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Discussione: Disoccupazione giovani.

  1. #11
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    Predefinito Re: Disoccupazione giovani.

    Citazione Originariamente Scritto da CapitanFracassa Visualizza Messaggio
    Rispondo io. Quello che tu descrivi non è un problema perchè può produrre lo stato al posto di chi scappa, che ha una banca centrale.
    Considero la fuga di capitali mittalliani come una manna dal cielo quindi positivo; gli altri capitali in realtà non scappano se ci sono le condizioni per investire, ma rimangono fermi nel paese in attesa.

    Il proletario non esiste più, è più eterogeneo e comprende il ceto medio, persone molto qualificate e più potenti cioè se agiscono con la violenza fanno più danni; per questo questa volta la lotta tra capitale e lavoro non produrrà solo il taglio di qualche testa capitalista ma la scomparsa permanente dei capitalisti, perchè è una lotta su una scala dove il turno dei capitalisti non ripristina la fase precedente ma fa avanzare a passi il lavoro.
    Guarda che ArcelorMittal è la vecchia Ilva, ma sai leggere, o quanto meno sei informato? Qualcuno ha venduto l'Ilva (non andiamo a guardare chi non m'importa in questa discussione), ma avrai capito che Arcelor Mittal sono stranieri che proprietano questa ex azienda italiana e che stanno impacchetando quello che c'è in Italia per portarlo via e nel frattempo si mettono a fare grossi investimenti in India. Qui non si tratta di Capitali in fuga, ma di posti di lavoro e mezzi di produzione venduti a stranieri che portano via. O in altri casi delocalizzazioni.
    Il mondo non è uno solo, che gli italiani rimangano senza lavoro ciò non tangerà gli indiani che ne avranno di più. Cos'è voi italianetti mediocri farete la rivoluzione tutti soli?
    Ma tu sai che è il segreto bancario? Ma poi secondo te chi è il pazzo che tiene i soldi in questo paese quando potrebbe mandarli all'estero? E a chi aspettano i soldi a te?
    Ma come lo fanno i danni questi eterogenei proletari italiani? Ma quali qualifiche? Ripeto il discorso dell'altra volta allora, sei ancora convinto che la maggior parte degli italiani siano ingegneri-piloti alla Leonardo? Sveglia, siete una manica di cassieri e camerieri. Lo dice l'ISTAT. E tra un po manco quello potrete più fare. Ma a chi li fate i danni? Pure che vi ribellate? Dichiarate guerra all'India o alla Cina o agli Stati Uniti per l'Ilva e la Fiat? Voi non siete i proprietari dei mezzi di produzione su cui lavorate il che fa si che si possa vendere tutto agli stranieri.


    Pochi giorni fa la Telecom è stata venduta....la cosa più grave che l'hanno comprata gli spagnoli che stanno più inguaiati di noi....e il Presidente della Telecom dice:"Non ne sapevo niente" (sigh)...

    -La Barilla è stata venduta agli americani...

    -L'Alitalia è stata venduta ai francesi.

    -La Plasmon è stata venduta agli americani.

    -La Parmalat, di quel buon signore di Tanzi, è stata venduta ai francesi della Lactalis-

    -L'Algida è stata venduta ad una società anglo-olandese

    -L'Edison, antica società dell'energia, venduta ad una società francese, l'EDF

    -Gucci è nelle mani della holding francese Kering

    -BNL è controllata dal gruppo francese Bnp Paribas

    -ENEL cede buona parte delle quote ai russi (il 49%)

    -Il marchio AR, azienda conserviera quotata in borsa, di Antonino Russo, è passata ai giapponesi della Mitsubishi.

    -Lo stabilimento AVIO AEREO è passato alla Generale Eletric...

    -I cioccolatini Pernigotti dei fratelli Averna venduti ai turchi della famiglia Toksoz

    -L’azienda Casanova, La Ripintura, nel Chianti, è stata recentemente acquisita da un imprenditore di Hong Kong

    -I baci perugina appartengono dal 1988 alla svizzera Nestlè

    -I gelati dell’antica gelateria del corso sempre alla Nestlè

    -Buitoni: L'azienda fondata nel 1927 a Sansepolcro dall'omonima famiglia è passata sotto le insegne di Nestlè nel 1988.

    -Gancia: le note bollicine sono in mano all’oligarca russo Rustam Tariko (proprietario tra l’altro della vodka Russki Standard) dal 2011.

    -Carapelli è nella galassia del gruppo spagnolo Sos dal 2006, cosi come Sasso e Bertolli.

    -Star. Il 75% della società fondata dalla famiglia Fossati (oggi azionisti di Telecom Italia) nel primo dopoguerra, è in mano alla spagnola Galina Blanca (entrata nel 2006 e poi salita del capitale del gruppo).

    -Salumi Fiorucci: sono in mano agli spagnoli di Campofrio Food Holding dal 2011.

