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Discussione: PD-M5S-Sinistre: pronta la Legge elettorale anti-Salvini/CDX

  1. #1
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    Predefinito PD-M5S-Sinistre: pronta la Legge elettorale anti-Salvini/CDX

    https://notizie.tiscali.it/politica/...ge-elettorale/

    E’ nato il "Brescellum". Il vero obiettivo della nuova legge elettorale è contenere Salvini e dividere il centrodestra
    Il nuovo sistema prevede un proporzionale con sbarramento al 5% e sarà fatto a colpi di maggioranza


    Il ‘non accordo’ è un accordo vero e il sistema ‘tedesco’ sa poco di tedesco e molto di manovra ‘all’italiana’ perché il suo principale obiettivo è ingabbiare Salvini e depotenziare una eventuale vittoria della destra alle prossime elezioni. Come sempre quando si parla di sistemi e leggi elettorali, si usa ‘andar a Levante buscando il Ponente’, modo elegante per dire che si dice una cosa per farne, in realtà, un'altra. Specchietti per le allodole, insomma, anche perché la materia è complessa quanto decisiva: una legge elettorale è il modo con cui i voti si trasformano in seggi in Parlamento e, nel farlo, può cambiare i connotati a un’elezione, coartando le preferenze dei cittadini in un modo piuttosto che in un altro. Partiamo da quello che si vede in superficie.


    Accordo blindato tra il 95% della maggioranza di governo (Pd, M5S, Iv)
    Ieri, a metà pomeriggio, iniziano a uscire delle agenzie di stampa che parlano di “maggioranza di governo ‘spaccata’ sulla legge elettorale” e di un relatore, il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia, che presenta un testo in ‘solitario’, come fosse un kamikaze. Sembra un nulla di fatto, invece l’accordo c’è, è solido ed è stato costruito, pezzo per pezzo, dai plenipotenziari delegati dal 95% dei partiti di maggioranza (Pd, M5S, Iv), cioè da Dario Parrini del Pd, Anna Macina dell’M5s, Marco Di Maio di Iv e Gianclaudio Bressa delle Autonomie con la sola Loredana De Petris (LeU) che urlava contrariata, tanto che le sue urla si sentivano pure da fuori. La ‘ciccia’ dell’accordo di maggioranza sta in un sistema proporzionale con sbarramento nazionale al 5% e annesso diritto di tribuna (non ancora quantificato) per i più piccoli. Con tanti saluti al sistema spagnolo (circoscrizioni piccole con soglie di sbarramento implicite molto alte, anche dell’8% che avrebbe visto il niet di Italia viva e dunque è stato scartato per lasciare fuori dalla porta, appunto, solo LeU) l’accordo regge eccome, tra i principali partiti della maggioranza di governo, su un sistema definito, con voluto dolo, ‘tedesco’. L’asse di ferro è quello tra Pd e M5S (Zingaretti e Di Maio ne avevano parlato nel loro vertice a due, anzi: l’accordo sulla legge elettorale è stato il piatto forte di quell’incontro) ma anche Italia Viva, che in questo modo riesce a scansare lo spagnolo, si convince della scelta.
    olo LeU è contraria, ma a sua volta spaccata al suo interno tra filo-Pd e sinistra radicale
    Sono d’accordo anche i senatori delle Autonomie, nelle cui fila ci sono le minoranze linguistiche (il cui consenso, quando si parla di legge elettorale, è d’obbligo per motivi di dettato costituzionale) e pure una parte di LeU che però si spacca in due: il pezzo Articolo 1-Mdp (Speranza, Bersani, D’Alema) apre, di fatto, all’accordone di maggioranza con il capogruppo alla Camera, Federico Fornaro, mentre il pezzo di Sinistra Italiana (Fratoianni) spara contro con la capogruppo dell’intero gruppo Misto al Senato, De Petris.

