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Discussione: Anguilla di Marte

  1. #1
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Anguilla di Marte

    Dieci anni fa, il 23 maggio del 2010, venne inaugurata nella piazza antistante il Municipio di Santa Giusta la famosa “Anguilla di Marte” opera di Salvatore Garau, artista poliedrico conosciuto a livello internazionale, nato e cresciuto “in bidda”.

    Mi è capitato, essendo compaesano di Salvatore con cui ci conosciamo da ragazzi, che in qualche occasione abbia dovuto esprimere un parere su quest’opera.
    Ho seguito fin dall’inizio, devo dire abbastanza divertito, le polemiche innescate fra i detrattori e sostenitori della scultura, con argomentazioni in punta di “schidoni”.

    Tanto più che la contesa, allora come ora, ha coinciso con il periodo delle elezioni amministrative e ovviamente oggetto di diatriba fra candidati a Sindaco, influenzando in qualche modo parte dell’elettorato. Tuttavia non entrerò nel merito della contesa politica locale.

    Penso sia interessante, per avere una qualche cognizione di causa, riportare gli articoli e/o i link di quotidiani, periodici e siti web che hanno descritto l’evento o ad esso attinenti.
    Quindi, nei post successivi farò seguire una serie di scritti che avevo salvato in ordine cronologico, in cui sono stati pubblicati interventi anche di importanti critici d’arte come Achille Bonito Oliva.

    Voglio comunque anticipare brevi considerazioni dicendo che trovo geniale l’intuizione di Salvatore Garau, persino ovvia valutato il contesto e la storia socio-economica del luogo (negli anni ’50 e ’60 lo stagno era considerato il più pescoso d’Europa in rapporto ai quintali per ettaro di pescato), comunque una felice ispirazione.
    La prima impressione che ne ho ricavato è stata quella di un imponente simbolo laico, quindi, in una comunità intrisa di cultura cattolica, era prevedibile destasse scalpore fra i più “conservatori”.

    Se non ricordo male proprio in quell’anno, durante un pranzo finale a conclusione dell’esame di Stato al Liceo artistico di Oristano, una collega docente di Lettere mi parlò di una poesia dedicata proprio all’anguilla, nientemeno che da Eugenio Montale (premio Nobel per la letteratura nel 1975).
    Non conoscendo il testo, logicamente andai a cercare in rete e devo dire di esserne rimasto piacevolmente colpito. Una poesia straordinaria nei significati, comprensibili grazie soprattutto alle analisi che la descrivono.
    Più avanti mi riservo di riportare sia la poesia di Montale che le analisi testuali.

    Approfondendo la ricerca, tra i numerosi scritti scientifici e letterari sull’anguilla, ci si può imbattere in un lungo articolo-recensione di Marco Belpoliti intitolato “L’anguilla e l’antropocene” dedicato al libro di Patric Svensson “Nel segno dell’anguilla” pubblicato da Guanda nel 2019.
    Anche questo compendio, se non il libro, vale la pena leggerlo per apprezzare il valore della scultura e dei concetti a cui si richiama.
    Mi riservo ugualmente di riportarne in seguito il testo o almeno il link.

    Forse, più che l’opera in sé, andrebbe esaminato un certo degrado delle facciate che fanno da quinta alla piazza, dovuto in parte ad un regolamento edilizio molto restrittivo; in tal senso non sarebbe male prendere in considerazione l’iniziativa di altre amministrazioni comunali che agli incentivi statali hanno aggiunto fondi propri per rifare le facciate, “a costo zero”.

    È di questi giorni la notizia che l’opera verrà completata facendo sorgere la “testa” dell’anguilla che, da un incontro pubblico di due estati fa, dovrebbe avere dimensioni ancora più imponenti.
    Ora, la domanda che circola e attende una risposta è: dove spunterà?

    A conclusione di questa introduzione, non posso fare a meno di esprimere il mio apprezzamento e ammirazione per Salvatore, soprattutto in qualità di musicista.
    Il suo talento come batterista, prima con i Salis e poi con gli Stormy Six, è tuttora inalterato.
    Ho dei ricordi personali in quanto nella seconda metà degli anni ’70, da studente universitario a Milano, ho avuto modo di assistere a diverse esibizioni degli Stormy Six: all’università Statale, alla Casa dello studente in Viale Romagna, al parco Sempione; per poi ritrovarli anche a Santa Giusta nel 1982 durante il loro Tour “Rock in opposition” con l’ultimo LP “Al volo”.

    E imoi, spassiaisì.





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  2. #2
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    Predefinito Re: Anguilla di Marte

    L’unione sarda, sabato 22 maggio 2010

    Santa Giusta. La scultura in ferro realizzata dall'artista Salvatore Garau
    Un'Anguidda di 12 metri, simbolo dello stagno

    Un'enorme coda di anguilla spunterà nel bel mezzo della piazza principale di Santa Giusta, come se il pesce fosse piovuto da un pianeta lontano e si fosse rifugiato nella terra alla ricerca dell'acqua. La sua testa forse un giorno emergerà tra le acque dello stagno, finalmente libera. È la composizione artistica che verrà inaugurata domani alle 19.30 sulla piazza del Mercato, "Anguidda" o "Anguilla di Marte", il dono che l'artista Salvatore Garau ha scelto per omaggiare il suo paese. «Tutto il progetto nasce da una idea che ho avuto mentre passeggiavo con un assessore sulla piazza appena finita» racconta Garau, che sottolinea come sia «un'opera semplice e per tutti». Realizzata con il contributo del Comune e della Fondazione Banco di Sardegna, l'Anguidda è un progetto ambizioso: la coda, con i suoi 40 quintali di peso e 12 metri di altezza, è stata realizzata interamente in ferro battuto e saldata pezzo per pezzo, in maniera rigorosamente artigianale. Si tratterà di una delle composizioni assemblate in questo materiale più alte di tutta Europa. Sono stati necessarie centinaia di ore di lavoro, nonché difficili calcoli ingegneristici affinché la struttura, composta da sinuose curve, reggesse ai venti più forti che possano mai soffiare sulla laguna. Stamattina all'alba un camion con la gru ha incastrato con precisione millimetrica la coda nel blocco di cemento armato di quattro metri per quattro che la sorregge, in corrispondenza di 16 bulloni. «D'altronde - sorride Garau - se non faccio le cose in maniera speciale non mi emoziono e non posso regalare emozioni a chi poi apprezzerà la mia arte». ( c. c. )





