
Originariamente Scritto da
tancredi
Poco fa guardavo una trasmissione di intrattenimento su Sky; si parlava di una famiglia italiana che doveva acquistare una casa e per raccontarla veniva chiamata solo con il cognome del marito il quale a sua volta veniva presentato per primo, con nome e cognome, mentre la descrizione della moglie iniziava, dopo avere detto solo il suo nome (il cognome non è stato considerato perché tanto vale solo quello del marito), con la frase; “la moglie di”.
Insomma le donne sposate o che convivono sono sempre le mogli/le compagne di qualcuno, in funzione dell’uomo, e il loro cognome nemmeno viene considerato. Lo stesso dicasi, ad esempio, per i fatti di cronaca nera che vedono al centro una famiglia; il cognome è sempre quello del marito/compagno e quando è coinvolta anche la moglie/compagna questa è sempre in funzione del primo; “la moglie di….”, “la compagna di…”. Mai sentito parlare di una famiglia indicando il cognome sia di lei che di lui, mai sentito parlare dell’uomo come “il marito di….”, “il compagno di…”. Certo, magari se la donna è il soggetto agente, attivo, di un fatto di cronaca, ad esempio l’assassina, allora l’uomo può essere considerato come “il marito di…”, “il compagno di…”. Ma in generale quando le due figure coniugali-conviventi sono, sempre relativamente al fatto raccontato, sullo stesso piano, ad esempio un incidente stradale, allora la donna è sempre messa in ombra e sempre in funzione del marito-compagno.
La concezione, la propaganda, la cultura generale restano radicalmente sessiste e maschiliste.
Ci tengo a precisare che non essendo un femminista ma un anti-sessista (il femminismo è stato importante ma può finire per sfociare in un "maschilismo" in versione femminile) considero le donne co-responsabili di questo stato deprecabile nei rapporti tra i sessi (spesso sono le donne stesse a preferire, anche per tornaconto personale, che il marito/compagno sia il capo famiglia se non l'unico che porta lo stipendio a casa) e inoltre per me la parità tra i sessi non è una metà da raggiungere perché considero le donne migliori degli uomini, chi lo dice in realtà è più maschilista di altri (non esistono sessi “migliori” di altri...ognuno di noi ha delle qualità, difetti, potenzialità che prescindono dal sesso a cui apparteniamo), ma perché semplicemente considero giusto che il mondo abbatta le discriminazioni tra i sessi, non è accettabile che qualcuno debba essere limitato nelle sue scelte e possibilità solo o anche in base al proprio sesso, e che in un mondo dove queste disparità verranno eliminate il progresso sarà sicuramente più veloce e più profondo.