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  1. #1
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    Predefinito D'Alema (!) in 2 min spiega la truffa europea..




  2. #2
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    Predefinito Re: D'Alema (!) in 2 min spiega la truffa europea..

    tocca andare a lezione di greco?

  3. #3
    Non confondermi con Salvo
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    Predefinito Re: D'Alema (!) in 2 min spiega la truffa europea..

    Appunto, pare che Conte e Mattarella cascano dalle nuvole quando scoprono l'evidenza, cioè che l'Europa non vuole aiutarci manco se crepiamo.

  4. #4
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    Predefinito Re: D'Alema (!) in 2 min spiega la truffa europea..

    d'alema.....
    qualcuno dice che "lui stesso è una truffa".

  5. #5
    .
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    Predefinito Re: D'Alema (!) in 2 min spiega la truffa europea..

    D'Alema sovranista.
    Roba da mandare in tilt un sacco di forumisti...

  6. #6
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Predefinito Re: D'Alema (!) in 2 min spiega la truffa europea..

    Alla fine si è svegliato pure lui.
    Meglio tardi che mai.



    Kobra (Democritico)
    Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
    preferisci chi striscia.
    E se ti serve un amico, trovati un cane.

  7. #7
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    Predefinito Re: D'Alema (!) in 2 min spiega la truffa europea..

    Secondo salto della quaglia; dalla dittatura del proletariato a quella dei banchieri; poi dai banchieri agli euroscettici.
    Questi meridionali sono attori nati.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #8
    .
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    Predefinito Re: D'Alema (!) in 2 min spiega la truffa europea..

    Citazione Originariamente Scritto da Kobra Visualizza Messaggio
    Alla fine si è svegliato pure lui.
    Meglio tardi che mai.
    []
    Il video è del 2015.
    Vuol dire che già allora i nostri amici piddini avevano chiara la situazione.

  9. #9
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    Predefinito Re: D'Alema (!) in 2 min spiega la truffa europea..

    D'Alema aveva visto lungo già nel 1992 vi consiglio vivamente di leggere il suo intervento nel resoconto stenografico della seduta del 29/10/1992 (pag. 5353 e seg.) che potete trovare qui in pdf. Mi permetto di consigliarvi di scaricarlo e conservarlo. Direi che è ancora attualissimo e dovrebbe essere "sventolato in faccia" agli Euristi di sinistra (ammesso e non concesso che la sinistra -quella vera - esista ancora....)

    Per maggiore vostra comodità (visto il limite esiguo di dimensioni per i PDf da allegare) ho copiato qui sotto l'intervento.

    PRESIDENTE . Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Alema. Ne ha facoltà.

    MASSIMO D'ALEMA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Parlamento giunge alla ratifica del trattato di Maastricht in un momento delicato e difficile nel processo di unità europea . Misuriamo in modo drammatico l'inadeguatezza di un' idea dell'Europa fondata sulla preminenza delle Istituzioni monetarie e sulla illusione che l'integrazione economica possa affidarsi ai puri e semplici meccanismi del mercato .
    In realtà, di fronte allo sconvolgimento dell' Europa e del mondo, segnato dal crollo dei regimi del socialismo reale e dalla fine della guerra fredda, e di fronte all'insorgere di un complesso di problemi e di contraddizioni in campoeconomico e sociale e al riemergere di nazionalismi e di conflitti anche nel cuore dell ' Europa , viene in evidenza l'inadeguatezza di un processo di unità fortemente condizionato in questi ultimi anni dal prevalere delle posizioni neoliberiste e monetariste.
    Noi siamo convinti che è l' inadeguatezza di questa concezione dell'unità europea che fa riemergere resistenze di diverso segno rispetto al processo di integrazione, anche in un paese come il nostro nel quale il movimento e l'orientamento europeisti hanno avuto un carattere assai largo ed unitario.
    Questo ci preoccupa e siam o convinti che tale fatto sia anche l'effetto della profonda crisi economica e sociale che caratterizza oggi il nostro paese, dello stato di impreparazione dell'Italia alla sfida dell'integrazione europea , del venire al pettine di nodi e contraddizioni irrisolte.
    Questo mette in evidenza la responsabilità delle classi dirigenti e dei governi; responsabilità che abbiamo denunciato nel corso del dibattito quando , negli interventi degli onorevoli Salvadori e Petruccioli, abbiamo ricordato come la presenza italiana nella fase di elaborazione e all'atto della firma del trattato sia stata improntata a quello stesso superficiale, truffaldino ottimismo sulle prospettive economiche del nostro paese che ha , d 'altro canto , caratterizzato l'azione interna dei governi italiani.
    Ora, è evidente che , anche rispetto al momento in cui la ratifica del trattato è avvenuta da parte del Parlamento europeo e poi del Senato della Repubblica, sono intervenuti fatti nuovi di grande rilevanza, che hanno messo in evidenza questa fragilità dell'Italia: primo fra tutti la svalutazione della lira e la crisi dello S M E . Fatti che incidono sulla valutazione del percorso di unità europea , che mettono in luce la rigidità di parti del trattato e la scarsa attendibilità delle previsioni in materia di tempi e modi dell'integrazione.
    Non ritengo tuttavia giusto né saggio — e voglio dirlo a proposito di posizioni che sono echeggiate in questo dibattito — imputare al trattat o di Maastricht le scelte di politica economica del Governo italiano, come se esse discendessero in modo quasi automatico dagli impegni italiani per l'integrazione europea .
    Posso capire che questo sia un modo in cui il Governo può essere interessato a giustificare le sue scelte, ma non comprendo come forze di opposizione finiscano così per nascondere due dati essenziali. Innanzitutto, che l'esigenza di risanamento finanziario era ed è un' esigenza nazionale imprescindibile per una politica di sviluppo e di equità, con o senza trattat o di Maastricht.
    In secondo luogo, che la qualità del risanamento e le scelte concrete in materia di salari, pensioni,
    equità fiscale, Stato sociale, non sono implicite in alcun trattato internazionale, ma discendono dalla volontà politica del Governo , dalla volontà di cui Governo e maggioranza portano intera la responsabilità.

