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Re: Paradiso
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Originariamente Scritto da
Darwin
Le proprietà emergenti nelle strutture non dipendono unicamente dalle proprietà dei componenti ma anche dalle modalità delle loro interazioni.
...ma se anche quelle interazioni materiali finiscono e si rigenerano nel corso di una vita...qual’è quel filo conduttore che è sempre “Lí”...a certificare la nostra identità?
E perchè dovremmo considerarlo annichilito?
È lui o esso che ha bisogno di un corpo o viceversa?
Comunque io credo che, più ci evolviamo, più la scienza sia disposta ad accettare, almeno come teorizzazione, la metempsicosi o altre forme di metafisica.
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Re: Paradiso
Citazione:
Originariamente Scritto da
Ucci Do
...ma se anche quelle interazioni materiali finiscono e si rigenerano nel corso di una vita...qual’è quel filo conduttore che è sempre “Lí”...a certificare la nostra identità?
E perchè dovremmo considerarlo annichilito?
È lui o esso che ha bisogno di un corpo o viceversa?
Comunque io credo che, più ci evolviamo, più la scienza sia disposta ad accettare, almeno come teorizzazione, la metempsicosi o altre forme di metafisica.
Quello che rimane costante è la struttura , se io ho A e B in una determinata relazione fra loro e A è sostituito da C funzionalmente equivalente le proprietà emergenti della relazione rimangono costanti , anche se poi è B ad essere sostituito da D.
Per fare sempre l'esempio della casa , rimane la stessa casa anche se via via cambiamo i mattoni e gli infissi.
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Re: Paradiso
Citazione:
Originariamente Scritto da
Ucci Do
Durante la vita, da quando “tocchiamo” l’aria, c’è un ricambio cellulare che copre, credo (anche qui la scienza non ha responsi “univoci”), circa il 98% della nostra materia....pare comunque che anche le cellule cerebrali rinascano secondo alcuni studi scientifici (coprendo la totalità della nostra materia)...e che, quindi, anch’esse “muoiano”...
...quindi cosa sopravvive? Ad esempio dal “quid” concepito che sei tu (se possiamo dire che esistiamo in questo sistema solare da quando siamo concepiti) e il “tu” di ora?
Ragionevolmente, posso dire che la morte non esiste (se c’è un quid personale che sopravvive all’annichilimento materiale)....gli atei dicono che con la morte del corpo la vita finisce....io posso solo dire che finisce la vita corporale...posso solo dire questo.
O meglio, posso chiedermi: cosa manca a un corpo quando è morto?
grazie per la spiegazione. :)
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Re: Paradiso
Citazione:
Originariamente Scritto da
Darwin
Quello che rimane costante è la struttura , se io ho A e B in una determinata relazione fra loro e A è sostituito da C funzionalmente equivalente le proprietà emergenti della relazione rimangono costanti , anche se poi è B ad essere sostituito da D.
Per fare sempre l'esempio della casa , rimane la stessa casa anche se via via cambiamo i mattoni e gli infissi.
beh non sono completamente concorde.
un mattone A si può cambiare con un mattone con la stessa resistenza e la stessa materia del mattone C.
ma se penso ad un PC non basta cambaire il disco per dire che il pc ha le stesse funzionalità, occorre farne una copia esatta.
ora se una cellula del cervello muore, non basta che venga sostituita, deve essere in qualche modo anche trasferito qualcosa.
dove sta la memoria, "come viene mantenuta in vita" ?
e ancora di più, dove sta la nostra personalità e come "viene mantenuta in vita" ?
non basta che C sostituisca A occorre che A passi pure qualcosa a C prima di morire (o qualcosa di simile)
insomma, non mi sembra un discorso così semplice, ne dal punto di vista scentifico ne filosofico.
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Re: Paradiso
Citazione:
Originariamente Scritto da
furioso2013
...ora se una cellula del cervello muore, non basta che venga sostituita....