    la Nuova Sardegna — 22 maggio 2010 pagina 48 sezione: SPETTACOLO

    Garau e il mostro marino

    SANTA GIUSTA. Alcuni anni fa aveva allagato, non solo simbolicamente, alcune chiese dell’Oristanese, creando delle vasche dentro le quali sguazzavano decine di muggini. Una metafora della sacralità del lavoro della pesca negli stagni, per secoli principale fonte di vita in queste zone. Ora Salvatore Garau, uno degli artisti sardi più noti oltre i confini isolani (vive a Milano da tempo, ha esposto in tutta Europa e negli Usa), torna sul rapporto tra uomo e natura con un’imponente scultura, alta ben dodici metri, che rappresenta un’anguilla. Un’«Anguidda», questo il titolo dell’opera, che viste le dimensioni appare piuttosto come un mostro marino che sembra venire fuori dalla terra per immergersi nello stagno di Santa Giusta, paese natale di Garau, dove sarà collocata a partire da domani. «L’opera è nata per gioco - spiega Garau, che l’ha donata al Comune di Santa Giusta - poi seriamente ha preso vita grazie alla collaborazione di tutti coloro che ho avuto intorno: architetti, ingegneri, artigiani, il Comune di Santa Giusta e la Fondazione Banco di Sardegna». Il gioco, in verità, si è presto rivelato un’impresa piuttosto impegnativa. Perché tradurre in realtà l’idea e i bozzetti di Garau ha richiesto l’aiuto di varie persone e mesi di lavoro. Non solo per le grandi dimensioni della scultura, realizzata dal fabbro Stefano Piga in ferro battuto, con centinaia di saldature. Ma anche perché ha richiesto calcoli statici complessi, che si devono a un ingegnere, Giuseppino Tinti. «Anguidda - spiega Garau - è una forma semplice, slanciata. Simula un’enorme anguilla, piovuta da chissà quale pianeta, che si infila in terra per raggiungere lo stagno. La superficie della scultura è levigatissima e lucida, dal colore grigio scuro, proprio come un’anguilla, che è un po’ il simbolo dello stagno di Santa Giusta». L’inaugurazione è prevista domani alle 19,30. (p.me.)





    la Nuova Sardegna — 26 maggio 2010 pagina 06 sezione: ORISTANO

    SANTA GIUSTA Inaugurata s’Anguidda

    Svetta a fianco al Municipio l’opera di Salvatore Garau ribattezzata “Anguidda”, una scultura maestosa che è stata inaugurata domenica sera nella cittadina lagunare. Salvatore Garau, originario proprio di Santa Giusta, è stato definito dai critici d’arte Enrico Crispolti e Luciano Caramel, come uno dei più importanti artisti degli anni Novanta e, con quest’opera donata al Comune, ha voluto rimarcare il proprio affetto per il suo paese d’origine. Lunga circa dodici metri, l’opera rappresenta un’anguilla, un modo per valorizzare l’identità del paese e non dimenticare quelle che sono le tradizioni di Santa Giusta, legate soprattutto al mondo della pesca e alla risorsa stagno. La cerimonia d’inaugurazione della scultura, realizzata grazie a un finanziamento del Comune e della fondazione Banco di Sardegna, è avvenuta davanti a un folto pubblico ed è stata preceduta dallo spettacolo per bambini “Il paese dei balocchi”. Le iniziative rientrano nel programma di spettacoli previsto dal comitato per i festeggiamenti in onore di Santa Giusta. (ni.po)

  3. #3
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    Predefinito Re: Anguilla di Marte

    L’unione Sarda, 2 luglio 2010

    Il tormentone.
    Ex sindaco Figus: un errore eliminarla. Il primo cittadino Pinna: resterà, senza testa

    Santa Giusta, c'è da spostare un'anguilla

    Paese in lotta per la scultura alta 12 metri: si prepara un referendum


    Si accende la disputa in riva alla laguna sulla grande scultura che raffigura il prodotto ittico tipico del paese. Pronto un referendum.

    Mai anguilla fu più indigesta. Il boccone rischia di rimane sullo stomaco, certamente non basterà un amaro. S'Anguidda è il tormentone estivo. Dai tavolini dei bar agli ombrelloni del Cirras la scultura alta 12 metri e piazzata davanti al Municipio tiene banco tra favorevoli e contrari. Il neoeletto sindaco Angelo Pinna è categorico: l'anguilla gigante resterà, ma decapitata.

    UN TABÙ. Il malcontento serpeggia nella piazza della basilica e in quella del Comune: tutti ne parlano ma nessuno vuole esporsi in prima persona. Basta nominare nei bar S'Anguidda per incupire le facce e accendere immediatamente il dibattito. Dai tavolini del “Mon ami” c'è chi ci scherza sopra amaramente: «È davvero brutta - attacca un pescatore, cinquant'anni, occhiali e una folta chioma. «Dovremo trovare uno schirone abbastanza grande per il prossimo falò». E i compagni di aperitivo rincarano: «Non si capisce neanche che è un'anguilla, sembra solo uno sfregio nero che contrasta col bianco della piazza». Poi la protesta sulla spesa sostenuta: «Con quei soldi avrebbero potuto aiutare tante famiglie bisognose e i disoccupati del paese».

    POLEMICHE. «So che è partita una raccolta di firme per tentare di rimuoverla - denuncia l'ex sindaco Antonello Figus - e il mugugno insistente che si fa in paese non è un bene per lo sviluppo e la crescita di Santa Giusta». Il neoeletto sindaco Angelo Pinna è altrettanto consapevole dei malumori e tiene a precisare che «in alcun modo l'amministrazione ha incoraggiato un referendum». Se la richiesta sarà presentata in Comune, assicura il sindaco, «la Giunta la tratterà con la giusta attenzione». Di certo il progetto di far riemergere la testa dell'anguilla dallo stagno resta congelato e i 22 mila già stanziati in bilancio, che si affiancavano ai già spesi 25 per la coda, saranno probabilmente destinati ad «altre iniziative che valorizzino le antiche tradizioni del Comune» interviene il vice sindaco Marcello Caria.

    FAVOREVOLI. Pochi i sostenitori, a dire il vero. Ma agguerriti nel difendere il regalo che l'artista Salvatore Garau ha fatto alla sua città. «Chi la critica non capisce niente di arte e vuole rimanere nell'ignoranza» tuona la signora dirimpettaia della coda. «Col tempo, gli scettici si accorgeranno di quante persone verranno qui con la scusa di ammirare quest'opera d'arte - incalza il marito - già adesso un sacco di turisti si fermano. Prima non l'avrebbero mai fatto». Fermarsi e tirare su il naso è d'obbligo. Capire di cosa si tratta, dicono i polemici, non è scontato.

