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  • 1 Post By Pestis nigra

Discussione: Quando gli americani abbatterono un aereo iraniano: 290 morti nel 1988.

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    Predefinito Quando gli americani abbatterono un aereo iraniano: 290 morti nel 1988.

    Torniamo dunque alla giornata di sabato scorso, due luglio: le sorti terrestri della guerra fra Bagdad e Teheran stanno volgendo a favore degli iracheni. Molte colline e postazioni strategiche sono conquistate dai soldati di Saddam Hussein i cui generali annunciano l' offensiva Mohammed Profeta di Dio. Il regime di Teheran già in altre occasioni ha risposto alle avanzate irachene punendo sulla rotta del petrolio le cisterne dei paesi che aiutano Bagdad. E così accade anche la notte fra sabato e domenica, quando una flottiglia di barchini iraniani, armati di lanciarazzi e scortati da tre motovedette, attacca la petroliera Karama Maersck di 337.000 tonnellate che batte bandiera danese, ma trasporta greggio saudita imbarcato a Ras Tunnarah. I barchini circondano la petroliera cercando di bloccarla e qualche razzo colpisce la fiancata della nave danneggiandola lievemente. Il comandante però sa che nei paraggi incrocia la fregata americana Elmer Montgomery e chiede aiuto. Molte cose, in questa tragica vicenda, sono accadute per la prima volta. La richiesta della petroliera danese è una di queste: finora, benché gli Stati Uniti ne avessero annunciato formalmente il principio fin dal 18 aprile, non era mai accaduto che una nave da guerra americana intervenisse con le armi per soccorrere cisterne con bandiera diversa da quella a stelle e strisce (in pratica le sole petroliere del Kuwait reimmatricolate come statunitensi). Sabato notte è avvenuto. La Montgomery ha puntato la prua verso la Karama Maersck attaccata ed ha sparato una cannonata d' avvertimento. E tanto, per il momento, è bastato: la flottiglia dei barchini d' assalto, scortata da una delle tre motovedette, ha rinunciato ad attaccare la cisterna e si è ritirata. La petroliera si è quindi messa sotto la protezione della fregata americana ed ha fatto rotta verso gli stretti. Gli iraniani però non hanno mollato per questo la presa. Forse per puntiglio, o forse sperando in una rinuncia americana, fatto sta che le due motovedette di Teheran si sono messe in coda al convoglio, tenendosi a ragionevole distanza, e però mantenendo la stessa rotta. Uno scontro impari Le quattro navi (la fregata e la petroliera danese davanti, le due motovedette iraniane dietro) hanno navigato fino al mattino, quando hanno raggiunto la zona degli stretti. La tragedia dell' Airbus con 290 persone a bordo comincia. Sono le dieci e dieci locali, corrispondenti alle 8,10 italiane. I passeggeri del volo 655 dell' Iran Air sono a terra, ma imbarcati con la cintura allacciata, nell' aeroporto di Bandar Abbas dove l' aereo, diretto a Dubai, negli Emirati, ha fatto scalo provenendo da Teheran. Poco distante dalla pista civile dell' aeroporto di Bandar Abbas, dove l' Airbus attendeva il permesso di decollare, è installata una delle più munite basi militari aeree iraniane. E questo, naturalmente, gli americani lo sanno bene. E' naturale che mantengano sotto costante controllo tutto ciò che da Bandar Abbas parte o arriva: da quelle piste sono decollati, fra l' altro e finché hanno potuto, gli F14 che lo scià acquistò dagli americani. Una volta erano ben ottanta i formidabili Tomcat dell' aeronautica iraniana. Ma ben presto quella flotta d' attacco è rimasta immobilizzata: dall' inizio del sordo confronto fra Iran e Stati Uniti, gli aerei sono andati quasi tutti fuori uso per mancanza di pezzi di ricambio. I passeggeri seduti sull' Airbus probabilmente ignorano tutto su queste faccende militari e aspettano di decollare. Alle 8,15 (10,15 locali) quando il pilota ha il permesso di decollare ignora che qualcosa di nuovo e di grave è accaduto sullo specchio di mare che fra poco dovrà sorvolare: una battaglia fra le navi americane (l' incrociatore ultramoderno Vincennes si è affiancato alla fregata Montgomery che scorta la petroliera) e le due motovedette iraniane che non avevano mollato la preda. Uno scontro impari, visto che la Vincennes è un modello di armamento ed elettronica. Il suo radar, che nel momento cruciale non saprà distinguere un grasso e lento aereo civile da un cacciabombardiere, è il più sofisticato strumento di guerra per misurare, valutare e coordinare il tiro. Da questo momento le versioni delle due parti divergono radicalmente. In breve: secondo gli iraniani si sarebbero levati dalla Vincennes tre elicotteri della marina americana per attaccare e distruggere le motovedette ficcanaso. Ma le motovedette (sostengono gli iraniani), prima di soccombere, avrebbero fatto