    -San Pellegrino è stata acquisita dagli svizzeri della Nestlè dal 1998.

    -Peroni è stata comperata dalla sudafricana Sabmiller nel 2003.

    -Orzo Bimbo acquisita da Nutrition&Santè di Novartis nel 2008.

    -La griffe del cachemire “Loro Piana”, fiore all’occhiello del made in Italy, è stata ceduta per l’80% alla holding francese Lvmh che già include simboli assoluti come Bulgari, Fendi e Pucci.

    -Chianti classico (per la prima volta un imprenditore cinese ha acquistato una azienda agricola del Gallo nero)

    -Riso Scotti (il 25% è stato acquisito dalla società alla multinazionale spagnola Ebro Foods)

    -Eskigel (produce gelati in vaschetta per la grande distribuzione (Panorama, Pam, Carrefour, Auchan, Conad, Coop) (ceduta agli inglesi con azioni in pegno ad un pool di banche).

    -Fiorucci–Salumi (acquisita dalla spagnola Campofrio Food Holding S.L.)

    -Eridania Italia SpA (la società dello zucchero ha ceduto il 49% al gruppo francese Cristalalco Sas)

    -Boschetti alimentare (cessione alla francese Financière Lubersac che detiene il 95%)

    -Ferrari Giovanni Industria Casearia SpA (ceduto il 27% alla francese Bongrain Europe Sas) 2009

    -Delverde Industrie Alimentari SPA (la società della pasta è divenuta di proprietà della spagnola Molinos Delplata Sl che fa parte del gruppo argentino Molinos Rio de la Plata) 2008

    -Bertolli (venduta a Unilever, poi acquisita dal gruppo spagnolo SOS)

    -Rigamonti salumificio SPA (divenuta di proprietà dei brasiliani attraverso la società olandese Hitaholb International)

    -Orzo Bimbo (acquisita da Nutrition&Santè S.A. del gruppo Novartis)

    -Italpizza (ceduta all’inglese Bakkavor acquisitions limited)

    -Galbani (acquisita dalla francese Lactalis)

    -Sasso (acquisita dal gruppo spagnolo SOS)

    -Fattorie Scaldasole (venduta a Heinz, poi acquisita dalla francese Andros)

    -Invernizzi (acquisita dalla francese Lactalis, dopo che nel 1985 era passata alla Kraft) 1998

    -Locatelli (venduta a Nestlè, poi acquisita dalla francese Lactalis)

    -San Pellegrino (acquisita dalla svizzera Nestlè) 1995

    -Stock (venduta alla tedesca Eckes A.G., poi acquisita dagli americani della Oaktree Capital Management) 1993

    -La Safilo (Società azionaria fabbrica italiana lavorazione occhiali), fondata nel 1878, che oggi produce occhiali per Armani, Valentino, Yves Saint Laurent, Hugo Boss, Dior e Marc Jacobs, è diventata di proprietà del gruppo olandese Hal Holding.

    -Nel settore della telefonia, a Milano nel 1999 era nata Fastweb, una joint venture tra e.Biscom e la comunale Aem che oggi fa parte del gruppo svizzero Swisscom.

    -Nel 2000 Omnitel è passata di proprietà del Gruppo Vodafone

    -Nel 2005 Enel ha ceduto la quota di maggioranza di Wind Telecomunicazioni al magnate egiziano Sawiris, il quale nel 2010 l'ha passata ai russi di VimpelCom.

    -Nel campo dell'elettrotecnica e dell'elettromeccanica nomi storici come Ercole Marelli, Fiat Ferroviaria, Parizzi, Sasib Ferroviaria e, recentemente, Passoni & Villa sono stati acquistati dal gruppo industriale francese Alstom, presente in Italia dal 1998.

    -Nel 2005 le acciaierie Lucchini spa sono passate ai russi di Severstal, mentre rimane proprietà della omonima famiglia italiana, la Lucchini rs, che ha delle controllate anche all'estero.

    -Fiat Avio, fondata nel 1908 e ancora oggi uno dei maggiori player della propulsione aerospaziale, è attualmente di proprietà del socio unico Bcv Investments sca, una società di diritto lussemburghese partecipata all'85% dalla inglese Cinven Limited.

    -Benelli, la storica casa motociclistica di Pesaro, di proprietà del gruppo Merloni, nel 2005 è passata nelle mani del gruppo cinese QianJiang per una cifra di circa 6 milioni di euro, più il trasferimento dei 50 milioni di euro di debito annualmente accumulato.

    -Nel 2003 la Sps Italiana Pack Systems è stata ceduta dal Gruppo Cir alla multinazionale americana dell'imballaggio Pfm Spa.

    -In una transazione di meno di un mese fa Loquendo, azienda leader nel mercato delle tecnologie di riconoscimento vocale, che aveva all'attivo più di 25 anni di ricerca svolta nei laboratori di Telecom Italia Lab e un vasto portafoglio di brevetti, è stata venduta da Telecom alla multinazionale statunitense Nuance, per 53 milioni di euro.