    CATERINA COSSU




    L’unione Sarda, Mercoledì 07 luglio 2010

    Santa giusta. S'anguidda, apre il cantiere

    Motopicco contro s'Anguidda? No, è un falso allarme. Sono partiti ieri mattina i lavori di completamento del basamento della coda da 12 metri di Salvatore Garau. Il blocco in cemento sparirà e al suo posto verrà completato il marciapiede, che verrà realizzato in pendenza come se il pesce, cadendo da Marte, avesse squarciato il suolo rigonfiandolo. Sin dal primo mattino non sono mancati i curiosi, avvicinati semplicemente per dare un'occhiata o per assicurarsi che nessuna raccolta di firma fosse andata a buon fine per spodestare il gigantesco inquilino della piazza. L'artista intanto sfida i nemici dell'anguilla: «Che parlino, abbiano il coraggio di uscire a viso aperto e esprimere il loro dissenso dandogli dei referenti - tuona al fianco della sua creatura - a furia di chiacchiera stanno dimostrando che sono tutto fumo e niente arrosto». Polemiche o no, l'opera sarà a breve completata. Nel progetto originale, dietro all'anguilla sul muro della vecchia casa ad angolo dovrebbe essere affisso un cartellone con una foto in bianco e nero che ritrae il fabbro di Nuraxinieddu Stefano Piga durante i lavori di assemblaggio dell'opera. Il sindaco Angelo Pinna fa sapere che «la proposta c'è, ma il Comune deve ancora dare la sua approvazione».

    CATERINA COSSU





  4. #4
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    Predefinito Re: Anguilla di Marte

    Mercoledì 14 luglio 2010

    https://www.exibart.com/speednews/il...nguilla-sarda/

    Il colpo di coda di Salvatore Garau. Che forse raddoppia la sua anguilla sarda

    È alta dodici metri, larga uno e dieci e pesa cinque tonnellate, la monumentale Anguidda - Anguilla di Marte - che Salvatore Garau ha progettato quasi per gioco e donato a Santa Giusta, paese in provincia di Oristano, nonché località di nascita dell'artista. "Il progetto è nato casualmente mentre visitavo la nuova piazza attigua allo stagno, ho formulato l'idea sottovoce e questa è stata presa immediatamente sul serio”, confida Garau.
    Site specific in ferro battuto - battuto letteralmente a mano centimetro per centimetro - prima zincato e poi smaltato per un esito artigianale di grande pregio ma che inevitabilmente, in corso d'opera, ha creato non pochi problemi di staticità ed equilibrio per il forte impatto del vento. Installata a un centinaio di metri dallo stagno di Santa Giusta, la solenne struttura s'innalza e svetta maestosa imponendosi allo sguardo dello spettatore con il suo lungo corpo sub cilindrico comprensivo di pinna caudale. Simbolo per eccellenza dello stagno, per secoli il più pescoso d'Europa, rinomato per le pregiate anguille ma che ormai versa in uno stato di inquinamento che lo rende quasi impraticabile.
    Grazie al finanziamento del comune di Santa Giusta e del Banco di Sardegna per un totale di 40mila euro, Salvatore Garau ha concepito un'anguilla aliena che precipitando violentemente sulla terra si è piantata al suolo lasciando emergere solo l'estremità della coda. Auspicio di fertilità e rinascita che non ha incontrato l'unanimità di consensi al punto da mobilitare la popolazione per raccogliere le firme necessarie ad un referendum. A ciò si è opposto il primo cittadino di Santa Giusta, che non solo intende preservare la scultura, ma vorrebbe un ulteriore intervento dell'artista direttamente nella laguna, dalla quale dovrebbe emergere la gigantesca testa. Non si preoccupa, Garau, che ha già ricevuto diverse proposte di trasferimento in altri comuni dell'isola per s'Anguidda della disputa. L'anguilla che cadde sulla terra. (roberta vanali)




  5. #5
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    Predefinito Re: Anguilla di Marte

    L’unione Sarda, Domenica 25 luglio 2010

    Una petizione per portare nella cittadina di San Salvatore la parte superiore dell'opera

    S. Giusta e Cabras: Anguidda ai ferri

    L'assessore Cherchi: non vogliono la testa? La prendiamo noi
    Coda a S. Giusta, testa a Santu Srabadoi. Dopo il referendum per eliminarla, ora a Cabras una raccolta di firme per salvare l'opera.


    La coda ha un suo nonsoché. Ma i buongustai sanno che è tutto nella testa il segreto del buon brodetto. Eccoli gli ingredienti dell'Anguidda al fumè oristanese dove si inzuppano provocazioni e polemiche, pepate q.b. La grande scultura in ferro sistemata davanti al Comune di Santa Giusta e realizzata dall'artista (che non disdegna le provocazioni) Salvatore Garau, torna a mordicchiare e stavolta lo fa dalla laguna dirimpettaia. Cabras si candida a mettere in pentola ciò che i cugini lagunari scartano.
    LA PETIZIONE
    Se all'ombra della Basilica romanica ci si organizza per un referendum (abrogativo) sull'opera alta circa 12 metri e pesante quattro tonnellate, nella terra di Santu Srabadoi è già partita invece una raccolta di firme per dare cittadinanza all'opera dello scultore sardo. Una petizione nata spontaneamente e che, tra il serio e il faceto, propone di installare nella splendida Piazza Stagno la seconda parte dell'opera: la grande testa, già progettata, con la bocca spalancata, sinuosa ed elegante.
    I COMMENTI
    Danilo Marras è un giovane avvocato di Cabras con una predilezione per l'arte. «Con un gruppo di amici abbiamo dato vita a una raccolta di firme non solo per cercare di portare a Cabras un'opera bella, ma anche per sollecitare provocatoriamente un dibattito culturale». L'obiettivo dunque è quello di avere a Cabras «l'altra parte dell'anguilla - continua Marras - che Santa Giusta sembra non gradire». Piazza Stagno: miglior collocazione non poteva avere, dicono i promotori dell'iniziativa. Ma c'è anche un altro risvolto in questa querelle in umido. «Unire in un dialogo ideale due comuni che vivono, nel bene e nel male, lo stesso destino. Quello legato alla pesca e agli stagni», aggiunge Gianni Mureddu, titolare del Blog Bar, tra i promotori. «L'idea è nata quasi per gioco, in modo anche provocatorio, ma oggi sono moltissimi quelli che si informano e poi chiedono di firmare». Anche dal ristorante l'Oliveto l'iniziativa viene salutata con entusiasmo: «Un accordo tra i due paesi in un certo senso gemellati», dice il titolare Michele Uccioni.
    IL COMUNE
    Simone Cherchi, assessore allo Sport e spettacolo, da pochi giorni anche al Turismo, ha fiuto per il marketing e la promozione della sua cittadina. Si dice possibilista. «Perché no? - spiega - Santa Giusta ha la fortuna di avere un'opera, di un artista oristanese conosciuto in campo internazionale e perché non possiamo avere anche noi qualcosa di bello e di innovativo, che attira la gente, i turisti?» La proposta è finita in Giunta. «Ho molti dubbi che Santa Giusta voglia disfarsene. Se così fosse, noi siamo pronti a farci un pensierino. Possiamo prendere l'altra parte della scultura».
    L'OPERA
    Nata con la precedente amministrazione di Antonello Figus, l'“Anguidda di Marte”, costata 25 mila euro tra materiali e lavorazione, racconta di una grande aguilla, che dal cielo si tuffa sottoterra. Immortalata la coda. Secondo quanto previsto dall'artista, dovrebbe poi sbucare direttamente dalle acque della laguna. Ma questa ulteriore fase del progetto, a quanto pare, sembra destinata a restare sulla carta. Da parte della nuova amministrazione, al momento, non ci sarebbero i margini per realizzare la testa. E così si fa avanti Cabras. Che a ben guardare ha un legame diretto con quella scultura: a realizzarla infatti è stato Stefano Piga, un fabbro originario di Nuraxinieddu ma sposato a Cabras. E proprio tra le mura della sua officina, nella zona artigianale di Cabras, l'anguidda di Santa Giusta ha iniziato a dare i primi colpi di coda.