    La ragione della mini-spaccatura interna di un’aggregazione (LeU) che ormai di fatto non esiste più (già alle Politiche del 2018 era un mero cartello elettorale) è presto detta: Art. 1 – Mdp puntano a rientrare nel Pd e, quindi, a farsi candidare nelle liste che farà Zingaretti, SI vuole, invece, dare vita a un cartello politico-elettorale che, sotto il nome de ‘La Sinistra’ (esperimento già tentato alle Europee, ma con esiti disastrosi: è rimasta ben sotto il 4%), aggreghi tutte le forze che non si riconoscono nel Pd, ma in una forma di alleanza ‘politica’ e ideale col centrosinistra: sinistra radicale, pacifisti, ambientalisti, antirazzisti, ong, ma anche pezzi di ceto politico come il movimento di ‘Eco’ (neo gruppo parlamentare che l’ex ministro Fioramonti, uscito dall’M5S, sta per lanciare alla Camera con diversi fuoriusciti pentastellati e un’impronta politica di sinistra) e ovviamente i mini-eredi del vecchio Prc (SI, neocomunisti). Per quest’ultimo pezzo della LeU che fu l’optimum sarebbe lo sbarramento al 4%, che giudicano alla loro portata, e daranno battaglia in Parlamento per ottenere che arrivi, forse giocando di sponda, nei voti segreti, con Italia Viva e altri pezzi di mondo M5S che, fin troppo baldanzosamente, dicono, a oggi, di non avere paura dello sbarramento al 5%.

    Il ‘Brescellum’ è un proporzionale puro con sbarramento al 5%
    Ma detto della spaccatura in seno alla sinistra-sinistra, resta il ‘colpo di scena’ politico: la maggioranza parlamentare che sostiene il governo, e per i suoi buoni tre quarti (Pd, M5S, Iv), mentre litiga sul ‘resto del Mondo’ (prescrizione, autostrade, Ilva, lavoro, etc.), trova l’accordo sull’unico vero tema che appassiona direzioni di partiti, membri di governo e parlamentari di ogni colore: la legge elettorale. Detto che l’iniziativa del presidente Brescia (sarà lui a depositare oggi il testo a propria firma, testo che lunedì 13 gennaio verrà incardinato e comincerà l’iter parlamentare), cioè il testo che Brescia depositerà in Commissione Affari costituzionali viene già definito “istituzionale” mentre invece è politico, politicissimo, e detto che, dietro Brescia, si staglia la figura discreta ma operosa del ministro ai Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà che, in questi mesi, ha tenuto tutte le riunioni e le fila della maggioranza, va anche detto che il sistema tedesco all’italiana è un sistema tedesco ma ‘all’italiana’. In Germania, infatti, metà degli eletti del Bundestag (il Senato, cioè il Bundesrat, è eletto dai Lander) arriva da un sistema proporzionale e sulla base di listini, è vero, ma l’altra metà è eletto in collegi maggioritari puri che però servono solo a designare i primi degli eletti: insomma, il sistema tedesco originale è per metà maggioritario e per metà proporzionale (50% e 50%) nel modo con cui seleziona gli eletti, ma perfettamente proporzionale negli effetti: un partito con il 30% dei voti ha il 30% dei seggi, sotto il 5% non hai diritto ad alcun seggio. Nel sistema tedesco all’italiana, invece, siamo in presenza di un proporzionale puro degno della Prima Repubblica: circoscrizioni (grandi), listini (che saranno corredati probabilmente dalle preferenze dopo il capolista, che dovrebbe restare bloccato, e stante, ovviamente, l’obbligo della preferenza di genere) e, soprattutto, un metodo rigidamente e totalmente proporzionale per conteggiare i voti basato su circoscrizioni plurinominali quante sono oggi alla Camera (63) e quante sono al Senato (uguali alle Regioni, cioè 20): quanto prendi, cioè, hai, ma con un numero di seggi in più che ti arriva, di nascosto, da tutti i seggi che non sono riusciti a prendere le liste, pur votate, che non hanno superato lo sbarramento. E, infine, con un ‘diritto di tribuna’ che permette anche a chi resta sotto il 5% di eleggere parlamentari, a differenza dal sistema tedesco.