    Anche se è evidente che l'idea secondo cui l'unificazione monetaria e la libera circolazione dei capitali senza una integrazione delle politiche di sviluppo, di bilancio, dei diritti sociali, appare profondamente discutibile, in crisi, sbagliata, non è solo un limite,ma è una distorsione in senso neoliberista del processo di unità europea.
    Queste sono le ragioni per cui alla discussione abbiamo portato un contributo critico, per nulla appiattito nel coro di u n europeismo retorico e di maniera , non solo partecipando alla stesura di un ordine del giorno unitario — che , sia pure nei termini di un concerto tra le forze democratiche e quindi per noi non interamente soddisfacente, tuttavia (lo vogliamo sottolineare) indica un impegno concreto per il Governo italiano nell'applicazione del trattato per superare limiti e distorsioni — , ma qualificando anche il nostro impegno nella discussione e nella presentazione di ordini del giorno intorno a tre questioni che consideriam o decisive.
    La prima è l'opzione democratica, per colmare un vuoto di controllo e di potere democratico europeo ; questione che appare essenziale proprio in una prospettiva di sviluppo e di equità. La seconda è l'opzione sociale, per mettere al centro di un processo di unità europea la tutela e l'espansione dei diritti sociali comuni, parte essenziale di una nuova cittadinanza europea . Vi è, infine, l'opzione pacifista.
    Il richiamo al vincolo dell'articolo 11 della Costituzione, ai princìpi ed alle procedure della Carta delle Nazioni Unite non aveva e non ha per noi il senso di un a riserva nazionalistica, ma vuole caratterizzare in questo modo il segno di una presenza italiana in Europa; il segno della presenza di un grande paese che nella sua Carta costituzionale ripudia la guerra come mezzo di soluzione delle controversie internazionali.
    Così abbiamo cercato di caratterizzare la nostra presenza, il nostro impegno e il nostro apporto critico. La scelta di un voto favorevole, alla quale giungiamo , è dunque una scelta sofferta e non scontata .
    Noi sentiamo vivissima la preoccupazione di una Europa dominata da interessi forti, scarsamente democratica , divisa tra aree ricche e trainanti e aree meno sviluppate e subalterne, ma ci persuade l'idea che una mancata ratifica del trattato di Maastricht, in realtà, non metterebbe per nulla a riparo da questi rischi e significherebbe la sanzione di una sconfitta.
    Sappiamo che la battaglia per un' Europa democratica dei cittadini e dei lavoratori è una battaglia non facile, il cui esito dipenderà in gran parte dalla forza e dall'unità di una nuova sinistra europea , ma di una nuova sinistra europea che stia nel processo di unità e che guardi oltre Maastricht.
    Chiamarsi fuori, confondersi con il fiorire di resistenze nazionalistiche e corporative, significa perdere senza combattere . È con questo spirito che, continuando una tradizione ed un'ispirazione che fu già del partito comunista italiano, il partito democratico della sinistra voterà per la ratifica del trattato di Maastricht
    Quello dei "cervelli in fuga" è un problema serio, ma ben più grande é quello dalle "teste di cazzo" che proprio non se ne vogliono andare

    La NATO ABBAIA ANCHE A TE !...digli di smettere

    Provate ad usare QWANT o DuckDuckgo al posto di Google

  10. #10
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    Predefinito Re: D'Alema (!) in 2 min spiega la truffa europea..

    D'Alema appartiene alla vecchia classe dirigente comunista dell'ex pc, e non è un novello calenda, quindi non sono stupito della sua uscita.
    Fondatore e Presidente onorario di Italia Morta. Pro Italexit e Unione Terroni d'Europa (UTE).
    Nostra proposta per emergenza Ucraina -----> La nato invade i paesi dell'est e li consegna alla Russia. Guerra finita e pace per tutti.

 

 
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