    ROBERTO RIPA






    6 Agosto 2010

    Due stagni (e tante polemiche) per una scultura

    Due stagni (e tante polemiche) per una scultura

    Fa discutere l’ultima opera di Salvatore Garau: una gigantesca Anguilla di Marte contesa fra due paesi lagunari. E’ spesso il destino di molti artisti contemporanei, che si scontrano con un tempo e un’epoca comunque e sempre inadeguati. Troppa la distanza fra l’opera d’arte e il gusto e la cultura della maggior parte dei suoi fruitori. Incomprensioni e polemiche che raddoppiano quando a chiedere a un artista di guardare avanti è un’amministrazione comunale. Al grido “Via l’anguilla dalla nostra piazza” alcuni abitanti di Santa Giusta in Provincia di Oristano hanno acceso la miccia e l’opera Anguidda (anguilla di Marte) donata dall’artista sardo Salvatore Garau al suo paese, alta dodici metri per cinque tonnellate con tanto di pinna caudale, tutta in ferro battuto e posta al centro della principale piazza della cittadina lagunare, è ora al centro di una vera e propria questione diplomatica con tanto di richiesta di referendum, anguidda si anguidda no.
    Angelo Pinna, esponente della Lista Civica e nuovo sindaco di Santa Giusta dal 1° giugno 2010, precisa che, nonostante all’Amministrazione comunale appena insediata l’opera non sia per niente gradita, non può rimuoverla in quanto voluta dall’ex sindaco Antonello Figus e sponsorizzata completamente dalla Fondazione Banco di Sardegna; ma nello stesso tempo sottolinea che la nuova Giunta non delibererà per la seconda parte della scultura che prevede la testa dell’anguilla, alta 15 metri, uscire dallo stagno.
    Salvatore Garau da parte sua sostiene che la sua scultura è viva, e proprio per questo ha acceso un dibattito e una forte polemica in tutta la Sardegna: “Le richieste di ospitare la seconda parte dell’opera sono già state avanzate da un gruppo spontaneo di cittadini di Cabras (OR) altro importante paese lagunare a pochi chilometri da Santa Giusta, attraverso una raccolta di firme: “La coda a Santa Giusta, la testa nel nostro stagno”. Altro paese in lizza è la vicina Nurachi.
    L’opera racconta di una enorme anguilla che arriva da Marte e si tuffa nella terra per poi sbucare con la testa dallo stagno di Santa Giusta. Ma se per alcuni la scultura di Salvatore Garau rappresenta un’opera d’arte elegante e allo stesso tempo vigorosa, che parla della cultura locale con un linguaggio contemporaneo, e come tale va lasciata al suo posto, per altri invece l’anguilla di Marte è inutile, uno sfregio nel paesaggio, e con un richiamo evidente all’organo sessuale maschile che entra con forza nel ventre della cittadina.
    Anguidda è una scultura in ferro battuto alta dodici metri del peso di 5 tonnellate, realizzata dall’abile fabbro Stefano Piga. Ferro battuto letteralmente in ogni centimetro della struttura, con centinaia di ore di saldatura, sicuramente nel suo materiale una delle opere più imponenti in Italia. La scultura ha richiesto un progetto di calcoli statici e di ingegneria complesso; la struttura interna ha un’anima robusta per poter reggere l’urto di qualunque vento, un sistema che ha il contributo dei calcoli dell’ingegnere Giuseppino Tinti. L’ancoraggio è composto da un grande monoblocco di cemento armato di metri 4×4.
    Anguidda ha una forma semplice, slanciata; simula un’enorme anguilla, piovuta da chissà quale pianeta, che si infila in terra. La superficie della scultura levigatissima è lucida, dal colore grigio-scuro/verde proprio come un’anguilla.
    Anguidda è un’opera contemporanea dalla forma essenziale che parla con un linguaggio universale e non solo per addetti ai lavori.
    Anguidda è un monito per far rivivere uno degli stagni più famosi e pescosi d’Europa e che invece ora sta vivendo una lenta e dolorosa agonia, soffocato dall’inquinamento.

  6. #6
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    Predefinito Re: Anguilla di Marte

    L’unione Sarda, Lunedì 09 agosto 2010

    L'Arco di Richard Serra e I bambini impiccati di Cattelan, la Cacca di MacCarthy e l'Anguilla di Garau. Bonito Oliva: è lo schiaffo dell'arte


    L'ira di Achille libera l'Anguidda

    Non è funesta come quella del Pelide pie' veloce. L'ira di Achille, professore Bonito Oliva, è spiazzante, perché ironica, quando il gioco si fa duro. Contro il logorio del conformismo culturale e l'inerzia collettiva del pubblico, lui, giocoliere di parole ed equilibrista di contenuti, convinto che «critici si nasce, artisti si diventa, pubblico si muore», assolve l'Anguidda di Salvatore Garau tanto contestata e al centro di una querelle. E rilancia il primato dell'opera. «L'arte non si ferma davanti a nulla». Così recita l'incipit.