    Oggi se il proletariato italiano si mettesse a fare la guerra ai suoi Padroni si troverebbe letteralmente contro padroni esteri e quindi nazioni estere. Cosa fate nazionalizzate? Pestate i piedi alla maggior parte delle superpotenze mondiali così. Non c'è soluzione, la lotta di classe non è più un fatto nazionale, il sistema economico internazionale fa sì che se la rivoluzione iniziasse in un paese tutti gli altri interverrebbero per difendere i propri interessi in quel paese.
    Come produce lo stato? Ma se non ha i soldi per pagare le pensioni ai vostri vecchi dove li trova i soldi per ricostruire tutto quello che da qui sta andando ai quattro capi del mondo?
    Ti sei dimenticato i problemi finanziari dello stato italiano?
    @CapitanFracassa
    Io sono eterissimo, ma con un trans ci andrei se il suddetto fosse molto femminile ed ovviamente passivo.
    Quindi dipende uno cosa deve farci col trans
    Pestis nigra

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  2. #12
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    Predefinito Re: Disoccupazione giovani.

    Citazione Originariamente Scritto da ciano.scuro Visualizza Messaggio
    Perché i giovani sono disoccupati? Cosa è cambiato rispetto al passato? Cosa vogliono i giovani e cosa si aspettano?
    A parer mio la scuola inserisce nei giovani aspettative che non gli appartengono, i profeti dei diritti sociali hanno sbagliato, tutti siamo figli di un supporto, cosa il "progresso sociale" ha tolto all'uomo povero?
    Semplice, la possibilità di prepararsi e di accontentarsi del lavoro dei genitori, degli avi come un tempo.
    I giovani proletari hanno perso la modestia del ceto e la possibilità quindi di accontentarsi, di non volere di più rispetto a quel che gli spetta.
    Che intendo? Semplice, il figlio di avvocati andrà naturale e disinvolto verso la carriera e lo studio paterni, il figlio di un tornista oggi non è farse svantaggiato di fronte alla carriera d'avvocatura rispetto ai figli di avvocati?
    Insomma è ipocrita mettere come varco dell'età dell'obbligo i 16 anni che praticamente costringono molti studenti a farsi di strascico gli ultimi due anni perché ormai tanto loro quanto le famiglie avranno investito risorse economiche e mentali nei 3 anni precedenti.
    Insomma, i ragazzi non sono educati alla modestia e vengono infilati in calzoni che non gli sono propri. Essi sviluppano desideri che le famiglie non possono economicamente reggere, e di conseguenza che neanche loro possono reggere psicologicamente perché il tutto richiede loro molto più impegno che ad altri che dispongono di maggiori risorse economiche, il tutto avendo come ricompensa per il proprio sforzo prospettive di successo che non sono pari a quelle di studenti di altri ceti sociali (che spesso avranno il traguardo del lavoro molto più certo).

    Non credo sia questo il problema. Direi che pesi mille volte di più un cultura del cavolo che voleva che la scuola NON FOSSE AL SERVIZIO DELLE IMPRESE. Così all'istituto tecnico la materia con più ore è sempre l'Italiano che non si sa cosa insegni d'altro.
    Ma vedi, io e mio marito usciti dalle scuole eravamo immediatamente pronti per essere inseriti in un posto di lavoro e così è accaduto. Conoscevamo tutto quello che serviva e mancava solo da capire la specificità dell'impresa. Io andai a lavorare i primi di settembre dopo la fine della scuola e dovevo sostituire una maternità. Costei mi spiegò come faceva il lavoro e io ero pronta a sostituirla. Oggi la maggior parte della gente che esce dalle scuole è senza arte nè parte e non può essere inserita in ambito lavorativo, in specie da Roma in giù. Al nord invece è ancora possibile.
    Ma dovremmo rivedere al più presto il concetto di formazione scolastica e riprendere da dove avevamo lasciato per far spazio a questa sciocchezza di una sedicente cultura che oltre a non aver dato cultura ha scalzato anche quella del lavoro.

  3. #13
    Sospeso/a
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    Predefinito Re: Disoccupazione giovani.