    La soglia di sbarramento al 5% e il diritto di tribuna
    La sola eccezione rispetto a un sistema proporzionale puro, riguarda, infatti, proprio la soglia di sbarramento: ai tempi dei grandi partiti di massa, che non temevano la frammentazione che causava loro la presenza dei ‘piccoli’, l’asticella si fermava, di fatto, all’1% circa, qui è messa al 5%, giusto per tagliare le gambe a possibili – e scomodi – concorrenti dei due partiti grandi (Pd e M5S) e pure di Iv. Infatti, con lo sbarramento al 5%, il Pd cerca di sterminare qualsiasi cosa si muova alla sua sinistra (come temono, giustamente, De Petris e Fratoianni), ma coltiva anche la speranza che Iv di Renzi non ce la faccia a superare il 5% (oggi è quotata al 3,5%), l’M5S impedisce che nascano e possano risultare attrattivi partiti di pentastellati scissionisti (quelli di Piazzarotti o di Fioramonti o di Paragone, etc.), Italia Viva cerca di attirare su di sé i consensi dei moderati, impedendo che mettano radici forze come i dissidenti di FI (Carfagna&co.) o il partitino di Calenda (Azione civile).
    In più, c’è anche il ‘contentino’ per i piccolissimi (e per salvare la faccia davanti alle accuse di voler ‘strozzare’ la democrazia dei partiti): il diritto di tribuna. In pratica, se un partito non supera il 5% nazionale, ma ottiene un quoziente pieno in alcune circoscrizioni (3 o 5, non è ancora chiaro) e in almeno 2 o 3 regioni (idem), ottiene alcuni, pochi, seggi. Una proposta che, dalle parti di LeU (area sinistra radicale) giudicano “offensiva” ma che salva, di fatto, capra e cavoli.

    Far vincere il meno possibile Salvini e dividere il centrodestra
    In realtà, il vero obiettivo della nuova legge elettorale, però, è un altro e si chiama Lega Nord e Matteo Salvini, il quale, non a caso, tuona subito contro e a palle incatenate: “"La Lega è per il maggioritario, come in Gran Bretagna: chi vince governa stabilmente, senza giochini di palazzo e ribaltoni. Speriamo che nessuno tolga agli Italiani il diritto di votare il referendum su questo” dicono fonti del partito. Il modo (e il motivo) per accerchiare il Carroccio è sconfiggerlo è duplice. Da un lato la scelta del metodo – accordo dentro il perimetro della maggioranza di governo che ‘taglia fuori’ tutte le opposizioni, cioè il centrodestra – e dall’altra la scelta del sistema elettorale (il proporzionale) sono due siluri lanciati contro la leadership di Salvini. Nella Seconda Repubblica è sempre invalso, e si è radicato, un duplice uso e costume politico: costruire alleanze pre-elettorali (le coalizioni di governo: centrodestra versus centrosinistra, solo l’M5S ha rotto lo schema classico) e indicare un candidato premier sia che ve ne fosse l’indicazione (con il Porcellum) sia che non vi fosse. Questa torsione ‘maggioritaria’ dei sistemi elettorali italici funziona da 30 anni sia con sistemi a prevalenza maggioritari (il Mattarellum) sia a prevalenza proporzionale (il Rosatellum) sia con sistemi che fingevano di essere proporzionali e invece erano maggioritari (il Porcellum). Oggi, invece, con il (finto) ‘tedeschellum’ (magari verrà ribattezzato ‘Brescellum’ dal nome di Giuseppe Brescia), saltano entrambi i meccanismi che hanno caratterizzato una lunga fase politica: le coalizioni non bisogna più farle, perché ogni partito, con un proporzionale puro, fa gara a sé, e un candidato premier non serve perché basta e avanza il segretario – o capo – di ognuna delle varie forze politiche.