    I “Bambini impiccati” di Maurizio Cattelan in piazza XXIV Maggio a Milano o la gigantesca “Cacca” in pietra di Rapolano (Siena) dell'americano Paul McCarthy, oggi in bella vista alla prestigiosa Biennale di scultura di Carrara. “L'Anguilla di Marte” di Salvatore Garau nel centro lagunare dell'Oristanese o “Gaia e la Balena” (in vetroresina), nella rotonda di Faenza, di Stefano Bombardieri. Effetto globale: l'arte spiazza la piazza. New York, Milano, Carrara, Faenza. Santa Giusta. Provocatoria, pensante, riflettente, scandalosa, scettica mai ascetica, «la creazione artistica contemporanea buca la disattenzione del pubblico e produce scomodità». È lo choc nella routine. «Perché quindi farne una tragedia sul caso dell'Anguilla di Santa Giusta? - si domanda il critico - È inevitabile. L'arte pubblica crea fronde, divide». A.B.O., critico come artista (avrebbe detto Oscar Wilde), docente di Arte contemporanea alla Sapienza di Roma, ricorda il caso di Richard Serra «che fu costretto a fronteggiare il pubblico fortemente contrario a una sua opera». 1981. Lo scultore statunitense, su commissione del governo, installa Titled Arc in Federal Plaza a New York. È il caos. Un'assemblea popolare da lì a qualche anno vota per la rimozione e la distruzione di quell'arco in lamiera alto 3 metri e mezzo. Così a Santa Giusta. Nessuno scandalo e nulla di nuovo dunque per quelle cinque tonnellate di ferro alte 12 metri davanti allo stagno, che dividono un paese, innescano una petizione di salvataggio nel centro lagunare gemello (Cabras), e coinvolgono pure un terzo sindaco, quello di Nurachi, pronto a dare asilo politico alla scultura. Per il padre della Transavanguardia trattasi di «normale dialettica». Semmai c'è dell'altro. «L'opera di Garau riprende il tema dell'acqua. È un qualcosa che appartiene al genus loci dell'Oristanese. La trovo consona al luogo e all'antropologia culturale del territorio. Non capisco da dove nasca questa avversione». O forse l'immagina.

    Nessun margine invece per l'estetica del bello e del brutto. «Bello e brutto sono categorie di comodo», dice Bonito Oliva. «L'arte contemporanea è oltre, vuole fare riflettere. Il problema è che la gente non vuole pensare. Preferisce il conformismo. Un'opera contemporanea squarcia quell'orizzonte di relax ed evasione, trafora le rassicurazioni che si pretendono dall'arte. Da questo contrasto scaturiscono le reazioni». Così i grandi escrementi oggi esposti a Carrara. «Diventano scultura. È accettabile». Quindici tonnellate di popò, lunghezza tre metri e sessanta, per uno e venti, e per 2,80. Una maxi-cacca nel piazzale dell'Accademia di Belle Arti proprio davanti alla Cassa di Risparmio di Carrara. Il richiamo agli arci noti escrementi inscatolati (Merda d'artista) di Piero Manzoni è semplicemente urlato. «L'arte contemporanea vuole sperimentare una presa di coscienza nel pubblico di nuovi processi mentali, un'idea critica del mondo. Poi ci sono opere più o meno riuscite». Proprio un pugno nello stomaco «che infastidisce chi si adagia sulla propria indolenza culturale. Chi fa cultura invece sviluppa scomodità». È la Follia dell'Arte, squisitamente raccontata nelle sale di Villa Rufolo per il Ravello Festival (sino a fine mese), nel Salernitano, curata appunto da Achille Bonito Oliva.
    La tradizionale estetica del gusto buono e cattivo non convince il critico. «Categorie adoperate per inerzia da persone che cercano conferma di cose già fatte. Una forma di conservatorismo. D'altra parte l'Italia è un paese conservatore. Cattolico e controriformista che tende al compromesso». Inutile ricordare poi che a questo armamentario «va aggiunto anche uno stato d'animo pilotato dalla promozione commerciale». Lui elogia i giovani che non si adagiano («sono dalla mia parte») e bacchetta gli insegnanti («a cui dà fastidio la cultura, quella appunto che crea scomodità»). Massimo rispetto anche alle reazioni che suscita un'opera d'arte. «Ben vengano - dice - Rispettabile qualunque giudizio, quello che non amo è solo il giudizio universale, direi strumentale».
    Ma allora cosa è arte? «È intensità, oggi arte è ciò che crea un'emozione globale, non solo arte della provocazione e dello scandalo. L'arte contemporanea è una sorta di schiaffo al buon gusto del pubblico che si sente rassicurato e galleggia nelle sue convinzioni». Anche una frustata d'anguilla.

    ROBERTO RIPA

  7. #7
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    Predefinito Re: Anguilla di Marte

    Posted by fidest su sabato, 7 agosto 2010

    https://fidest.wordpress.com/2010/08...ostra-piazza”/

    “Via l’anguilla dalla nostra piazza”



    Al grido “Via l’anguilla dalla nostra piazza” alcuni abitanti di Santa Giusta in Provincia di Oristano hanno acceso la miccia e l’opera Anguidda (anguilla di Marte) donata dall’artista sardo Salvatore Garau al suo paese, alta dodici metri per cinque tonnellate con tanto di pinna caudale, tutta in ferro battuto e posta al centro della principale piazza della cittadina lagunare, è ora al centro di una vera e propria questione diplomatica con tanto di richiesta di referendum, anguidda si anguidda no. Angelo Pinna, esponente della Lista Civica e nuovo sindaco di Santa Giusta dal 1° giugno 2010, precisa che, nonostante all’Amministrazione comunale appena insediata l’opera non sia per niente gradita, non può rimuoverla in quanto voluta dall’ex sindaco Antonello Figus e sponsorizzata completamente dalla Fondazione Banco di Sardegna; ma nello stesso tempo sottolinea che la nuova Giunta non delibererà per la seconda parte della scultura che prevede la testa dell’anguilla, alta 15 metri, uscire dallo stagno.
    Salvatore Garau da parte sua sostiene che la sua scultura è viva, e proprio per questo ha acceso un dibattito e una forte polemica in tutta la Sardegna: “Le richieste di ospitare la seconda parte dell’opera sono già state avanzate da un gruppo spontaneo di cittadini di Cabras (OR) altro importante paese lagunare a pochi chilometri da Santa Giusta, attraverso una raccolta di firme: “La coda a Santa Giusta, la testa nel nostro stagno”. Altro paese in lizza è la vicina Nurachi. L’opera racconta di una enorme anguilla che arriva da Marte e si tuffa nella terra per poi sbucare con la testa dallo stagno di Santa Giusta. Ma se per alcuni la scultura di Salvatore Garau rappresenta un’opera d’arte elegante e allo stesso tempo vigorosa, che parla della cultura locale con un linguaggio contemporaneo, e come tale va lasciata al suo posto, per altri invece l’anguilla di Marte è inutile, uno sfregio nel paesaggio, e con un richiamo evidente all’organo sessuale maschile che entra con forza nel ventre della cittadina.