    Citazione Originariamente Scritto da ciano.scuro Visualizza Messaggio
    Le persone esistono comunque, il proletariato ha mosso guerra al Capitale per un secolo. Ti dispiace che il Capitale ora risponda? Da un lato dici che trattengono Capitali (e latri per le patrimoniali) dall'altra ti chiedi perché i soldi a te non arrivano.
    Ma lo sai come si fanno arrivare i soldi ai poveracci? Facendoli lavorare, e cioè investendo nel loro lavoro. L'aristocrazia ha liquidato a prezzi di stato nel 50 e poi la borghesia si è ritrovata travolta dall'ex popolazione contadina che ha portato il suo potere rivendicativo nelle città e contro i datori di lavoro borghesi.
    In ogni caso il punto è che se ai tempi del 69 Agnelli si mangiava il fegato perché non poteva più licenziare in tronco i comunisti e perché gli sfondavano le fabbriche e lo stato non faceva niente e perché per forza di così si dovettero concedere Statuto dei Lavoratori, SSN e riforma dell'istruzione per calmare la più grossa popolazione comunista d'Italia.
    Ora fammi capire perché secondo te chi è stato costretto a mangiarsi il fegato negli anni 70 dovrebbe investire nel tuo lavoro piuttosto che in quello di un polacco? Avete sbagliato una volta, le più grandi e più ricche famiglie d'Italia che erano ricche nella terra hanno liquidato e messo nei caveau i soldi ed il sud ha subito una storica fuga di Capitali nel 50 ai tempi della riforma agraria (chi altro vuoi che li avesse i soldi al sud, ma anche al nord le famiglie più ricche erano appunto quelle storiche, le grandi famiglie Piemontesi e Venete). Oggi state per subire l'ennesima botta e già la state subendo, il Capitale rimasto di vronte alla pacificazione sopraggiunta dopo il 1989 può ormai delocalizzare all'estero e di fronte alla crisi liquidare e traslare nel finanziario i Capitali. Ennesima fuga di Capitali. In futuro i ricchi, come già accade oggi, vivranno in Italia ma i vestiranno comodamente nell'economia globale (come molti già fanno da un pezzo). Devi capire che in una economia globale tu puoi pure morire di fame, letteralmente, come la maggior parte degli italiani ma chi ha i soldi potrà campare lo stesso. Tu non servi più, non serve la robotizzazione per rendere inutili le masse occidentali, basta la possibilità di delocalizzare, che dico, liquidare, tanto alla fine chi è di qui e vende (capito perché gli è andata bene alla vecchia aristocrazia nei 50?) vende a indiani e cinesi, vedi l'Arcelor Mittal ex Ilva, si vende agli indiani qua e si fanno di là investimenti nelle industrie indiane. Capito ora? Non è che i soldi non circolano sciocco, è che tu hai fatto il gradasso e chi ha i soldi ormai ti può escludere dal giro, c'è il buon Prakesh di là che per due pugni di riso fa il suo mestiere, tu taci nella fame. Chi oggi vende questi grossi pezzi ex IRI ormai lo fa perché ha fatto i soldi. Liquida chi può permettersi di farlo e di mettere i soldi al sicuro nella finanza. Ma tu che pensi che facciano i ricchi che da 70 anni (da quando ha iniziato a farlo l'aristocrazia più alta [mica i poveracci col blasone ad un elmo]) liquidano? Tengono i soldi sotto il materasso? No vanno in banca, lontani dagli occhi dei pezzenti, e li che i soldi dei ricchi che possono permettersi di staccarsi dal lavoro patrio, e cioè dalle pretese di quelli come te ed i tuoi avi è li che quei soldi diventano investimento vero e cioè speculazione bancaria.
    I soldi sono come una calamita, tendono a portare la ricchezza verso dove c'è già per effetto della pratica dell'investimento che consente a chi ha già i soldi di rischiare e cioè di speculare ed ammassare denari sulle spalle di tutti i poveracci che subiscono di volta in volta le speculazioni.
    Tanto sulle spalle di chi le banche le ha, e lo stato che salva le banche (in Italia o altrove in Occidente), sfogano gli effetti delle varie "crisi" e problematiche che possono raggiungere? Sulle spalle di quelli come voi, che perdono lavoro e perdono risparmi, c'è Prasad di là che si merita un tornio su cui sanguinare più di quanto non te lo meriti tu. @Robert.

    Ma guarda, non è nemmeno questione di NON voler investire, è questione che semplicemente non conviene. E tra l'altro, in Italia, dove investi? Certo non in piccole e micro imprese che non si sviluppano per forza di cose. In America c'è una impennata degli investimenti in società private che attaulamente riescono a fare buone rendite. Ma là c'è proprio la cultura dell'investimento privato. Fa conto che, all'ingrosso, l'l80% degli investimenti è privato e solo il 20% è pubblico. Qui è il contrario se va bene e considerando quello che spende i soldi per le stigliature del suo negozietto.

  4. #14
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    Predefinito Re: Disoccupazione giovani.

