Riflettevo fa su cosa possa realmente esserci dietro l'omofobia.
Perché mai una persona normale, con una vita sessuale equilibrata e senza particolari problemi di ordine psicologico, dovrebbe sentirsi condizionato dalla sessualità altrui?
Da uno studio personale, partendo da ricerche e analisi compiute in decenni da psicologi e sociologi, è chiaramente emerso che dietro le argomentazioni di chi si oppone all'omosessualità, c'è una morbosa attenzione all'altrui sessualità.
Allora mi vien da pensare che l'omofobo soffra di una qualche forma di devianza e forse sono anche riuscito ad identificare la più diffusa.
Parlando con molte persone affette da questo problema, che ovviamente per loro non è percepito come tale, la rilevazione più ricorrente è che queste persone provino schifo all'idea di due uomini che fanno sesso. Alcuni lo ammettono chiaramente, altri no ma emerge comunque quando gli si fanno le domande giuste.
Alla luce di questo si delinea la natura del problema: si tratta di una relazione disfunzionale con la sessualità.
Per farvi capire meglio vi faccio una domanda.
Quando vedete una coppia di fidanzati, magari vostri commensali in una serata tra amici o semplicemente per strada che camminano mano nella mano, ve li immaginate mentre fanno sesso insieme?
Li riuscite a vedere nudi nel letto che amoreggiano?
Questa immagine vi sorge spontaneamente?
Se la risposta è no siete persone normali con un approccio sano alla sessualità.
Se invece la risposta è sì avete un problema e ve ne rendete anche conto.
Nella maggior parte dei casi in cui una persona ha questo problema, come per buona parte delle patologie mentali, non ne è del tutto consapevole senza un aiuto esterno.
L'omofobo molto probabilmente soffre di questa devianza e indagarne l'origine può essere d'aiuto al malato per superare il trauma che l'ha generata.
Un percorso terapeutico può guarire l'omofobo dalla sua devianza, farne una persona serena, normale, che non vada un giro a rompere i coglioni a persone che non conosce.




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