    Anguilla della discordia, 2 paesi in lite per scultura - Cronaca - ANSA.it

    ANSA 9 agosto 2010

    Anguilla della discordia, 2 paesi in lite per scultura
    In Sardegna: uno ha la coda di 12 metri, l'altro vorrebbe la testa di 15 metri

    di Francesco Pinna

    ORISTANO - Due paesi abituati a vivere di pesca che litigano per una anguilla puo' sembrare una esagerazione, ma se l'anguilla in questione e' lunga 12 metri, e' tutta di ferro, pesa cinque tonnellate ed e' l'ultima opera di un artista internazionale le cose cambiano. Succede sulla costa occidentale della Sardegna e i due paesi in questione sono Santa Giusta, poco meno di 5 mila abitanti sulle rive di uno degli stagni piu' estesi d'Italia, e Cabras, che di abitanti ne ha quasi 10 mila, e si affaccia sullo stagno omonimo. Santa Giusta e Cabras distano fra di loro poco piu' di una decina di chilometri, ma la distanza reale fra gli abitanti dei due paesi e' molto piu' grande e quando capita l'occasione per un dispetto o una rivalsa non se la lasciano sfuggire. E' quello che sta succedendo per ''l'Anguilla di Marte'' regalata al suo paese dal pittore e scultore Salvatore Garau, che da Santa Giusta era 'fuggito' per diventare il batterista degli Stormy Six - gruppo rock nato a Milano nella seconda meta' degli anni '60 -, poi abbandonati per sostituire tamburi e piatti con pennelli e colori. Per dirla tutta, ''l'Anguilla di Marte'' per ora non e' neanche tutta intera ma solo una mezza anguilla. L'opera racconta di una enorme anguilla arrivata da Marte che si tuffa nella terra per poi sbucare con la testa dallo stagno. Per adesso e' stata realizzata la prima parte, che consiste appunto nella coda del pesce che spunta dalla terra e svetta per 12 metri nella piazza principale di Santa Giusta. La scorsa primavera il sindaco uscente, Antonello Figus, aveva fatto i salti mortali per in inaugurare la scultura prima delle elezioni comunali di fine maggio. Contava che gli portasse quel pugno di voti in piu' rispetto agli avversari che gli avrebbe consentito la rielezione. E invece quel pugno di voti glieli ha tolti. Al grido ''Via l'anguilla dalla nostra piazza'', i nemici della scultura, ribattezzata nel dialetto locale S'Anguidda, hanno addirittura promosso una raccolta di firme e proposto un referendum per chiedere lo smantellamento dell'opera. Il nuovo sindaco, Angelo Pinna, eletto a capo di una lista civica, ha detto subito che questa anguilla non piace neanche a lui, ma che non puo' rimuoverla perche' voluta dalla precedente amministrazione e interamente finanziata dalla Fondazione Banco di Sardegna. Ha pero' confermato che il Comune non dara' un euro e non autorizzera' la seconda parte della scultura, che prevede la realizzazione della testa dell'anguilla, alta 15 metri, che esce dallo stagno. A questo punto entra in scena Cabras. Un gruppo di abitanti del paese rivale, spalleggiato piu' o meno apertamente da qualche amministratore comunale molto attento all'immagine, costituisce a tamburo battente un comitato spontaneo che promuove a sua volta una raccolta di firme e manda a dire ai Santagiustesi: ''Tenetevi la coda, che noi ci prendiamo la testa''. A Santa Giusta non l'hanno presa bene, anche perche' cominciano a vedere frotte di turisti che si fermano a fotografare e filmare la famigerata ''anguidda'', ma la disfida e' appena cominciata: considerata l'antica rivalita' tra gli abitanti dei due paesi nei prossimi mesi - giurano i ben informati - se ne vedranno delle belle.





    Lunedì 09 agosto 2010

    "S'Anguidda" il pesce della discordia


    Può un’anguilla, esacerbare l'ostilità di due comuni storicamente rivali?
    Questa è la storia di Santa Giusta e Cabras, due paesi della Sardegna occidentale distanti tra loro poco più di 10 chilometri e che in comune hanno solo un modesto bacino d’acqua, fonte di economia e turismo.
    L’oggetto della contesa è una scultura di ferro di cinque tonnellate e lunga 12 metri. L’”Anguilla di Marte”, così è stata chiamata, è il dono di un artista di fama internazionale, lo scultore e pittore Salvatore Garau, alla natale Santa Giusta, da cui lo stesso fuggì negli anni 60 per unirsi agli Stormy Mix – gruppo rock milanese – in qualità di batterista.
    L’opera, che in realtà è solo in parte completa, racconta di una enorme anguilla arrivata da Marte che si tuffa nella terra per poi sbucare con la testa dallo stagno. Per adesso è stata realizzata la prima parte, che consiste appunto nella coda del pesce che spunta dalla terra e svetta per 12 metri nella piazza principale di Santa Giusta.
    I gusti sono gusti, fatto sta che non tutti in paese digeriscono la scultura. Un comitato autonomo che grida allo smantellamento della “coda” ha persino promosso una raccolta di firme per chiedere un referendum. Il nuovo sindaco, pur rispettando le scelte artistiche del suo predecessore – che proprio a causa dell’acquisto ha perso il posto – precisa che il Comune non intende spendere un euro per il completamento dell’opera, perché “S’Anguidda”, così è stata ribattezzata nel dialetto locale, non piace neanche a lui.
    Un’anguilla senza testa? Neanche per sogno. Alcuni cittadini di Cadras, spalleggiati più o meno apertamente da qualche amministratore comunale molto attento all'immagine, hanno costituito un comitato spontaneo che promuove a sua volta una raccolta di firme e manda a dire ai Santagiustesi: «Tenetevi la coda, che noi ci prendiamo la testa».
    La sfida è appena cominciata, le antiche rivalità sono riaccese e i numerosi turisti, muniti di macchine fotografiche e videocamere, già se la ridono.