    Citazione Originariamente Scritto da ciano.scuro Visualizza Messaggio
    Guarda che ArcelorMittal è la vecchia Ilva, ma sai leggere, o quanto meno sei informato? Qualcuno ha venduto l'Ilva (non andiamo a guardare chi non m'importa in questa discussione), ma avrai capito che Arcelor Mittal sono stranieri che proprietano questa ex azienda italiana e che stanno impacchetando quello che c'è in Italia per portarlo via e nel frattempo si mettono a fare grossi investimenti in India. Qui non si tratta di Capitali in fuga, ma di posti di lavoro e mezzi di produzione venduti a stranieri che portano via. O in altri casi delocalizzazioni.
    Il mondo non è uno solo, che gli italiani rimangano senza lavoro ciò non tangerà gli indiani che ne avranno di più. Cos'è voi italianetti mediocri farete la rivoluzione tutti soli?
    Ma tu sai che è il segreto bancario? Ma poi secondo te chi è il pazzo che tiene i soldi in questo paese quando potrebbe mandarli all'estero? E a chi aspettano i soldi a te?
    Ma come lo fanno i danni questi eterogenei proletari italiani? Ma quali qualifiche? Ripeto il discorso dell'altra volta allora, sei ancora convinto che la maggior parte degli italiani siano ingegneri-piloti alla Leonardo? Sveglia, siete una manica di cassieri e camerieri. Lo dice l'ISTAT. E tra un po manco quello potrete più fare. Ma a chi li fate i danni? Pure che vi ribellate? Dichiarate guerra all'India o alla Cina o agli Stati Uniti per l'Ilva e la Fiat? Voi non siete i proprietari dei mezzi di produzione su cui lavorate il che fa si che si possa vendere tutto agli stranieri.


    Pochi giorni fa la Telecom è stata venduta....la cosa più grave che l'hanno comprata gli spagnoli che stanno più inguaiati di noi....e il Presidente della Telecom dice:"Non ne sapevo niente" (sigh)...

    -La Barilla è stata venduta agli americani...

    -L'Alitalia è stata venduta ai francesi.

    -La Plasmon è stata venduta agli americani.

    -La Parmalat, di quel buon signore di Tanzi, è stata venduta ai francesi della Lactalis-

    -L'Algida è stata venduta ad una società anglo-olandese

    -L'Edison, antica società dell'energia, venduta ad una società francese, l'EDF

    -Gucci è nelle mani della holding francese Kering

    -BNL è controllata dal gruppo francese Bnp Paribas

    -ENEL cede buona parte delle quote ai russi (il 49%)

    -Il marchio AR, azienda conserviera quotata in borsa, di Antonino Russo, è passata ai giapponesi della Mitsubishi.

    -Lo stabilimento AVIO AEREO è passato alla Generale Eletric...

    -I cioccolatini Pernigotti dei fratelli Averna venduti ai turchi della famiglia Toksoz

    -L’azienda Casanova, La Ripintura, nel Chianti, è stata recentemente acquisita da un imprenditore di Hong Kong

    -I baci perugina appartengono dal 1988 alla svizzera Nestlè

    -I gelati dell’antica gelateria del corso sempre alla Nestlè

    -Buitoni: L'azienda fondata nel 1927 a Sansepolcro dall'omonima famiglia è passata sotto le insegne di Nestlè nel 1988.

    -Gancia: le note bollicine sono in mano all’oligarca russo Rustam Tariko (proprietario tra l’altro della vodka Russki Standard) dal 2011.

    -Carapelli è nella galassia del gruppo spagnolo Sos dal 2006, cosi come Sasso e Bertolli.

    -Star. Il 75% della società fondata dalla famiglia Fossati (oggi azionisti di Telecom Italia) nel primo dopoguerra, è in mano alla spagnola Galina Blanca (entrata nel 2006 e poi salita del capitale del gruppo).

    -Salumi Fiorucci: sono in mano agli spagnoli di Campofrio Food Holding dal 2011.

    -San Pellegrino è stata acquisita dagli svizzeri della Nestlè dal 1998.

    -Peroni è stata comperata dalla sudafricana Sabmiller nel 2003.

    -Orzo Bimbo acquisita da Nutrition&Santè di Novartis nel 2008.

    -La griffe del cachemire “Loro Piana”, fiore all’occhiello del made in Italy, è stata ceduta per l’80% alla holding francese Lvmh che già include simboli assoluti come Bulgari, Fendi e Pucci.

    -Chianti classico (per la prima volta un imprenditore cinese ha acquistato una azienda agricola del Gallo nero)

    -Riso Scotti (il 25% è stato acquisito dalla società alla multinazionale spagnola Ebro Foods)

    -Eskigel (produce gelati in vaschetta per la grande distribuzione (Panorama, Pam, Carrefour, Auchan, Conad, Coop) (ceduta agli inglesi con azioni in pegno ad un pool di banche).

    -Fiorucci–Salumi (acquisita dalla spagnola Campofrio Food Holding S.L.)