Se molte cellule cerebrali degenerano o muoiono, come nell'alzheimer, gli effetti si osservano con una diminuzione della memoria, delle facoltà cognitive, del riconoscimento visivo, etc. Come nel disco fisso, la perdita o il danno di interi settori può portare a un malfunzionamento dello stesso, fino - al limite - a non renderlo più funzionante. :nodding: :drinky:
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Re: Paradiso
Citazione:
Originariamente Scritto da
furioso2013
beh non sono completamente concorde.
un mattone A si può cambiare con un mattone con la stessa resistenza e la stessa materia del mattone C.
ma se penso ad un PC non basta cambaire il disco per dire che il pc ha le stesse funzionalità, occorre farne una copia esatta.
ora se una cellula del cervello muore, non basta che venga sostituita, deve essere in qualche modo anche trasferito qualcosa.
dove sta la memoria, "come viene mantenuta in vita" ?
e ancora di più, dove sta la nostra personalità e come "viene mantenuta in vita" ?
non basta che C sostituisca A occorre che A passi pure qualcosa a C prima di morire (o qualcosa di simile)
insomma, non mi sembra un discorso così semplice, ne dal punto di vista scentifico ne filosofico.
Guarda senza volere mi hai fatto pensare ad un bel esempio pratico di quello che volevo dire.
Grazie.
Pensa ad una serie di dischi in modalità raid in cui la sostituzione di un disco rotto non comporta nessun problema di mantenimento della memoria.(non per nulla viene utilizzata di solito in server o computer con applicazioni h24)
L'informazione non è contenuta specificatamente in un disco , con un solo disco non hai l'informazione registrata ma l'informazione l'hai dto l'insieme dei dischi ed in modalitù ridondante in mdo che la rottura di un disco non faccia perdere l'informazione.
Una caratteristica della vita è sicuramente la ridondanza che da resilienza alla struttura. Ovviamente fino ad un certo punto.
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Re: Paradiso
Uno degli effetti non voluti del coronavirus è stato quello di far pensare molte persone al possibile incontro con quella che Francesco d’Assisi denominava “sorella morte”. Di fronte ad essa le reazioni sono spesso spontaneamente simili a quella avuta da un granduca di Toscana, ma non so chi.
Si racconta che il confessore di un granduca di Toscana, un frate cappuccino, al suo penitente moribondo avesse ingenuamente suggerito: “Altezza, è bello andare in paradiso!”. Ma il granduca con un filo di voce replicò: “Ma io sto così bene anche a Palazzo Pitti!”.
Un altro episodio. Una domenica mattina un parroco dopo aver descritto le beatitudini nel Paradiso e le modalità per i credenti di raggiungerlo, chiese ai fedeli in chiesa: “ Chi di voi ha voglia di andare in Paradiso?”.
Tutti alzarono la mano, ad eccezione di un vecchietto in prima fila.
Il prete, sorpreso, domandò: “Chi di voi vuole andare all’Inferno?”. Nessuno alzò la mano, compreso l’anziano.
Il sacerdote allora gli si avvicinò e gli chiese: “ma lei dove vuole andare? In Paradiso, no; all’Inferno, neppure!…”.
E l’uomo gli rispose: “il Paradiso è bello, ma non ci voglio andare, perché sto bene qui!”.
Il granduca e l’uomo anziano pur così diversi per mentalità e condizione sociale erano concordi nel dire: “meglio la terra che il cielo, meglio vivere bene quaggiù che sperare nell’incerto Paradiso.
Tutte le religioni hanno cercato in forme diverse di varcare con l’immaginazione la frontiera della mortalità pensando a come può essere l' altro aspetto della “vita” per chi ci crede.
Il desiderio di fantasticare oltre quel limite ha pervaso per secoli la storia dell' arte, della letteratura e della filosofia.
