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    Predefinito Siamo arrivati impreparati al Covid-19. Una analisi precisa.

    DATAROOM di Milena Gabanelli

    Coronavirus in Italia: i tagli al Servizio sanitario nazionale, chi li ha fatti e perché

    La drammatica situazione sanitaria che l’Italia sta vivendo in questi giorni non è dovuta solo allo tsunami della pandemia Covid-19, ha anche ragioni che affondano le radici nel nostro recente passato. Il Servizio sanitario nazionale italiano è d’eccellenza, si è detto e scritto più volte, perché garantisce a tutti cura e assistenza, per la preparazione di medici e infermieri, ma lo è molto meno per la sua gestione.
    Per prima cosa va detto che stiamo affrontando una pandemia e che il nostro Ssn sta conducendo una battaglia mai affrontata in precedenza. Secondo l’Istituto superiore di sanità, che monitora ogni anno i dati dell’influenza, l’epidemia del 2009-10, la cosiddetta febbre suina causata dal virus A/H1N1, in Italia colpì 4.408.000 persone, causando 443 gravi crisi respiratorie e 229 morti. Lo scorso inverno, caratterizzato da un’elevata circolazione virale, i due ceppi influenzali A/H1N1 e A/H3N2 hanno invece colpito 8.072.000 persone, mandandone 812 in terapia intensiva, con 205 deceduti. I numeri di oggi fanno paura.


    Dataroom

    Coronavirus in Italia: i tagli al Servizio sanitario nazionale, chi li ha fatti e perché
    di Domenico Affinito
    La drammatica situazione sanitaria che l’Italia sta vivendo in questi giorni non è dovuta solo allo tsunami della pandemia Covid-19, ha anche ragioni che affondano le radici nel nostro recente passato. Il Servizio sanitario nazionale italiano è d’eccellenza, si è detto e scritto più volte, perché garantisce a tutti cura e assistenza, per la preparazione di medici e infermieri, ma lo è molto meno per la sua gestione.
    Covid-19, un nemico eccezionale

    Per prima cosa va detto che stiamo affrontando una pandemia e che il nostro Ssn sta conducendo una battaglia mai affrontata in precedenza. Secondo l’Istituto superiore di sanità, che monitora ogni anno i dati dell’influenza, l’epidemia del 2009-10, la cosiddetta febbre suina causata dal virus A/H1N1, in Italia colpì 4.408.000 persone, causando 443 gravi crisi respiratorie e 229 morti. Lo scorso inverno, caratterizzato da un’elevata circolazione virale, i due ceppi influenzali A/H1N1 e A/H3N2 hanno invece colpito 8.072.000 persone, mandandone 812 in terapia intensiva, con 205 deceduti. I numeri di oggi fanno paura.
    Potevamo muoverci prima

    I primi casi di polmonite anomala in Italia vengono segnalati già a fine dicembre, quando dalla Cina arriva la segnalazione all’Oms. Il 30 dicembre a Piacenza c’è un picco di 40 polmoniti in una settimana. Il 7 gennaio a Milano si segnalano più polmoniti della media: da 50 a 80 in più al giorno al San Paolo e 70 al giorno in più al Niguarda. Anche a Como l’11 gennaio gli ospedali cittadini segnalano il sovraffollamento per casi di polmonite. Settimane in cui il virus ha circolato liberamente, soprattutto negli ospedali. Non solo non è scattato il piano antipandemia governativo del 2016, ma addirittura il Ministero della Salute il 5 gennaio scriveva in una circolare che l’Oms «non raccomanda alcuna misura specifica per i viaggiatori» e «raccomanda di evitare qualsiasi restrizione ai viaggi e al commercio con la Cina in base alle informazioni attualmente disponibili». Un via libera alla Covid-19.
    Quello della spesa sanitaria è uno dei nodi centrali di questa storia. Dal 2001 a oggi il fabbisogno sanitario statale in termini assoluti è quasi sempre aumentato, passando da 71,3 miliardi nel 2001 a 114,5 nel 2019. Se dieci anni fa i 105,6 miliardi di euro erano il 7% della ricchezza nazionale, nel 2019 i 114,5 miliardi erano il 6,6%: un taglio dello 0,4% del Pil in 10 anni che porta la firma dei governi Berlusconi IV, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte.
    Siamo arrivati impreparati al Covid-19

    Una cura dimagrante che non aveva fatto i conti con «l’imprevisto». Se ne usciremo sarà solo grazie all’abnegazione di medici e infermieri, che hanno pagato e stanno pagando in prima persona. Volti anonimi, devastati dalla stanchezza e quotidianamente esposti al rischio di ammalarsi perché senza le dovute protezioni (vedi mascherine), mentre ancora la politica romana beveva aperitivi. Ebbene, è a quei volti anonimi che chiediamo venga assegnato il Nobel per la pace.
    https://www.corriere.it/dataroom-mil...7b205-va.shtml

  2. #2
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    Predefinito Re: Siamo arrivati impreparati al Covid-19. Una analisi precisa.