    -Eridania Italia SpA (la società dello zucchero ha ceduto il 49% al gruppo francese Cristalalco Sas)

    -Boschetti alimentare (cessione alla francese Financière Lubersac che detiene il 95%)

    -Ferrari Giovanni Industria Casearia SpA (ceduto il 27% alla francese Bongrain Europe Sas) 2009

    -Delverde Industrie Alimentari SPA (la società della pasta è divenuta di proprietà della spagnola Molinos Delplata Sl che fa parte del gruppo argentino Molinos Rio de la Plata) 2008

    -Bertolli (venduta a Unilever, poi acquisita dal gruppo spagnolo SOS)

    -Rigamonti salumificio SPA (divenuta di proprietà dei brasiliani attraverso la società olandese Hitaholb International)

    -Orzo Bimbo (acquisita da Nutrition&Santè S.A. del gruppo Novartis)

    -Italpizza (ceduta all’inglese Bakkavor acquisitions limited)

    -Galbani (acquisita dalla francese Lactalis)

    -Sasso (acquisita dal gruppo spagnolo SOS)

    -Fattorie Scaldasole (venduta a Heinz, poi acquisita dalla francese Andros)

    -Invernizzi (acquisita dalla francese Lactalis, dopo che nel 1985 era passata alla Kraft) 1998

    -Locatelli (venduta a Nestlè, poi acquisita dalla francese Lactalis)

    -San Pellegrino (acquisita dalla svizzera Nestlè) 1995

    -Stock (venduta alla tedesca Eckes A.G., poi acquisita dagli americani della Oaktree Capital Management) 1993

    -La Safilo (Società azionaria fabbrica italiana lavorazione occhiali), fondata nel 1878, che oggi produce occhiali per Armani, Valentino, Yves Saint Laurent, Hugo Boss, Dior e Marc Jacobs, è diventata di proprietà del gruppo olandese Hal Holding.

    -Nel settore della telefonia, a Milano nel 1999 era nata Fastweb, una joint venture tra e.Biscom e la comunale Aem che oggi fa parte del gruppo svizzero Swisscom.

    -Nel 2000 Omnitel è passata di proprietà del Gruppo Vodafone

    -Nel 2005 Enel ha ceduto la quota di maggioranza di Wind Telecomunicazioni al magnate egiziano Sawiris, il quale nel 2010 l'ha passata ai russi di VimpelCom.

    -Nel campo dell'elettrotecnica e dell'elettromeccanica nomi storici come Ercole Marelli, Fiat Ferroviaria, Parizzi, Sasib Ferroviaria e, recentemente, Passoni & Villa sono stati acquistati dal gruppo industriale francese Alstom, presente in Italia dal 1998.

    -Nel 2005 le acciaierie Lucchini spa sono passate ai russi di Severstal, mentre rimane proprietà della omonima famiglia italiana, la Lucchini rs, che ha delle controllate anche all'estero.

    -Fiat Avio, fondata nel 1908 e ancora oggi uno dei maggiori player della propulsione aerospaziale, è attualmente di proprietà del socio unico Bcv Investments sca, una società di diritto lussemburghese partecipata all'85% dalla inglese Cinven Limited.

    -Benelli, la storica casa motociclistica di Pesaro, di proprietà del gruppo Merloni, nel 2005 è passata nelle mani del gruppo cinese QianJiang per una cifra di circa 6 milioni di euro, più il trasferimento dei 50 milioni di euro di debito annualmente accumulato.

    -Nel 2003 la Sps Italiana Pack Systems è stata ceduta dal Gruppo Cir alla multinazionale americana dell'imballaggio Pfm Spa.

    -In una transazione di meno di un mese fa Loquendo, azienda leader nel mercato delle tecnologie di riconoscimento vocale, che aveva all'attivo più di 25 anni di ricerca svolta nei laboratori di Telecom Italia Lab e un vasto portafoglio di brevetti, è stata venduta da Telecom alla multinazionale statunitense Nuance, per 53 milioni di euro.




    Oggi se il proletariato italiano si mettesse a fare la guerra ai suoi Padroni si troverebbe letteralmente contro padroni esteri e quindi nazioni estere. Cosa fate nazionalizzate? Pestate i piedi alla maggior parte delle superpotenze mondiali così. Non c'è soluzione, la lotta di classe non è più un fatto nazionale, il sistema economico internazionale fa sì che se la rivoluzione iniziasse in un paese tutti gli altri interverrebbero per difendere i propri interessi in quel paese.
    Come produce lo stato? Ma se non ha i soldi per pagare le pensioni ai vostri vecchi dove li trova i soldi per ricostruire tutto quello che da qui sta andando ai quattro capi del mondo?
    Ti sei dimenticato i problemi finanziari dello stato italiano?
    @CapitanFracassa
    Ovviamente l'ulteriore semplice ragione pur cui lo stato non potrà mai produrre è perché vi sono trattati internazionali da rispettare, rimarrà sempre la concorrenza del lavoro dei paesi più poveri, per quelle aziende di stato che tu @CapitaFracassa auspichi e per quei lavoratori italiani non c'è alcuna possibilità.
    Io sono eterissimo, ma con un trans ci andrei se il suddetto fosse molto femminile ed ovviamente passivo.
    Quindi dipende uno cosa deve farci col trans
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    Predefinito Re: Disoccupazione giovani.