in tempo a centrare uno degli elicotteri attaccanti, distruggendolo. Proprio in quel momento sarebbe apparso in cielo, ben identificabile alla quota di 2.700 metri, il volo di linea iraniano 655. In un impulso di furia distruttiva e criminale, dicono gli iraniani, il comando della Vincennes avrebbe ordinato il fuoco sull' Airbus, per ripagare con una inumana rappresaglia l' abbattimento dell' elicottero. Versioni contrastanti Naturalmente questa è una versione profondamente intrisa di propaganda e manipolata. Ma la versione americana, in compenso, non è pienamente convincente. Che cosa dicono gli americani? Sostengono che le motovedette iraniane (tre e non due secondo l' ultima versione) hanno aperto il fuoco contro un elicottero della Us Navy, sia pure senza colpirlo. Questo sarebbe accaduto alle 10,42 locali (8,42 italiane). In ogni caso, in quei minuti l' aereo di linea iraniano si affaccia sullo specchio di cielo (e dei radar) andando incontro al suo destino. Torniamo alla sequenza sostenuta dalle autorità americane: mentre l' elicottero è preso di mira dalla contraerea iraniana, le due unità statunitensi contrattaccano: non usano missili, ma mitragliatrici pesanti da 12,7 millimetri. Il fuoco è guidato dai computer e i risultati si vedono: delle due motovedette, una affonda e l' altra si piega su un fianco in avaria. La versione della marina americana non spiega per quale motivo si fosse levato l' elicottero. Smentendo la versione iraniana, gli americani negano che un elicottero sia stato abbattuto, o anche soltanto danneggiato. Intanto i radar della Vincennes hanno inquadrato l' airbus. Questo è il punto più torbido della vicenda: secondo tutti gli esperti militari, americani ed europei, quelle apparecchiature sono perfettamente in grado di distinguere e misurare gli aerei individuati. Il comando americano sostiene che, seguendo la normale procedura, dalla nave sono partiti ben sette diversi messaggi diretti all' aereo: tre sulla frequenza usata dagli aerei civili e quattro su quelle militari. Ogni richiesta di farsi identificare, o di cambiare rotta, sarebbe stata delusa: l' aereo non ha mai risposto. E perché? Le stesse fonti americane rivelano che situazioni critiche che hanno visto coinvolti aerei di linea iraniani si sono sempre risolte via radio. Stavolta sarebbe stato il silenzio, l' inganno di una valutazione elettronica e forse una brusca manovra del pilota dell' Airbus ad aver provocato la decisione obbligata di abbattere. E' importante prendere nota, a questo proposito, che il comandante della Vincennes non è stato, almeno per ora, biasimato per la decisione di aver ordinato il fuoco, ma semmai per il contrario: per aver aspettato oltre i limiti che garantiscono dal rischio. Lo stesso comandante, Will Rogers, ha affermato che sul piano operativo l' operazione è stata positiva. Le procedure, insomma, essendo ferree e connesse con i tempi imposti dalle macchine, non consentono tentennamenti. Ciò non toglie che una valanga di voci, anche in campo militare, si sono levate contro il modo erroneo con cui le valutazioni sono state fatte sul terreno e in particolare sull' equivoco fra i due tipi di aereo. I comandanti delle navi sostengono di non essersi sbagliati su un punto centrale: davvero un F14 sarebbe comparso sugli schermi radar giustificando l' allarme, per poi scomparire, lasciando al suo posto la traccia dell' Airbus diretto a Dubai. Su questo punto centrale le versioni sono opposte: gli iraniani negano nel modo più assoluto che uno solo di questi aerei in loro possesso si sia levato in volo. E lasciano capire anche che neppure un Tomcat è in condizione di volare. Gli americani non recedono: un Tomcat ha fatto la sua comparsa sul campo di battaglia. Così insistendo hanno provocato anche una precisazione del comandante della portaerei Forrestal, che imbarca questo tipo di cacciabombardieri, il quale - anche lui - si è sentito obbligato a chiarire che nessuno dei suoi F14 ha mai lasciato gli hangar della nave. Paradossalmente, a sostenere la tesi americana secondo cui un F14 era realmente comparso, è una nave italiana che si trovava a 60 miglia: l' Espero, una fregata che scortava una nave Jolly e che poi ha partecipato al recupero delle vittime. Gli uomini dell' Espero hanno detto di non essersi meravigliati, quando gli americani hanno dichiarato (e lo hanno fatto per nove lunghe ore) di aver abbattuto un F14, perché era quello che ci aspettavamo. Mentre le autorità americane difendevano la loro versione dell' abbattimento di un F14, sommozzatori ed elicotteri iraniani avevano già raccolto e diffuso le prove del fatto che in fondo alle azzurre acque di Hormuz era finito un aereo di linea partito da Teheran e diretto a Dubai, carico di povera gente, di uomini, donne e bambini.

