fra i Passionisti. Tutta la suaa breve vita ebbe un solo scopo: fare la volontà di Dio. Raggiunse la Madre benedetta in Cielo il 27 febbraio 1862. Fu beatificato da san Pio X (1908) e canonizzato da Benedetto XVI (1920).”
    https://4.bp.blogspot.com/-fnJWh8vYj...28186859_n.jpg






    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Gabriéle della Vergine Addolorata, Chierico della Congregazione della Croce e Passione del Signore, Confessore, il quale, illustre durante la sua breve vita per grandi meriti e dopo la morte per miracoli, dal Papa Benedétto decimoquinto fu ascritto nel catalogo dei Santi. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Confessore, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Gabriéle della Vergine Addolorata possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-149.html
    https://www.sursumcorda.cloud/settim...sum-corda.html







    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/ »

    «27 FEBBRAIO 2019: SAN GABRIELE DELL'ADDOLORATA, CONFESSORE»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...fa&oe=5D18BD78





    «27 febbraio 2019: MERCOLEDÌ DI SESSAGESIMA»

    «Il 27 febbraio 380 gli Imperatori Teodosio Magno, Graziano e Valentiniano II emettono l’editto cosiddetto di Tessalonica per il quale si dichiara unica religione ufficiale dell’impero “la fede che il divo apostolo Pietro ha insegnata ai Romani, oggi professata dal Pontefice Damaso e da Pietro, vescovo di Alessandria, uomo di santità apostolica: cioè che, conformemente all'insegnamento apostolico e alla dottrina evangelica, si creda nell’unica divinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo in tre persone uguali”.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...de&oe=5D25C9B3



    «miércoles, 27 de febrero de 2019 SAN GABRIEL DE LA DOLOROSA, "Los ojos de Dios siempre me están mirando"»
    Como ovejas sin Pastor: SAN GABRIEL DE LA DOLOROSA, "Los ojos de Dios siempre me están mirando"
    https://2.bp.blogspot.com/-mVrIE15-r...ELDOLOROSA.jpg
    https://3.bp.blogspot.com/-KsfJvIEJX...LDOLOROSA1.jpg
    https://4.bp.blogspot.com/-9bIEbMycV.../2-CORDERO.jpg





    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”


    27 février : Saint Gabriel de l'Addolorata, Passioniste (? 1862) :: Ligue Saint Amédée
    “27 février : Saint Gabriel de l'Addolorata, Passioniste († 1862)”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...addolorata.jpg









    Lodato sempre sia il Santissimo nome di Gesù, Giuseppe e Maria!!!
    Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 
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