  8. #8
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    Predefinito Re: Anguilla di Marte

    La Nuova Sardegna, 10 aprile 2011

    https://www.lanuovasardegna.it/regio...e-li-1.3551496
    Da copiare





    L’Unione Sarda, lunedì 13 Novembre 2017

    https://www.unionesarda.it/articolo/...68-665822.html

    Santa Giusta, sondaggio per decidere dove posizionare la testa dell'"Anguilla di Marte"


    Potrebbe essere sistemata attorno al campanile della basilica del paese oppure spuntare dalla finestra del Comune.
    Ma una cosa è certa: la famosa Anguilla di Marte, l'enorme scultura dell'artista Salvatore Garau in bella mostra di fronte al Comune di Santa Giusta, avrà una testa.
    Prima di decidere dove installare la nuova scultura però verranno coinvolti tutti i cittadini.
    A breve, infatti, le famiglie si troveranno nella cassetta della posta un foglio dove dovranno esprimere un parere.
    Una specie di sondaggio utile all'artista per capire dove i cittadini vorrebbero vedere la testa dell'anguilla, una delle opere contemporanee più chiacchierate dell'Isola che vanta già diverse imitazioni.
    Alta 12 metri e sette tonnellate di peso, l'opera racconta di un'enorme anguilla arrivata da Marte che si tuffa nella terra per poi sbucare con la testa dallo stagno.
    "È chiacchierando con le persone più umili che quasi sempre riesco a captare idee geniali - ha detto Garau - ecco perché ho deciso di chiedere il parere alla gente. Del resto la statua è roba loro ormai. Quando un'opera viene sistemata in una piazza pubblica diventa automaticamente del popolo".
    Intanto il sindaco di Santa Giusta, Antonello Figus, è già al lavoro per chiedere un finanziamento alla Fondazione di Sardegna, lo stesso ente che nel 2012 contribuì a pagare le spese per la realizzazione dell'anguilla.
    Sara Pinna

  9. #9
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    Predefinito Re: Anguilla di Marte

    Venerdì, 15 Dicembre 2017

    https://www.arborense.it/cultura/83-...-discussa.html
    di Alberto Medda Costella


    L'anguilla di Santa Giusta di Salvatore Garau avrà presto un seguito





    Tra qualche settimana prenderanno avvio i lavori di restauro dell'“Anguilla di Marte” dell'artista Salvatore Garau che si trova davanti al municipio di Santa Giusta. Si tratta della scultura d’arte contemporanea più chiacchierata degli ultimi anni, che vanta già delle imitazioni (a Caserta Lello Esposito ha realizzato un grande corno rosso porta fortuna molto simile) e che, a fronte di polemiche innescate tra favorevoli e contrari, ha portato agli onori della cronaca il centro lagunare.
    Trascorsi più di sette anni dal giorno dell'inaugurazione è già tempo di una leggera rinfrescata. Sarà infatti scrostata, riverniciata e smaltata di lucido dall'abile fabbro Stefano Piga, realizzatore della struttura, e verrà posizionato un altro faretto per rendere più visibile la parte superiore.

    Diatribe a parte, poco si conosce della sua storia, della sua genesi e degli aneddoti che circolano. L'occasione per recuperarli è stata fornita questa estate sul sagrato della basilica, in occasione degli eventi proposti per celebrare il 70esimo anno della riconquistata autonomia comunale da Oristano.

    Ma come è nata l'idea di realizzare “s’anguidda”? I due architetti Maura Falchi e Franca Perra, che hanno stilato il progetto della nuova piazza circostante il comune, a lavori conclusi invitarono a visitarla l’ex batterista degli StormySix. Ad accompagnare Salvatore Garau c'era anche l'allora assessore ai lavori pubblici del comune Pietro Paolo Erbì. Mentre si decantavano le novità, tra cui il nuovo mercatino che ricorda gli spazi metafisici di Giorgio De Chirico, Salvatore Garau lanciò la proposta di realizzare una scultura. Senza però crederci abbastanza pensò a un’anguilla di tre metri: «vedo così Erbì che si allontana al telefono. Penso di primo acchito a un problema - lui è un maresciallo - invece dopo mezz'ora ritorna tutto trafelato "Salvatore Salvatore vogliamo la scultura". "Di cosa stai parlando?" gli dico io. "Della scultura che hai detto prima. L'anguilla". Io nel frattempo me ne ero già dimenticato. Se dovessi star dietro a tutte le idee che mi vengono in mente sarebbe impossibile. Ogni tanto qualcuno la realizzo, ma la maggior parte rimangono nei miei sogni» - questa la ricostruzione dell’artista santagiustese. Erbì si era nel frattempo consultato con il sindaco accordandosi di portare avanti il progetto. Il giorno dopo Antonello Figus, primo cittadino, e l’amministrazione si riunirono insieme a Garau per confermare la volontà di realizzare la scultura. Inizialmente di tre metri, per salire progressivamente nei giorni seguenti a 6, 8, 10, fino ad arrivare a 12.

    Ma perché questa anguilla arriva da Marte? È lui stesso a dircelo: «doveva essere fuori dal comune, possibilmente di un altro pianeta. Su Marte c’è un'enorme comunità di anguille gigantesche e una di queste ha deciso di venire a trovare le proprie simili a Santa Giusta, schiantandosi però sul terreno anziché sullo stagno. L'artista non deve fare ciò che chiede la gente, ma ciò che dice la sua testa. Se avessi pensato una scultura qualunque nessuno ne avrebbe parlato».

    La realizzazione, proprio per le sue dimensioni, non è stata per nulla semplice. Un lavoro in tandem insieme all'ingegnere, per studiare fattibilità statica e resistenza al vento. Il trasferimento dell'opera dal laboratorio di Cabras nel luogo del suo posizionamento avvenne alle quattro del mattino, senza il fabbro troppo preoccupato e stressato per partecipare. Peraltro riguardo l’installazione apprendiamo un curioso aneddoto. Dopo essere stata fissata al suolo con 16 bulloni, Garau ha confidato che durante la colata di calcestruzzo ha gettato dentro un oggetto. Cosa non l’ha voluto dire. Ha assicurato che per il momento preferisce mantenere il segreto.