    Una rivoluzione copernicana che ci riporta, appunto, alla Prima Repubblica quando contavano i partiti e i loro segretari i quali si presentavano ognuno per conto loro, alle elezioni, e ‘poi’ si facevano gli accordi in Parlamento. Il colpo per Salvini è duplice: il centrodestra non esiste più, la Meloni (che già lo supera nei sondaggi) farà corsa a sé, togliendo voti e consensi alla Lega, e quel che resta di Forza Italia pure, senza dover stare sotto scacco a Salvini. La speranza dell’attuale maggioranza di governo – che, alle prossime elezioni, con un sistema maggioritario, finirebbe, indubitabilmente – in catastrofica minoranza parlamentare, è di ‘imbrigliare’ Salvini sia prima che dopo il voto (futuro) impedendo che possa ottenere il 51% con accordi post-voto, nelle Camere, e creando un ‘cordone sanitario’, dentro il prossimo Parlamento, per isolarlo e metterlo in minoranza. Pie illusioni, forse, ma corroborate, ora, da una legge elettorale, cioè il modo migliore – come dimostra la storia patria e non solo quella – per piegare i consensi degli italiani in un senso o nell’altro a seconda del sistema in uso.

    Un avvertimento alla sentenza della Consulta sul referendum della Lega
    Inoltre, il sistema elettorale ‘alla tedesca’ (per dire), di base proporzionale, serve anche ad avvertire la Consulta che, il 15 gennaio, si dovrà pronunciare sul referendum abrogativo (rispetto all’attuale legge vigente, il Rosatellum) avanzato da sette regioni di centrodestra e ideato da Calderoli che chiede, in buona sostanza, che il sistema elettorale diventi tutto maggioritario e basato su collegi uninominali (oggi sono solo il 36%) dove vince chi arriva primo e gli altri restano a casa. Se si è detto, per settimane, che se la Corte avesse ammesso il referendum leghista, il Parlamento non avrebbe potuto non tenerne conto, dovendo dunque scrivere una legge più maggioritaria che proporzionale, ora vale l’esatto contrario: il Parlamento (o, meglio, la sua attuale maggioranza di governo) dice alla Corte che, nella sua valutazione sull’ammissibilità del referendum della Lega, dovrà tener conto di una maggioranza politico-parlamentare che sta per varare un testo pienamente proporzionale. Messaggio subliminale: bocciate il testo leghista e lasciateci lavorare visto che il 95% della maggioranza (di governo) vuole un sistema proporzionale. Ma non è detto che ciò accada: i giudici della Consulta possono (e debbono) decidere di testa loro e potrebbero far passare un referendum che chiede di introdurre un sistema elettorale iper-maggioritario anche se, in Parlamento, si sta discutendo un sistema elettorale iper-proporzionale.

    Infine, i novelli ‘padri’ costituenti della maggioranza giallorossa hanno lavorato anche con l’occhio rivolto al (possibile) scioglimento anticipato delle Camere e al sempre più probabile referendum confermativo sul taglio dei parlamentari. Proprio oggi i 64 senatori che hanno firmato per chiedere il referendum anti-taglio depositeranno le firme in Cassazione, che entro massimo 30 giorni dovrà controllarle per poi passare la palla al governo che dovrà indire il referendum e dovrà farlo entro la primavera. Anche se si andasse a votare in via anticipata, il referendum, essendo confermativo, a differenza di quello della Lega (abrogativo) si terrebbe comunque. E così, se si voterà con il vecchio numero dei parlamentari (945), col proporzionale per i partiti che non sono la Lega sarà una manna dal cielo, ma anche se si dovesse votare, con il sistema proporzionale, con il taglio a regime (600 il nuovo numero delle Camere), quindi dopo il referendum, un sistema proporzionale può contenere di gran lunga meglio di un sistema maggioritario i ‘danni’ causati a chi le elezioni le perde, non le vince. Cioè le attuali forze di maggioranza che, contro Salvini, hanno issato l’unico ‘aglio’ utile a dissanguare Dracula: un sistema elettorale che, di fatto, ne limiterà la vittoria.



