Iniziano a pervenire dubbi e distinguo sull'immane peso che grava sul Presidente Conte: la scelta di comunicare alla Nazione, intorno alle ore 23:20 di sabato notte, via Facebook, forse ad evitare domande da parte di giornalisti e sui DPCM firmati.
Particolarmente interessanti sono le lacune scientifiche presenti nelle scelte. Si opera contraddicendo quanto affermato il giorno precedente: se una data misura può mostrare i suoi esiti solo dopo un esatto periodo di tempo perché stravolgerla disponendo ulteriori misure prima che quei tempi siano giunti?
Problemi anche dal punto di vista giuridico, costituzionale e penale, riguardo gli spostamenti. Limitare gli spostamenti è opportuno, ma per limitare i diritti costituzionali c'è bisogno di atti aventi forza di legge, non basta un DPCM che è sostanzialmente un atto amministrativo (maggiori dettagli qui).
Dunque, qualora le migliaia di denunce dovessero vedere un processo - cosa difficile - il giudice non potrà che disapplicare l'ordinanza, non lo afferma solo Giovanni Maria Flick, ma anche la Procura di Genova ammette: «Difficile punire le autocertificazioni false».
L'apoteosi si raggiunge in Campania: De Luca.
Il Presidente De Luca ancora non ha compreso l'impossibilità da parte sua di comprimere diritti costituzionali, egli non ha poteri legislativi penali tali da poter confinare la gente in casa. E ciò che riguarda la Campania risulta insanabile, diversamente dal DPCM in ambito nazionale. Mi riferisco alla sua ordinanza che prevede una sorta di quarantena lunga 14 giorni per chi esca senza motivo.
Qua, oltre alla totale assenza di fondamento giuridico, subentrano inconsistenza scientifica: Tizio esce di casa per recarsi al lavoro portando con sé l'autocertificazione. Ad un controllo passa, è tutto in ordine ed egli non è considerato individuo a rischio per sé e per gli altri. Caio, diversamente, esce per un giro in auto a stemperare la difficile costrizione in casa, con l'intenzione di fare solo qualche km lungo una provinciale per poi invertire ad U rientrando in casa. Durante il tragitto viene fermato e gli si contesta la mancata giusta causa dell'uscita con tutto ciò che ne consegue. Ma, dal punto di vista scientifico Tizio e Caio sono sullo stesso piano. Le contravvenzioni sono solo di natura sanzionatoria, ma le limitazioni personali introdotte da De Luca spetterebbero solo ad un giudice, perché equivarrebbero ai domiciliari non avendo le due settimane di quarantena motivazioni medico-sanitarie.
Salvini avrebbe voluto i pieni poteri? Salvini?





