Il Movimento Trans italiano insieme ai Radicali importa proprio in questi giorni dalla Gran Bretagna una proposta di legge che consente a ogni persona di autocertificarsi liberamente all’anagrafe come donna o uomo indipendentemente dal proprio sesso di nascita, senza necessità di alcuna diagnosi medica o atto giuridico.
Questo significa in particolare che l’essere donna sarà a disposizione di qualunque uomo con il suo corpo di uomo, anche in assenza di atti medici, nemmeno una semplice visita, o sentenze del Tribunale. Chiunque potrà andare in Comune e liberamente dichiararsi donna.
Questo conseguentemente comporta che oggi come donne anche in Italia ci troviamo a dover affrontare problematiche di cui fin qui abbiamo letto solo sulle cronache d’Oltremanica e d’Oltroceano: uomini autocertificatisi come donne che con il loro corpo di uomo avranno accesso a spazi femminili, dagli spogliatoi alle carceri ai reparti ospedalieri; accesso ad azioni positive riservate alle donne -come le quote in politica o nei cda aziendali-, accesso a competizioni sportive femminili e via dicendo.
Un radicale cambio di scenario che coglie di sorpresa il nostro Paese mediterraneo e la sua millenaria esperienza delle differenze sessuali, oggi colonizzato da proposte congegnate la’ dove (in GB) l’omosessualità è stata un reato penalmente perseguito fino al 1982 e dove alcune donne e femministe oggi sono sotto processo per il presunto reato di transfobia.
Il femminismo italiano e tutte le donne devono necessariamente fare i conti con questa novità.
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