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Attilio Fontana chiede a Conte di "riaprire le attività produttive dal 4 maggio" seguendo la rotta delle 'Quattro D' - distanza, dispositivi, diagnosi e digitalizzazione - e apre l'ultimo fronte degli attriti tra Milano e Roma. Il sindaco Sala: "L'ha decisa la Regione o Salvini?". La sottosegretaria Zampa: "Dal primo giorno è stato tutto un disattendere e contraddire il governo, dobbiamo interrogarci se non sia una ragione politica". Gallera: "Disgustato da sciacallaggio politico"
Una fuga in avanti, la “via lombarda alla libertà”, che irrita la maggioranza, snobba e anticipa i suggerimenti che arriveranno dalla task force guidata da Vittorio Colao, viene bocciata dall’Oms e dall’epidemiologo Pierluigi Lopalco. E, lo dicono a mezza voce in tanti, appare come una manovra politica. Non a caso la prima benedizione è stata quella del leader della Lega Matteo Salvini: “Il governo ne tenga conto”, è stato il messaggio dell’ex ministro dell’Interno.
La richiesta di Regione Lombardia al governo di “riaprire le attività produttive dal 4 maggio” seguendo la rotta delle ‘Quattro D’ – distanza, dispositivi, diagnosi e digitalizzazione – diventa l’ultimo fronte degli attriti tra Roma e Milano. “L’uscita dal lockdown deve avvenire, ma avvenga dentro tempi e regole nazionali da individuare in fretta senza furbizie. Ciò che accade a una Regione condiziona pesantemente ciò che accade su tutto il resto del Paese. Errare è umano, perseverare è diabolico”, incalza il segretario Pd Nicola Zingaretti.
Un contropiede veloce, quello del Pirellone, dopo l’ordinanza emessa da Attilio Fontana sabato nella quale imponeva misure più stringenti di quelle previste dal governo, come il no alla riapertura delle librerie, mentre le ultime due giornate in Regione sono state scandite dall’inchiesta sulle Rsa, con il blitz dei finanzieri anche dentro il Pirellone. Tanto che la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, lo dice in maniera neanche troppo velata: “Visto che dal primo giorno è stato tutto un disattendere e contraddire il governo, dobbiamo interrogarci se non sia una ragione politica quella che porta la Lombardia a prendere le distanze dal lockdown”.
Senza giri di parole anche il sindaco di Milano, Beppe Sala: “La ripartenza il 4 maggio in Lombardia l’ha decisa la Regione o Salvini? Stanno passando dal terrore sul numero dei contagi di due giorni fa al liberi tutti. Un po’ più di equilibrio non guasterebbe”. Il leader della Lega, del resto, è stato tra i primi ad applaudire la nota con cui Fontana annunciava la “via lombarda alla libertà” e ancora mercoledì sera, ribadiva: “Chiedere la riapertura da parte della Lombardia è un grande segnale di concretezza e di speranza, spero che il governo ne tenga conto”.
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Bella responsabilità si stanno prendendo Salvini e Fontana! Non voglio immagginare se dovesse rialzare la testa il coronavirus in Lombardia.