    •   Alt 

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  2. #2
    Super Troll
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    Predefinito Re: PD-M5S-Sinistre: pronta la Legge elettorale anti-Salvini/CDX

    quando hai una coalizione al 47% e la soglia di sbarramento al 5% credo che a una maggioranza si arriverebbe comunque
    Il proporzionale è sempre stato il mio metodo di voto preferito

    Salvini strillerà per la forma ma la situazione attuale darebbe comunque il CDX Vincente

    Il problema non è il sistema elettorale ma il tripolarimso, se sparisce o viene drasticamente ridimensionato il M5S, avremo il bipolarismo classico
    Legion and scomunista like this.

  3. #3
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    Predefinito Re: PD-M5S-Sinistre: pronta la Legge elettorale anti-Salvini/CDX

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    quando hai una coalizione al 47% e la soglia di sbarramento al 5% credo che a una maggioranza si arriverebbe comunque
    Il proporzionale è sempre stato il mio metodo di voto preferito

    Salvini strillerà per la forma ma la situazione attuale darebbe comunque il CDX vincente
    Nei numeri hai ragione, ma lo scopo è proprio quello di modificare questi numeri.
    Nelle loro menti questo proporzionale dovrebbe far venire meno il voto utile, a quel punto dovrebe crearsi una specie di "contenitore centrista"(Renzi compreso?) in grado di portare via voti a Lega-FDi e quel che resta di FI, per poi allearsi con la Sinistra nel mitico "Cordone Sanitario" Anti-Sovranista.
    Inoltre sempre secondo le loro idee il proporzionale doverrebe far aumentare le tensioni tra Lega-FDI per fargli appunto perdere voti ad entrambi.

    Il difetto principale di un proporzionale di questo tipo è che partiti come il PD o M5S che in questi anni hanno perso milioni di voti, e perdendone altri, potrebbero continuare comunque a dettare legge (come fanno adesso).

    Ovviamente non vogliono il riparato dei seggi a livello circosrrizionale (come ad esempio in Spagna) perchè sanno che sarebbero penalizzati

  4. #4
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    Predefinito Re: PD-M5S-Sinistre: pronta la Legge elettorale anti-Salvini/CDX

    Pur concordando con gli egregi colleghi del Beneamato Partito Democratico per una legge che penalizzi i maleodiati nazileghisti, ricordo che il migliore e più sicuro modo per non averli tra i coglioni è abolire le elezioni, per difendere davvero la democrazia.
    Come dice il mio amico Dav: Sono con il Pd ed ero con il Pd. E nel Pd si può stare in maggioranza ed in minoranza a prescindere dai leader. Adesso io sono in minoranza.
    Ma il Pd è sempre il Pd.
    I AM PD

  5. #5
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    Predefinito Re: PD-M5S-Sinistre: pronta la Legge elettorale anti-Salvini/CDX

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    quando hai una coalizione al 47% e la soglia di sbarramento al 5% credo che a una maggioranza si arriverebbe comunque
    Il proporzionale è sempre stato il mio metodo di voto preferito

    Salvini strillerà per la forma ma la situazione attuale darebbe comunque il CDX Vincente
    concordo

    le leggi elettorali vengono fatte per fregare l'opposizione rampante, ma storicamente si rivelano un boomerang (vedi 2006 e 2018)

    inoltre così è praticamente eliminato il vantaggio del movimento cinque stalle al sud (con il rosatellum vincevano sempre loro), e ci stanno mettendo anche la firma

  6. #6
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    Predefinito Re: PD-M5S-Sinistre: pronta la Legge elettorale anti-Salvini/CDX