    di PAOLO GUZZANTI
    05 luglio 1988

    https://ricerca.repubblica.it/repubb...di-hormuz.html



    FONTE: materialismo storico: Abbattuto un aereo pieno di civili
    don Peppe likes this.
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  2. #2
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    Predefinito Re: Quando gli americani abbatterono un aereo iraniano: 290 morti nel 1988.

    Citazione Originariamente Scritto da Pestis nigra Visualizza Messaggio
    .... Alle 10,15 locali quando il pilota ha il permesso di decollare ignora che qualcosa di nuovo e di grave è accaduto sullo specchio di mare che fra poco dovrà sorvolare: una battaglia fra le navi americane (l' incrociatore ultramoderno Vincennes si è affiancato alla fregata Montgomery che scorta la petroliera) e le due motovedette iraniane che non avevano mollato la preda...
    l'iran ha pagato caro compiere atti di pirateria senza avvertire la propria compagnia di bandiera lungo la rotta
    MIGA MakeItalyGreatAgain (Fai l'Italia Grande Ancora)
    «Galimberti è preScopiazzatore»: ha cominciato ben prima di Saviano.
    La Gabbanella ci ha mostrato in tv delle bandiere naziste col simbolo del Partito Debosciati al posto della svastica.

  3. #3
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    Predefinito Re: Quando gli americani abbatterono un aereo iraniano: 290 morti nel 1988.

    La richiesta della petroliera danese è una di queste: finora, benché gli Stati Uniti ne avessero annunciato formalmente il principio fin dal 18 aprile, non era mai accaduto che una nave da guerra americana intervenisse con le armi per soccorrere cisterne con bandiera diversa da quella a stelle e strisce
    La vera bandiera americana: quella del petrolio.
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  4. #4
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    Predefinito Re: Quando gli americani abbatterono un aereo iraniano: 290 morti nel 1988.

    R.i.p.

 

 

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