    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio
    Non credo sia questo il problema. Direi che pesi mille volte di più un cultura del cavolo che voleva che la scuola NON FOSSE AL SERVIZIO DELLE IMPRESE. Così all'istituto tecnico la materia con più ore è sempre l'Italiano che non si sa cosa insegni d'altro.
    Ma vedi, io e mio marito usciti dalle scuole eravamo immediatamente pronti per essere inseriti in un posto di lavoro e così è accaduto. Conoscevamo tutto quello che serviva e mancava solo da capire la specificità dell'impresa. Io andai a lavorare i primi di settembre dopo la fine della scuola e dovevo sostituire una maternità. Costei mi spiegò come faceva il lavoro e io ero pronta a sostituirla. Oggi la maggior parte della gente che esce dalle scuole è senza arte nè parte e non può essere inserita in ambito lavorativo, in specie da Roma in giù. Al nord invece è ancora possibile.
    Ma dovremmo rivedere al più presto il concetto di formazione scolastica e riprendere da dove avevamo lasciato per far spazio a questa sciocchezza di una sedicente cultura che oltre a non aver dato cultura ha scalzato anche quella del lavoro.
    Ma figurati, il problema è che i lavoratori occidentali costano troppo. E gli italiani più di altri, credi che tra la crisi italiana ed il fatto che l'Italia avesse il più grosso partito comunista d'Occidente non vi sia correlazione? Siete i lavoratori storicamente più antipadronali, è bene che i padroni vi trattino come meritate.
    Io sono eterissimo, ma con un trans ci andrei se il suddetto fosse molto femminile ed ovviamente passivo.
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  6. #16
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    Predefinito Re: Disoccupazione giovani.

    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio
    Ma guarda, non è nemmeno questione di NON voler investire, è questione che semplicemente non conviene. E tra l'altro, in Italia, dove investi? Certo non in piccole e micro imprese che non si sviluppano per forza di cose. In America c'è una impennata degli investimenti in società private che attaulamente riescono a fare buone rendite. Ma là c'è proprio la cultura dell'investimento privato. Fa conto che, all'ingrosso, l'l80% degli investimenti è privato e solo il 20% è pubblico. Qui è il contrario se va bene e considerando quello che spende i soldi per le stigliature del suo negozietto.
    Non si vuole investire perché non conviene, che poi ci sia una antipatia del Capitale nei confronti degli italiani proletari ti posso dire che è vero, siete i lavoratori più insopportabili. Eravate sicuramente i più comunisti.
    Ripeto, ormai si tratta di liquidare e spedire i propri soldi nei caveau più intoccabili possibili. Chi acquista fa come Mittal, impacchetta qui ed allarga stabilimenti in India nel frattempo.
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  7. #17
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    Predefinito Re: Disoccupazione giovani.

    Il giovane Regeni stava tentando di sfuggire alla disoccupazione incombente ma purtroppo ebbe infelice fine
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  8. #18
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    Predefinito Re: Disoccupazione giovani.

    Ma secondo voi quando la Fiat veniva spedita ai quattro angoli del mondo scatenando povertà e disoccupazione tra il proletariato italiano, forse qualcuno si ricorda a di quando i nonni durante le proteste dei metalmeccanici degli anni 70 si sono ritrovati a dover ritirare le denunce contro gli operai responsabili di vandalismo. Chiesto dallo stato ovviamente, si era in piena guerra fredda. All'epoca conveniva concedere più che altro ma mica se ne sono dimenticati. Ed oggi stravendono.
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  9. #19
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    Predefinito Re: Disoccupazione giovani.

    Si chiama "mobilità sociale".
    E' la capacità di offrire a ciascuno pari opportunità di sviluppare il proprio potenziale, a prescindere dalla provenienza socio-economica.

    Il Global Social Mobility Index misura 82 economie in cinque dimensioni determinanti ai fini della mobilità sociale: salute, scuola (accesso, qualità ed equità), tecnologia, lavoro (opportunità, salari, condizione), protezioni e istituzioni (protezione sociale e istituzioni inclusive).

    Ecco la classifica:
    1) Danimarca
    2) Norvegia
    3) Finlandia
    4) Svezia
    5) Islanda
    6) Olanda
    7) Svizzera
    8) Austria
    9) Belgio
    10) Lussemburgo
    11) Germania
    12) Francia

    14) Canada
    15) Giappone





    21) Regno Unito





    27) Stati Uniti






    34) Italia

  10. #20
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    Predefinito Re: Disoccupazione giovani.