    Citazione Originariamente Scritto da Froster Visualizza Messaggio

    Ovviamente non vogliono il riparato dei seggi a livello circosrrizionale (come ad esempio in Spagna) perchè sanno che sarebbero penalizzati
    peccato, il sistema a livello di circoscrizioni è un'ulteriore esempio di rappresentatività delle realtà locali
    Anche in Finlandia hanno lo stesso sistema elettorale, proporzionale calcolato nei singoli collegi che sono 199+1 per le isole Aaland

  7. #7
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    Predefinito Re: PD-M5S-Sinistre: pronta la Legge elettorale anti-Salvini/CDX

    Citazione Originariamente Scritto da Froster Visualizza Messaggio
    Nei numeri hai ragione, ma lo scopo è proprio quello di modificare questi numeri.
    Nelle loro menti questo proporzionale dovrebbe far venire meno il voto utile, a quel punto dovrebe crearsi una specie di "contenitore centrista"(Renzi compreso?) in grado di portare via voti a Lega-FDi e quel che resta di FI, per poi allearsi con la Sinistra nel mitico "Cordone Sanitario" Anti-Sovranista.
    Inoltre sempre secondo le loro idee il proporzionale doverrebe far aumentare le tensioni tra Lega-FDI per fargli appunto perdere voti ad entrambi.

    Il difetto principale di un proporzionale di questo tipo è che partiti come il PD o M5S che in questi anni hanno perso milioni di voti, e perdendone altri, potrebbero continuare comunque a dettare legge (come fanno adesso).

    Ovviamente non vogliono il riparato dei seggi a livello circosrrizionale (come ad esempio in Spagna) perchè sanno che sarebbero penalizzati
    ma il diritto di tribuna a quoziente pieno, in concreto, come dovrebbe funzionare?

  8. #8
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    Predefinito Re: PD-M5S-Sinistre: pronta la Legge elettorale anti-Salvini/CDX

    Citazione Originariamente Scritto da Eric Draven Visualizza Messaggio
    ma il diritto di tribuna a quoziente pieno, in concreto, come dovrebbe funzionare?
    In pratica è il solito trucco "all'italiana".
    Anche se un partito non supera lo sbarramento del 5% a livello nazionale, ma se in alcune regioni/circoscrizioni ottiene un buon risultato(in base al quoziente elettorale) può comunque vedere eletti alcuni parlamentari. I dettagli tecnici però non sono ancora noti.
    Sparviero likes this.

  9. #9
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    Predefinito Re: PD-M5S-Sinistre: pronta la Legge elettorale anti-Salvini/CDX

    Citazione Originariamente Scritto da Froster Visualizza Messaggio
    In pratica è il solito trucco "all'italiana".
    Anche se un partito non supera lo sbarramento del 5% a livello nazionale, ma se in alcune regioni/circoscrizioni ottiene un buon risultato(in base al quoziente elettorale) può comunque vedere eletti alcuni parlamentari. I dettagli tecnici però non sono ancora noti.
    Dubito che i 5stallati ottengano buoni risultati, anche se si tratta del Sud, queste regionali lo confermeranno

  10. #10
    direttamente dall'Inferno
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    Predefinito Re: PD-M5S-Sinistre: pronta la Legge elettorale anti-Salvini/CDX

    Citazione Originariamente Scritto da Froster Visualizza Messaggio
    In pratica è il solito trucco "all'italiana".
    Anche se un partito non supera lo sbarramento del 5% a livello nazionale, ma se in alcune regioni/circoscrizioni ottiene un buon risultato(in base al quoziente elettorale) può comunque vedere eletti alcuni parlamentari. I dettagli tecnici però non sono ancora noti.
    è importante capire se, ad esempio, il partito che a livello nazionale non passa il quorum, ma prende che so il 3-4% a livello di circoscrizione, può prendere un eletto. nel caso, specialmente al sud avremmo uno strafottìo di liste civetta costituite dai portatori di voti locali.

 

 
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