    Quando comunque tutto sembrava concluso nei tempi senza alcun intoppo ecco divampare la polemica. Dopo qualche giorno una giornalista contatta Salvatore Garau per informarlo che alcuni suoi concittadini stanno raccogliendo le firme per far portare via la scultura. «La giornalista era convinta che io fossi dispiaciuto. Ma risposi che era stata una bellissima idea! Mi son detto “ora scoppia un casino". Sapendo perfettamente che questo mi avrebbe dato tanta visibilità e pubblicità». Di primo acchito uno può pensare che siano stati i santagiustesi con più anni a non gradire la novità e invece furono proprio alcuni giovani a lamentarsi. «Devo ringraziare questi eroi. Se un'opera d'arte piace a tutti, c'è qualcosa che non funziona. Probabilmente gli anziani si sono identificati nell’anguilla, riconoscendola come parte della propria cultura, mentre magari i giovani hanno visto una semplice anguilla gigantesca, senza andare a fondo alla questione».

    La polemica nel mentre raggiunge mezza Sardegna e perfino il continente. Arrivano le troupes televisive che intervistano un signore seduto nella piazza domandando il perché di quell’opera. «La sua risposta fu geniale - racconta Salvatore - "e ita depiant fai? Unu cavuru (un granchio)?".
    Nel frattempo a Cabras un altro gruppo di persone si organizza per accogliere la scultura sgradita ad alcuni santagiustesi, ma a quel punto sono altri santagiustesi a ribadire che ormai l’anguilla è loro e lì deve restare.

    Ma veniamo ai costi. Gran parte era stata pagata dalla fondazione del Banco di Sardegna con un finanziamento di 30.000 euro, mentre il comune ha contribuito con altri 20.000 euro. Il fabbro ha prestato la sua opera gratuitamente facendosi rimborsare solo il costo del materiale. «Peraltro io ho seguito i lavori dal Cile, trovandomi lì per lavoro, parlando con Stefano attraverso la rete. Io non ho preso un soldo per la scultura, solo i soldi dei caffè che i santagiustesi mi offrivano ogni volta che tornavo in paese» dice sempre Garau.

    A ogni modo a distanza di sette anni si è tornati a parlare del “completamento” dell’opera con la realizzazione della testa, anche se nei progetti di Garau questa non era stata prevista. Tutto è ripreso cinque giorni dopo il montaggio della coda, quando Garau, Antonello Figus e un'altra persona, ipotizzarono di dare un seguito a quella scultura. «“Te lo immagini Antonello come sarebbe bello far spuntare la testa in un altro punto del paese?” e Antonello anziché stopparmi immediatamente mi rispose che sarebbe stato bellissimo. Poi non se n'è più parlato. Tempo una settimana e cominciano ad arrivare telefonate da Sassari, da Olbia, da Cagliari per chiedermi se era vero che sarebbe spuntata la testa. Io non avevo detto nulla alla stampa. Mi proposero addirittura di realizzarla a Tortolì. In realtà speravo che il sindaco di Cabras avesse accolto l'idea di farla nel suo paese, in modo da combinare una sorta di gemellaggio delle due lagune da sempre rivali. Ma ribadisco l'opera della testa non era nelle mie previsioni. Ma tantissime persone in Sardegna hanno continuato a chiedermi quando sarebbe spuntata. Non ne potevo più».

    Oggi pare che i tempi siano maturi e che la testa dell’anguilla prenderà corpo. Almeno queste le intenzioni del sindaco Figus e della sua amministrazione intenzionati a dare seguito all’iniziativa. Nei progetti sarà molto probabilmente di 18/25 metri. I costi non graveranno sulla collettività, magari attraverso il crowdfunding, ma le modalità sono ancora sconosciute. Ciò che è certo è che non potrà essere posizionata a ridosso dello stagno per vincoli archeologici. Dovrà essere una scultura bella ed elegante. Diamo tempo al tempo. In attesa che Santa Giusta torni sotto i riflettori attirando nuovamente frotte di turisti e amanti dell’arte contemporanea, pronti anche loro a dividersi tra favorevoli e contrari a s’anguidda.

  10. #10
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    Predefinito Re: Anguilla di Marte

    https://www.lanuovasardegna.it/orist...lla-1.17199927





    Linkorostano, 18 novembre 2019

    https://www.linkoristano.it/prima-ca...a-ce-contesta/


    L’anguilla di Santa Giusta avrà anche la testa, ma c’è chi contesta


    L’anguilla di Santa Giusta avrà anche la testa, ma c’è chi contesta
    Il consigliere comunale Garau contro la nuova iniziativa della giunta


    Non va giù al consigliere comunale di opposizione al Comune di Santa Giusta, Jens Garau il completamento dell’opera dell’artista locale Salvatore Garau, denominata “L’Anguilla di Marte”
    “Con tutte le problematiche che abbiamo a Santa Giusta, questa mi pare che non sia un’iniziativa urgente”. È il commento del consigliere alla deliberazione approvata dalla giunta comunale proprio per il completamento dell’opera, che avrà un costo totale di oltre 42 mila euro.
    “Si sente aria di campagna elettorale”, conclude Jens Garau.
    Il completamento dell’opera prevede la realizzazione della testa del pesce, così come da idea originaria dell’artista locale Garau, che ha regalato il monumento al paese, in omaggio alla storia di Santa Giusta. La prima parte dell’opera, la coda, lunga 12 metri, fa bella mostra di se nella piazza del Municipio.
    Già in passato l’opera aveva fatto nascere qualche polemica.
    Lunedì, 18 novembre 2019





    Linkoristano, 11 gennaio 2020

    https://www.linkoristano.it/prima-ca...liugGQ1nIx8zrk

    A Santa Giusta “L’Anguilla di Marte” avrà la sua testa
    Un finanziamento della Fondazione Sardegna permetterà il completamento dell’opera


    “L’Anguilla di Marte”, di Santa Giusta avrà la sua testa. L’installazione artistica realizzata dieci anni fa dall’artista locale Salvatore Garau, insieme al fabbro Stefano Piga, e posizionata di fronte al Municipio, sarà finalmente completata.
    A confermarlo l’assessore comunale al turismo e alla cultura, Gabriella Caria, in occasione della presentazione ufficiale della guida turistica 2020 di Santa Giusta.
    “Grazie a un finanziamento da parte della Fondazione Sardegna di circa 35 mila euro verrà finalmente realizzata la parte conclusiva dell’opera dell’artista, nostro compaesano, Salvatore Garau”, ha dichiarato l’assessore Gabriella Caria.

    Il completamento dell’opera prevede la realizzazione della testa del pesce, così come dall’idea originaria di Garau che ha regalato il monumento, in omaggio alla storia del suo paese d’origine. La prima parte dell’opera, la coda, lunga 12 metri, fa bella mostra di se, tuffandosi nel pavimento della piazza del Municipio. Da scoprire dove la testa de “L’Anguilla di Marte” verrà posizionata a Santa Giusta.
    Sabato, 11 gennaio 2020

 

 
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