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Re: Paradiso
Citazione:
Originariamente Scritto da
Scipione
Se molte cellule cerebrali degenerano o muoiono, come nell'alzheimer, gli effetti si osservano con una diminuzione della memoria, delle facoltà cognitive, del riconoscimento visivo, etc. Come nel disco fisso, la perdita o il danno di interi settori può portare a un malfunzionamento dello stesso, fino - al limite - a non renderlo più funzionante. :nodding: :drinky:
si ma qui stiamo parlando di cellule che prendono il posto di altre, non di celluele che muoiono e basta.
mi sebra che questa sia una differenza non piccola.
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Re: Paradiso
Citazione:
Originariamente Scritto da
Darwin
Guarda senza volere mi hai fatto pensare ad un bel esempio pratico di quello che volevo dire.
Grazie.
Pensa ad una serie di dischi in modalità raid in cui la sostituzione di un disco rotto non comporta nessun problema di mantenimento della memoria.(non per nulla viene utilizzata di solito in server o computer con applicazioni h24)
L'informazione non è contenuta specificatamente in un disco , con un solo disco non hai l'informazione registrata ma l'informazione l'hai dto l'insieme dei dischi ed in modalitù ridondante in mdo che la rottura di un disco non faccia perdere l'informazione.
Una caratteristica della vita è sicuramente la ridondanza che da resilienza alla struttura. Ovviamente fino ad un certo punto.
vero, ma è anche vero che appena sostituito quel disco viene riempito con i dati che aveva prima e magari anche con i nuovi.
quindi la tua teoria è che se il numero di cellule sostituite non è "esagerata", le cellule nuove possono essere "ristruite" dalle altre.
si ci può stare.
in effetti ci sono stati casi clinici se non erro in cui parti di cervello che sembravano apparentemente "inutili" o aventi altre funzioni di minore importanza hanno "preso il posto" di cellule celebrali morte o che sono state "eliminate"
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Re: Paradiso
Citazione:
Originariamente Scritto da
Doxa
Uno degli effetti non voluti del coronavirus è stato quello di far pensare molte persone al possibile incontro con quella che Francesco d’Assisi denominava “sorella morte”. Di fronte ad essa le reazioni sono spesso spontaneamente simili a quella avuta da un granduca di Toscana, ma non so chi.
Si racconta che il confessore di un granduca di Toscana, un frate cappuccino, al suo penitente moribondo avesse ingenuamente suggerito: “Altezza, è bello andare in paradiso!”. Ma il granduca con un filo di voce replicò: “Ma io sto così bene anche a Palazzo Pitti!”.
Un altro episodio. Una domenica mattina un parroco dopo aver descritto le beatitudini nel Paradiso e le modalità per i credenti di raggiungerlo, chiese ai fedeli in chiesa: “ Chi di voi ha voglia di andare in Paradiso?”.
Tutti alzarono la mano, ad eccezione di un vecchietto in prima fila.
Il prete, sorpreso, domandò: “Chi di voi vuole andare all’Inferno?”. Nessuno alzò la mano, compreso l’anziano.
Il sacerdote allora gli si avvicinò e gli chiese: “ma lei dove vuole andare? In Paradiso, no; all’Inferno, neppure!…”.
E l’uomo gli rispose: “il Paradiso è bello, ma non ci voglio andare, perché sto bene qui!”.
Il granduca e l’uomo anziano pur così diversi per mentalità e condizione sociale erano concordi nel dire: “meglio la terra che il cielo, meglio vivere bene quaggiù che sperare nell’incerto Paradiso.
Tutte le religioni hanno cercato in forme diverse di varcare con l’immaginazione la frontiera della mortalità pensando a come può essere l' altro aspetto della “vita” per chi ci crede.
Il desiderio di fantasticare oltre quel limite ha pervaso per secoli la storia dell' arte, della letteratura e della filosofia.
vero, come è vero che spesso e l'aggrapprsi a quella speranza che ti fa contimnuare a vivere anche in condizioni disperate o dopo eventi che ti hanno lasciato in condizioni disperat.
quindi anche se non ci fosse nulla dopo (evidenzio il "fosse") non vedo nessun male a pensare ci sia, se questo non comporta a sua volta comportamenti estremi verso gli altri.