    Citazione Originariamente Scritto da incerto Visualizza Messaggio
    DATAROOM di Milena Gabanelli

    Coronavirus in Italia: i tagli al Servizio sanitario nazionale, chi li ha fatti e perché

    La drammatica situazione sanitaria che l’Italia sta vivendo in questi giorni non è dovuta solo allo tsunami della pandemia Covid-19, ha anche ragioni che affondano le radici nel nostro recente passato. Il Servizio sanitario nazionale italiano è d’eccellenza, si è detto e scritto più volte, perché garantisce a tutti cura e assistenza, per la preparazione di medici e infermieri, ma lo è molto meno per la sua gestione.
    Per prima cosa va detto che stiamo affrontando una pandemia e che il nostro Ssn sta conducendo una battaglia mai affrontata in precedenza. Secondo l’Istituto superiore di sanità, che monitora ogni anno i dati dell’influenza, l’epidemia del 2009-10, la cosiddetta febbre suina causata dal virus A/H1N1, in Italia colpì 4.408.000 persone, causando 443 gravi crisi respiratorie e 229 morti. Lo scorso inverno, caratterizzato da un’elevata circolazione virale, i due ceppi influenzali A/H1N1 e A/H3N2 hanno invece colpito 8.072.000 persone, mandandone 812 in terapia intensiva, con 205 deceduti. I numeri di oggi fanno paura.


    Dataroom

    Coronavirus in Italia: i tagli al Servizio sanitario nazionale, chi li ha fatti e perché
    di Domenico Affinito
    La drammatica situazione sanitaria che l’Italia sta vivendo in questi giorni non è dovuta solo allo tsunami della pandemia Covid-19, ha anche ragioni che affondano le radici nel nostro recente passato. Il Servizio sanitario nazionale italiano è d’eccellenza, si è detto e scritto più volte, perché garantisce a tutti cura e assistenza, per la preparazione di medici e infermieri, ma lo è molto meno per la sua gestione.
    Covid-19, un nemico eccezionale

    Per prima cosa va detto che stiamo affrontando una pandemia e che il nostro Ssn sta conducendo una battaglia mai affrontata in precedenza. Secondo l’Istituto superiore di sanità, che monitora ogni anno i dati dell’influenza, l’epidemia del 2009-10, la cosiddetta febbre suina causata dal virus A/H1N1, in Italia colpì 4.408.000 persone, causando 443 gravi crisi respiratorie e 229 morti. Lo scorso inverno, caratterizzato da un’elevata circolazione virale, i due ceppi influenzali A/H1N1 e A/H3N2 hanno invece colpito 8.072.000 persone, mandandone 812 in terapia intensiva, con 205 deceduti. I numeri di oggi fanno paura.
    Potevamo muoverci prima

    I primi casi di polmonite anomala in Italia vengono segnalati già a fine dicembre, quando dalla Cina arriva la segnalazione all’Oms. Il 30 dicembre a Piacenza c’è un picco di 40 polmoniti in una settimana. Il 7 gennaio a Milano si segnalano più polmoniti della media: da 50 a 80 in più al giorno al San Paolo e 70 al giorno in più al Niguarda. Anche a Como l’11 gennaio gli ospedali cittadini segnalano il sovraffollamento per casi di polmonite. Settimane in cui il virus ha circolato liberamente, soprattutto negli ospedali. Non solo non è scattato il piano antipandemia governativo del 2016, ma addirittura il Ministero della Salute il 5 gennaio scriveva in una circolare che l’Oms «non raccomanda alcuna misura specifica per i viaggiatori» e «raccomanda di evitare qualsiasi restrizione ai viaggi e al commercio con la Cina in base alle informazioni attualmente disponibili». Un via libera alla Covid-19.
    Quello della spesa sanitaria è uno dei nodi centrali di questa storia. Dal 2001 a oggi il fabbisogno sanitario statale in termini assoluti è quasi sempre aumentato, passando da 71,3 miliardi nel 2001 a 114,5 nel 2019. Se dieci anni fa i 105,6 miliardi di euro erano il 7% della ricchezza nazionale, nel 2019 i 114,5 miliardi erano il 6,6%: un taglio dello 0,4% del Pil in 10 anni che porta la firma dei governi Berlusconi IV, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte.
    Siamo arrivati impreparati al Covid-19

    Una cura dimagrante che non aveva fatto i conti con «l’imprevisto». Se ne usciremo sarà solo grazie all’abnegazione di medici e infermieri, che hanno pagato e stanno pagando in prima persona. Volti anonimi, devastati dalla stanchezza e quotidianamente esposti al rischio di ammalarsi perché senza le dovute protezioni (vedi mascherine), mentre ancora la politica romana beveva aperitivi. Ebbene, è a quei volti anonimi che chiediamo venga assegnato il Nobel per la pace.
    https://www.corriere.it/dataroom-mil...7b205-va.shtml
    Premio Nobel per la Medicina.
    No per la pace.
    Il premio per la pace è inflazionato, dato a chi gli sta simpatico politicamente.
    Uno che si difende da un'aggressione, che deve combattere per sopravvivere, per non essere schiavizzato, a quello no che non glielo danno il nobel per la pace.
    Al personale sanitario va il Nobel per la Medicina.
    Quello della pace è quasi un'offesa.
    A mio giudizio.
    Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.

 

 

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