Forse sta arrivando il momento del requiem anche per il Pdmenoelle.
Questi partiti sono implosi per mancanza di ideali, di persone, di carisma, di riferimenti storici e culturali.
Sigle da televoto, da reality show, con i soliti galli nel pollaio
Pochi anni ed è arrivata l'inevitabile fine
Rainews24.it
Si apre alle 12, nella sede domana del partito, la Direzione del Pd chiamata a fare chiarezza sui rapporti di forza interni dopo il documento dei 75 fortemente critico nei confronti della gestione Bersani.
La minoranza si presenta divisa all'appuntamento: da una parte Dario Franceschini, Franco Marini e Piero Fassino convinti che si debba sostenere il segretario in un momento difficile per giungere a una gestione collegiale del partito; dall'altra parte Walter Veltroni, Beppe Fioroni e Paolo Gentiloni convinti che la linea del segretario possa essere criticata e si possa aprire un dibattito a partire dal documento dei 75.
Area Democratica si sgretola
La riunione di Area Democratica, ieri, non è giunta a una posizione unitaria. Del resto c'erano profondi distinguo già in partenza e, senza giungere a un voto, il riavvicinamento non c'è stato. Tanto che Franceschini ha annunciato che se ci saranno elementi di novità voterà sì alla relazione del segretario, mentre Veltroni chiede che la conta non ci sia e si dia un segnale di apertura del partito.
La conta
In caso di voto gli esponenti del documento dei 75 sono orientati a esprimersi contro o al massimo ad astenersi, se vedranno segnali positivi nella relazione. Franceschini ha spiegato che la minoranza è a un bivio: o si rafforza la gestione unitaria, fino a votare si' al segretario, o si prendono ancor di più le distanze dalla linea della maggioranza. E ha poi spiegato che, a suo avviso , vista la delicatezza della situazione politica, la prima linea, quella "della collegialità" è la migliore.
Veltroni ha chiesto invece che domani il partito si mostri "inclusivo" nei confronti di un dibattito aperto dal documento per rafforzare il partito in un momento di difficolta'" e ha chiesto che si cessi di "drammatizzare" ogni critica fino a considerare il documento "un regalo a Berlusconi". Il Pd è in crisi e non si può ignorare; questo è il punto.
Piero Fassino ha condiviso la linea di Franceschini, spiegando che è il momento di decidere come la minoranza sta dentro al Pd, confermando alcuni elementi di critica ma con l'obiettivo di rafforzare il segretario.
Addio Areadem
Beppe Fioroni, dopo aver assicurato che non intende lasciare il partito ("nessuno mi caccera'", ha detto), ha spiegato che se ci sono i motivi per stare insieme nella minoranza, bene, altrimenti se ne prende atto. Ma ormai il destino della componente che Franceschini aveva creato dopo la sconfitta per la corsa alla segreteria sembra segnato. "Areadem è finita", ha sintetizzato uno dei partecipanti all'incontro.




Rispondi Citando
