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Pestis nigra
Roma, 23 gen – Nel 1729, lo scrittore irlandese Jonathan Swift suggerì un sistema per ridurre al contempo il problema della povertà e quello della sovrappopolazione tra i cattolici irlandesi: nel pamphlet Una modesta proposta, si suggeriva alle famiglie in miseria di mettere all’ingrasso i propri figli neonati, al fine di venderli poi al mercato della carne entro l’anno di età, perché le famiglie più ricche potessero cibarsene. Era naturalmente una provocazione che intendeva scoprire i nervi delle disparità tra classi sociali, ma ciò non di meno la carriera di Swift ne venne quasi distrutta.
Un business in crescita
Sono passati quasi tre secoli da allora e la proposta di Swift, tanto criticata al tempo, sembra essere invece stata seguita dal grande tritatutto del capitalismo, anche se non (ancora?) nel senso più stretto. Per intenderci: le classi più disagiate non vendono i propri figli per darli in pasto a quelle più abbienti. Però vendono il proprio sangue. In quasi tutto il mondo, difatti, la donazione di sangue è un atto di solidarietà tra esseri umani, e questo anche in virtù dei vincoli etici e medici imposti da quasi tutti gli Stati. Ma non negli Stati Uniti, dove più di cento milioni di cittadini ammettono di avere difficoltà a coprire necessità di base come un pasto, un tetto, o un esame medico: qui comprare e vendere sangue è un business in costante crescita, e di non trascurabili dimensioni.
I nuovi vampiri
Dal 2005 i centri per le “donazioni” negli USA sono più che raddoppiati, e le esportazioni di sangue, cresciute del 13% negli ultimi 15 anni, rappresentano ora oltre il 2% totale delle esportazioni statunitensi: analizzando il dato, significa che il sangue degli americani vale più del mais, o della soia, venduti dal Paese nel resto del mondo. La maggior parte finisce in Europa: la Germania, ad esempio, acquista il 15% di tutte le esportazioni di sangue degli Stati Uniti, ma anche Cina e Giappone sono clienti chiave. E così fioriscono gigantesche aziende, come Grifols e Csl, che vampirizzano (in questo caso, letteralmente) le fasce più deboli di cittadini.
Sangue, ultima moneta
Del resto
il 58% del Paese vive di stipendio in stipendio, con risparmi inferiori a 1000 dollari per famiglia, mentre 37 milioni di americani vanno a letto affamati. Per oltre mezzo milione di loro quel “letto” sia la strada, e per diversi milioni di più una macchina o un posto trovato grazie al buon cuore di amici, familiari ed enti caritatevoli. È in questo contesto che milioni di persone hanno deciso di vendere il proprio sangue per far quadrare i conti.
Compensi ridicoli
E naturalmente, nella giungla dello sfruttamento non esistono regole: sono consentite fino a due donazioni la settimana, un costo altissimo per il corpo umano, a fronte di un beneficio economico tutt’altro che ragguardevole.
Il compenso per ciascuna donazione è suscettibile di variazioni imprevedibili e non determinabili: ci sono centri di raccolta dove le prime cinque visite si ricevono 75 dollari, che però le volte successive e possono diventare 20, come 50, come 30, in maniera quasi casuale. Criminalmente si ricorda al donatore disperato che deve accettare quel che c’è, come si trattasse di un’elemosina.
Orrori medici
Ma lo sfruttamento, come ci insegnano ogni giorno le storie di immigrati pagati 2 euro l’ora nei campi di pomodori o quelle delle ragazze incubatrici di bambini, non ha confini: ecco perché adesso, nelle cliniche statunitensi, è cominciato un fitto traffico di “frontalieri del sangue” che arrivano dal Messico per essere vampirizzati a poco prezzo e grazie ad una giurisdizione assai ambigua. Vi risparmieremo gli orrori medici in cui questi zombies della modernità incorrono ogni giorno e le miserie umane di questa pratica barbara, ma vogliamo lasciarvi con una frase di Jerry E. Pournelle, che di lavoro faceva lo scrittore di fantascienza: “Il capitalismo senza freni, porterà alla fine a vendere la carne umana al mercato” Non siamo ancora alla carne, ma il sangue è già esposto sui banchi della macelleria umana.
Alice Battaglia
https://www.ilprimatonazionale.it/es...vivere-143413/