Mentre il Governo insegue l'emergenza tra messaggi discordanti ed errori, vale la pena riflettere sugli scenari a medio termine.
In ogni caso, e comunque vada l'epidemia, il PIL scenderà almeno del 10% solo per il turismo che in nessun caso si riprenderà prima di un paio di anni. Almeno un altro 10% è da mettere in conto per gli sconvolgimenti in altri settori. Allo stesso tempo lo spread salirà e le spese per interessi esploderanno ben oltre i €70Md / anno attuali.
E' evidente e inevitabile che l'IItalia fallirà tra qualche settimana o mese, e sarà depredata dai creditori, Francia e Germania (per favore, nessuna stronza illusione su questo: dalla Libia alla Deutsche Bank scaricando titoli italiani qualche anno fa, fino ai divieti di export presidi anti contagio giorni fa. Non ci può essere alcun dubbio sulle loro intenzioni).
I mutamenti portati dall'epidemia sono destinati a durare e presentano anche opportunità.
L'opportunità è quella di attuare un processo di rapida trasformazione del sistema politico ed economico.
Una priorità è quella di mettere al riparo dai creditori i settori strategici e porre le basi per ripartire da una posizione strutturalmente più forte, il prima possibile.
Le risorse necessarie non possono essere prese a debito; vanno sottratte alle attività parassitarie ed improduttive >>€15Md / anno:
- Abolizione delle Regioni. Restano solo Stato centrale e Comuni. Sequestro dei beni dei parlamentari passati e presenti. Nuova Repubblica, parlamento monocamerale, duecento eletti. Semplificazione amministrazione e Giustizia.
- Abolizione esenzioni fiscali e elargizioni alla Chiesa. Eventualmente esproprio di tutti i beni ed eliminazione della Stato vaticano (completamento del processo di unificazione nazionale).
- Recupero di risorse dalla criminalità organizzata con ogni mezzo e senza riguardo.
Le attività economiche e produttive devono riprendere sotto stringenti misure di prevenzione del contagio. Questa deve diventare la nuova normalità al più presto.
Per i settori strategici, quelli ad alta tecnologia e valore aggiunto, oltre a quelli essenziali, si devono creare centri integrati, sicuri, di ricerca e sviluppo, in cui si può lavorare e vivere protetti, e in cui trasferire le attuali capacità e know-how. Questi centri di proprietà di cittadini, direttamente, e col divieto di trasferirne il titolo, operano a beneficio delle attività produttive nazionali.
Si deve ridurre la dipendenza energetica che incide negativamente per €50Md / anno (tutte le fonti, tutti gli usi) attraverso produzione di solare a concentrazione e termodinamico che già oggi possiamo realizzare interamente in Italia. In parte anche nucleare (la materia prima comunque importata ma ha incidenza minore sul costo complessivo rispetto agli idrocarburi e diversifica i fornitori). (Il ridotto prezzo attuale del greggio è temporaneo, tornerà su livelli ante pandemia). L'autotrazione va spostata su idrogeno e fuel cells, e non batterie, il cui mercato e dominato da attori esteri.
Nuovi prodotti e modalità produttive. Da sistemi e strutture protette all'adozione di robotica su larga scala. Dal telelavoro, alle coltivazioni aeroponiche.
Se non si fa così l'Italia cesserà di esistere e sarà un futuro di miseria.




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