    Citazione Originariamente Scritto da ciano.scuro Visualizza Messaggio
    Le persone esistono comunque, il proletariato ha mosso guerra al Capitale per un secolo. Ti dispiace che il Capitale ora risponda? Da un lato dici che trattengono Capitali (e latri per le patrimoniali) dall'altra ti chiedi perché i soldi a te non arrivano.
    Ma lo sai come si fanno arrivare i soldi ai poveracci? Facendoli lavorare, e cioè investendo nel loro lavoro. L'aristocrazia ha liquidato a prezzi di stato nel 50 e poi la borghesia si è ritrovata travolta dall'ex popolazione contadina che ha portato il suo potere rivendicativo nelle città e contro i datori di lavoro borghesi.
    In ogni caso il punto è che se ai tempi del 69 Agnelli si mangiava il fegato perché non poteva più licenziare in tronco i comunisti e perché gli sfondavano le fabbriche e lo stato non faceva niente e perché per forza di così si dovettero concedere Statuto dei Lavoratori, SSN e riforma dell'istruzione per calmare la più grossa popolazione comunista d'Italia.
    Ora fammi capire perché secondo te chi è stato costretto a mangiarsi il fegato negli anni 70 dovrebbe investire nel tuo lavoro piuttosto che in quello di un polacco? Avete sbagliato una volta, le più grandi e più ricche famiglie d'Italia che erano ricche nella terra hanno liquidato e messo nei caveau i soldi ed il sud ha subito una storica fuga di Capitali nel 50 ai tempi della riforma agraria (chi altro vuoi che li avesse i soldi al sud, ma anche al nord le famiglie più ricche erano appunto quelle storiche, le grandi famiglie Piemontesi e Venete). Oggi state per subire l'ennesima botta e già la state subendo, il Capitale rimasto di vronte alla pacificazione sopraggiunta dopo il 1989 può ormai delocalizzare all'estero e di fronte alla crisi liquidare e traslare nel finanziario i Capitali. Ennesima fuga di Capitali. In futuro i ricchi, come già accade oggi, vivranno in Italia ma i vestiranno comodamente nell'economia globale (come molti già fanno da un pezzo). Devi capire che in una economia globale tu puoi pure morire di fame, letteralmente, come la maggior parte degli italiani ma chi ha i soldi potrà campare lo stesso. Tu non servi più, non serve la robotizzazione per rendere inutili le masse occidentali, basta la possibilità di delocalizzare, che dico, liquidare, tanto alla fine chi è di qui e vende (capito perché gli è andata bene alla vecchia aristocrazia nei 50?) vende a indiani e cinesi, vedi l'Arcelor Mittal ex Ilva, si vende agli indiani qua e si fanno di là investimenti nelle industrie indiane. Capito ora? Non è che i soldi non circolano sciocco, è che tu hai fatto il gradasso e chi ha i soldi ormai ti può escludere dal giro, c'è il buon Prakesh di là che per due pugni di riso fa il suo mestiere, tu taci nella fame. Chi oggi vende questi grossi pezzi ex IRI ormai lo fa perché ha fatto i soldi. Liquida chi può permettersi di farlo e di mettere i soldi al sicuro nella finanza. Ma tu che pensi che facciano i ricchi che da 70 anni (da quando ha iniziato a farlo l'aristocrazia più alta [mica i poveracci col blasone ad un elmo]) liquidano? Tengono i soldi sotto il materasso? No vanno in banca, lontani dagli occhi dei pezzenti, e li che i soldi dei ricchi che possono permettersi di staccarsi dal lavoro patrio, e cioè dalle pretese di quelli come te ed i tuoi avi è li che quei soldi diventano investimento vero e cioè speculazione bancaria.
    I soldi sono come una calamita, tendono a portare la ricchezza verso dove c'è già per effetto della pratica dell'investimento che consente a chi ha già i soldi di rischiare e cioè di speculare ed ammassare denari sulle spalle di tutti i poveracci che subiscono di volta in volta le speculazioni.
    Tanto sulle spalle di chi le banche le ha, e lo stato che salva le banche (in Italia o altrove in Occidente), sfogano gli effetti delle varie "crisi" e problematiche che possono raggiungere? Sulle spalle di quelli come voi, che perdono lavoro e perdono risparmi, c'è Prasad di là che si merita un tornio su cui sanguinare più di quanto non te lo meriti tu. @Robert.
    C'è un piccolissimo baco nel tuo ragiinamento .. i giovani sone sempre meno e stanno decrescendo esponenzialmente per cui fra non molto gli industriali (italiani)a chi li venderanno i loro prodotti? Ai migranti africani? Ai cinesi? Agli indiani?
    Ci sono um sacco do studi che vedono nero in futuro (a livello globale figurarsi in Italia) sia per la robotizzazione sia per la perdita del potere di acquisto delle persone ...una società capitalistica si bada sul principio della crescita infinita se questa crolla o quantomeno diventa flat il tutto si blocca ...anche per i figli degli avvocati.

 

 
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